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alexrossella

permuta - urgente

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chiedo come si tassa una permuta in cui il valore catastale di un bene è pari ad € 80.000 il cui acquirente non potrebbe chiedere le agevolazioni, e il valore dell'altro è di € 100.000 per cui l'acquirente chiederebbe le agevolazioni....

inoltre chi chiede le agevolazioni può usufruire del credito d'imposta??

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Se non ho capito male sono due appartamenti. Fino al valore di euro 80.000 si dovrebbe applicare l'aliquota (10%) che determina la maggiore imposta ex art. 43 lettera b) del D.P.R. 131/86. Per la restante parte si può applicare il 3%. Chi riacquista può chiedere il credito di imposta. Pur essendo i due trasferimenti contestuali, a fini tuzioristici nell'atto inserirei prima il trasferimento "non agevolato" e poi quello agevolato.

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Io so che nelle permute la prima casa si può chiedere solamente se entrambi ne usufruiscono

Mi sai indicare qualche fonte normativa, così magari lo posso verificare anche io ?

Anzi sulla sintesi preparata da un notaio e consultabile sul sito del notaio Ricciardi trovo una soluzione in senso più favorevole a quanto da me indicato, e sulla quale manifesto qualche riserva.

<<PERMUTA In presenza delle altre condizioni, l' agevolazione compete

anche se l' acquisto avviene mediante permuta. In tal caso l' aliquota ridotta è applicabile fino a concorrenza del valore del bene agevolato.

(Circolare Ministeriale n. 29 del 2 giugno 1982).>>

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Io applicherei

7% di registro sul valore di 80.000 (valore che, unitamente all'aliquota non agevolata, dà luogo alla maggiore imposta).

2% di ipotecaria sul valore di 80.000

1% sul valore di 80.000 + 168 di catastale (cioè 2 imposte catastali)

Salvo quanto previsto dalla circolare citata da Mars, che non ho letto.

Riporto quanto scritto nel quesito 64-2006/T, in base a cui escluderei l'ulteriore imposizione del 3% sul valore eccedente gli 80.000 euro:

L'art. 43 del DPR 131/1986, alla lettera b) stabilisce attualmente che la base imponibile per il contratto di permuta è costituita dal valore del bene che dà luogo alla maggiore imposta.

La permuta, dunque viene tassata in modo da assicurare il maggior gettito all'erario. Tale regola, che era stata già elaborata in via interpretativa nella vigenza della precedente normativa, attualmente, come abbiamo visto, trova compiuta disciplina nel citato art. 43, lett. b) del DPR 131/86.

Sembra, dunque, che ai fini del registro, il contratto di permuta sia considerato come atto unitario perché l'imposizione è su un solo trasferimento. Per applicare l'imposta vanno, tuttavia distinti i vari beni oggetto dell'atto unitario al fine di applicare l'imposta su quella sola cessione delle due (soggette a differente aliquota), che assicura la maggiore tassazione come entità di imposta.

Quando la permuta è effettuata tra beni assoggettati alla stessa aliquota la maggiore imposta deriverà dal maggior valore dei beni permutati (7) , nell'ipotesi, invece, che la permuta riguardi beni per i quali siano previste aliquote diverse, il valore da prendere in considerazione ai fini della tassazione è quello del bene che, in concorrenza con l'aliquota al medesimo applicabile, dia luogo alla maggiore imposta (8) . Lo stesso discorso vale nel caso della c.d. permuta con conguaglio.

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l'ufficio del registro di Monza dice che si tassa al 10 il valore più basso (nel caso concreto) poichè, in questo modo, ciò che percepisce l'erario è superiore a quello che prenderebbe tassando al 3 il valore più alto (ecco il criterio discriminante!)

per quanto riguarda il credito non si può detrarre poichè a conti fatti la tassazione applicabile è al 10. diversamente se il valore da moltiplicare per il 3% fosse così alto da produrre un'imposta maggiore allora si potrebbe detrarre il credito.

chi ha dato questa risposta pareva sapere il fatto suo ed è una persona che lavora al registro da moltissimi anni.

