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Pole Position

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  1. Da: Condono2016e2019 - Vero 21/09/2020 16.24.48 Fine novembre alla Fiera (quest'ultimo è da confermare) Dovete sperare solo che la situazione Covid regga! Mi piace - NON mi piace - Rispondi
  2. Conversazione per il concorso notarile
  3. Su Mininterno qualcuno scriveva poco fa Novembre
  4. Ottimo spunto, non ci avevo pensato.
  5. Inizierei ad avere qualche preoccupazione e a guardare con sospetto chiunque avesse un accenno di allergia, tosse o, vista la stagione, raffreddore 😷 Dagli all'untore !!!
  6. In effetti hai ragione. Non mi ero mai spinto piú di tanto a ragionare sulle conseguenze dell una e dell altra teoria perché, cm dicevo, ho da sempre manifestato una spiccata preferenza per la tesi dell universalitá di diritto. Dei 3 elementi desumibili dalla definizione di universalitá di fatto -la pluralitá di beni mobili -appartenenti al medesimo proprietario -aventi destinazione unitaria sicuramente i primi 2 ho sempre avuto difficoltá ad individuarne la ricorrenza. Ad ogni modo, cm scrivevo meglio sopra, in qualunque caso il 1260 non si applica in quanto la modificazione soggettiva che si realizza (vuoi per tutti i crediti in massa in un caso, vuoi per i singoli crediti individuati nell altro) segue le regole piú "snelle" del 2559.
  7. In tema di trasformazione, prescindendo dalla tipologia attuata e dai tipi societari coinvolti, in generale si richiede sempre e comunque il consenso dei soci che all esito dell operazione acquistino la responsabilita illimitata. Nella societá semplice é possibile che il contratto sociale escluda la responsabilitá di uno o piú soci, a condizione che i terzi ne siano messi a conoscenza. In pratica, l effetto della responsabilitá illimitata puo essere escluso, ma questa sicurezza per il socio puó, eventualmente, venire meno per situazioni fattuali estranee alle vicende prettamente contrattuali. Il mio dubbio, a questo punto, é sein caso di trasformazione omogenea regressiva da societá di capitali (spa, srl o sapa nel caso dell accomandante) in societá semplice, ove sia prevista la sopracennata esclusione dalla responsabilitá illimitata, richiedere o meno il consenso per l acquisto della responsabilitá illimitata al socio in ragione del fatto che l esclusione potrebbe non operare nel caso il terzo non fosse messo a conoscenza della clausola contrattuale relativa. In senso contrario milita il fatto che la responsabilita illimitata del socio non sarebbe effetto diretto della trasformazione; dall altro militano ragioni di tutela del socio stesso. Cosa ne pensate ?
  8. Ho un dubbio, a cui mi son giá risposto, ma vorrei una conferma. Nel caso di trasformazione da societá di persone (diciamo snc x semplificarci la vita) a societá di capitali (diciamo spa, sempre per semplificarci la vita e restringere le soluzioni alternative possibili), il socio d'opera, giá capitalizzato o che venga capitalizzato con l'accordo dei soci, il quale non abbia ultimato l'esecuzione della prestazione dovuta, ove non venga previsto diversamente (ad es. mediante l emissione di strumenti finanziari, o prevedendo l esecuzione di prestazioni acceasorie) puó letteralmente tirare i remi in barca e considerarsi socio al pari degli altri senza dover piú eseguire alcunché? Io penso di si perché A) la relazione richiesta ai fini della rispondenza del patrimonio della società trasformanda al capitale della societá trasformata non valuta il valore residuo dell opera dovuta, in quanto non é voce che puó andare a capitale B) nel momento in cui acquista la partecipazione al capitale sociale il suo acquisto ed i diritti che ne conseguono sono definitivi. 🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔 Rimango dubbioso solo nella misura in cui non riesco a quadrare il ragionamento: nell ipotesi in cui la prestazione sia rimasta ineseguita il socio d opera si troverebbe ad acquistare, seppure parzialmente, partecipazioni senza conferimento...salvo giustificare tale assegnazione rifacendosi al 2346 ed alle assegnazioni non proporzionali di azioni Ho cercato conferma autorevole ai miei voli pindarici ma non ho trovato nulla.
  9. Dici benissimo, ma la conclusione varia a seco da del bene di chi ci si focalizza...
  10. Restano praticamente aperte tutte le possibilitá. A quanto pare i rischi sanitari non son piú motivo determinante delle scelte circa la fissazione dei concorsi. Piuttosto, argomento dirimente sará stato/é/sará (non so che tempo verbale sia piú corretto utilizzare in qst frangente) favorire o disinnescare l accavallamento delle procedure. In tal senso mi riecheggiano in testa le parole della lettera al Ministro di qualche mese fa sulle correzioni a distanza: "[...] infine, un rallentamento nelle correzioni dovuto all'emergenza in corso potrà esser recuperato attraverso un incremento delle riunioni, una volta cessata la fase più critica attuale. ciò tenuto anche conto che, alla luce delle attuali norme in materia di distanziamento sociale, il nuovo concorso di nomina a notaio, già bandito, s’immagina sarà oggetto di differimento nello svolgimento rispetto alle iniziali previsioni ministeriali. e una tale probabile decisione consentirà di evitare un accavallamento con il concorso in oggetto, come da prassi amministrativa."
