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  1. Buongiorno ... da una discussione su questo sito sulle responsabilità del legato nei confronti di un bene con un mutuo ipotecario mi pare di aver compreso che il legato NON risponde dell'ipoteca contratta in vita dal de cuius (il mutuo ipotecario grava esclusivamente sugli eredi legittimi)... È così? Se così... nel caso si voglia procedere ad una surroga per poter far fronte al pagamento del mutuo ipotecario... è necessaria anche la firma dell'erede legatario nonostante questo non rispondi delle passività del bene ereditato?
  2. Il Notariato lancia un manifesto pubblico su identità ed eredità digitale, puntando a coinvolgere i protagonisti della Rete su questi temi di interesse per la collettività. Il documento, che riportiamo di seguito, è pubblicato anche sul blog http://www.medialaws.eu dal prof. Oreste Pollicino, esperto in questo campo, docente di Diritto dell’informazione e della comunicazione e di Diritto costituzionale presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi. L'avventura del notariato italiano nel campo dell'informatica, iniziata vent’anni fa, si avvia al giro di boa. Il ciclo del documento notarile è ormai integralmente paperless: ogni interazione tra gli studi notarili e gli uffici pubblici avviene in forma digitalizzata, grazie ad un'infrastruttura dedicata di firma; anche gli atti originali possono essere stipulati in forma digitale, ed un apposito sistema di conservazione è stato creato a Roma per archiviarli. Sempre a Roma è operativa la piattaforma Bartolus... (continua)che consente lo scambio in tempo reale di documenti digitali tra i notai europei, con pieno valore giuridico. Una società creata ad hoc dai notai, e che conta diverse decine di tecnici, Notartel, si occupa dello sviluppo e della gestione di tali soluzioni, realizzate su misura per soddisfare gli standard di sicurezza ed affidabilità nel tempo che gli utenti del servizio notarile legittimamente si attendono: gli atti notarili digitali, ad esempio, debbono essere accessibili con pieno valore giuridico per cento anni almeno. Nel frattempo però l'esperienza quotidiana propone nuove sfide. Due appaiono di particolare attualità. Da un lato, l'eredità digitale. Sempre più di frequente i nostri clienti domandano assistenza intorno alla sorte dei propri archivi digitali, locali o sul cloud, che ormai hanno non di rado un loro valore economico. Su questo ragioniamo non da oggi: il primo studio pubblicato in argomento dai notai italiani è del 2007 (1); le difficoltà però rimangono, legate soprattutto al fatto che la maggior parte dei servizi è incardinata in ordinamenti diversi dal nostro: far valere presso un operatore USA le regole di una successione italiana non è esercizio agevole. D'altro lato, il problema dell'identità digitale. In Rete, l’identità è un concetto flessibile e scalabile; talvolta però risulta desiderabile (per ragioni, in senso ampio, di accountability) che determinate operazioni siano legate ad un'identità fisica accertata con sicurezza. Il notariato italiano ha già allo stadio applicativo un’iniziativa riferita ad un proprio tradizionale settore d’azione: è stato avviato con successo un sistema di vendita telematica di immobili affidata ad un mix di tecnologie online e accertamento (come suol dirsi, face2face) dell'identità dei partecipanti. Altri progetti sono in fase più o meno avanzata di elaborazione. Si tratta, in particolare, di una procedura non contenziosa per la definizione dei diritti d’accesso alle risorse online, e di uno schema di infrastrutture per la partecipazione in Rete, in cui sia garantita la corrispondenza ad identità reali con un’accuratezza proporzionata alle esigenze di ogni singolo progetto. Invitiamo quindi tutti gli operatori della Rete interessati a questi temi e progetti a contattare il notariato all’indirizzo email identitadigitale@notariato.it per partecipare al tavolo di lavoro che sarà aperto nei prossimi mesi. _____________ (1) http://www.notariato...ale/6-07-IG.pdf Click here to view the articolo
  3. Il caso è il seguente: siamo all'interno di una procedura concorsuale attraverso la quale madre (tizia) e due figli (tizietto e tizietta) intendono recuperare liquidità al fine di soddisfare i creditori. Ricostruisco brevemente la storia. Tizio e Tizia per la quota di 1/2 ciascuno, acquistavano un bene immobile. Muore tizio. La sua quota di 1/2 cade in comunione ereditaria (1/3 ciascuno tra madre e due figli). Accettazione con beneficio di inventario e inizio della procedura di liquidazione concorsuale al fine del soddisfacimento delle pretese creditorie. L'idea è di rivolgersi al giudice al fine di ottenere l'autorizzazione alla vendita dell'intero bene immobile a terzi al fine di ottenere la liquidità necessaria. Ciò comporta però tempistiche particolarmente lunghe per cui, la madre si è resa disponibile ad acquistare essa stessa i diritti di 1/2 caduti in comunione offrendo una determinata somma. Bene. A questo punto, qualora il giudice delle successioni autorizzasse la "vendita" alla sola signora tizia, secondo voi, che tipo di atto dovrei imbastire? Vendita delle quote delle figlie alla madre? Assegnazione consensuale? Vendita con se stessi? Boh?? Mi date una mano? E nell'ipotesi in cui qualcuno di voi conoscesse una strada sicura da percorrere, come va trascritto il relativo atto? Grazie mille. Buona giornata a tutti
  4. Buongiorno o Buonasera a tutte e tutti. Il caso che Vi propongo, per quanto ampiamente discusso, mi pone in una situazione di incertezza. La questione mi preme in quanto è un caso reale e riguarda l'accettazione e il termine di prescrizione decennale. Mi spiego meglio. Tizio muore senza testamento. Il patrimonio del de-cuius contiene un solo bene immobile. I chiamati sono i rispettivi figli Caio, Mevio, Sempronio e Fortunello. L'immobile, (la casa del nonno) a questo punto viene messa in vendita tramite un'agenzia immobiliare, ma l'immobile riamnane invenduto. Nel frattempo, Fortunello muore senza accettare l'eredità di Tizio e gli succedono per trasmissione i figli: Quadrifoglio e Fortuna. I fratelli di Fortunello (Caio, Mevio e Sempronio), prima dello spirare del termine prescrizionale decennale, accettano l'eredità di Tizio all'insaputa di Quadrifoglio e Fortuna. Passano i dieci anni e l'immobile non è stato ancora venduto. Cosa succede ? Premesso che la prescrizione dell'accettazione dell'eredità non è rilevabile d'ufficio (art. 2938) 1) Caio, Mevio e Sempronio possono vendere l'immobile e intascarne il ricavato senza conseguenze ? 2) Il terzo acquirente, acquista senza sorprese ? (eventuale opposizione 2939) 3) Quadrifoglio e Fortuna possono difendersi in qualche modo ? Aspettando notizie se buone tanto di guadagnato. Saluto e Vi ringrazio. Napoleon.
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