Pigei

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  1. Ma è un caso reale ispirato a quello che sta succedendo nel PD?
  2. E' un'opzione di acquisto a favore dei soci superstiti. Gli eredi sono soggetti all'altrui esercizio dell'opzione senza voce in capitolo.
  3. Mi pare si applichi la sentenza Bosman...
  4. Non vedo nulla di strano in questa sentenza. Le legislazioni nazionali "possono" fissare competenze esclusive (dei notai o di altri professionisti) se ci sono giustificate ragioni. "Possono", non "devono". Dipende dalla legislazione interna di ogni stato (per intenderci, la UE non sta dicendo che la scelta della repubblica ceca per cui stipulano pure gli avvocati sia sbagliata). Ma è sempre stato così, in base ai principi europei. Nulla di clamoroso.
  5. La risposta è già nella tua domanda... ps: leggi bene il 1262 c.c. ...
  6. Io volevo dire un'altra cosa. Tu fai l'atto adesso così come è (unico appartamento in catasto). Subito dopo fai tutte le pratiche per chiudere l'ingresso e riaccatastare così come piace al catasto. Il tutto in breve lasso di tempo, sicchè AE al controllo veda la situazione finale (ossia unico appartamento, così come era unico alla data della stipula). Però mi par di capire che tutto ciò non è gestibile in poco tempo...
  7. Ah quindi una fondazione può vendere qualsiasi cosa liberamente finchè non c'è la verifica che dice che è culturale? Hanno cambiato il d.lgs. e nessuno ne sapeva nulla? Comunque stiamo divagando, perchè qui il problema è un altro. Ossia se il notaio ha ritenuto (come ha ritenuto seppur in modo incerto) che il bene fosse sotto vincolo, doveva applicare la normativa per intero e non solo a metà, ossia limitandosi alla sola denuntiatio. Facendo invece così si è esposto a un grosso rischio, per sè e per i clienti, con tutte le conseguenze del caso (nullità, risarcimenti, ecc.)... altro che zelo.
  8. No, attenzione. Il bene, in quanto appartenente a una fondazione è di per sè soggetto ai vincoli culturali (art. 10 comma 1), sussistendo una presunzione di legge (art. 12). Quindi il primo passo da fare (proprio per zelo) ma che è stato omesso, doveva essere la richiesta di autorizzazione dell'art. 56. Ottenuta la autorizzazione, si passava serenamente a fare la denuntiatio, considerando il bene sempre come culturale in attesa di una eventuale verifica (o in alternativa a tutto ciò si avviava ab origine il procedimento per la verifica). Fare la denuntiatio, avendo lisciato l'autorizzazione, non è zelo, ma è buttarsi nella bocca del lupo.
  9. Eccesso di zelo? Fare la denuntiatio dimenticandosi degli artt. 54 e segg del d.lgs. 42/04 è eccesso di zelo? Sarebbe bastato preliminarmente chiedere l'autorizzazione prevista, seppur per quanto occorre possa, nel dubbio, e si cominciava quindi a sondare il terreno, con zelo.
  10. Se posso permettermi una soluzione "naif".... e se, data l'urgenza, stipulassi lo stesso "oggi", dicendo che è un unico appartamento. E "domani" vai a fare scia+lavori+riaccatastamento per eliminare il secondo accesso? In modo da evitare il rigetto di AT e quindi senza che la cosa balzi all'occhio di AE... (perchè mi par di capire che comunque il secondo accesso dovrà sparire, visto che comunque tu vuoi far risultare un unico bene)
  11. Mah... secondo me tacere o non tacere, il rischio che prima o poi saltasse fuori il problema c'era sempre. Piuttosto l'errore è stato lisciare in pieno il combinato disposto degli artt. 54-55-56 d.lgs 42/2004 e partire subito con la denuntiatio. In ogni caso, il tuo notaio tra i vari studi del cnn troverà anche la tesi non della nullità ma della mera inefficacia dell'atto, sostenuta da Casu.
  12. Addirittura... quindi dovremmo concludere che il notaio che ha ricevuto la procura ha ricevuto un atto nullo?
  13. Attenzione, stessa forma fino a un certo punto... Per la vendita la forma dipende dal bene venduto. In caso di immobili è richiesta la forma scritta. Quindi se Tizio propone la vendita con atto pubblico e Caio accetta con scrittura privata, la vendita è conclusa. Per la donazione il codice civile prevede solo l'atto pubblico (tranne che sia donazione di modico valore) e questa forma va sicuramente rispettata nella procura a donare e a ricevere (i testimoni non sono frma dell'atto). Poi c'è la questione dei testimoni, che nasce dalla legge notarile. E in questo caso, ai sensi dell'art. 60 di detta legge, c.c. e LN si applicano insieme perchè non contrastano ma si completano. Ora, se ragioniamo valutando il rilievo letterale, notiamo che la norma notarile parla di atti di donazione (cioè si riferisce alle donazioni concluse contentualmente in unico atto). Passando alla ratio della norma, dobbiamo però rilevare che i testimoni sono richiesti proprio per dare prova della effettività e fondatezza della volontà di donare, in un atto così particolare come quello di donazione: cioè sono previsti a tutela del donante stesso. Alla luce di ciò è facile concludere che l'intervento dei testimoni (così come la questione della determinazione di beneficiario e oggetto) deve esserci dove c'è il donante, ossia nella donazione contestuale, nella proposta di donazione fatta dal donante e nella procura a donare, ma non nella accettazione (per atto separato) del donatario e nella procura ad accettare da questi conferita.
  14. Non c'è da avere brividi. Quella frase della Cassazione (che poi è una frase della Cassazione del 1969 che la Cass. 2012 sopra citata ribadisce), ossia: va letta nel senso che la Cass. si riferisce ad una procura generale (tipico atto "minestrone" dove dentro c'è di tutto) in cui si prevedeva la possibilità di fare o ricevere donazioni. Detto così, lapidariamente. Stop. Ossia senza specificare l'oggetto e il destinatario.... della donazione da fare. D'altronde, già sul piano letterale si capisce che, se si parla di destinatario, si parla del soggetto che riceve la donazione. Quindi la mancata specificazione del destinatario non può che riguardare una procura a donare e non a ricevere. In seconda battuta e più puntualemente in merito alla cass. 2012 già richiamata (http://juriswiki.it/provvedimenti/sentenza-corte-di-cassazione-sez-civile-vi-12991-2012-it), dalla lettura delle prime righe dello svolgimento si evince che la Cass. è chiamata a pronunciarsi su di un caso a procura a donare che un notaio ha ricevuto senza testimoni, senza specificazione del donatario e senza specificazione dell'oggetto. Quindi questa Cass. sta affrontando un caso diverso da quello richiesto dall'autore della discussione (procura a ricevere donazioni).
  15. Comunque la domanda di Lupo alberto era sulla specificazione di oggetto e soggetto...