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silviosantosubito

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  1. Si, di solito quello che dice il “Capozzi” (che poi lui buonanima è estraneo al testo) in societario È errato...in realtà in questo caso verosimilmente sapere chi versa non credo sia un problema. Infatti dovrebbe trattarsi di forme di versamento “volontario” e che non può essere imposto...Quindi non può dirsi che esista una regola sss
  2. Di che pronunzia parli? potresti specificare meglio il caso: “tizio in luogo della somma X cede a caio l’immobile di Sempronio” ? ho inteso bene ? sss
  3. grande pippa del sabato!!! il tenore della norma è questo: la giurisprudenza considera convenzione a titolo oneroso anche la concessione di ipoteca da parte dell'erede apparente e, evidentemente, fa rientrare nei "diritti acquistati" anche i diritti reali di garanzia la fattispecie è sempre la stessa, ovverosia il conflitto con il legato ex lege disposto dall'art. 540 c.c. (che ha pure complessità e implicazioni che a noi qui non interessano, specie in tema di pubblicità….), ma riterrei il principio espresso come di carattere generale.. del resto la norma (534) è scritta in modo generico, tale da comprendere l'ipoteca a garanzia di mutuo concessa dall'erede apparente ricorrendone i presupposti.. quindi direi che la tutela dell' acquirente da un erede apparente trova applicazione anche a vantaggio del creditore ipotecario, se ricorrono le condizioni di cui all'art. 534 c.c. sss
  4. Invece, secondo me le due discipline si integrano e non si sommano, di conseguenza a stretto rigore il termine sarebbe sempre di 60 giorni, mentre i dies a quo andrebbe calcolato tuzioristicamente tenendo conto del disposto dell'art. 2500 che fa partire il tutto dall'ultimo degli adempimenti effettuati (trasformazione e cancellazione dell'ente precedente). secondo me qualche utile riferimento lo trovi già qui in questo studio a firma Petrera, nella parte in cui analizza la disciplina della revoca dello stato di liquidazione e il termine della fusione, dove prevede il decorrere dei sessanta giorni, la possibilità di opposizione di tutti i creditori e non solo di quelli che avrebbero diritto prima del deposito del progetto di fusione e sposa la tesi più rigorosa sul dies a quo... un caro saluto sss
  5. yes..! Sono tutti strumenti di versamento del conguaglio. Molto diffusa nelle divisioni, da quello che so, è la remissione, ma non vedrei nulla di male a pattuire compensazioni o altro.. sss
  6. L’accollo come ti dicevo realizza il soddisfacimento dell’obbligazione perché alleggerisce il creditore di un suo debito, generando un arricchimento del tutto equivalente a quello che si concretizza con la dazione di danaro...quindi nessuna sottigliezza in più è richiesta, vai tranquillo sss
  7. Ok, la clausola credo vada bene. Valuta se inserire un richiamo alla facoltà di risolvere il contratto e chiedere i danni (credo comunque possibile anche se non dici niente).. Quando la controprestazione ha ad oggetto un “facere” anche nella pratica è molto utile far allegare un capitolato che descriva con esattezza le opere e i materiali da utilizzare, analogamente a quanto si fa con gli appalti..fattelo mandare con anticipo e sottoponila alla visione di un tecnico terzo (o “amico” dell’interessato). facci sapere come va! saluti sss
  8. L’accollo di un debito della massa interamente in capo al condividente/assegnatario equivale fiscalmente e civilisticamente al conguaglio, di conseguenza in luogo del versamento agli altri comproprietari, che ricevono di meno dalla massa, l’assegnatario dei beni di valore maggiore assume su di sè il peso del debito.. rispondendo alla domanda originaria: 1) è senz’altro ammissibile l'accollo come modalità di versamento di un conguaglio; 2) il conguaglio è la differenza tra i valori dei beni assegnati e le quote di diritto e non si caratterizza come una specie di negozio “reale”. Anzi assai spesso è strutturato come patto di natura obbligatoria. Basti pensare al conguaglio corrisposto a rate...questo non preclude gli effetti della divisione, non mette in discussione le assegnazioni fatte e non preclude di qualificare come conguaglio l'obbligazione assunta.. 3) non c’è alcun bisogno di costruire come Datio in Solutum l’operazione realizzata, perché l’accollo costituisce uno strumento comunque satisfattivo dell’obbligazione pecuniaria.. non c’è nessuna diversa prestazione quindi..(in fondo il pagamento del prezzo di vendita mediante accollo non mi pare sia ricostruito da qualcuno in termini di datio o di pactum de non perendo o roba così, quindi mi comporterei esattamente allo stesso modo..) sss
  9. Quindi un legato di contratto..di cosa altrui.. sss
  10. ...ammiro molto il tuo senso di collaborazione ma soprattutto la tua irraggiungibile umiltà... sarai sicuramente un grande notaio sss Secondo me puoi limitarti a precisare che “l'obbligazione originaria non si estingue se non nel momento in cui la diversa prestazione sia stata eseguita. Di conseguenza, in caso di inadempimento della prestazione sostitutiva da parte del debitore entro il termine pattuito tra le parti, il creditore potrà domandare l’adempimento dell’obbligazione originaria (magari aggiungendo..:) oltre agli eventuali interessi di mora calcolati dalla data di stipula del contratto e fino al giorno dell’adempimento, ad un saggio d’interesse del ..%”. Poi se ci dici anche le due prestazioni magari ci cimentiamo meglio...(ovviamente nessuno è obbligato e tutti possono scrivere le stronzate che vogliono..!) cari saluti sss
  11. Ecco...così ci piace...! sss
  12. ciao pintu, se vuoi che non ne parliamo non c’è problema..ma dai tempi dei tempi, lo sai, qua si parla di qualsiasi questione giuridica, da chiunque provenga...quindi facci sapere..e soprattutto se conosci pure le soluzioni poi daccele!! sss
  13. Il legato può essere posto a carico del proprietario solo se costui è beneficiario di qualcosa sulla base della stessa successione. Se costui fosse effettivamente un “terzo” l’unica è obbligare l’erede o gli eredi a stipulare un contratto che avvantaggi il beneficiario finale..l’opzione prospettata da lupo Alberto convince anche me.. sss
  14. Purtroppo più che irrazionalità del codice, si tratta di un effetto della stratificazione delle norme nel tempo e, in questo caso in misura maggiore, dell’innesto di norme straniere - matrice common law - in un sistema improntato su principi diversi.. il trapianto spesso provoca problemi di incompatibilità e di rigetto.... come dici tu, però, alcune spiegazioni alla base di una serie di norme interne sono state messe in crisi dall’introduzione dei vincoli e del trust...oggi andrebbero forse riviste alla luce del fatto che non rappresentano più espressione di principi di ordine pubblico, come un tempo erano giudicate.. sss
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