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fabiojack

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  1. fabiojack

    procura generale alle liti - atto notarile

    la procura alle liti non è soggetta a registrazione per espressa previsione di legge ex art. 2 della tabella allegata al d.p.r. n. 131 del 1986 (testo unico concernente l’imposta di registro) Raccolta opportuno contenuto più o meno questo: "affinchè rappresenti, assista e difenda la società mandante in tutte le cause attive e passive, promosse e da promuovere contro qualsiasi persona o per qualsiasi titolo, in tutti i gradi di giurisdizione, e così in ogni lite avanti i giudici di pace, i Tribunali e le Corti d'Appello, i Tribunali Amministrativi, le Commissioni (comprese le Commissioni di imposta) ed i Collegi speciali, gli organi di giurisdizione speciale amministrativa, i Collegi arbitrali. Pertanto al nominato procuratore vengono dalla società mandante conferite tutte le necessarie facoltà, comprese quelle di spiccare citazioni, eleggere domicilii anche presso avvocati di altro foro, compiere procedimenti esecutivi, promuovere azioni conservative e cautelari, chiedere ed ottenere decreti ingiuntivi, chiedere qualsiasi prova od opporsi ad essa, promuovere giudizi di opposizione o di appello, presentare domanda di collocazione nei giudizi di espropriazione ed in genere presentare domande, istanze, memorie, comparse, conclusioni ed eccezioni, con facoltà al nominato procuratore di sostituire a sè altri con uguali o più limitati poteri, e fare tutto quant'altro occorra per il buon esito delle cause di che trattasi; il tutto con promessa di rato e valido per l'operato del costituito procuratore da parte della società mandante sotto gli obblighi di legge".
  2. Immaginavo. Ma troppo rischioso. Viste anch'io risoluzioni o risposte a interpello ma non si parla mai di uffici o unita non abifative
  3. fabiojack

