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anna poli

OBBLIGAZIONI

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Cari colleghi,

                 in tema di obbligazioni propongo una rielaborazione di un passo tratto da "Pagamento con surrogazione" di B. Carpino p.32 sulla distinzione della surrogazione rispetto alla novazione.

Surrogazione e Novazione

La necessità di distinguere surrogazione e novazione si pone per quanto riguarda la novazione soggettiva.

Il legislatore si è limitato a prevedere che «quando un nuovo debitore è sostituito a quello originario che viene liberato si osservano le norme contenute nel capo VI di questo titolo» (art. 1268 e segg.).

La norma prende in considerazione, anche se ai limitati fini di un rinvio, la modificazione nel lato passivo del rapporto obbligatorio, e cioè la novazione soggettiva passiva

Si può avere una novazione soggettiva anche nel lato attivo del rapporto obbligatorio; il che implica 1'estinzione dell'intero rapporto obbligatorio e la costituzione di un nuovo rapporto che differisce dall'antico per la persona del titolare del credito.

La distinzione con la surrogazione è agevole perché, oltre al pagamento, mancante nella novazione, si ha, nella prima la conservazione dell'intero rapporto obbligatorio che per contro si estingue nella seconda.

La surrogazione  è caratterizzata dalla permanenza dell'obbligo in capo al debitore originario; il che è incampatibile con l’estinzione dell'intero rapporto obbligatorio.

Ma le conseguenze non mutano anche se si volesse ritenere che nella surrogazione si verifichi un fenomeno parzialmente novativo, vale a dire permanenza dell'obbligo in capo al debitore originario e sostituzione di un diritto di credito con un diritto diverso, anche se di contenuto uguale a quello precedente

In verità, non è possibile parlare di novazione per poi escludere l'estinzione dell'intero rapporto obbligatorio sostenendo che la surrogazione opera come fatto impeditivo dell'estinzione dell'obbligo; una siffatta «novazione» non ha riscontro nella legge. Nella surrogazione, inoltre, il nesso tra il diritto del surrogante e quello del surrogato è fin troppo evidente, come è dimostrato dall'opponibilità delle eccezioni e dalla disciplina della prescrizione.

Né, d'altra parte, sembra corretto affermare che nella surrogazione si avrebbe una figura intermedia tra la successione e la novazione;  infatti, necessario precisare in che cosa consiste questa via di mezzo. In breve o il surrogante acquista il medesimo diritto del precedente titolare o acquista un diverso ed autonomo diritto.

Questo può anché verificarsi  per i titoli di credito. Ma tale possibilità si lega alla peculiare fattispecie dei titoli di credito ed alla loro peculiare disciplina, che è, per contro, del tutto estranea alla fattispecie surrogatoria.

Una volta negato che nella surrogazione si abbia una novazione parziale del credito, non rimane, a voler negare l'effetto successorio che una sola via: l'autonomia del diritto di credito acquistato dal surrogante. Ma tale autonomia, oltre ad essere di difficile configurazione teorica si scontra anche qui con la disciplina dell'istituto sia per quanto concerne le garanzie sia per quanto concerne l'opponibilità delle eccezioni.

In conclusione non è possibile ritenere che nella surrogazione l'«adempimento» del terzo abbia efficacia estintiva del diritto di credito.

Anna

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