massigu

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  1. Se vendi il bene senza precisare la parzialità del diritto trasferito, secondo me, ricadi nell'ipotesi di vendita di bene parzialmente altrui, efficace solo nel momento in cui o diventi proprietario del tutto o il comproprietario trasferisce la sua quota. Se espliciti l'altruità della quota su bene indiviso penso possa ricostruire la vendita come condizionata.
  2. Ricordati quello che scriveva Capozzi. la condizione coarta. Se cerchi di ricostruire l'assegno in question e sulla base della condizione entri direttamente nel congegno causale inserendo un elemento che a mio avviso non va. Nella vendita si, ma lì il discorso è diverso ed è stato fatto per coerenza, visto che grazie alla condizione non stai vendendo un bene potenzialmente altrui, ma potenzialmente tuo.
  3. Secondo me non sono la stessa cosa. L'assegno ha una funzione distributivo attributiva ed è un acconto della futura divisione di una massa che potrebbe incrementarsi e dare luogo ad un ulteriore divisione in cui chi ha ricevuto l'assegno, preleverà di meno, o, al contrario, dovrà versare un conguaglio, se la massa dovesse decrementarsi. Ma l'assegno è già efficace. La vendita dell'esito divisionale, oltre alla differenza causale, la condizione c'è, come ovvio. Ti vendo il bene x, oggetto di una massa comune sotto condizione che alla divisione quel bene sia mio. Ma nell'assegno il congegno condizionale non credo ci sia. E' una divisione oggettivamente parziale di una massa patrimoniale di consistenza più ampia, fatto per esigenze diverse, tra cui quella di conservare l'integrità di quel bene o il suo valore affettivo. Ma lassegnazione non è fatta sotto condizione di arrivare alla divisione totale. almeno
  4. Far pressione? Su chi? Già gli zebedei se li grattano a sufficienza anche senza le pressioni....
  5. scusa mi puoi dire il numero dello studio di Rizzi da cui hai preso quell'estratto? Perchè quello nuovo non riporta quella distinzione da te indicata.