    Quesito 74-2020/I

    UFFICIO STUDI Quesito n. 74-2010/I FUSIONE, DECORRENZA DEGLI EFFETTI CIVILISTICI E FISCALI Si espone la seguente fattispecie: in una operazione di fusione per incorporazione, si stabilisce che: - agli effetti civili, la fusione avrà decorrenza dal 31 dicembre 2010; - agli effetti fiscali, la fusione avrà decorrenza dal 1° gennaio 2010. Le parti vorrebbero che la società incorporata potesse ancora agire il giorno 31 dicembre, non avendo la società incorporante la possibilità di gestire con i propri sistemi informatici le movimentazioni della giornata. Al tempo stesso le parti non vorrebbero rischiare un disconoscimento della retrodatazione degli effetti fiscali, in quanto sul punto Cass. 5 ottobre 2001, n. 12283 (in Giurisprudenza delle imposte, 2001, 39) ha stabilito quanto segue: «In tema di imposte sui redditi, e con riferimento a fusione di società per incorporazione, ai sensi dell'art. 123, terzo comma, del d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917, il subingresso della società incorporante negli obblighi e nei diritti della società incorporata si verifica dalla data in cui ha effetto la fusione, vale a dire dal giorno nel quale si determina la estinzione della seconda società e la successione ad essa della prima nei rapporti giuridici. Pertanto, quando le parti della fusione, avvalendosi della facoltà - accordata dall'art. 2504-bis cod. civ. - di differirne gli effetti ad una data posteriore rispetto a quella dell'ultima delle iscrizioni prescritte dall'art. 2504 cod. civ., stabiliscano non un giorno, ma un’ora che in esso ricada, solo il giorno successivo è qualificabile come data degli effetti della fusione, imponendo il riferimento del citato art. 123 del d.p.r. n. 917 del 1986 al giorno, nella unitarietà delle ore che lo compongono, di identificare la data degli effetti della fusione nel primo giorno in cui i medesimi si producono senza delimitazioni od eccezioni di carattere orario. Ne consegue che, nel caso in cui sia stata stipulata una fusione di società per incorporazione, con effetti fissati alle ore diciotto del 31 dicembre di un certo anno, la società incorporante non può detrarre nella propria dichiarazione dei redditi relativa a quell’anno le spese deducibili imputabili per lo stesso anno dalla società incorporata, avendo avuto effetto la incorporazione solo a partire dal primo gennaio dell'anno successivo». In merito al quesito posto, occorre innanzitutto segnalare che la sentenza in esame si limita a prevedere che, quando le parti, nel determinare gli effetti della fusione, si riferiscono non a un giorno, bensì a un’ora che in esso ricada, solo il giorno successivo è qualificabile come data di decorrenza degli effetti della fusione. Tali conclusioni appaiono condivisibili e non sembra che sul punto vi siano diversi orientamenti, né in dottrina, né in giurisprudenza. Pertanto, se nel caso prospettato, il progetto prevedesse che gli effetti della fusione decorrano da una certa ora del giorno 31 dicembre 2010, la fusione diventerebbe efficace a decorrere dal 1° gennaio 2011. In tal caso gli effetti fiscali della stessa non potrebbero retroagire ad una data anteriore allo stesso 1° gennaio 2011. Occorre, infatti, segnalare la distinzione esistente tra la retrodatazione degli effetti contabili, disciplinata dall’art. 2504-bis c.c., e quella degli effetti fiscali, disciplinata dall’art. 172, comma 9, del T.U.I.R. (d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917). L’art. 2504-bis, commi 2 e 3, c.c. dispone che “La fusione ha effetto quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte dall’art. 2504. Nella fusione mediante incorporazione può tuttavia essere stabilita una data successiva. Per gli effetti ai quali si riferisce il primo comma dell’art. 2501-ter, nn. 5 e 6, possono essere stabilite date anche anteriori”. Tale norma consente, dunque, la retrodatazione degli effetti contabili della fusione, senza porre alcun limite specifico. Occorre, tuttavia, precisare che un limite implicito alla retrodatazione deriva dal fatto che non sembra possibile imputare al bilancio della società che risulta dalla fusione o di quella incorporante quelle operazioni che siano già state imputate al bilancio delle società partecipanti. Pertanto, gli effetti contabili non possono retroagire ad una data anteriore a quella di apertura dell’esercizio in corso al momento dell’iscrizione dell’atto di fusione, in quanto le attività dell’esercizio precedente dovrebbero essere già state imputate nel bilancio ad esso relativo. La retrodatazione degli effetti contabili, infatti, è limitata dal principio dell’annualità dell’esercizio, in base al quale gli amministratori, a partire da una certa data, sono obbligati a convocare l’assemblea per l’approvazione del bilancio dell’esercizio concluso (A. Genovese, La decorrenza dell’effetto e la retroattività contabile della fusione, in Riv. soc., 2000, 186; Orientamento del Tribunale di Milano, del 1991). Tuttavia, secondo la dottrina, la soluzione prospettata sarebbe corretta sotto il profilo civilistico soltanto nei casi in cui la società abbia già approvato il bilancio dell’ultimo esercizio e la distribuzione dei dividendi. Se, invece, l’iscrizione della fusione avviene nel periodo che intercorre tra la chiusura dell’esercizio precedente e l’approvazione definitiva del bilancio ad esso relativo, si avrebbe in concreto la possibilità di imputare le operazioni relative a tale esercizio, compiute dalle società partecipanti alla fusione, al bilancio della società incorporante o risultante dalla fusione (in tal senso A. Genovese, La decorrenza, cit., 187; C. Santagata, Le fusioni, in Tratt. Colombo - Portale, Torino, 2004, 241 e ss., il quale precisa, inoltre, che in tal caso, accanto al bilancio della società incorporante, dovranno comunque essere predisposti i bilanci delle società partecipanti alla fusione, la cui redazione compete agli organi