Pigei

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  1. Quello della selettività è un problema che va risolto a monte, rivedendo il percorso di accesso e strutturandolo con una serie di tante piccole prove diverse per materia, che si focalizzino sulle questioni terra terra che poi sono quelle della realtà quotidiana, spaziando anche nel fiscale e nelle formalità pubblicitarie e nella gestione dello studio. Bastano piccole cose, strutturate in base a un percorso inteso a mo di "campionato" e non fi "champions league" a partita secca come ora. Per vedere se uno è in grado di fare il notaio non servono le tracce "mostruose" e irrealistiche, con patto marciano o scissione negativa o testamenti fantascientifici, perchè sappiamo tutti quanto siano rari questi problemi nella quotidianeità e come vengono risolti quando si presentano. Al contrario (estremizzo per esemplificare ciò che voglio dire) per sondare le reali capacità basterebbe anche che la singola prova sia strutturata come un colloquio orale davanti a soli notai e magistrati, in cui al candidato si sottopone uno dei tanti classici casi quotidiani della professione e gli si chieda come risolverlo, incalzandolo poi con domande su questo o su quell'aspetto critico, toccando anche la tasazione e l'adempimento. Se invece ragioniamo nell'ottica del megaconcorsone con tracce pesantissime, il fenomeno del ritiro dalla consegna sarà all'ordine del giorno e ugualmente sarà difficile fare una selezione corretta di fronte a compiti che non potranno mai essere perfetti data la complessità o astrusità delle tracce e/o del linguaggio con cui vengono scritte. E di conseguenza all'uscita dei risultati ci ritroveremo a parlare sempre di disparità di trattamento e/o di poca selettività. Il tutto senza contare che il resto delle materie (fiscale, adempimenti...) resterà sempre scoperto data l'assenza di selezione all'orale.
  2. No, è solo uno stralcio, quindi puoi rimandare con una relatio alla successiva divisione piena. Basta quello di colui che si prende il bene stralciato. Dipende dalla tesi che segui... C'era, ma venne stralciata nell'iter di approvazione del codice civile, così come per quella delle compravendite agli avvocati nel ddl concorrenza.
  3. Proprio come hanno guardato con sospetto e perciò respinto le proposte del cnn di cancellare dal ddl concorrenza del 2015 (che ancora non approda al senato) le norme che estendevano la competenza agli avvocati sull'immobiliare o deregolamentavano il societario. Ah no... forse non è andata così...
  4. Voglio premettere una cosa. Secondo me uno dei problemi della professione notarile è il suo essere in bilico tra pubblico ufficiale e libero professionista. Se il notariato professa di svolgere un'attività di pubblico ufficiale (così come dovrebbe essere, per me), deve (o meglio doveva) entrare nella PA. Sedi fisse come gli ospedali, tariffe fisse, come i ticket delle prestazioni sanitarie, stipendio fisso (ma questo è il punto che non piace). Ho detto "doveva" entrare nella PA. Era una cosa che si poteva pensare anni fa, direi fino a 15 anni fa. Adesso, ormai, è inattuabile. Premesso questo, che è comunque inattuabile, non resta che prendere atto che la professione notarile, per come è svolta oggi, è nè più nè meno di una attività imprenditoriale. Il notariato dovrebbe farsene una ragione e agire di conseguenza, anzichè negarlo. Come tutte le attività imprenditoriali, c'è concorrenza. La quale però è sempre stata negata dal notariato, che anzi era chiuso ad essa sotto il profilo del prezzo (=tariffe) e della ripartizione territoriale rigida. La quantità del prodotto non era presa in considerazione (da qui la genesi degli attifici). Ora sappiamo bene che i vari "attacchi" (chiamiamoli così) al notariato sono stati portati proprio per aprire alla concorrenza. La concorrenza si manifesta sotto tre profili: prezzo, ripartizione territoriale e quantità del prodotto. Ma gli "attacchi" hanno riguardato solo il prezzo, ossia le tariffe. Ora, secondo me, il notariato, preso atto che altre vie di uscita (=entrare nella PA) non ve n'erano, doveva spostare il focus degli "attacchi" per la concorrenza dal prezzo (dalle tariffe) alla ripartizione territoriale. Ossia eliminare la graduatoria del concorso, le sedi messe a bando e tutto quanto ne è di contorno: una volta passato il concorso, ognuno va a scegliersi la sede che più gli aggrada. Detto in altri termini: tu governo chiedi la concorrenza? Bene lascia stare le tariffe, piuttosto io te la dò eliminando ogni ripartizione territoriale: niente sedi fisse, ognuno va e si spsosta dove e quando vuole (come gli avv. per intenderci). Lasciamo che sia ilmercato a stabilire se nel paese X servano 1, 2 o 5 notai. A fronte di questa apertura, si poteva poi aggiungere sì un aumento sedi (come è stato fatto), ma unendolo a un contrappeso: il tetto repertoriale (agendo cioè sulla "quantità del prodotto").
  5. Rispondo con una domanda: ti piace giocare al superenalotto?
  6. Forse avrò sbagliato forum, perchè credevo fosse quello per diventare notai il cui motto è fidei et veritatis anchora...
  7. inviato due volte per errore
  8. Se in un atto c'è un muto e il notaio dice che costui legge l'atto ad alta voce, o è avvenuto un miracolo o c'è un falso in atto pubblico da parte del professionista che rogita.
  9. Perchè già ci possono essere in quelli di bella copia?
  10. Pensa se fosse stata estratta... annullamento del concorso servito su un piatto di argento...
  11. Ma se non era nemmeno legge alla data del bando! (la Cirinnà dico)
  12. Ci si preoccupa dei codici con rinvii e diavolerie varie, ci si preoccupa delle matite e degli evidenziatori... voglio sperare che almeno stavolta (a differenza che in occasioni passate) la commissione dica esplicitamente che nella busta, all'atto della consegna, vanno inseriti solo i fogli di bella copia dei compiti e non le brutte copie, sulle quali uno potrebbe scrivere qualunque cosa e fare pure i disegnini di Topolino e Paperino senza che gli si possa obiettare nulla. E pazienza se l'atto è lungo e non si finisce di ricopiare. Preoccuparsi dei segni di riconoscimento a mezzo di matite o evidenziatori e non delle brutte copie, che possono diventare un facile ricettacolo di essi, sarebbe una scelta miope e pericolosa.
  13. Pur non conoscendo minimamente cosa abbia detto in merito al Triveneto, procederei secondo quanto detto da esso, ossia la line a più diretta e senza passaggi intermedi. Se ci pensi, è possibile passare da comunione di azienda in srl, perchè imporre di passare da società irregolare a snc a srl?
  14. Non mettere nessun criterio va bene come criterio?
  15. Era infatti solo un discorso menomonico. L'unica volta che si passò con 1 errore, fu proprio all'ultima preselezione, quella del 2008. Ma fu per un fatto matematico. Ossia si prendeva il numero dei posti a bando e si moltiplicava per 5. Quel bando fu da 350 posti (o 300?). Quindi la soglia fu più alta che in passato. Aggiungi il calo dei praticanti iscritti al concorso... E alla fine si passò anche con un errore.