    Grazie mille in anticipo

  6. Si applicano le norme del codice in materia. Quindi, chi ha pagato ha un diritto di credito sulle somme anticipate. Ma il bene è comune essendo l'accessione un modo d'acquisto a titolo originario.
  7. E' rizzi. Ovviamente potranno essere ancora utilizzati, per tutti i fini per cui sono richiesti (ed in primis per l’allegazione ad un atto traslativo a titolo oneroso), gli attestati rilasciati, sulla base delle previgenti normative ed in conformità ai precedenti modelli, anteriormente al 1 ottobre 2015. Si può, al riguardo, appellarsi oltre che alla specifica disposizione dell’art. 10 dello stesso Decreto Ministeriale del 26 giugno 2015 (a norma del quale “resta ferma, ove non sia sopraggiunta la scadenza ivi prevista, la validità ad ogni effetto di legge, degli attestati di certificazione energetica redatti ai sensi delle Linee guida di cui al decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 26 giugno 2009”) anche al principio ricavabile dall’art. 6, c. 10, decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 192, norma che fa salvi gli attestati di certificazione energetica rilasciati prima del 6 giugno 2013 in conformità alla direttiva 2002/91/CE, ed in corso di validità; pertanto, in virtù di detta norma specifica e di detto principio, può fondatamente ritenersi, che sia gli attestati di prestazione energetica che gli attestati di certificazione energetica rilasciati prima del 1 ottobre 2015, in conformità alle disposizioni normative vigenti all’epoca del loro rilascio, potranno ancora essere utilizzati, anche dopo il 1 ottobre 2015, se ed in quanto ancora in corso di validità. Si rammenta al riguardo che giusta quanto disposto dall'art. 6, c. 5, d.lgs. 192/2005, l’attestato energetico ha una validità temporale massima di dieci anni, a condizione che: a) non siano stati eseguiti, nel frattempo, interventi di ristrutturazione o riqualificazione tali da modificare la classe energetica dell'edificio e che ne rendano obbligatorio l’aggiornamento; b) che siano rispettate le prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio, in particolare per gli impianti termici, comprese le eventuali necessità di adeguamento, previste dalle normative vigenti.
  8. Sul primo punto, direi di si. Cioè che si tratta di superficie. Hai riferimenti testuali ben precisi che depongono in tal senso. Sul termine, è quaestio voluntatis stabilire una durata della superficie e anche in questo caso il codice ti aiuta nel regolare le conseguenze dello spirare del termine. se le parti decidono per un diritto temporaneo LO devi precisare in atto, altrimenti si presume a tempo indeterminato la separazione dei diritti sullo stesso bene. Sul secondo punto, ci sono cassazioni contrastanti sia sulla natura del diritto che sulla conformazione del bene interessato. Mi pare una abbia sentenziato sulla necessità che la sopraelevazione non interessi coperture condominiali, ma beni che costituiscano una proiezione esclusiva dell'ultimo piano. Con tutti i limiti del caso in tema di sopraelevazione (si deve rispettare conformazione, decoro e urbanistica in genere). Ma anche qui parlerei di superficie.
  9. La sequela propria della servitù imporrebbe di rispondere di no alla prima domanda, mentre per la proprietà superficiaria penso si debba arrivare alla conclusione opposta avendo come forte argomento testuale a favore, la norma dell'art 955 cc. Per la riserva diritti reali altrui, atteso che l'altruità si può concepire come bene soggettivamente futuro, la fattispecie non è da escludere in assoluto, ma si potrebbe far rientrare nella "vendita obbligatoria", cioè in una fattispecie obbligatoria.
  10. Notai - Sostituzione componenti commissione concorso 21 aprile 2016 (*) Con d.m. 10 maggio 2017 è sostituito un componente della Commissione esaminatrice del concorso, per esame, a 500 posti di notaio, indetto con decreto dirigenziale 21 aprile 2016. La scheda del concorso *** Decreto 10 maggio 2017 - Sostituzione componente commissione concorso notaio indetto con d.d. 21 aprile 2016 Il Ministro Visto l’art. 5 del d.lgs. 24 aprile 2006, n. 166; Visto il decreto ministeriale del 9 novembre 2016, con il quale è stata nominata la commissione esaminatrice del concorso, per esame, a 500 posti di notaio, indetto con decreto dirigenziale del 21 aprile 2016; Vista la nota pervenuta in data 20 marzo 2017, con la quale il dott. Ferdinando FIANDACA, notaio in pensione, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di componente della citata commissione; Ritenuta la necessità di procedere alla sostituzione del predetto notaio; Vista la nota del 20 aprile 2017, con la quale il Consiglio nazionale del notariato, ad integrazione della delibera del 14 ottobre 2016 e tenuto conto delle dichiarazioni di revoca delle disponibilità successivamente pervenute, ha comunicato il nominativo di altri due notai disponibili a far parte della predetta commissione esaminatrice; Ritenuto che, in sostituzione del notaio Ferdinando FIANDACA, possa essere nominata la d.ssa Flavia COLANGELO, notaio con sede in Roma (distretti notarili riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia);
  11. Si è sostenuto il sostenibile, ma io lo inquadro in un contesto realistico. Credo sia anche l'inquadramento più corrispondente alla volontà delle parti, cioè di imputare in conto prezzo canoni che medio tempore, se la fattispecie si perfeziona, possono costituire corrispettivo del godimento del bene. Il parallelo più prossimo penso sia con la vendita con patto di riservato dominio, . A me non piace vedere una doppia causa nei negozi, perché non penso la volontà negoziale sia così ambulatoria. Magari una causa complessa, ma non doppia.
  12. Sicuro che non sia per i casi in crescente aumento di notai che non registrano? quella delle pmi mi sembra un esempio di filosofia, scusami.
  13. Il termine divisione mi sembra un eufemismo. Tra base professionale e vertici cnn ri respira aria di ammutinamento altro che divisione. L'aumento delle sedi, a quanto pare, prende sempre più corpo e non tutti son o contenti del fatto che a livello politico si sia barattata la propria sopravvivenza calandosi le brache. Aggiungi che il notariato con la storia del conto dedicato sembra essere stato commissariato. Ci si può sbizzarrire nell'elaborare soluzioni per arginare una misura pro banca fatta come sempre ad minkiam pluto, ma l'aria è da espropriazione forzata di competenze, credibilità e fiducia, Valori che per oltre un secolo hanno rappresentato la colonna portante del notariato. Dall'interno, nemmeno parlerei di divisione, perché invece di ragionare i consigli si mettono a litigare sui numeri di repertorio che fai. Quindi, non di ristrutturazione, non di coesione ma di campare alla giornata si parla. Senza polemica, ma io i ragionamenti di anton non li comprendo. Non è tempo di filosofia, ma di correre di brutto ai ripari. Si, mala tempora currunt soprattutto se si pensa di sopravvivere senza valore aggiunto.
  14. raddoppio alla super cazzola come se fosse antani alle tre consegne.
  15. è esattamente quello che vogliono