della società incorporante). Per quanto riguarda, invece, gli effetti fiscali, l’art. 172, comma 9, del T.U.I.R., prevede che “L’atto di fusione può stabilire che ai fini delle imposte sui redditi gli effetti della fusione decorrano da una data non anteriore a quella in cui si è chiuso l’ultimo esercizio di ciascuna delle società fuse o incorporate o a quella, se più prossima, in cui si è chiuso l’ultimo esercizio della società incorporante”. Tale norma, quindi, nel momento in cui presuppone la possibilità di utilizzare la retroattività contabile dell’atto di fusione anche ai fini fiscali, ne limita tuttavia l’operatività, in quanto pone un limite preciso alla retrodatazione. Gli effetti fiscali della fusione, infatti, non possono decorrere da una data anteriore a quella della chiusura dell’ultimo esercizio di ciascuna delle società fuse o incorporate o a quella, se più prossima, in cui si è chiuso l’ultimo esercizio della società incorporante. Pertanto, nel caso di specie se la fusione sarà efficace il 31 dicembre 2010, gli effetti fiscali possono retroagire al 1° gennaio 2010; se, viceversa, la fusione sarà efficace il 1° gennaio 2011, gli effetti fiscali non potranno retroagire al 1° gennaio 2010. Daniela Boggiali e Antonio Ruotolo
  4. La Circolare 18/E 2013 "Acquisto di appartamenti contigui e ampliamento: l’agevolazione ‘prima casa’ spetta anche in caso di acquisto contemporaneo di immobili contigui destinati a costituire un’unica unita abitativa, ovvero di un immobile contiguo ad altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto fruendo dei benefici c.d. ‘prima casa ’ e finalizzato a costituire con quest’ultima un’unica unita abitativa. Ovviamente il beneficio spetta, purché sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, Parte Prima, allegata al TUR." parla di immobili contigui, senza specificare se trattasi di ufficio o altro, quindi in teoria ci potrebbe stare; ma credo che alla fine tutto dipenda da A.E
  5. ciao pigei, in attesa di risposta più certa, considerata la cosa molto dubbia, perchè non fare cambiare prima detinazione all'ufficio?
  6. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    concordo in pieno! nonostante tutto quello che mi è successo nel mio percorso sono il primo a dover fare il "mea culpa"; se avessi "volato basso" senza voler strafare, fossi stato più calmo e tranquillo (cosa che caratterialmente non mi appartiene - l'attesa di 5-6 ore mi uccide), probabilmente sarei passato., alla faccia di raccomandati e non. Ma quei 21 nel 2012 passati con la mio stessa soluzione e il mio stesso tema (al terzo compito, dopo aver passato mc e comm.le), bruciano, bruciano tanto. Può essere che non andava bene la mia soluzione, ma non doveva andare bene neanche per loro!
  7. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    certo, lo so
  8. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    ma deve essere forte forte, da fra male? cmq adesso racconto episodio indicativo di come ritengo si possa anche bocciare. Lasciamo perdere me, famosa capra, dicono noto nel mondo notarile (condono se vuole può chiedere su notai d'italia chi sono e se avrei meritato di passare, ma non è importante). Concorso sulla transazione della società fallita: credo fosse corretto per primo l'i.v. mia conoscente bocciata con questa motivazione : "parla di INESISTENTE CONTRATTO DEI CREDITORI"...... Aveva scritto, con grafia anche leggibile, ce ne sono di peggio, "acquisito il parere favorevole del COMITATO dei creditori" Adesso: solo in mala fede puoi bocciare facendo finta di non capire che c'è scritto COMITATO e non contratto...... Ah, in quello mi hanno contestato pezzo di parte teorica dove avevo copiato paro paro articolo del cc
  9. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    che prevalgono sulle "rappresentazioni" che tristezza alla fine penso che CI VOGLIA UNA GRAN BELLA BOTTA DI CULO, a pare tutto
  10. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    nobilissime............entrano con elenchi di.......documenti e poi, vai incrociare i dati, concorsi successivi....miracoloooooooooo: figlio/a passata a primo colpo
  11. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    esistono anche i "commissari" che entrano in corso d'opera.......a seguito di dimissioni di altri
  12. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    concordo! nel 2010 scopriamo che: - il concorso è sempre stato più o meno "truccato": c'eè sempre stato un numero già "assegnato" - si mettono due temi in ogni busta - si corregge ad minkiam, visto che la percentuale è prestabilita - la commissione attuale INCORRUTTIBILE, ma le altre passate non si sa - la CASTA vuole....... - NESSUNO SI PUO' OPPORRE ALLA CASTA (anche tu dici di averci probato e sei stto mobbizzato) Ma scusate: se non può denunciare nulla nemmeno chi ha o dice di avere le prove, che senso ha IL CONCORSO CONSIDERATO PIU' SELETTIVO, assieme a MAgistratura?
  13. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    per un solo concorso? l'onestà e il merito vale per un solo concorso? poi va a farsi benedire???' credimi, ho abbastanza esperienza e ti dico: se è vero che ci sono condonati e questo non lo so e non mi inteeressa, CERTE CAPRE che si annidano nella categoria - e ne conosco tante - VE LE MERITATE
  14. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    si, ma è una risposta alla casta "una tantum", credo; quindi cui prodest? P.S:. A me non riguarda più, sono fuori!
  15. fabiojack

    CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

    comunque, al di là di condoni o meno, mi chiedo che senso abbia tutto questo passare da 423 a neanche 100 sembra eccessivo: a causa dei "presunti" condonati (come li chiami tu) devono pagare tutti gli altri che si presentano al concorso? E per quanti concorsi? Per uno, per questo in corso? E poi si torna alla "normalità"? BAh!
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