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legato di ereditÓ non ancora aperta


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18 risposte a questa discussione

#1 roccia

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 11:22

Ciao! Qualcuno potrebbe indicarmi qualche articolo o manuale ove si affronta l'argomento relativo alla sua ammissibilitÓ? Secondo la dottrina (non meglio precisata) cui fa riferimento Ceolin nel tema ░ 5, esso sarebbe nullo per violazione dei patti successori, ma a me questa tesi non convince granchŔ... Voi che ne pensate?

#2 Gaia_19_78

Gaia_19_78

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 11:48

Ciao Roccia
non ho ben compreso la fattispecie.
Se ti riferisci al legato di eredita con riferimento alla quale si Ú aperta la successione ma non ancora accettata a venire in rilievo sara un legato di cosa altrui
Altrimenti ho capito male
Scusami
Gaia

#3 roccia

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 11:54

Ciao, Gaia! :) Mi riferisco al legato con cui il testatore lega a un soggetto i diritti che gli potranno spettare (al testatore) su una ereditÓ che attualmente non si Ŕ ancora aperta. CioŔ: tale legato Ŕ ammissibile oppure impinge nel divieto dei patti successori? Ceolin, nel suo testo, fa riferimento a generica dottrina che sostiene la seconda tesi, senza per˛ dare dei riferimenti precisi. Siccome, di primo acchito, non mi pare condivisibile questa teoria, volevo documentarmi meglio, ma non sono ancora riuscita a trovare niente... Mi date una mano? E inoltre, voi come la pensate al riguardo? Grazie!

#4 Gaia_19_78

Gaia_19_78

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 13:32

Ciao Roccia :)
prova e leggerti nel Manuale di diritto ereditario di Bonilini la pag 19 in fondo
Si tratta proprio di questo argomento :ok:
Gaia

#5 haran banjo

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 14:09

non penso che si possano porre problemi di determinabilitÓ........


sul fatto dei 458 tutti i testi da me consultati:messineo,gangi,2 bonilini sui legati ,tatarano,azzariti propongono la posizione di ceolin senza per˛ spiegare.


Non l'ho ancora visto ,ma per me una soluzione potrebbe trovarsi in quello scritto di ieva sui 458 su rivista del notariato del 98.

Gaia,Bonilini nel manuale -che non ho -che dice???

#6 Gaia_19_78

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 14:16

Ciao Haran :) :)
In sostanza si dice che si configuri un patto successorio in tutti quei negozi attraverso i quali si attribuiscono diritti ovvero ci si priva di diritti aventi ad oggetto una successione non ancora aperta.
Il discorso si ferma qui: non si dice nulla di pi¨ cry
Gaia

Messaggio modificato da Gaia_19_78 il 01 febbraio 2008 alle ore 14:16


#7 Gaia_19_78

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 14:23

Roccia e Haran
vi segnalo che a pag 106 del codice ipertestuale delle successioni e donazioni utet si riporta testualmente: "Con il patto dispositivo il promittente dispone di beni che prevede di acquistare in virt¨ di una successione futura.
Al patto con il quale il promittente dispone direttamente del diritto in questione deve equiparasi il patto con il quale il disponente si impegna a disporre del diritto derivante dalla futura successione anch'esso colpito dal divieto in esame" ( vedi Ferri).
Gaia

#8 colt

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 17:10

Siccome, di primo acchito, non mi pare condivisibile questa teoria, volevo documentarmi meglio, ma non sono ancora riuscita a trovare niente... Mi date una mano? E inoltre, voi come la pensate al riguardo? Grazie!


Condivido le tue perplessitÓ [non so darti per˛ riferimenti di bibliografia]. Il 458 rende nulli p patti, cioŔ i contratti, a formazione unilaterale o bilaterale che siano, ovvero gli altri tipi di negozi che hanno forza di legge tra le parti. Come dice Caccavale, il 458 mira a proteggere in linea di principio (a prescindere qui dalle varie distinzioni) la libera volontÓ del de cuius, che non pu˛ essere coartata quando si tratta della propria dipartita.
Il testamento Ŕ il negozio revocabile per eccellenza, che avrÓ efficacia dopo la morte. Secondo me l'esigenza di protezione della volontÓ del de cuius Ŕ giÓ soddisfatta dalla struttura revocabile del testamento.
Ovviamente l'attribuzione sarebbe condizionata alla premorienza del soggetto della cui ereditÓ si tratta e all'acquisto della qualitÓ di erede del testatore.

