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silviosantosubito

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  1. silviosantosubito

    costruzione prima casa e successivo acquisto prima casa

    rispondo si al primo quesito (di conseguenza no al secondo). non si realizza un acquisto e quindi come tale l'unico acquisto vero e proprio è quello con cui compri nel comune Y... sss
  2. silviosantosubito

    azione di riduzione

    non basta! se sei donna devi mandarmi in privato foto e numero di cellulare...se invece purtroppo per te sei uomo, mi basta che ti ricordi del favore nel silenzio della cabina elettorale saluti sss
  3. silviosantosubito

    azione di riduzione

    non confondiamo i due piani.. la regola tra legittimari è che colui che agisce deve imputare alla propria quota le donazioni fatte e colui che subisce l'azione può conservare il bene nei limiti della disponibile e della "propria" quota di legittima.. quello di cui parla Pocholoco, invece, è la riducibilità o meno di una successione ab intestato. L'esempio classico è quello del de cuius che ha sbilanciato non poco il rapporto tra figli attraverso donazione/donazioni di ingente valore a favore di un legittimario che gli succede anche ab intestato... in questo caso il problema è capire se effettivamente sia necessaria/obbligatoria o meno l'azione di riduzione ed a mio avviso ricostruisce bene la vicenda proprio Pocholoco..... secondo una tesi opererebbe automaticamente all'apertura della successione una rimodulazione delle quote dei successibili legittimi, che erediterebbero direttamente la quota di eredità che spetta loro in base alle norme sulla successione necessaria...il ricalcolo dovrebbe farsi in automatico perché la diversa ripartizione avverrebbe ex lege... secondo la tesi di Capozzi, invece, sarebbe comunque necessaria l'azione di riduzione onde far valere il diritto a un diverso calcolo con la legittima. La terza tesi, molto convincente, di Mengoni ammette anche una sorta di "esercizio stragiudiziale" del potere di ridurre la quota di spettanza del chiamato ex lege all'eredità. Ciò avverrebbe mediante l'esercizio di un diritto potestativo che avrebbe natura stragiudiziale e che consentirebbe ai contraenti di ritenere mutate, per mezzo di tale esercizio del diritto e non ex lege, le quote di spettanza di ciascuno... L'autore probabilmente corregge le storture delle altre due tesi...la prima finisce per sfociare in vecchie tesi che ammettevano che il legittimario acquistasse ex lege (e non quale conseguenza della propria azione) la propria quota di riserva (portata all'estremo tale tesi, figlia della vecchia codificazione e sostenuta da Cicu post-riforma, ammetterebbe che il chiamato diseredato sia erede ex lege all'apertura della successione....tesi però non solo risalente ma anche mai accolta dalla dottrina moderna e dalla giurisprudenza). Dal canto suo la tesi (chiamiamola di Capozzi) che pretende comunque l'azione di riduzione imporrebbe sempre una tutela giudiziale, anche in quei casi in cui vi sarebbe l'accordo tra le parti... invece, con l'esercizio di questo potere (diritto potestativo) anche in via stragiudiziale, si ammette che la quota del chiamato/leso sia reintegrata senza i costi e le lungaggini del processo.... l'accordo di legittima che ne conseguirebbe (questo il corollario della tesi) avrebbe natura di mero accertamento dell'avvenuto esercizio di tale potere e delle quote di spettanza a seguito dell'applicazione delle norme sulla legittima!).... tornando per un istante al quesito originario, la disciplina nei rapporti tra legittimari che agiscono in riduzione l'uno contro l'altro è data oltre che dall'art. 553 c.c. anche dall'art. 560 e in particolare dell'ultimo comma ove si precisa che il legittimario che subisce la riduzione di una donazione o di un legato - ma la norma ha valenza generale - può trattenerli nei limiti della quota di legittima e della disponibile... saluti sss
  4. silviosantosubito

    mutuo dissenso parziale su terreno confiscato

    ciao avevo letto sequestro..se è stato confiscato la proprietà si perde, se sotto sequestro (nel quesito si parla di attendere un provvedimento di dissequestro) allora ancora non è arrivato il provvedimento ablatorio... attendiamo chiarimenti! sss
  5. silviosantosubito

    mutuo dissenso parziale su terreno confiscato

    puoi anche convenire una risoluzione convenzionale per inadempimenti del venditore se ve ne fossero i presupposti, non credo sia il caso di condizionarlo al dissequestro se aderisci alla tesi che il mutuo dissenso non è un contrarius actus ma soltanto l'annientamento del precedente atto traslativo.. ovviamente valuta che tipo di sequestro è e valuta se ne vale la pena... un caro saluto e ricordati che nel silenzio dell'urna ..o in generale nel silenzio, il tuo presidente può procurarti svariate ore di intrattenimento con escort di altissimo livello sss
  6. silviosantosubito

