Faden

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  1. Il consiglio notarile di Firenze dovrebbe aver pubblicato il 7 aprile i primi orientamenti dell'Osservatorio Persone e Famiglia. Qualcuno li ha? Nel sito non trovo nulla
  2. Questo è quanto diceva il CNN prima dell'introduzione delle massime: 2.3 Abbreviazioni Si segnalano orientamenti discordanti circa la possibilità di utilizzare pluralità di abbreviazioni. Non è omologabile lo statuto di una società il quale contempli una pluralità di "abbreviazioni" della denominazione sociale. Trib. Casale Monferrato, 5 dicembre 1991, in Giur. comm., 1992, 622. Non può essere omologato lo statuto di una società che contenga più di una denominazione sociale, anche in forma abbreviata o sigla. Trib. Udine, 3 febbraio 1998, in Dir. Fall., 1998, II, 949. È legittimo per una società utilizzare (rendendolo evidente nello statuto), oltre alla denominazione sociale completa, anche una pluralità di abbreviazioni o sigle che non comportino il venir meno dell’identità della denominazione completa ed anzi ne garantiscano l’unitarietà e l’identificabilità. App. Trieste, 29 luglio 1998, in Riv. not., 1999, 1018.
  3. Il triveneto parla delle denominazione sociale in generale (QUINDI PENSO APPLICABILE ANCHE ALLE società di persone): C.A.1 - (SIGLE E DENOMINAZIONI PLURIME - 1° pubbl. 9/04) È possibile indicare nello statuto la denominazione per esteso e la relativa sigla. Non è invece possibile indicare più denominazioni o sigle alternative. Quindi la sigla sarebbe lecita. Però è strana la abbreviazione che nel cosa in esame serve a poco, forse solo a non mostrare al pubblico il nome di Tizio
  4. Per capire un po in generale la tassazione : Guida alla tassazione degli atti notarili (Santarcangelo) Per il lavoro e i singoli tipi di tassazione : Tassazione degli atti notarili (Santarcangelo)
  5. Penso che per le vecchie costruzione che non furono dotate di agibilità non sia più rilasciabile in quanto ai sensi del TU in materia edilizia il certificato di abitabilità può essere rilasciato solo: -per le nuove costruzioni, - per le ricostruzioni e - per gli interventi su edifici esistenti che influiscono sull'abitabilità quindi i vecchi edifici che non hanno subito modifiche non dovrebbe più essere rilasciabile l'agibilità/abitabilità. Dovrebbe esistere uno studio del notariato. Questo però dovrebbe saperlo il notaio che deve stipulare l'atto.
  6. art. 778 "è nullo il mandato con cui si attribuisce ad altri la facoltà di designare la persona del donatario ..." direi che devi indicare la persona a cui donare
  7. io semplicemente tengo sotto controllo i siti del triveneto, di milano, di roma, di napoli
  8. scusate la risposta poco diplomatica, ma se vogliamo fare i notai e per paura di ipotetiche responsabilità ci mettiamo a sindacare anche su questioni non notarili io personalmente cambierei mestiere (anche perchè così il notariato verrà sempre più visto come un peso ed un ostacolo e come tale allora giustamente eliminabile). Certamente in Italia si può essere chiamati in causa per qualsiasi motivo, però pensare che il notaio sia responsabile se il garage (eventualmente necessitante di impianto elettrico ma in realtà ne è privo) mi sembra assurdo.
  9. OK, ma continuo a non capire perchè porsi la domanda se un garages debba, per essere tale, avere necessariamente l'impianto elettrico. O si ipotizza che la normativa urbanistica/edilizia richieda ai fini della classificazione del garages dell'impianto elettrico oppure non riesco a capire la domanda. Se si ipotizza un tale requisito posso solo immaginarmi un atto dove si vende un garage dichiarandolo privo di impianto elettrico. A quel punto però non penso che sia compito del notaio andare a sindacare, non ha le conoscenze tecniche per addentrarsi in tali argomenti. Sono però curioso di capire come è nata la domanda.