  11. Sul punto 1 non ho capito la domanda. Sul punto 2 direi di no. Quel che tu (forse senza saperlo) sottendi é che vi sia stato un anticipo in vita sulla legittima, come quando si esegue una donazione. Nel tuo caso specifico occorrerebbe ricondurre il pagamento delle bollette nell alveo della donazione indiretta, ma non credo ne sussistano in alcun modo i presupposti, a cominciare dall animus donandi. Ho inoltre difficoltá ad inquadrare giuridicamente la situazione (ammesso che ci si muova nel "giuridico" e non nel pregiuridico quando un genitore per affetto ospiti il figlio maggiorenne). Peraltro non vi sarebbe nemmeno coincidenza tra l oggetto della da te supposta donazione (indiretta), ovvero la fruizione delle utenze domestiche, e il quantum monetario da tizia messo da parte e risparmiato, salvo ipotizzare (x assurdo) che vi fosse a monte un accordo per dividere il pagamento delle bollette ed il padre abbia rimesso detti debiti. É un problema simile all annosa questione del comodato c.d. vita natural durante e la donazione indiretta, su cui fino ad ora la Cassazione (e una buona fetta della dottrina) si é espressa piú volte in senso negativo.
  12. Poni una domanda sulla quale mi son sempre interrogato, senza certezze inconfutabili al riguardo, ma con una spiccata preferenza per quella che (credo) sia la tesi maggioritaria, ovvero dell universalitá di diritto. Mi pare (se ricordo bene) trovi una spiegazione ottima, svolta in poche righe chiare e limpide, sul Santoro Passarelli. Ad ogni modo, proprio in tema di azienda, l adesione ad una tesi o all altra non ti cambia la vita in maniera radicale. Il risultato sará sempre lo stesso, ovvero quello normativamente previsto dalla disciplina specifica dettata sui contratti, crediti e debiti, che aderendo alla prima tesi la integrerá, mentre aderendo alla seconda la confermerá.
  13. Leggevo poco fa che oggi, in gazzetta ufficiale, dovrebbe esser pressoché sicura la pubblicazione del bando per l esame di abilitazione forense che, con un incastro perfetto nel rispetto dei 90 gg che anticipano le prove, dovrebbero tenersi nei giorni 15 - 16 -17 dicembre. Il che lascia presumere che noi faremmo bene a tarare la ns preparazione, cm si era detto, su novembre, su tt e 4 le settimane, se si considera che in ballo c é anche magistratura. Se poi rinviassero al 2021 tanto meglio, ma allo stato delle cose non ci faccio proprio affidamenro. Diamoci dentro !
  14. Oserei dire indiscutibilmente erede. Non mi legherei tanto all elencazione dei beni attribuiti fatta dal testatore, quanto all espressione "lascio tutti i miei beni". L elencazione vale fin li, sia a fronte del carattere universale dell atttribuzione a titolo di erede e della virtu espansiva di questa, sia a fronte del fatto che non é detto che ci si ricordi tutto cio che si possiede. A maggior ragione se dici che nn c sn altri parenti prossimi.
  15. Mi associo alla risposta di chi mi ha preceduto, e ti riporto il disposto dell art 980 c.c.: "L'usufruttuario può cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata, se ciò non è vietato dal titolo costitutivo". Se l intento di chi costituisce l usufrutto é quello di impedire la successiva circolazione del diritto, al fine di evitare che il godimento del suo bene vada a persone a lui non gradite, la soluzione piú diretta é prevedere un divieto di alienazione. La tua soluzione, come già detto, non é vietata, ma che utilitá avrebbe ? Il nudo proprietario dovrebbe pagare il prezzo della stipulanda vendita per "acquistare" l'usufrutto quando, secondo quanto ti ho scritto poco più sopra, può conseguire il medesimo risultato senza dovere sborsare alcunchè. Diverso è il discorso per la superficie. Qui ricorrono le medesime limitazioni previste per la proprietà piena. Pertanto, se non puoi/vuoi applicare il 1379 c.c. la prelazione può essere una valida soluzione, destinata tuttavia a cedere a fronte di atti di alienazone a titolo gratuito. Quanto all'enfiteusi consiera che il divieto di alienazione mi pare possa estendersi fino a 20 anni, a differenza che per il diritto di proprietà. In alternativa o (meglio) in aggiunta puoi tranquillamente prevedere anche la prelazione a favore del concedente.
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