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JhonDM

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  1. Le soluzioni possono essere varie come già detto...ma mi chiedo: la madre quanti anni ha? La donazione modale mi piace come soluzione e soprattutto sembra più conveniente in sede di stipula, quindi quoto! Per il preliminare di vendita anch'esso andrebbe bene (sempre con le modalità sopra dette).
  2. Rileggevo il caso ed evidentemente l'ho letto di fretta tra documenti vari e scadenze sulla scrivania e ho scritto una castroneria 😦 Rettifico quello scritto al precedente post.... Il donatario subisce l'evizione totale del bene donato per l'ipoteca iscritta prima della donazione stessa e i creditori, agendo in revocatoria, possono recuperare il bene. In tal modo, l'opposizione del legittimario perde efficacia perché la donazione viene meno (in un certo senso ottiene ciò che sperava). Non c'è nessun problema di provenienza donativa per la nuova banca mutuante. Un abbraccio a tutti!
  3. Concordo su quanto hai detto. Anche io la configurerei come scissione asimmetrica atipica in quanto, con l'assegnazione delle partecipazioni della scissa, si avrebbe anche il trasferimento dei diritti della convenzione con il comune (quindi una specie di cessione del contratto a favore della società beneficiaria con i soci consenzienti), tale anche da giustificare la mutualità prevalente della coop beneficiaria. Ovviamente tutto risulterà nel progetto di scissione.
  4. L'azione di riduzione è intesa come un'azione di accertamento costitutiva di lesione e si considera, prevalentemente, essere un'azione personale del legittimario leso verso un determinato soggetto (il beneficiario della disposizione lesiva). Pertanto, entrambi i figli hanno la legittimazione attiva ad esperire tale azione, ciascuno per accertare la propria lesione per la propria quota con conseguenti riduzioni. Per agire contro lo zio coerede, rimando a quello che ho scritto prima; mentre per ottenere la riduzione verso i figli non coeredi (se ho capito bene) occorre, quale presupposto, che il legittimario leso accetti con beneficio di inventario, in quanto il giudice potrebbe rilevare d'ufficio tale mancanza e far cadere l'azione.
  5. Concordo con quanto ha già detto da Gaia_19_78. Il perno su cui tutto ruota in un senso, a mio avviso, è proprio l'atto di opposizione alla donazione di Caia nei termini di legge. Con l'atto di opposizione alla donazione, Caia ha sospeso (per 20 anni con eventuali rinnovi) i termini che decorrono dalla trascrizione della donazione (ossia di 20 anni). La preoccupazione della nuova Banca mutuante è proprio in merito alla classica problematica della provenienza donativa dell'immobile stesso e non tanto dell'ipoteca concessa precedentemente dal donante ( e del pignoramento trascritto, che verrebbero cancellati in sede di vendita coatta perchè soddisfatte le ragioni creditorie). Caia, proprio in virtù dell'atto di opposizione (ripeto, rinnovabile), potrebbe, all'apertura della successione del padre, agire in riduzione contro la madre e aventi causa per ottenere la restituzione del bene libero da ogni peso o ipoteca concessa dal donatario (madre Tizia) a garanzia del mutuo, in favore della Banca. Ovviamente, Caia, all'apertura della successione di Tizio, dovrebbe trascrivere la domanda di riduzione della donazione entro 10 anni dall'apertura della successione, perchè trascorso tale termine si fa salvo l'acquisto del terzo (ex art. 2652 n.8 richiamato dal 561 cc). Pertanto, con l'opposizione di Caia, la donazione tra i genitori non è definitivamente consolidata. In tali casi, ci sono diverse agenzie assicurative, promosse anche dalle stesse banche mutuanti, che consentono di assicurare da eventuali azioni di riduzione e restituzione.
  6. Nel relictum si conteggiano anche i valori dei legati, in quanto essi non sono equiparati ai debiti ereditari, ma "oneri" a carico degli eredi di adempierli in favore dei beneficiari. Art. 564 cc: i legittimari subentranti per rappresentazione (ex art. 467cc) potranno esperire l'azione di riduzione per accertamento della lesione, previa accettazione con beneficio di inventario. Se il legato è fatto a favore di un coerede non si ritiene quale condizione necessaria l'accettazione con beneficio di inventario.
