massigu

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  1. No è il simbolo del notariato 2.0
  2. Paga la differenza di aliquota tra prima e seconda casa. Dovrei controllare bene se ci sono sanzioni per il caso di dichiarazioni di questo tipo. A memoria ci dovrebbero essere.
  3. Secondo Cass. il proprietario della cosa principale deve avere anche la piena disponibilità del bene accessorio, per cui, per quanto non manchino opinioni favorevoli a scontare le agevolazioni anche se i beni appartengono a soggetti diversi, l'opinione rimane isolata.
  4. Che non sia un contratto a favore di terzo è una conclusione cui arriverei con cautela, visto che si inserisce in un negozio che ha un congegno causale oneroso. La questione è ancora discussa in dottrina e giurisprudenza, e c'è uno studio del cnn che se ne occupa portando le diverse tesi (di cui riporto uno stralcio..." L’art. 796 prevede che il donante possa riservare l’usufrutto dei beni donati a proprio vantaggio e dopo di lui a vantaggio di un’altra persona o anche di più persone, ma non successivamente. La norma ammette, quindi, una ipotesi particolare di usufrutto successivo, dove il primo usufrutto è quello riservato al donante, mentre il successivo è quello riservato al terzo (1). La natura giuridica di tale fattispecie è stata in passato particolarmente discussa. Secondo un primo indirizzo dottrinale (minoritario) (2) si tratterebbe di un contratto a favore di terzo, dove il donatario (promittente), al quale viene trasferita la nuda proprietà, si impegnerebbe nei confronti del donante (stipulante) a trasferire, alla morte del donante stesso, l’usufrutto in questione a favore di un terzo (beneficiario). Preferibile, nonché maggioritario (3), appare invece l’orientamento che ricostruisce la fattispecie in esame in termini di fascio di donazioni dirette: una prima donazione avente ad oggetto la nuda proprietà con riserva dell’usufrutto vitalizio in favore del donante; ed una seconda donazione avente ad oggetto l’usufrutto per il tempo successivo alla morte del donante (4). Aderendo a quest’ultima ricostruzione «in caso di donazione con riserva di usufrutto a favore del donante e, dopo di lui a vantaggio di un’altra persona, trattandosi di un’ulteriore donazione a favore del terzo, quest’ultimo è tenuto ad accettare con le forme previste per tale tipo di contratto, ancorché in un momento successivo, ma purché in data anteriore al decesso del donante (5) ». Dal punto di vista formale, la presenza dei testimoni, se ricostruisci la fattispecie come donazione indiretta, si rende opportuna, se, invece, aderisci alla tesi (che non mi convince del tutto, anche se ha dei buoni argomenti che andrebbero approfonditi in base alla volontà delle parti) è indispensabile.
  5. A mio modestissimo avviso, è possibile costruire un "garage" senza elettricità. Questo non influisce sulla commerciabilità del bene, semmai sull'accatastamento, e lì il problema diventa più edilizio che notarile. Nel senso, sarà chi si occupa dell'accatastamento a valutare se configurarlo come tale o come posto auto. Il risultato a livello notarile, sarà comunque, penso, un C/6, commerciabile e suscettibile di diventare pertinenza.
  6. La ratio del recesso, in generale, risponde all'esigenza di tutelare il diritto di exit di soci che non credono più nel "progetto" d'impresa a fronte di delibere che per forza di cose sono nelle mani della maggioranza. E' questa che imprime il corso della vita societaria. E' verissimo che il recesso come tale è un diritto riconosciuto a tutti ( e non potrebbe essere altrimenti), ma il senso più specifico lo assume per le minoranze (come ratio).
  7. La tariffa allegata al dpr 131 impone di dichiarare di non essere titolare di diritti reali su tutto il territorio nazionale, acquistati sfruttando le agevolazioni prima casa, per cui, considerato l'acquisto della prima autorimessa con l'applicazione delle imposte non agevolate, credo che si possano chiedere i benefici.
  8. La sentenza è totalmente inutile, finché il codice civile è scritto alla maniera attuale. Non capisco perchè, invece, ti picchi tanto. Se non cogli il nesso tra chiusure di categoria di stampo medievale e limite all'accesso, perdonami, sarò miope, ma è tuo il problema. Nostro, invece, quando esprimiamo un'opinione non avallata da anton3. Se non ti piace quello che scrivo passa oltre, risparmiandoti un sorriso non richiesto.
  9. Quindi che proponi per arginare questo neo liberismo selvaggio cogli occhi a mandorla, l'introduzione del limite dell'unica consegna??
  10. La domanda iniziale riguardava la legittimità dei legati inseriti in una divisione fatta dal testatore. Questa per essere valida deve rispettare la proporzione tra quotona e quotina. Nel caso di sproporzione, secondo Romano, che non esprime un'idea isolata, i legati divisionis causa, sono a loro volta legittimi. Con i limiti che ha pr ecisato, ovviamente.
  11. Il tema che sollevi ha implicazioni dottrinali enormi. In sintesi, però, buona dottrina, facendo leva sulla salvezza delle norme dettate dal codice in tema di divisione, di cui 549 cc, da al quesito risposta affermativa, sostenendo che il letato divisionis causa possa essere disposto anche in presenza di legittimari, traendo la propria legittimità dall'esigenza di realizzare un apporzionamento capace, col conguaglio, di eliminare le sperequazioni.
  12. Io sono un cittadino. Voglio essere tutelato dal limite delle tre consegne. Come ci accordiamo?
  13. https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.page?contentId=SDC1313803&previsiousPage=mg_1_6_1
  14. Anche in tempi non sospetti ho sostenuto l'opportunità di non "giocare" col concorso facendolo diventare uno strumento di politica economica, tanto più nelle mani di chi certe cose non le sa fare se non con risultati deleteri per tutti. Il concorso, invece, è diventato una lotteria e il limite delle tre consegne una vaccata. Tant'è