patmar

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    1062
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    2

patmar last won the day on October 1 2016

patmar had the most liked content!

Reputazione Forum

48 Excellent

Su patmar

  • Rank
    Titanium member

Informazioni del profilo

  • Sono
    Maschio
  • Corte d'Appello
    Genova

Visite recenti

1635 visite nel profilo
  1. Scusa se ti rispondo solo ora. Intendo dire quello che dici tu: con la servitù, da un lato non ci si spoglia della cubatura e dall'altro non la si acquista, per cui l'atto dovrà essere, per forza, condizionato al rilascio della concessione (perché c'è l'alea del procedimento del rilascio della concessione maggiorata) ed in più, per ulteriore prudenza, chi concede la servitù si obbliga unilateralmente verso il Comune perché se io concedo una servitù non aedificandi ad un soggetto non per forza deve significare che sono anche d'accordo a fargli avere più cubatura Se cedo i diritti edificatori tali problemi non sussistono perché è la stessa legge che ti prevede la possibilità di cedere la cubatura e quindi, da un lato, non ha senso che mi obbligo verso il Comune e dall'altro non è scontata la condizione (perché il diritto edificatorio può stare in volo) Ciao
  2. Anche la servitù non aedificandi viene trascritta. Io penso che non ci sia bisogno perché il dir. Edificatorio è previsto da norme urbanistiche
  3. In pratica al concorso, nell'atto, si metterà la rinuncia all'ipoteca legale per quanto occorrer possa. In motivazione: 1) non dici niente (secondo me non succede niente); 2) puoi genericamente dire che per prudenza si è messa la rinuncia all'ipoteca legale stante l'incertezza sulla natura dei diritti e sulla necessità o meno di tale rinuncia (per me soluzione preferibile); 3) ti puoi sporcare le mani e dire che si è inserita la rinuncia in quanto benché l'art.2810c.c. sia tassativo e da tale tassatività la dottrina prevalente ritiene esclusa l'ipotecabilità dei diritti edificatori, parte della dottrina sostiene l'ipotecabilità degli stessi basandosi sul fatto che sono ipotecabili i beni immobili "con le loro pertinenze" (considerando il diritto edificatorio pertinenza dell'immobile) oppure sul fatto che c'è stato un difetto di coordinamento. Ciao
  4. La condizione non è necessaria e va messa solo se richiesta dalla traccia. L'ipoteca legale la si mette "per quanto occorrer possa" e poi in motivazione spiegherai l'opportunità di metterla a seconda della tesi seguita
  5. Ho capito il ragionamento, ma io non rischierei; a meno che tu non sia "portato" ad optare per questa soluzione. E comunque è una soluzione che non puoi applichare nel caso di aumento in parte in natura ed in parte in denaro perché in quel caso la parte offerta dietro conferimento in natura è limitata perché solo il titolare del bene può conferire in natura mentre gli altri no. Ciao
  6. Secondo me no perché i beni demaniali sono incommerciabili; quindi l'atto è nullo per impossibilità dell'oggetto. La condizione non può sanare la nullità attuale dell'oggetto.
  7. L'atto costitutivo deve prevedere che si possa aumentare il capitale sociale offrendo quote in cambio di beni natura (ed è quindi ex art.2481bis c.c.) mentre non è necessaria (v.Triveneto) anche se opportuna, la previsione ex art.2464/3c.c. Ripeto: il problema non è deliberare un unico aumento oppure più aumenti, ma è rispettare la disciplina del diritto d'opzione Anche nelle spa puoi fare un unico aumento di 100.000 da offrire in parte (30.000) ad un solo socio dietro versamento di bene in natura. L'importante è che applichi la disciplina dell'art.2441c.c. per i 30.000 perché c'è esclusione del diritto d'opzione. Ciao
  8. Nel tuo caso l'aumento io lo faccio tranquillamente solo se l'atto costitutivo prevede ex art.2481bis c.c. la possibilità di aumentare il capitale sociale offrendo quote dietro conferimento di beni in natura; altrimenti rischi seriamente. Il problema (anche nelle spa) non è configurare l'aumento come unico o come doppio, ma è rispettare la disciplina del dir. d'opzione.
  9. Se ritieni gli scopi compatibili (finanzio i medici in sudafrica in modo che vadano a curare i bambini malati) io farei un onere.
  10. I versamenti si dicono a "fondo perduto" quando vengono effettuati per coprire le perdite e quindi non possono essere utilizzati per aumenti gratuiti perché non ci sono. Se invece per versamenti a fondo perduto intendi i versamenti in conto capitale allora possono essere utilizzati Il finanziamento è un debito e quindi non può essere utilizzato. Fatta la rinuncia alla restituzione si incrementa il patrimonio netto e quindi puoi utilizzare questa nuova posta che risulterà da nuova situazione patrimoniale
  11. La norma è l'art.2420bis/5c.c. > venendo a modificarsi in automatico il rapporto di cambio bisogna modificare il capitale a servizio. Inoltre l'aumento di capitale a servizio è necessariamente scindibile.
  12. Non ho letto tutto, ma mi sembra che tutto quello che vuoi fare lo puoi fare all'unanimità stante l'art.2482quater c.c.
  13. In ordine al primo punto certo che devi modificare l'importo del capitale a servizio. Nel caso di warrants non bisogna fare nulla a meno che la traccia non ti dica che fare, in quanto è il contratto con cui si stipulano i warrants che stabilisce le eventuali tutele che spettano a chi li acquista.
  14. Non mi sembra così pacifico che nelle srl sia possibile l'aumento in natura nell'esercizio dell'opzione. In astratto è vero ma in concreto è ipotesi molto difficile che possa realizzarsi (es. comproprietà di beni immobili in quote uguali o conferimento di beni fungibili - es. azioni-). Vedere a proposito le seguenti Massime: Triveneto I.G.44 e Milano 156. E' solo diversa la disciplina e tale diversità di disciplina ti permette di fare quello che vuoi, nel rispetto dell'art.2481bis/1c.c., per cui nel tuo esempio potrai deliberare l'aumento, parte in natura e parte in denaro (ed è indifferente che si rispettino le quote che i soci hanno nel capitale), purché l'atto costitutivo preveda tale possibilità.
  15. Se si è in presenza di un caso reale ed il figlio ha un nipote, fai fare l'azione al nipote che subentra per rappresentazione e che, ex art.536/3c.c., deve avere gli stessi diritti del padre. Il figlio però, oltre ad essere pretermesso, non deve avere avuto legati o donazioni a suo favore. Infatti in questa ipotesi la rinunzia all'azione di riduzione equivale a rinuncia all'eredità e quindi subentra il figlio