AllegraG

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  1. Non capisco: il dire che un proprio genitore è notaio è forse un tabù?
  2. Non pensavo che la discussione fosse proseguita tanto a lungo. A leggere i vostri ultimi interventi state delineando un quadro veramente inquietante per chi deve fare delle scelte. Sia chiaro: non mi riferisco al solo aspetto economico, ma anche al fatto che in molti stiate mettendo fortemente a rischio il futuro della professione e l'esistenza stessa del notaio.
  3. Mi pare si stia uscendo dal seminato pur dando informazioni interessanti per chi non è così addentro la situazione. Certo è che ora come ora mi viene da pensare che bisogna essere un po' masochisti a scegliere di tentare di fare il notaio se, come appare piuttosto chiaramente, il concorso richiede un impegno enorme e resta un grande caos, la professione è molto complessa e stressante, il clima della categoria sembra essere funereo, il futuro a rischio, l'opinione della gente pessima ed i guadagni dimezzati. Però sotto sotto resta la voglia di buttarsi contro tutto e tutti. Perché di questo si tratta: buttarsi dimenticando il passato, valutando il presente e senza poter avere certezza di cosa accadrà in futuro, ma direi che questo vale sempre ed un po' per tutto. Senza poi contare che sino ad ora di notai che hanno detto tornassi indietro non lo rifarei più francamente non l'ho ancora sentito. Lo stesso non si può direi dei praticanti (e li capsico). Insomma qualcosa di buono rimarrà pure.
  4. Concordo infine che, stante l'attuale situazione, non mi sarei più iscritta a giurisprudenza, ma ormai tant'è ed indietro non si torna.
  5. Mi sembra un bollettino di guerra! Scusate se mi permetto, ma mi pare stiate esagerando. Scrivo questo non per diffidenza, ma poiché vedo che gli interventi maggiormente negativi e pessimisti appartengono a (credo) aspiranti notaio e non a nominati notaio che vivono la situazione sulla propria pelle. Mi sembra un pelo azzardato sostenere addirittura che da qui a pochi anni i notai neanche ci saranno più. In fin dei conti gli emendamenti proposti che avrebbero dovuto estendere agli avvocati parte delle competenze notarile sono stati sempre ritirati.
  6. Ho letto con attenzione gli interventi di ciascuno di voi e, state pure tranquilli, nessuno di questi sarà utilizzato per determinare le mie sorti future. Li prendo come i punti di vista di chi vive in prima persona la situazione. Certo, chi si trova ancora invischiato nel concorso, leggo, ha un'idea decisamente peggiore di chi il guado l'ha passato. In ogni caso, sebbene piuttosto stemperato, anche qui fra di voi leggo un crescente malcontento e pessimismo. E' evidente che la cosa mi fa riflettere perché un conto è gettarsi nella caotica mischia concorsuale mirando ad una professione i cui benefici sono proporzionati agli sforzi e con prospettive future certe, tutt'altra cosa è farlo per ambire ad una professione che - concedetemi il termine - dà l'idea di essere alla frutta.
  7. Non molto. Anzi no. Capisco dove vuoi arrivare, ma vorrei cercare di essere obbiettiva nei riguardi della professione senza farmi troppo condizionare dall'alea e dal meccanismo del concorso. Credo che se ci si dovesse focalizzare solo su quest'ultimi la voglia passerebbe a chiunque.
  8. Vi ringrazio per le risposte. Al momento non sento di avere sufficienti elementi di valutazione per capire se il lavoro possa piacermi davvero o fare al caso mio. Credo che solo provandoci avrei modo di capirlo. Mentirei se non ritenessi l'aspetto economico un importante elemento di valutazione, ma ovviamente non è il solo. I miei familiari o conoscenti mi parlano di svilimento della professione, riduzione di competenze, concorrenza ormai insostenibile, incertezza riguardante il futuro, possibilità di lavorare solo a fronte di un forte abbassamento dei prezzi, pianta organica destinata ad aumentare sempre più. Non entro nel merito, sono certa siate ben informati anche voi. A loro dire non ne vale più la pena. Tempo fa incontrai un conoscente di mio padre con un grande (credo) studio a Milano. Di fronte alle miei titubanze mi disse: "fai bene, lascia perdere" Tutto ciò mi confonde.
  9. Chiedo gentilmente di dedicarmi un minuto del vostro tempo e darmi un vostro parere che, insieme ad altro, terrò in considerazioni per importanti decisioni che a breve sarò tenuta a prendere. Sto per laurearmi in giurisprudenza e sarà tempo di scelte riguardo il mio futuro professionale e, di conseguenza, personale. Immagino che l'argomento sia già stato trattato, ma ho bisogno di risposte chiare e dirette. C'è l'idea di iscriversi alla pratica notarile, ma sono bombardata da notizie per lo più sconfortanti ed avvilenti riguardanti la situazione attuale della professione. Primi fra tutti mio padre che è notaio e cerca di farmi desistere e mio fratello che dopo la pratica ha cambiato strada. Anche su questo sito leggo che il clima non è diverso. Non so davvero cosa fare. Sono nel caos assoluto. Conosco le diaboliche dinamiche concorsuali, vorrei solo un vostro parere sulla professione. Tutte le persone con cui sino ad ora ho parlato sono ormai disilluse e non credono che la situazione possa riprendersi in futuro. Anzi. Però c'è da dire che si tratta per lo più di "vecchi" notai che vivono del confronto con i fasti del passato peccando forse di obbiettività di giudizio. Mi riferisco tanto alla situazione economica quanto alle condizioni di lavoro. Voi cosa ne pensate? Il vostro parere è per me molto importante. Ringrazio sin da ora chi avrà voglia di rispondermi.