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JhonDM

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  1. Certo, ora non conosco la convenzione che hanno stipulato, ma dipende molto da quello che era stato pattuito tra cui il prezzo massimo etc. Ma di base, su quanto ho già scritto non sussisterebbero vincoli di sorta.
  2. Ciao, per le Convenzioni stipulate nel periodo 1971-1992, ossia prima dell'entrata in vigore della Legge n. 179/1992, art. 23, che ha abrogato commi dell'art. 35 della L. 865/1971, l'opinione prevalente (vedi Studio CNN 521/2011C) ritiene che alle cessioni aventi per oggetto alloggi costruiti su aree assegnate con Convenzione in proprietà P.E.E.P. stipulata prima del 15 marzo 1992 si applica la nuova disciplina della L.179/1992, consentendo così ai proprietari di vendere liberamente il proprio bene, senza vincoli legali. Spero di esserti stato utile
  3. Riguardo alla prima domanda, se ho ben capito, la parte del prezzo pagata dai genitori per l'acquisto della casa dovrebbe risultare dall'atto di compravendita quale adempimento del terzo, a titolo di liberalità indiretta. Inoltre, oggetto di liberalità indiretta non è il denaro (negozio-mezzo), ma la casa (negozio-fine) relativamente alla 'quota' compravenduta con denaro dei genitori. Infine, il giudice fa un mero calcolo matematico sul quantum dell'asse ereditario e le quote di riserva spettanti ai legittimari....il resto è motivazione per gli avvocati che promuoveranno istanza al giudice.
  4. Concordo con Pole, la volontà desumibile è quella di configurarlo erede in quanto lascia l'intero suo patrimonio.
  5. JhonDM

    Quote immobile

    Ciao, rispondendo alla tua domanda specificherei: in base a chi, tra i genitori, verrà meno fra 100 anni, la singola quota (ad es. 25% padre) sarà ripartita tra i legittimari ossia te, fratello e madre. Così anche nel caso in cui si verifica prima la dipartita della madre. Alla fine dei conti (sempre fra 100 anni e al venir meno dei genitori) risulterete sempre in quote complessive del 25% ciascuno tra voi fratelli. Per avere la piena proprietà le soluzioni possono essere le più varie: compravendita di quote, donazione di quote, divisione con conguaglio della comunione con assegnazione della casa a chi la vuole. Ti consiglio di farti fare un preventivo da un notaio sulla base di tali soluzioni e della rendita catastale dell'appartamento.
  6. No di base il fatto che è un atto pubblico basta di per sè per dire che chiunque può averne copia, proprio perchè pubblico, ossia conoscibile da chiunque
  7. Una volta reso pubblico con atto notarile, chiunque "credendo di avere interesse", motivando, potrà averne una copia.
  8. Senz'altro indiretta. Per essere diretta ci vuole un atto di donazione alla presenza di due testimoni.
  9. occorrerebbe far accertare giudizialmente la liberalità indiretta in quanto, in tale caso, non risulterebbe da nessun atto oppure tutti i coeredi fanno un atto ricognitivo di ciò e poi, in virtù di questo, Tizio collaziona per imputazione.
  10. Ciao, occorre che l'assemblea deliberi lo svincolo della riserva (cd. 'targata')
  11. JhonDM

    Donazione

    Vero, i 10 anni sono termini di prescrizione che decorrono dall'apertura della successione del padre entro cui accettare o meno l'eredità o esperire tali azioni. I tempi della giustizia italiana si conoscono, purtroppo e sono quelli che sono.
  12. JhonDM

    Donazione

    Ciao, in termini di opposizione alla donazione effettuata nel 1980 i termini sono scaduti perchè la legge richiede 20 anni dalla trascrizione dell'atto per potersi opporre. Si potrebbe, tuttavia, procedere con un'azione di riduzione nei suoi confronti di modo da obbligarlo poi con riduzione e restituzione di ciò che ha ricevuto per donazione (in questo caso indiretta) ricevuta ai tempi. Mi pare di capire che ha ricevuto, a titolo di donazione indiretta, una quota su un immobile: in tal caso occorre preliminarmente esperire l'azione di simulazione di atto (cioè dimostrare che in realtà, sulla base del prezzo irrisorio, si tratterebbe di una donazione e non di una vendita) e poi agire in riduzione nei suoi confronti. Ti consiglio di richiedere maggiori informazioni ad un avvocato per questa questione.
  13. Al massimo si potrebbe ricorrere al giudice per chiedere di fissare un termine di decadenza entro cui deve accettare o rinunciare l'incarico.
  14. Se non è stato nominato il Notaio, egli non potrà assumerne l'incarico di esecutore. Al massimo, il Notaio potrà provvedere a formare le porzioni per una eventuale divisione ereditaria tra gli eredi. Infine, l'esecutore testamentario nominato, sia per la sua accettazione sia per la sua rinuncia questa dovrà risultare dal registro delle successioni con dichiarazione espressa presso la cancelleria del Tribunale del luogo di apertura della successione. Pertanto, il Notaio non verbalizzerà che l'esecutore non ha agito con la diligenza del buon padre di famiglia, ma al massimo renderà conto della sua rinuncia così come dichiarata. (da quello che scrivi, l'esecutore ha manifestato la sua volontà di rinunciare)
  15. E' sempre utile fare le cose per bene: 2688 + eventuale vendita tutti insieme dell'auto o divisione della comunione ereditaria con assegnazione in piena proprietà ad uno di voi o, ancora, che uno di voi si acquisti le quote dagli altri e diviene pieno proprietario. Se si saltano passaggi con il 2688, rischiate che poi il bollo lo pagate tutti insieme perchè così risulterebbe (oltre all'assicurazione auto)
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