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Non volevo riaprire discussioni ormai abbandonate ma credo che grazie alle informazioni inesatte di qualche Ag.Entrate qualcuno abbia pagato più imposte del dovuto.

In caso di permuta oltre a poter chiedere le agevolazioni prima casa l'acquirente può anche usufruire del credito d'imposta indipendentemente dal valore degli immobili permutati.

Nell'esempio di sopra si avrebbe:

TASSAZIONE PERMUTA

a) TIZIO acquista mediante permuta un' abitazione SENZA AGEVOLAZIONE del valore di 80.000.

Le imposte dovute in caso di vendita sarebbero:

registro 7% = 5.600;

ipotecaria 2% = 1.600:

catastale 1% = 800.

Totale: 8.000

b) CAIO acquista con la stessa permuta un'abitazione CON AGEVOLAZIONE PRIMA CASA del

valore di 100.000.

Le imposte dovute in caso di vendita sarebbero:

registro 3% = 3.000;

ipotecaria Fissa = 168;

catastale Fissa = 168;

Totale 3.336

Trattandosi di permuta le imposte si versano solo relativamente al negozio dal quale deriva l'imposta più alta (in questo caso l'acquisto compiuto da Tizio), salvo la catastale che va versata per entrambi i negozi (Circolare A.E. n. 8 del 13 febbraio 2007).

Pertanto le imposte effettivamente da versare per tale permuta sono:

Registro: 5.600

Ipotecaria: 1.600

Catastale 800 + 168

CREDITO d'IMPOSTA di CAIO.

Ricorrendone i presupposti Caio chiede di utilizzare il credito d'imposta per il riacquisto prima casa. Nel precedente acquisto Caio aveva speso 1500 di registro.

Va premesso che l'imposta di registro da versare per la permuta di oggi (5.600) non va versata esclusivamente da uno dei due permutanti ma va versata da entrambi i soggetti in proporzione al valore del bene da ciascuno di loro acquistato.

Caio potrà detrarre l'importo di 1.500 solo dalla quota di sua competenza dell'imposta oggi dovuta. Pertanto bisogna calcolare quale parte dei 5.600 è relativa all'acquisto di Caio e quale parte dei 5.600 riguarda l'acquisto di Tizio.

Per sapere come rapportare i 5.600 a ciascuno dei due soggetti, la Circolare 19/2001 prevede il seguente calcolo:

Detta T l'IMPOSTA riferibile all'acquisto compiuto da TIZIO:

Imposta da versare:imposta totale=T: Imposta relativa all'immobile acquistato da Tizio

Cioè: 5.600: 8.600=T:5.600

Cioè: T= (5.600 * 5.600) /8.600

Cioè: T= 3.646,51 (questa è la parte dei 5.600 di competenza di Tizio)

Per calcolare la quota di competenza di Caio: 5.600-3646,51= 1953,48

Per conferma si può fare un calcolo analogo, dove C è l'imposta relativa all'acquisto di Caio:

Imposta da versare: imposta totale = C: imposta relativa all'immobile acquistato da Caio

Cioè: 5.600:8.600=C:3.000

Cioè: C= (5.600 * 3.000) / 8.600

Cioè: C= 1953,48

Se Caio ha versato nel precedente acquisto 1.500 di registro, per la permuta oggi saranno versati:

- da Tizio: 3646,51;

- da Caio: 1953,48-1500= 453,48

Ovviamente se nel precedente acquisto Caio avesse versato più di 1953,48 oggi Caio non verserebbe nulla di registro, in quanto il suo credito annullerebbe l'impost da lui dovuta.

Tizio, invece, verserebbe la sua quota di 3646,51...

Buona notte...

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Pertanto le imposte effettivamente da versare per tale permuta sono:

Registro: 5.600

Ipotecaria: 1.600

Catastale 800 + 168

Evvai! :clap: allora qualcosa di imposte sono riuscito a capire! :D

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