    Accetazione eredità

    gentile elettore, intanto mi complimento per la domanda...nemmeno a quindici anni e coi brufoli mi facevo pippe similari!! ..in effetti da più parti si ritiene che il chiamato per rappresentazione vada considerato alla stregua di un beneficiario sotto la condizione della mancata accettazione del "rappresentato"..quindi una specie di equiparazione potrebbe anche suonarci familiare... non credo di aver mai letto nulla al riguardo, ma sai che, dopo tanti anni di governo e mignotte, la memoria comincia ad essere selettiva e, quindi, inizi a ricordarti soltanto i culi migliori e quelle minorenni che veramente ti hanno fatto girare la testa.... provando a ragionarci un po' su, direi che i due istituti, apparentemente assimilabili, sono tuttavia distinti tra loro...la giacenza vera e propria è soltanto una ed è quella disciplinata dall'art. 528 ss c.c. con delle regole ben precise che vengono solo richiamate per gli "amministratori" di cui agli artt. 642 ss c.c., per i quali, infatti, le regole della giacenza vengono applicate in forza di un rinvio fatto dall'art. 644 c.c. Diversi sono in particolare i presupposti iniziali (non c'è bisogno ovviamente di approfondire) come del resto le cause di cessazione.. la ratio di tale differenziazione dovrebbe collegarsi al fatto che i c.d. "amministratori" esercitano la loro attività "anche" nell'interesse proprio... Proprio sulla cessazione delle gestioni in parola si è però soffermata la mia riflessione [ero al cesso e non sapevo che fare..] : - per la giacenza dell'eredità, la cessazione è collegata all'accettazione dell'eredità da parte del chiamato, - mentre nei chiamati sub condicione è sufficiente che si avveri la condizione sospensiva e l'amministrazione verrà meno...scatta l'amministrazione del vero delato ed eventualmente, in mancanza di possesso, la nomina di un curatore dell'eredità giacente! Nel caso di rappresentazione, non basta la rinuncia del potenziale rappresentato a far venir meno il necessario requisito della giacenza ereditaria...occorrerà una positiva adesione del rappresentante, altrimenti resta tutto disciplinato dagli artt. 528 ss c.c. Insomma, in quest'ottica direi che l'equiparazione non potrà essere totale e le due fattispecie (rappresentazione/condizione sospensiva) non possono essere oggetto di una sovrapposizione integrale. Non sarebbe di conseguenza legittimo a mio avviso traslare la disciplina alla rappresentazione quella degli amministratori di una delazione condizionata..in altri termini, le norme di cui agli artt. 641 ss c.c. devono essere considerate di stretta interpretazione, come espressione di principi applicabili soltanto ai casi previsti dalla legge.. un caro saluto e ricordatevi che Di Maio e Salvini tutto vogliono tranne che voi approfondiate questioni di diritto nel tentativo di migliorare la vostra condizione, altrimenti starebbero qui a scambiarsi opinioni con voi altri e invece mi chiamano solo per il bunga bunga! il vostro sss di quartiere
  7. silviosantosubito

    Testamento olografo, rappresentazione e diseredazione

    ...e nemmeno la Casaleggio & Partners SPA..... state sprecando il vostro voto...e pure gratis... sss
  8. silviosantosubito

    Testamento olografo, rappresentazione e diseredazione

    diventerete anche notai un giorno, ma ricordatevi che con le donne sarete sempre delle mezze tacche...!! sss
  9. silviosantosubito

    Testamento olografo, rappresentazione e diseredazione

    ti leggo dentro... sss zitto tu che non capisci le donne... sss
  10. silviosantosubito

    provenienza donativa nella vita reale

    come dico sempre #ssstaisereno
  11. silviosantosubito

    provenienza donativa nella vita reale

    una o due sss
  12. silviosantosubito

    INVENTArio di eredita’ di minore

    questa risposta è già migliore! sss
  13. silviosantosubito

    Testamento olografo, rappresentazione e diseredazione

    in realtà la rappresentazione non opererà anche a prescindere dalla sostituzione voluta dal de cuius... infatti verso il figlio della compagna manca il presupposto che è il rapporto tra de cuius e preteso "rappresentato", cioè la compagna (i rappresentati devono essere figli o fratelli del defunto). Detto questo, però, devo dissentire da tutti voi elettori del movimento cinque stelle che mi avete preceduto. L'individuazione dello Stato mi pare infatti un po' esagerata...tralasciando i parenti entro il quarto grado, di cui è sempre bene ricordarsi, infatti, sappiamo dalla nostra interlocutrice (spero sia donna altrimenti sto perdendo tempo..!) che il de cuius ha un nipote... ed è a lui (o ai nipoti se sono più d'uno) che vanno i beni di cui non ha disposto con testamento: - la diseredazione NON impedisce, salva espressa disposizione, la rappresentazione, anzi ne costituisce un presupposto, proprio come la premorienza o la rinunzia...di conseguenza se si tratta di un nipote ex fratre si godrà, magari insieme al papà, l'eredità dello zio!! - se si tratta di nipote ex filio idem. Infatti, la sostituzione non implica necessariamente il desiderio del defunto di disapplicare al sostituito anche la devoluzione ex lege dell'eredità o della parte di eredità di cui non avrebbe disposto, quindi, allo stesso nipote, se parente più prossimo o se beneficiario del diritto per rappresentazione (figlio di figlio o figlio di fratello), spetterà sia la parte testata che la parte intestata dell'eredità....! se così fosse, al de cuius, ormai sprofondato nell'ade pieno zeppo di risentimento verso i fratelli, resterà la soddisfazione molto magra di non aver consultato un notaio prima di fare testamento con risparmio della relativa parcella!!! sss
  14. silviosantosubito

