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JhonDM

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  1. JhonDM

    Donazione

    Vero, i 10 anni sono termini di prescrizione che decorrono dall'apertura della successione del padre entro cui accettare o meno l'eredità o esperire tali azioni. I tempi della giustizia italiana si conoscono, purtroppo e sono quelli che sono.
  2. JhonDM

    Donazione

    Ciao, in termini di opposizione alla donazione effettuata nel 1980 i termini sono scaduti perchè la legge richiede 20 anni dalla trascrizione dell'atto per potersi opporre. Si potrebbe, tuttavia, procedere con un'azione di riduzione nei suoi confronti di modo da obbligarlo poi con riduzione e restituzione di ciò che ha ricevuto per donazione (in questo caso indiretta) ricevuta ai tempi. Mi pare di capire che ha ricevuto, a titolo di donazione indiretta, una quota su un immobile: in tal caso occorre preliminarmente esperire l'azione di simulazione di atto (cioè dimostrare che in realtà, sulla base del prezzo irrisorio, si tratterebbe di una donazione e non di una vendita) e poi agire in riduzione nei suoi confronti. Ti consiglio di richiedere maggiori informazioni ad un avvocato per questa questione.
  3. Al massimo si potrebbe ricorrere al giudice per chiedere di fissare un termine di decadenza entro cui deve accettare o rinunciare l'incarico.
  4. Se non è stato nominato il Notaio, egli non potrà assumerne l'incarico di esecutore. Al massimo, il Notaio potrà provvedere a formare le porzioni per una eventuale divisione ereditaria tra gli eredi. Infine, l'esecutore testamentario nominato, sia per la sua accettazione sia per la sua rinuncia questa dovrà risultare dal registro delle successioni con dichiarazione espressa presso la cancelleria del Tribunale del luogo di apertura della successione. Pertanto, il Notaio non verbalizzerà che l'esecutore non ha agito con la diligenza del buon padre di famiglia, ma al massimo renderà conto della sua rinuncia così come dichiarata. (da quello che scrivi, l'esecutore ha manifestato la sua volontà di rinunciare)
  5. E' sempre utile fare le cose per bene: 2688 + eventuale vendita tutti insieme dell'auto o divisione della comunione ereditaria con assegnazione in piena proprietà ad uno di voi o, ancora, che uno di voi si acquisti le quote dagli altri e diviene pieno proprietario. Se si saltano passaggi con il 2688, rischiate che poi il bollo lo pagate tutti insieme perchè così risulterebbe (oltre all'assicurazione auto)
  6. Allora tutto cambia Aberto! Per il caso in cui Caia avesse fatto testamento e poi questo pubblicato, la sua quota di eredità sull'auto (così come accettata ai tempi) del de cuius Tizio andrà in successione ai suoi eredi istituiti. Se, invece, non ha fatto testamento e si è aperta la successione legittima, subentreranno, oltre al fratello, anche i figli della sorella defunta per rappresentazione. Per il P.d.P dell'auto al Pra ti consiglio comunque di far emergere la continuità delle varie accettazioni e il cambio dei vari intestatari. Saluti
  7. Ciao Alberto, nel tuo caso l'autovettura spetterà solo alle due figlie del de cuius/padre e non anche ai fratelli della moglie defunta proprio in virtù dell'art. 468 cc riportato da Gaia. Inoltre, mi pare di aver letto che la moglie non è nemmeno madre delle due figlie. Pertanto, ti inoltro la procedura nei casi di passaggi di proprietà Aci a seguito di eredità: http://www.aci.it/i-servizi/guide-utili/guida-pratiche-auto/ereditare-un-veicolo.html Saluti!
  8. Si sa qualcosa se quest'anno usciranno i nuovi codici notarili Viggiani 2020?
  9. Immagino...le banche richiedono sempre di fare magie per loro! 😄 Comunque cercando un po' in giro, ho trovato come spunto interessante questo topic che tratta l'argomento. Ammetto che il caso non sia facile, tuttavia, la soluzione che si è proposta è quella della rinuncia all'azione di riduzione (in generale) da parte del legittimario figlia, proprio perchè subentrando la morte della madre, con essa verrebbe meno la "volontà" personale di questa di sciogliere la donazione. Personalmente, opterei non per una rinuncia alla riduzione, ma ad una rinuncia della figlia all'azione di restituzione relativamente al bene oggetto di donazione: infatti la "paura" della banca è proprio quella di non potersi soddisfare sul bene garantito da ipoteca. Ciao!
  10. Bello come spunto di riflessione! Dando per presupposto che a seguito della morte della madre, subentrano in qualità di eredi, la figlia e il padre, si pone il problema da un lato, della retroattività del mutuo dissenso e, dall'altro, del contrasto che potrebbe sorgere nel consenso che la figlia dovrà prestare . Questa, infatti, presterà il consenso per il mutuo dissenso sia in proprio (quale donataria) sia in qualità di erede (per la quota di 1/2) della madre, insieme al padre. Il problema che mi pongo è quello sulla configurabilità o meno del contratto con se stesso, ex art. 1395 cc. Su quest'ultimo aspetto ti direi (e non vorrei dire baggianate) che non si presenta il problema della rappresentanza, in quanto, con l'apertura della successione della madre, la figlia subentra nei diritti di questa non come rappresentante, ma come proprietaria di una quota di 1/2 per l'appunto. Infine, rimarrebbe comunque il problema sul chi e come si rilascerebbe l'autorizzazione richiesta dal 1395 cc.
  11. Direi che nelle more dell'accettazione non si possono costituire servitù o altro senza il loro consenso. A rigore ti direi di sì, cioè che occorrerebbe fare loro una proposta contrattuale di divisione. Ma, ripeto, mi lascia un po' perplesso, nel complesso, questa operazione.
  12. Occorre distinguere: - atto di messa in comunione (sono dubbioso sulla fattibilità di questo atto anche se alcuni autori sostengono che si possa fare - vedrei più una permuta reciproca di quote) occorre il suo consenso; - accettazione alla proposta di divisione rende perfetto il contratto della sola divisione con assegnazione, ma non della messa in comunione (non retroagisce anche al precedente): questo porta a non collegarsi col precedente atto.
  13. Ci vorrebbe il consenso di tutti.... Per chi non sarà presente, ci sono 2 strade percorribili: - procura speciale per prestare il consenso, oppure - divisione con sorteggio e relativa assegnazione per i presenti e proposta di divisione per i non presenti con termine entro cui accettare.
  14. Sulla prima domanda, io di solito faccio sempre emergere "l'altruità" della cosa (come sostiene prevalente dottrina), del tipo "Lego in favore di...l'anello X di Tizia". Sulla seconda domanda, sono d'accordo con te! E' difficile avere i dati catastali, anzi è molto più plausibile che si inseriscano in un testamento pubblico invece che in un testamento olografo.
  15. JhonDM

    Art 479 c.c.

    Si, l'accettazione tacita avrebbe efficacia e dovrebbe farsi all'apertura della successione. Troverei più sensato disporre nel testamento con un lascito avente ad oggetto i diritti spettanti sull'eredità altrui.. Non vedo problemi se, medio tempore, il presunto erede vende un bene ereditario: si effettuerà comunque la trascrizione dell'accettazione tacita al momento della vendita.
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