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anna poli

ASSEGNO DIVORZILE

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DIRITTO ALL’ASSEGNO DIVORZILE

CONVIVENZA MORE UXORIO E  INCIDENZA SUL DIRITTO ALL’ASSEGNO DIVORZILE

Si afferma che la convivenza more uxorio dell’ex moglie con altro uomo non può essere parificata al vincolo matrimoniale al fine della cessazione del diritto all’assegno divorzile.

In caso di convivenza more uxorio l’obbligo di mantenimento dell’ex marito viene meno quando in concreto e secondo le specifiche circostanze - fra le quali assumono rilievo la durata della convivenza, la procreazione di figli e il tenore di vita goduto - il nuovo rapporto abbia caratteristiche tali da fare ragionevolmente ritenere che l’ex moglie non si trovi più in quella situazione di bisogno tale da giustificare un assegno da parte dell’ex coniuge

Tale convivenza, mancando del carattere di stabilità propria del vincolo coniugale, non può dare luogo ad una esclusione dell’assegno di divorzio, ma solo ad una sua riduzione.

L’assegno di divorzio in favore del coniuge, previsto e regolato dall’art. 5 della legge n. 898 del 1970, nel Testo di cui all’art. 10 della legge n. 74 del 1987, ha carattere assistenziale e trova il suo presupposto nell’inadeguatezza dei mezzi economici dell’ex coniuge richiedente a consentirgli di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. Esso, infatti, ha lo scopo di porre rimedio al deterioramento, in dipendenza del divorzio, delle precedenti condizioni economiche, della pronunzia di divorzio

In tale ottica va tenuto conto, al fine di valutare il deterioramento delle condizioni economiche del coniuge richiedente l’assegno, della sua situazione economica al momento del divorzio, la quale non è determinata solo dai suoi redditi di lavoro o derivanti da cespiti patrimoniali, ma anche da qualunque altro introito avente carattere di stabilità, quali sono anche le attribuzioni patrimoniali del convivente more uxorio, le quali pertanto possono condurre, a seconda della loro misura, a ridurre o ad escludere del tutto il diritto all’assegno.

Vero è che l’art. 5, comma 10, della legge n. 398 del 1970 ricollega la cessazione dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di divorzio al nuovo matrimonio del titolare dell’assegno, ma tale disposizione va interpretata nel senso che le nuove nozze fanno venire meno ex se il diritto all’assegno di divorzio, a prescindere dalla nuova situazione economica dell’avente diritto. Invece l’instaurazione di una convivenza more uxorio - da intendersi come convivenza di fatto volta a porre in essere una situazione di tipo familiare, ancorché senza vincolo matrimoniale -di per sé non incide sul diritto all’assegno di divorzio.

Può incidervi ove si accerti che in conseguenza di essa venga meno o si riduca (e solo finché venga meno o si riduca) la necessità dell’assegno ai fini della conservazione di un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio.

Anna

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