    provenienza donativa nella vita reale

    in verità, spiace dirlo, nella vita reale si cerca di mettere al corrente le parti dei rischi, dopodiché se si ha la possibilità di fare uno scioglimento della donazione credo sia il massimo che si possa fare, sperando che la cassazione non aderisca alla tesi del contrarius actus... fideiussioni o assicurazioni non sono all'ordine del giorno, anche se esiste la possibilità di assicurare (la fideiussione mi spaventerebbe..) La rinuncia all'azione di restituzione a mio avviso - e qui concordo con l'ottimo piersimon - oltre ad essere un atto profondamente instabile e su cui nutrire ancora notevolissimi dubbi, per quanto grandi siano stati gli sforzi della dottrina a sdoganarlo, la verità è che un notaio che possa essere in qualche misura intellettualmente onesto, per quanto convinto della bontà del rimedio, NON potrebbe venderlo come la soluzione definitiva.... è una soluzione tampone, che si basa al più sul fatto che la casistica di azioni di restituzione verso i terzi acquirenti è praticamente nulla.... quindi, a mio avviso sarebbe ingiusto indurre le parti a ritenere di aver trovato un brillante rimedio alla circolazione dei beni oggetto di donazione.. ma tant'è c'è pure chi si vanta coi direttori di banca di aver scoperto un rimedio (di cui si parla da almeno dodici anni..), che tale potrebbe non essere!! per tutto il resto, puoi sempre comprare la casa accanto o andare da un notaio che non fa le visure e quindi della donazione non saprà mai..! sss
  15. silviosantosubito

    bene comune censibile e cessione bene principale

    distinguiamo bene le cose: - se una cantina è condominiale o meno dipende non tanto dalla sua individuazione in catasto come bene comune non censibile o come bene dotato di una propria autonomia fiscale (dubito si tratti di un "bene comune censibile" che è addirittura un tertium genus che non si vede in giro, in cui dovrebbe esserci una "partita speciale A"...).... la "condominialità" o meno del bene dipende da come esso è stato trattato negli atti di vendita e precisamente da come è stato considerato nel primo atto di trasferimento dei beni facenti parte del condominio. In mancanza di un'espressa indicazione purtroppo non è affatto facile comprendere la natura condominiale o meno del bene (molto spesso soccorre il regolamento di condominio, specialmente se accettato per relationem sin dal primo atto.:) In caso di bene condominiale, quindi, i diritti millessimali passano anche se non dici nulla (non hai obbligo di conformità catastale soggettiva o oggettiva e così via discorrendo). Diverso è invece il caso in cui tu voglia comunque ottenere o rendere possibile in futuro la voltura catastale. In tal caso, quale che sia la natura del bene ti conviene inserirlo nella nota di trascrizione e quindi anche nell'atto di vendita (con indicazione dei dati catastali e delle quote millessimali. NB spesso si usa la formula "che ai soli fini della voltura e della trascrizione si individuano in X/1000, che serve a chiarire che l'indicazione dei millesimi è puramente simbolica..); Un ulteriore problema nascerebbe in caso di bene che, pur trovandosi all'interno del condominio, ha natura di bene "in comunione"...si tratterebbe in particolare di un bene solo occasionalmente in comproprietà ai medesimi condomini ma che ha una sua autonomia fiscale e giuridica. Capita invero di rado che si possa parlare di un bene "comune" senza che sia pure condominiale, ma non può essere escluso che in sede di costruzione e successive vendite, sia stato venduto proquota solo ad alcuni condomini, o in sede di divisione sia stato attribuito soltanto ad alcuni, oppure ci siano stati atti traslativi di quote tra comproprietari...in questo ultimo caso l'atto deve contemplare l'indicazione delle quote millesimali alienate e rispettare tutta la normativa anche catastale (allineamento) come se si vendesse una quota in comproprietà. Se vuoi prendere spunto basta guardare alla disciplina dell'alloggio del portiere....finché c'è il portiere dentro nessuno dubita della sua natura condominiale... non è escluso che però i condomini mandino via il portiere e poi qualcuno di loro si accaparri singole quote dell'appartamento. Una volta mutate le quote (rispetto ai condomini del fabbricato) diventa difficile parlare di un bene condominiale e devo trattarlo quindi come un normale immobile in comproprietà.. spero di essere stato chiaro, anche perché la sintesi non è il mio forte!! un caro saluto...... e ricorda che un solo presidente fa tutto a cinque stelle....e non sto parlando di Conte o di Di Maio (e meno ancora di quel Salvini) sss
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