#9 roccia

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Pubblicato 01 febbraio 2008 alle ore 17:32

Ciao a tutti! Il ragionamento che ho fatto io (ma ripeto, devo ancora documentarmi) Ŕ: posto che si tratterebbe (in teoria) di un patto successorio dispositivo, e posto altresý che la ratio del divieto dei patti successori dispositivi Ŕ stata individuata nell'intento di porre un freno alla prodigalitÓ del disponente, tale ratio non mi sembra possa ricorrere quando il disponente non fa altro che dire: qualora mi dovesse pervenire qualcosa dall'ereditÓ di Tizio, dispongo che essa vada a Caio. CioŔ, a me pare si tratti di un normale legato sottoposto a condizione sospensiva duplice: 1) che Tizio mi premuoia; 2) che Tizio mi lasci qualcosa. Non mi pare che le argomentazioni che possono valere per una vendita possano essere altrettanto valide per un testamento...

#10 Henryb

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Pubblicato 02 febbraio 2008 alle ore 00:42

Ciao a tutti :)

A pag. 17 della casistica di Capozzi ho trovato un caso interessante. Si dice che non costituisce donazione nulla per violazione del divieto del patto successorio dispositivo la donazione con cui il donante dona al donatario dei beni sotto la condizione sospensiva di ereditare da una terza persona.

Si tratta della cosidetta condizione "se erediter˛" che non rende nullo il contratto a patto che, si dice, l'oggetto di quest'ultimo non sia di provenienza ereditaria.

Se Ŕ possibile fare un parallelo col legato di ereditÓ non ancora aperta, si potrebbe pertanto sostenere la sua nullitÓ per contrarietÓ al divieto di cui all'art. 458 in quanto atto (l'art. 458 infatti dice "E' del pari nullo ogni atto...") che dispone di beni considerati di provenienza ereditaria in quanto tali prima ancora che l'ereditÓ stessa venga ad esistere.

Forse, ma l'ora Ŕ tarda quindi chiedo venia per l'eventuale baggianata, si potrebbe sostenere addirittura la nullitÓ di un simile legato per indeterminabilitÓ dell'oggetto, visto che non si pu˛ parlare di ereditÓ prima ancora che la successione si sia aperta (v. ad es. art. 557 comma 2░)

#11 roccia

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Pubblicato 02 febbraio 2008 alle ore 10:37

Ciao, Henryb, e grazie per l'intervento!
Secondo me, se io "dono" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, questo sý che Ŕ patto successorio nullo, ma se io lascio "per testamento" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, non ricorre la ratio del divieto dei patti successori, poichŔ io mi limito a dire - posto che in ogni caso non me li posso portare nella bara! ;) - che sorte voglio che quei beni abbiano per dopo la mia morte. Il testamento non Ŕ, come la donazione, un atto di liberalitÓ, Ŕ solo il mezzo attraverso il quale io decido la sorte dei miei averi per dopo la mia morte, la successione Ŕ un fenomeno necessario, non eventuale, come pu˛ essere una vendita o una donazione... in questo senso ritengo non sussista affatto la ratio del divieto dei patti successori dispositivi, consistente nell'intento di porre un freno alla "prodigalitÓ" del disponente...

#12 charlie80

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Pubblicato 02 febbraio 2008 alle ore 11:55

Ritengo che un legato del genere non sia valido perchŔ il testatore pu˛ disporre con efficacia reale di soli diritti attuali e non anche potenziali al momento di redazione del testamento (fatte salve le ipotesi di relatio formale).
Inoltre, la nullitÓ di una tale disposizione pu˛ essere ulteriormente sottolineata se prendiamo per buona la tesi del doppio stadio di efficacia del testamento, cosicchŔ quella disposizione, contraria al 458 c.c. sarebbe immediatamente efficace nei confronti del testatore.

Almeno credo!

