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jbentham

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  1. io sarei prudenziale e, consapevole dei dubbi sul punto, seguirei l'orientamento, sostenuto anche da una parte della giurisprudenza, della impossibilità di toccare il potere di scelta del 746 c.c.
  2. In caso di divieto assoluto di circolazione mortis causa delle partecipazioni, ove sia previsto, non l'obbligo di acquisto della società, ma la liquidazione, la società riduce contestualmente il capitale? Magari tentando l'iter di collocazione delle azioni di cui agli artt. 2437 e ss.? Non sono sicuro di quale sia la strada Grazie
  3. In caso di divieto assoluto di circolazione mortis causa delle partecipazioni, ove sia previsto, non l'obbligo di acquisto della società, ma la liquidazione, la società riduce contestualmente il capitale? Magari tentando l'iter di collocazione delle azioni di cui agli artt. 2437 e ss.? Non sono sicuro di quale sia la strada Grazie
  4. compensazione legale: due orientamenti sul punto - dottrina prevalente dice che opera a seguito dell'eccezione di compensazione con effetti retroattivi al momento della coesistenza; - giurisprudenza prevalente sottolinea come operi automaticamente per effetto della coesistenza; l'eccezione ha carattere meramente dichiarativo. Mi convince più il primo ma quale impostazione secondo voi è più "seguibile a concorso"?
  5. ciao, la prima e la terza ipotesi mi sembrano simili considerando che il testatore può designare il beneficiario terzo con testamento. Il punto è capire se l'art. 1920 contempli un patto successorio eccezionalmente ammesso, o un atto inter vivos suscettibile di avere efficacia post mortem con la designazione per testamento, pertanto valido anche al di fuori dell'ipotesi del 1920. Non so a che tesi aderire ma ti segnalo che: - per la tesi del patto successorio indiretto, Giampiccolo, Di giorgi, Capozzi (valevole solo nel caso del 1920); - per la tesi del contratto con effetti pos
  6. Ipotesi: unico legittimario soddisfatto in quantità da una donazione del padre. Il padre istituisce erede universale l'amico terzo, pretermettendo il figlio. Il legittimario, quantitativamente soddisfatto, può agire in riduzione? Tecnicamente ex 564 si deve imputare la donazione e quindi direi di no; tuttavia lui ha ricevuto quei beni non in forma ereditaria come richiede l'art. 536 c.c.; non li ha avuti a titolo di erede. Di più: non essendo stato istituito erede direi che la liberalità in suo favore è solo di fatto "in conto", ma tecnicamente sulla disponibile (la liberalità in conto p
  7. io direi che si apre la successione legittima per i parenti di Tizio. La delazione presuppone la venuta ad esistenza del soggetto che non ha accettato. In altri termini, il diritto di accettare non è potuto entrare nel patrimonio di Caio perchè quando è nato tale diritto lui era già morto: pertanto, direi che non vi è alcun diritto da trasmettere. Tuttavia mi hai messo il dubbio e rinvio ad opinioni più autorevoli della mia, quale quella di @pinturicchio81
  8. nessuno sbilancia ? Aggiungo che, coerentemente, anche successione di Genghini segue la tesi "economica".
  9. Ciao ragazzi: enfiteusi costituita a favore di un soggetto celibe che poi si sposa e affranca. L'affrancazione determina un acquisto ex art. 177? o è lo stesso diritto reale "personale" che si espande? Non ho trovato nulla sul punto. Che ne pensate?
  10. ovvio, ma se l'oggetto del credito o l'atto generatore del credito aveva una determinata forma seguirei quella per simmetria e certezza
  11. jbentham

    732 c.c. e datio

    Ciao ragazzi! affronto un problema piuttosto navigato e sul quale ho trovato anche molti post tuttavia un po' risalenti: 732 e datio. Tradizionalmente si nega l'operatività del 732 in ipotesi di datio in solutum (Capozzi e conseguentemente Nobili) Tuttavia segnalo come il nuovo volume di Genghini sulle obbligazioni "sembra" sposare la tesi contraria, argomentando come si debba guarda all'oggetto del credito: se il credito è denaro, il 732 può operare visto che chiunque può estinguere un'obbligazione pecuniaria. Trattasi di "visione economica" dell'istituto come sottolineato dagli ste
  12. Anch’io avevo pensato nell’immediato al divieto di alienazione come strumento utile a questo fine: tuttavia Stante la parziale diversità di effetti (divieto totale contro prelazione esercitabile o meno) mi domandavo della fattibilità di questa fattispecie. Strana, in effetti, ma magari utilizzabile ove un nudo proprietario voglia “controllare” la circolazione e non “bloccarla” del tutto. Grazie molte ad entrambe!
  13. In caso di costituzione di usufrutto (ma anche es. superficie o enfiteusi; non uso e non abitazione) può essere utile, secondo voi, costituire una prelazione convenzionale a favore del nudo proprietario per il caso di cessione dell'usufrutto (o dell'altro diritto minore)? In questo modo il proprietario riacquista la piena proprietà evitando la circolazione del diritto: sostanzialmente acquistando il diritto minore, questo diritto si "consuma" in forza dell'acquisto e si riespande la proprietà. Non so però come possa essere compatibile con la durata del diritto reale minore una simile
  14. si quello senz'altro, anch'io ho letto sul Cian Trabucchi che la giurisprudenza è a favore... la questione è, fermi questi orientamenti, quale sia la soluzione più prudente a concorso
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