Giorgioo

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  1. Come formulario generale per atti notarili ce ne sono diversi tra cui il Lovato-Avanzini e Carbone...io uso il Lovato perchè più sintetico. In atto basta indicare in premessa o nella descrizione dell'azienda che è composta dai beni risultanti dalla perizia allegata e redatta dal dott. Di nulla, il forum serve a questo
  2. Non è necessario, riceve un foglio con su indicati i beni. L'indicazione deve essere analitica se possibile.
  3. Di solito le parti nominano un perito o un commercialista per avere un elenco completo e dettagliato dei beni, anche se non sempre è così dettagliato (a volte non viene indicato il valore dei singoli beni), oppure lo possono fare le parti stesse....dipende però dal tipo di azienda. Se si parla di una grande azienda con molti beni sarebbe opportuno farlo fare da un commercialista. Spero di esserti stato utile, ciao!
  4. Io specificherei e farei dare atto al presidente che a seguito di tale operazione è venuta meno la causa di scioglimento della società e non della liquidazione così come dice il Triveneto. Anche perchè con questa prima delibera accertiamo una causa di scioglimento della società e la contestuale trasformazione procedendo, poi, alla relativa pubblicità al R.I.
  5. Di solito se nulla mi dice la traccia scrivo una disposizione del tipo "....(seguono pattuizioni sulla cessione dell'azienda ai sensi degli artt. 2558-2559-2560)"
  6. L'art. 32 c.p. fa rinvio alle norme sulla interdizione giudiziale (art. 424 c.c.) Quindi direi di si, può vendere l'immobile rappresentata dal suo tutore e legale rappresentante nominato e appositamente autorizzato ex 375 c.c.
  7. Non è detto! Per sapere quali beni rientrano nella categoria di "culturali" ti consiglio di leggere l'art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004. In particolare poi per essere certi che un bene sia culturale si dovrà chiedere al Soprintendente una verifica dell'interesse culturale, ai sensi dell'art. 12. Se c'è l'interesse culturale, si applica la disciplina, in caso contrario no. E' chiaro poi che la maggior parte degli immobili in un centro storico siano considerati culturali, ma occorre sempre essere certi tramite la dichiarazione del Soprintendente.
  8. (traccia svolta recentemente) Anche se la vendita di bene altrui ha effetti obbligatori, si ritiene necessaria l'allegazione del cdu per un'interpretazione estensiva della norma (che richiede espressamente contratti ad effetti reali) in quanto si afferma che rientrerebbero tutti quegli atti che comunque comportano un trasferimento del bene. Sul punto la Cassazione si è espressa in tema di preliminare di compravendita, affermando che il cdu non è necessario in quanto ci sarà poi il definitivo tra le parti. Nel caso di compravendita di bene altrui, secondo il 1478 c.c., il compratore diviene proprietario immediatamente all'acquisto della proprietà dal venditore al proprietario (diverso dal preliminare). Per questo motivo si ritiene necessario nella prassi inserire tutte le menzioni di legge richieste. La dichiarazione la renderà l'alienante.
  9. silenzio assenso
  10. esatto...intendevo che non vanno le menzioni per tutti i beni della comunione ma solo a quello stralciato.
  11. Dipende dalla natura giuridica che segui in dottrina. Se aderisci alla tesi per cui la divisione sia dichiarativa, non serviranno le menzioni. Se aderisci alla tesi per cui la divisione è costitutiva , allora relativamente al bene stralciato metterai le menzioni. La tesi preferibile in dottrina è quella dichiarativa, ma è discusso. Il consenso serve di tutti.
  12. Posta così penserei più ad una permuta di bene presente con bene futuro!
  13. la quota è intestata al minore, ma l'amministrazione spetta ai genitori che su di esso hanno l'usufrutto legale, previamente autorizzati ex art. 425 c.c. Se manca uno dei genitori o sono in contrasto tra loro spetterà al tutore. Nelle sas, il minore può solo continuare l'attività di impresa se accomandatario, mentre può accedervi in caso di accomandante sia se la società esiste sia di nuova costituzione.
  14. In caso di errore materiale, ossia quando in atto si indica un prezzo non veritiero rispetto agli assegni consegnati, il notaio procederà ad una rettifica. In questo caso più che errore è proprio una modifica contrattuale. Si potrebbe fare una cessione del contratto preliminare con Tizio e contestuale modifica contrattuale del prezzo.
  15. Ciao, sicuramente il giudice nel momento in cui ha redatto l'autorizzazione non ha pensato a questa sottigliezza tra preliminare e atto definitivo di compravendita. Tuttavia in casi del genere, si ritiene che anche nei preliminari serva la relativa autorizzazione ex art. 747 c.p.c. in quanto, anche se non vi è trasferimento immediato, ma futuro, l'Ente comunque ha prestato il suo consenso ad un'alienazione certa con trascrizione. Il notaio, per precauzione, dovrebbe allegare al preliminare l'autorizzazione. In più si ritiene, quanto alla forma, che l'atto di un preliminare abbia tutte le pattuizioni di un definitivo e, per una simmetria delle forme, anche il definitivo dovrà rivestire la stessa 'veste'. Per questo si ritiene opportuna l'allegazione dell'autorizzazione. In futuro, qualora mancasse, si potrebbe ricorrere in Tribunale eccependo la mancanza di autorizzazione e relativa decadenza dal beneficio ex art. 493 c.c. Perchè rischiare?!