Ciao! :)

#13 haran banjo

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Pubblicato 02 febbraio 2008 alle ore 11:58

Ciao, Henryb, e grazie per l'intervento!
Secondo me, se io "dono" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, questo sý che Ŕ patto successorio nullo, ma se io lascio "per testamento" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, non ricorre la ratio del divieto dei patti successori, poichŔ io mi limito a dire - posto che in ogni caso non me li posso portare nella bara!  ;)  - che sorte voglio che quei beni abbiano per dopo la mia morte. Il testamento non Ŕ, come la donazione, un atto di liberalitÓ, Ŕ solo il mezzo attraverso il quale io decido la sorte dei miei averi per dopo la mia morte, la successione Ŕ un fenomeno necessario, non eventuale, come pu˛ essere una vendita o una donazione... in questo senso ritengo non sussista affatto la ratio del divieto dei patti successori dispositivi, consistente nell'intento di porre un freno alla "prodigalitÓ" del disponente...

il problema roccia che quello che poni a fondamento dei patti dispositivi "prodigalitÓ" non Ŕ un argomento valido(si ammette in via generale la vendita di cosa futura -eccez 771-) ma il divieto ex 458/x i dispositivi/ Ŕ quello di evitare che nella fine di un uomo si pongano speranze(votum corvinum)[caccavale , casu,bianca,palazzo].
Penso che seppur semplicistico questo sia l'unico motivo.

ciauz ;)

cmq bene sarebbe recuperare e leggere l'articolo di Ieva del 98 perchŔ"poliedrico"!

Messaggio modificato da haran banjo il 02 febbraio 2008 alle ore 12:00


#14 Sempronia

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Pubblicato 03 febbraio 2008 alle ore 10:46

Anche a me Ŕ capitato, ultimamente, di discutere su un caso analogo.
La platea Ŕ divisa in 2: chi dice che Ŕ assolutamente nulla una disposizione (anche se condizionata) di tal fatta perchŔ patto successorio dispositivo, chi invece ne ammette la validitÓ perchŔ appunto condizionata e redatta in un momento (quello di redazione del testamento) che non Ŕ il momento dell'efficacia dell'atto (come sappiamo il testamento produce effetto dal momento della morte del testatore e non prima).

Personalmente propendo per la validitÓ. Ma non ho trovato molto in dottrina.
Analogamente, per˛, pocosi trova a favore della tesi della nullitÓ (o meglio si dice che Ŕ nullo ma senza spiegare il perchŔ).

Quindi, forza roccia, magari qualcosa la troveremo... ;)

#15 roccia

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Pubblicato 04 febbraio 2008 alle ore 11:23

Ciao, Henryb, e grazie per l'intervento!
Secondo me, se io "dono" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, questo sý che Ŕ patto successorio nullo, ma se io lascio "per testamento" i beni che potranno pervenirmi da una successione non ancora aperta, non ricorre la ratio del divieto dei patti successori, poichŔ io mi limito a dire - posto che in ogni caso non me li posso portare nella bara!á ;)á - che sorte voglio che quei beni abbiano per dopo la mia morte. Il testamento non Ŕ, come la donazione, un atto di liberalitÓ, Ŕ solo il mezzo attraverso il quale io decido la sorte dei miei averi per dopo la mia morte, la successione Ŕ un fenomeno necessario, non eventuale, come pu˛ essere una vendita o una donazione... in questo senso ritengo non sussista affatto la ratio del divieto dei patti successori dispositivi, consistente nell'intento di porre un freno alla "prodigalitÓ" del disponente...

il problema roccia che quello che poni a fondamento dei patti dispositivi "prodigalitÓ" non Ŕ un argomento valido(si ammette in via generale la vendita di cosa futura -eccez 771-) ma il divieto ex 458/x i dispositivi/ Ŕ quello di evitare che nella fine di un uomo si pongano speranze(votum corvinum)[caccavale , casu,bianca,palazzo].
Penso che seppur semplicistico questo sia l'unico motivo.

ciauz ;)

cmq bene sarebbe recuperare e leggere l'articolo di Ieva del 98 perchŔ"poliedrico"!

Grazie a tutti! Haran, non condivido il tuo riferimento alla vendita di cosa futura per escludere che la ratio del divieto dei ps dispositivi sia l'intento di porre un freno alla prodigalitÓ del disponente... infatti, il venditore di cosa futura ha l'obbligo di attivarsi per acquistare il bene dal proprietario, mentre il testatore che leghi i beni che gli possono spettare su una ereditÓ non ancora aperta non ha tale obbligo, nŔ potrebbe far alcunchŔ per imporre al futuro de ciuis di lasciargli qualcosa... il testamento Ŕ l'atto unilaterale per eccellenza. Del resto, in tal caso sarebbe pi¨ pertinente semmai il richiamo alla donazione di cosa futura (anche la donazione, come il testamento, Ŕ spontanea), che non a caso Ŕ vietata... solo che, tornando al mio ragionamento: la donazione Ŕ eventuale, la successione mortis causa (purtroppo! ;) ) Ŕ necessaria...




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