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mcg8

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  1. la questione che mi era venuta in mente era proprio l'assegno in conto futura divisione( o come diversamente nominato ) ; subito vengono attribuiti i beni , in proprietà esclusiva, ma la vera e propria divisione avverrà in futuro , imputando gli assegnatari ,alla propria quota, il valore di quanto essi oggi ceduto . Ora , normalemente in questa operazione vengono assegnati solo alcuni beni ad alcuni codividenti , mentre altri beni rimangono nella massa( e nelle medesime quote originarie non modificate affatto a seguito della assegnazione in conto ) . La questione nasceva dal fatto di poter o meno , concretaemnte, effettuare assegni in conto futura divisione con tutti i beni della massa, per poi dividere)( ? ) la (residua? ) stessa in un prossimo futuro .
  2. A me vengono in mente: a.transazione divisoria, se presenti gli estremi b.previa rinuncia abdicativa parziale(?), o cessione di parte di quota al condividente e poi divisione(rinuncia non all'eredità, ma ai diritti sui beni in comunione) c divisione e successiva cessione di beni all'ex condividente. quelle "fisiologiche"...
  3. ciao e grazie. quindi cosa proporresti come formula ? x , si obbliga nei confronti di y , che accetta , a garantire personalmente ......( ????) grazie
  4. scusate, ma secondo voi sarebbe possibile fare assegni in conto futura divisione verso solo alcuni dei condividendi ,assegnando tutti beni facenti parte la massa comune ? Es A, B ; C , condividenti beni in comune, pro indiviso in quote uguali , casa w , casa x articolo 1 a titolo di assegno in conto futura divisone , a b e c assegnano ad a che accetta la piena proprietà della casa w e della casa x . a questo punto che si dovrebbe scrivere nell'articolo seguente ,che -solitamente in tecnica redazionale - mantiene ferme le quote pre assegno sulla massa comune residua ,salvo l'obbligo di imputazione di quanto ricevuto ? la massa comune non esiste più , perchè non ci sono beni residui..... soluzioni ? grazie
  5. ciao ! se ti serve qualche pagina in particolare te la posso far avere.
  6. ciao a tutti ! stante la pronuncia della cassazione secondo cui " .... figura della "fideiussio indemnitatis" (Cass. 9 maggio 1985, n. 2891; Cass. 31 gennaio 1968, n. 315, in motivazione), estranea all'area delle garanzie di tipo satisfattorio proprie delle prestazioni fungibili, caratterizzate dall'identità della prestazione, dal vincolo della solidarietà, dall'accessorietà, e riconducibile all'area delle garanzie di tipo indennitario, nelle quali il garante non è tenuto ad eseguire la prestazione mancata, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto." concretamente, nella formula redazionale, cosa garantirà il fideiussore ? il solo inadempimento ?(i.e l'adempimento delle obbligazioni restitutorie e risarcitorie derivanti dall'inadempiemnto ) ? e non invece l'adempimento della obbligazione originaria?
  7. No non sfotte. Esprime il suo pensiero come ognuno il proprio.e a quanto pare il suo e' il maggiormente diffuso e comune ai piu'.ti piaccia o meno
  8. tracce...cerca di capire piu' che di studiare tomi su tomi.trovati un compagno di studi con cui confrontarti e con cui condividere un programma.Sull'inutilita' di spendere tempo , soldi , salute e fatiche appresso a queste prove , e' una sensazione comune ai piu' e spesso giustificata.ti auguro di cuore l'ultima sia davvero la chiave giusta!
  9. se un moltiplicatore di unita' del calibro 15000 non ti basta , hai problemi con l'algebra. Non siamo tutti fessi come credi( o vuoi farci passare) .Quanto ai neo notai che non si sono adoperati , tuo solito argomento, ti rispondo : Alcuni di questi si saran cosi' smaronati appresso a sto concorso che , visto anche cio' che nella pratica accade , han ben preferito vivere in pace gli ultimi anni che gli rimanevano, avendo gia'sputato sangue ingiustamente.
  10. I fatti oggettivi sono dettati dalla matematica: Ca quattromila su ca sessanta milioni , quand'anche fossero solo il 15%, sarebbero troppi!
  11. discussione - come sempre, ahime'- inutile, sobillata dal solito utente monotematico che da 8 mesi a questa parte " vive e vegeta "(solo) sul forum .chi ancora e'sano di capoccia ne tragga le conclusioni.
  12. ciao , la diversa ripartizione a seguito di revisione di stima del conferimento in natura (art 2343 4c) ,se attuata con retrocessione delle partecipazioni degli altri soci , concretamente come si riflette sulla delibera? semplicemente dando atto ,a seguito della riduzione de quo, del fatto che sussista l'obbligo in capo agli altri soci - come da statuto - di cedere proporzionalmente i propiri titoli al revisionato oppure effettuando seduta stante tale cessione o altro ? insomma non mi sembra che l'effettivo compimento di tale retrocessione incida sull'efficacia della delibera di riduzione , ma sia invece una fase negoziale slegata dalla delibera stessa ,giusto? in secondo luogo vi chiedo :qualora la "riduzione " debba colpire proporzionalmente sovrapprezzo e capitale, come si traduce in pratica questa soluzione? riducendo pro quota il capitale e "prendendo atto " della diminuzione della riserva da sovraprezzo per ....? grazie
  13. scienza infusa, tu almeno hai compreso la questione? o manco sai raccapezzarti tra le monografie che dici di avere sotto il lettino della tua cameretta? a beneficio pure del novello lener che interviene sempre "ad mi...iam" in ogni discussione ,la somma è posta solo come limite utile a quantizzare la "prestazione" massima , quest'ultima variabile in base " alle esigenze " di vita; ciò non equivale ad attribuire una somma di denaro fissa da prendersi periodicamente ed indipendentemente dai bisogni del beneficiato ( rendita ) , nè una somma variabile nel tempo in base alle esigenze del beneficiato ( vitalizio alimentare ) .
  14. purtroppo il "fuori tutti ", indiscriminato, è al contempo un po' il limite del pensiero -in buona fede(bisogna sottolinearlo ) - del povero Franco.
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