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Gianni $

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  1. Rinvio G.U. 18 dicembre 2020. Saluti.
  2. Si applica semplicemente la disciplina dell'erede apparente. Nei confronti del terzo potrà essere esperita l'azione di petizione di eredità (art. 534, comma 1 c.c.) per la quale la sentenza di indegnità può rappresentare uno dei presupposti. Ai sensi dell'art. 534 comma 2 cc il diritto acquistato del terzo con la donazione non è salvo (sono salve unicamente le convenzioni a titolo oneroso in buona fede). Il terzo potrà trovare ristoro nella garanzia per evizione del donante (indegno). Pertanto: - non v'è alcuna risoluzione automatica; - non v'è alcun ritorno autom
  3. Ciao a tutti. Il legittimario pretermesso non deve accettare l'eredità con beneficio d'inventario (ex multis Cass. 20971/2018).
  4. Art. 521 e 565 c.c.. P.S.: preferibile proporre i quesiti nella sezione dedicata (quid juris).
  5. Vgs. Cass. 21050 in data 11 settembre 2017.
  6. Ciao a tutti, sarei in parte d'accordo con Gaia ma ritengo opportune alcune riflessioni. 1) Se il mancato prelievo della somma di denaro è possibile ricostruirlo come liberalità (ovvero vi sarebbe animus donandi dell'originario avente causa) trattasi di donazione indiretta (dunque imputazione, collazione, riduzione, etc...) ed i figli (legittimari lesi) valuteranno le opportune azioni. 2) Diversamente, se l'erede non ha "ancora" eseguito detto prelievo dal compendio ereditario, trattasi di un diritto di credito che potrebbe includersi nell'ambito dei relativi rapporti giuridici
  7. Buongiorno a tutti. Il principio di intangibilità desumibile dalla lettera dell’art. 447 cod. civ. sembra ascrivibile unicamente ai rapporti tra il soggetto obbligato ed il destinatario della prestazione ovvero tra alimentante ed alimentato. Dalla combinata lettura (tra gli altri) degli artt. 443 comma 1 e 441 cod. civ., diversamente, emergerebbero margini di disponibilità in capo ai destinatari dell’obbligazione alimentare tali da consentire una differente suddivisione dell’onere in argomento. Tuttavia, la delicatezza del “petitum” e l’elevata tutela accordata dal legislatore
  8. Ciao Piersimon. Aderendo a Triv. AA7, molto semplicemente, si potrebbe chiudere il primo esercizio al 31.12.2019 avendo eccezionalmente durata ultrannuale rispetto alla costituzione ("purché non scada oltre il 15' mese successivo alla formazione dell'atto costitutivo"). Saluti.
  9. Ciao a tutti. Sarei parzialmente d'accordo con Gaia. Riguardo ai rilievi di FERN circa il difetto di legittimazione di Caia ad agire in riduzione, proporrei di valutare il gravame dell'immobile unicamente ai fini della quantificazione del donatum nella prospettiva di individuare l'eventuale lesione di legittima. L'azione di riduzione sarebbe autonoma ed indipendente dal valore del bene donato come pure dalla sua (eventuale) alienazione coattiva. Il valore della donazione ben potrebbe essere ridotto (ovvero azzerato) dalla presenza di un'ipoteca (concorrendo alla probabile a
  10. L'accertamento dell'usucapione mediante un negozio avente struttura contrattuale può presentare profili di onerosità che le parti, nell'ambito della propria autonomia, potranno soddisfare come desiderano. Per il perfezionamento dell'atto, pertanto, il corrispettivo ben potrà essere costituito da denaro e/o altro. In tali casi, presterei massima attenzione all'aspetto redazionale per evitare incertezze circa la causa. Riguardo ai pregressi tributari, ritengo trattasi di posizioni debitorie formalmente ascrivibili al proprietario usucapito ma, in conseguenza dell'effetto retroatt
  11. "Quod sine die debetur, statim debetur" in conseguenza, riterrei superflua la necessità di "ricorrere" allo stato di bisogno e valuterei i seguenti suggerimenti. 1. richiesta di restituzione immobile (art. 1810 cc) nelle forme previste dal contratto di comodato stesso. 2. in caso di mancata restituzione (come prevedibile): - azione legale a tutela della proprietà (art. 948 cc - azione di rivendicazione); - azione di reintegra nel possesso (art. 1168 cc), più veloce e urgente. 3. per la regolarizzazione della posizione anagrafica (residenza, etc...), Tizio sarà cos
  12. Buongiorno a tutti. sebbene parzialmente off topic (e me ne scuso), sapete se sono sopraggiunti profili di certezza riguardo alla presunta validità quinquennale della pratica notarile (DPR 137/2012 art. 6 comma 12)? Vi sono ulteriori contributi ermeneutici oltre alla singolare risposta ad un quesito da parte del Ministero il 31.05.2017? Grazie
  13. Concordo con Lenza. Trattasi di due liberalità: - da Caia al figlio relativamente al pagamento del prezzo dell'immobile a titolo di adempimento del terzo ex 1180 c.c. donandi causa = donazione indiretta di immobile; - da Tizio a Caia riguardo al pagamento delle somme di denaro di cui alle rate del mutuo, anch'esso donandi causa ex 1180 c.c. ovvero quale (fattuale) accollo interno. Non escluderei tassativamente una ipotesi di liberalità tra Tizio ed il figlio di Caia ma ritengo sia una questione di merito davvero complessa da dimostrare (eventualmente in giudizio).
  14. Ciao Luca. Gli immobili acquistati da Caio prima del matrimonio sono beni personali ai sensi del 179 co 1 lett. a) cod. civ.. Tizia non vanta alcun diritto su tali beni nè possono vantarne i di lei eredi. Tali immobili andranno in successione alla morte di Caio a favore dei suoi eredi (secondo le sue disposizioni di ultima volontà oppure per successione legittima).
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