  7. Nel regime transitorio (tra il 20 settembre 1975 e il 15 gennaio 1978) si è continuato ad applicare il regime patrimoniale della separazione dei beni (per chi era già sposato alla data del 20/9/1975 e per chi si è sposato nel biennio). Infatti la Cassazione dice che il regime di comunione è ufficialmente entrato in vigore a far data del 15 (o 16 per alcuni) gennaio del 1978, investendo tutti gli acquisti effettuati nel biennio. Quindi, se Tizia si è sposata nel 1977 era in separazione dei beni (e gli atti dei notai posti in essere tra il '77/'78 risulteranno in separazione dei beni), ma dal 16 gennaio 1978 risulta in comunione legale con effetti ex tunc. Salvo ulteriori convenzioni, direi, ad oggi, che Tizia è in comunione legale e venderà la casa con il marito.
  8. La copia conforme non richiede la registrazione. Si allegherà all'atto per cui si richiede.
  9. Per "necessità o utilità evidente del figlio" ai sensi di legge, direi di menzionare che si richiede proprio per evitare l'accollo di debiti. In tale modo si recherà una utilità evidente per il figlio di non essere gravato da tali debiti.
  10. Salve, le rispondo con cognizione di causa in quanto conosco il mondo del commercio auto. A volte, alcune concessionarie espongono auto nei propri saloni ai soli fini dimostrativi e pubblicitari, per tipo o modello di auto messa in vendita. Non conosco la trattativa in merito, ma ha specificato al momento dell'acquisto che voleva acquistare proprio quell'auto esposta? In quel caso il concessionario, se non può materialmente vendere quell'auto esposta (proprio perchè così indirizzato dalla casa madre) dovrebbe procedere all'ordinazione in fabbrica di un auto uguale al modello scelto (con accessori, pacchetto scelto ecc.) con tempistiche diverse e, in tale caso, il numero di telaio sarà ovviamente diverso. Tuttavia, qualora comunque fosse intenzionato a recedere dal contratto, giuridicamente, ai sensi dell'art. 1385, 2°cc, in tema di caparra confirmatoria, potrebbe recedere dal contratto esigendo il doppio del suo valore consegnato (ossia 600 euro), dimostrando l'inadempienza del venditore stesso. Quanto ai Km dell'auto, visti i tempi che corrono, si faccia sempre produrre in formato cartaceo un documento di certificazione garantita dei Km riportati! Ora non so di che 'casa' d'auto si parla, però, privatamente esiste, tra i tanti, per esempio, la garanzia MEC (link: https://www.garanziamec.com/) che certifica in km di auto usate che è molto professionale ed affidabile! Le consiglio infine di farsi produrre ogni documentazione attendibile dal rivenditore per evitare ruberie di ogni genere!
  11. quoto Lupo albe.....saranno decaduti dal beneficio dell'inventario diventando eredi puri e semplici. Aggiornaci!
  12. Il testatore, a parer mio, può decidere di fare ciò che vuole del proprio corpo e, a maggior ragione, della possibilità di poter "destinare" o disporre dei propri organi e tessuti alla sua morte in favore di enti scientifici o di futuri trapianti, secondo quanto normativizzato sul punto. Sulla base di ciò potrà, direi legittimamente, disporre dell'intero suo corpo (da intendersi, impropriamente - lasciamelo passare per intenderci meglio - un insieme di organi e tessuti) in favore della ricerca scientifica, in particolare di precisi istituti scientifici. Tutto ciò secondo l'ordine pubblico.
  13. Qualora avessero accettato l'eredità del defunto saranno comproprietari con Caio. Il punto è che l'immobile sopra costruito è abusivo e non è stato ancora demolito (nonostante la sentenza penale). Fino alla sua demolizione, l'immobile risulterebbe 'incommerciabile' e gli atti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà del terreno su cui grava, per accessione, un immobile abusivo, lo renderebbe di per sè nullo. Si potrebbe, come ha ben detto Aflaib, effettuare una rinuncia della quota di comproprietà spettante agli eredi, ma tale rinuncia abdicativa potrebbe essere non accettata nella prassi da alcuni studi, seppur ammissibile. Consiglierei di procedere alla demolizione dell'immobile comunque.
  14. Vige sempre il principio dell'accessione! Ovviamente se procede prima con la demolizione libererà il terreno dall'immobile abusivo e, pertanto, commerciabile. Se non dichiara nulla in atto dell'esistenza di un immobile abusivo incorre in gravi responsabilità e l'atto sarebbe nullo comunque e frazionare la parte non gravata mi sembra molto rischioso da fare! Si eluderebbe un problema grave di incommerciabilità! Di per sè in tali circostante l'immobile è incommerciabile. L'unico modo per trasferirlo è mediante testamento e in quel caso la responsabilità della demolizione e ripristino andrà in capo all'erede.
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