  10. Domanda strana. Ti pongo la domanda inversa. Perchè un garage necessiterebbe dell'impianto elettrico?
  11. questo è uno dei principali problemi dell'Italia. Tanto si sa bene che le Banche non mirano altro ad accaparrarsi tutta la filiera: prestito del denaro con immobile in garanzia, vendita dello stesso immobile senza che vi siano terzi soggetti imparziali (dal primo gradino che è il mediatore al notaio ed all'avvocato) che possano darle noia a quel punto avranno in mano tutto senza dover rendere conto a nessuno bella Italia che sarà
  12. indica da dove sono stati tratti se no è difficile recuperarli
  13. L.A.14
  14. Ciao. Ti do il mio personale consiglio. Come prima cosa, come ti hanno già detto, inizia con il libro di Genghini sulla forma degli atti notarili (Santarcangelo è più sintetico ma Genghini ti spiega molte più cose che vanno comunque sapute). Inizierai a capire un pò di formalismo notarile. Ricordati che al concorso proveranno a bocciarti anche su quello, quindi vedi di capire la ratio delle formalità degli atti (non impararle a memoria perché a Roma la memoria non serve e ne avrai poca per colpa della paura, serve il ragionamento). Se io dovessi iniziare ora da zero probabilmente farei come ti scrivo: - starei in ufficio il minimo indispensabile (non più di qualche mattina a settimana). Nella realtà concreta non vedrai mai quello che ti chiedono a Roma, quindi rischi di perdere tempo (soprattutto se il tuo notaio non ha la vocazione di insegnare); - mi comprerei il formulario commentato di Carbone e inizierei a leggerlo dall’inizio alla fine (così vedi i vari tipi di atto e un pò di teoria relativa – però solo dopo aver letto una prima volta Genghini sulla forma degli atti notarili); - dopo la prima lettura proverei a rileggerlo affiancandoci i vari manuali (che ti indico dopo); - poi tanti, tanti, tanti e ancora tanti compiti. Non ti abbattere se all’inizio non riuscirai capirti nulla nei compiti, è normale. Falli anche più volte, servono sempre. Ovviamente sarebbe opportuno che tu affiancassi lo studio con una scuola notarile. Quale consigliarti è arduo, l’unica cosa che posso consigliarti è di non seguire scuole dove ci sono troppi insegnanti, ognuno finirà per dire la sua e non si capisce nulla. Come libri la mia personale scelta è questa: associazione e fondazioni > capozzi volontaria giurisdizione > genghini successioni > capozzi affiancato dal suo libro sui casi e il libro sulle formule della giuffrè diritti reali > genghini obbligazioni > le odio non ti so consigliare il contratto in generale > capozzi i singoli contratti > capozzi società di persone > genghini società di capitali > capozzi e tutte le massime (Milano, Triveneto, Roma, Napoli) azienda > capozzi trascrizione > capozzi Molto carini sono anche i quid iuris della dike (anche se gli autori li hanno pubblicati un po troppo a ridosso dell’ultimo concorso … comunque vanno ringraziati per il bel lavoro) e il glossario notarile. Come manuali mi fermerei qui, ritengo più importante fare molti compiti che studiare tanta teoria. Come libri sui compiti sono da fare tutti: Carbone, quelli della Dike, quelli della giuffrè, il manuale notarile del notaio Ceolin. Non ti spaventare sui libri dei compiti, sono fatti anche per permetterti di ripassare, non rispecchiano, per quel che riguarda la stesura dell’atto e della parte teorica, i veri compiti di Roma(mentre le tracce possono rassomigliare). Sarebbe utile avere qualche vero compito di Roma che ha vinto il concorso per renderti conto di cosa vogliono veder scritto i commissari (soprattutto per lunghezza e analicità). Poi cosa forse più importante una buona benedizione … quella serve sempre Non ho il tempo di scriverti il nome preciso dei libri che ti ho indicato, nelle varie discussioni li troverai se no mandami un mp