Vai al contenuto

percival

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    106
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    7

percival last won the day on September 9 2019

percival had the most liked content!

Reputazione Forum

28 Excellent

Su percival

  • Rank
    Member

Informazioni del profilo

  • Sono
    Maschio
  • Corte d'Appello
    Milano

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. boh era una delle soluzioni, non credo che chi ha messo fidejussione o clausola risolutiva sia da bocciare (io forse ho messo i.l.), sempre strumenti di tutela sono. Per me era semplicemente un modo per far parlare dell'obbligazione alternativa in p.t. Esatto, quindi in sostanza è inutile mettersi a cercarli noi, se non per il puro gusto (de gustibus...) di parlare di diritto La parte sul finanziamento soci, secondo me, è una trappola per topi; chissà che cosa volevano Lunga vita al lupo!
  2. ??? Se c'è qualcosa di non richiesto (non per questo necessariamente errato), è l'autorizzazione a una vendita (futura ed incerta) di azioni proprie. Tipico caso in cui, almeno in teoria, la differenza la dovrebbe fare la motivazione; chi ha messo l'autorizzazione, come lo ha motivato? Autorizzazione preventiva? Per me (e sottolineo, per me) era molto più saggio tenersi le mani libere
  3. dall’operazione deriva, dunque, un conguaglio di euro 200.000 che la “Beta S.p.A.” (...), disponibile a intervenire in atto e controllante di “Alfa S.r.l.”, si obbliga a pagare entro sei mesi dall’atto, concedendo in alternativa, su semplice richiesta del creditore Tizio, il diritto di acquisire una partecipazione pari al 5% del capitale della società “Beta S.p.A.”, di proprietà di quest’ultima Posto che l'acquisto delle azioni è una mera eventualità, ci sono mille modi per far acquisire un 5% di azioni. La delibera ci stava, ma non può dover essere causa di bocciatura. c) lasciare al nipote nascituro già concepito, figlio della primogenita Guenda, il casale in Spoleto, Fondazione?
  4. Sì, però così il bene donato resta gravato dalla condizione, e la donataria (che già ha i suoi problemi con la commerciabilità del bene donato) si troverebbe pure quest'altra seccatura. Le quote sono stabilite per legge: se il problema è la valutazione del valore dell'asse (e quindi delle singole quote), si metterà nel preliminare tra le sorelle che il prezzo sarà stabilito in base al valore della quota di legittima, come risulterà dal valore delle donazioni e dei beni e diritti inseriti nella dichiarazione di successione. Prezzo, in sostanza, non determinato, ma determinabile per relationem. Ovviamente se le sorelle prima non firmano, mamma non dona niente.
  5. assolutamente NO, il patto di famiglia riguarda solo aziende e quote di capitale di società in astratto SI, in concreto non si realizza l'esatta volontà delle figlie (non c'è trasferimento) vedi sopra, ma con maggiori complicazioni pratiche Se ho capito la fattispecie, donazione modale OK (dono purché tu venda/paghi a tua sorella...), ma se tutti sono d'accordo, non sarebbe a quel punto più semplice un banale contratto preliminare di compravendita tra la figlia donataria e la futura acquirente, a termine iniziale, con prezzo da determinarsi in base al valore della quota?
  6. 8%. La causa naturale non rileva al di là dei limiti dell'art. 2034 c.c.; ne consegue che, rispetto ai terzi (fisco compreso), rileva la sola prestazione a titolo gratuito. Banalmente: se così non fosse, chi mai farebbe una donazione tra estranei (8%) quando potrebbe cavarsela con un 3,5% dichiarando l'adempimento di un obbligo naturale? Ed ancora: basterebbe dichiarare l'adempimento di obbligazione naturale, in luogo di una liberalità, per mettere al bando l'azione di riduzione di un legittimario pretermesso/leso. Chiedo di essere corretto se ho scritto cose sbagliate.
  7. Ma non credo proprio: in questo contratto, l'appalto è dedotto e stipulato, non realizzato (la sentenza, se è quella che ho visto io, tratta di opere "realizzate", in questo caso l'opera era da realizzare). Forse non mi sono spiegato compiutamente: la moglie presta certamente un consenso necessario, ma non è parte (in senso tecnico) del contratto di permuta dato che non aliena diritti propri (titolare dei beni è il marito)
  8. Io non direi così. Il comma 2 dell'art. 171 è una eccezione alla regola generale del comma 1: in caso di causa di scioglimento del fondo (171.1) intervenuta durante la minore età di uno o più figli, il fondo perdura fino al compimento della maggiore età del più giovane di essi: è un sistema di sicurezza per evitare che, venuto meno il riparo costituito dal vincolo familiare, i beni del fondo siano aggredibili genericamente, in danno dei minori che il fondo stesso intendeva tutelare. Aggiungo che il f.p. è fatto a tutela dei bisogni della famiglia, non dei (soli) figli minori: se fosse come (rispettabilmente) dici tu, non sarebbe stato necessario scrivere un comma 2, ma semplicemente prevedere la causa al comma 1. Infine, le convenzioni matrimoniali possono mutare solo per convenzione tra i coniugi (159, 163).
  9. secondo me no, per le ragioni che ho scritto sopra (ci sono tanti modi per "far entrare nel capitale della società" il venditore); ma chi lo ha fatto non ha sbagliato Qui direi di no, il f.p. si scioglie per legge nei soli casi indicati dall'art. 171 c.c., e per volontà dei coniugi. Mie umili opinioni
  10. questo compito è agghiacciante, 3-4 nullità in mezza pagina. Boh. Siamo sicuri che è di un idoneo?
  11. Si, ritenendo non fosse coartante visto che, essendo il divieto limitato nel tempo e circoscritto (nel limitato tempo) a una ristretta cerchia di persone, il diritto di sposarsi non è escluso né compresso in maniera intollerabile.
  12. La moglie (come si evince dal testo del c.c.) presta un consenso per alienare un bene del fondo, ma non è "parte" in senso tecnico di quel contratto, visto che la titolarità resta pur sempre del marito. Pertanto, rispetto al contratto (che necessita del suo intervento), resta terza, e dunque l'usufrutto le perviene tramite deviazione degli effetti. Questa è la mia opinione (credo anche quella di Tozzo), ma sicuramente non l'unica in campo.
  13. Non vedo incompatibilità tra natura mista e scindibilità: se l'aumento raggiunge la quota prefissata (ossia, la parte onerosa è sufficiente), lo stesso ha luogo; diversamente, lo stesso non ha luogo, nemmeno per la parte gratuita. Io personalmente no, perché la traccia non chiedeva di trasferire quelle azioni, ma solo di assumere un impegno a "far entrare Tizio nel capitale della spa": obbligo solvibile in una pluralità di modi.
  14. Due considerazioni: 1) dove hai reperito il listone? 2) comprendo il trasporto, ma sedici righe con appena tre virgole fanno sanguinare gli occhi!
×
×
  • Crea Nuovo...