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thomas

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  1. Infatti è così. Fare il notaio assicura, ancor oggi, un reddito lordo che garantisce un buon tenore id vita: niente di più. Lasciamo perdere i discorsi fumosi ed ipotetici su medie da repertorio ecc...: vediamo i NUMERI REALI, non i CALCOLI IPOTETICI. Bene, i dati reali univocamente ci dicono che il 75% dei notai in esercizio ha reddito lordo INFERIORE a 70.000 euro all'anno: ognuno poi la pensi come vuole, ma i numeri (e le dichiarazioni di plurimi esponenti del notariato) dicono ciò. Aggiungo la mia personale esperienza: io stesso ho curato due procedure di licenziamento collettivo di svariate decine di impiegati di due primari studi notarili qui a Milano. Per informazioni e conferma di quanto detto, chiedere ai NOTAI VERI del Forum: Alberto Napoli, London e Condono ("se vuoi fare i soldi, fai altro")
  2. Walle, il Notaio è, GIA' OGGI, notevolmente ridimensionato: quantomeno, rispetto al 2006 (spartiacque tra l'età dell'oro e il citato ridimensionamento). Quanto al sistema di blockchain e degli smart contracts, sono a chiederVi una spiegazione. In concreto: cosa vuol dire una sistema di blockchain (catena di blocchi)? Vuol dire che le info (dati catastali, generalità di venditore e compratore, ubicazione dell'immobile) sono registrati non su uno solo, ma su più blocchi (data base)? E i citati blocchi sono interconnessi tra di loro? Grazie a chi mi darà qualche delucidazione in merito.
  3. In poche parole, la sintesi di tutto.
  4. Due brevi osservazioni. 1) la notizia che hai gentilmente condiviso dimostra che la Commissione in atto opera sulla base di logiche politiche: il rallentamento in atto ha un unico senso, quello di tardare la pubblicazione dei candidati ammessi all'orale, così da indurli a presentarsi al concorso in atto e ridurre, infine, il numero dei nuovi notai in virtù del famoso fenomeno dei bis notai. E il fatto grave è che si tratta di scelta della Commissione premeditata e perseguita intenzionalmente. 2) L'opinione pubblica se ne frega altamente del concorso notarile. Tanto più che il Notariato ormai ha perduto gran parte del prestigio che innegabilmente aveva sino a 10 anni: oggi è considerata alla stregua di qualsiasi altra libera professione, dunque la pretesa di fare parte di una elite guardata con rispetto e ammirazione dalla opinione pubblica è onestamente un po' ridicola. E la perdita di prestigio di quella che, sino a 10 anni fa, era considerata una professione d'elite NON è addebitabile ai poveri candidati, vittime del malfunzionamento della procedure concorsuale: tale perdita è ascrivibile unicamente ai notai in atto e alla loro assurda pretesa di rifiutare l'idea che, nel 2019, determinate rendite di posizione non sono più onestamente giustificabili.
  5. Ma, infatti, è così. A Roma direbbero che "è una questione de tigna ......".
  6. Post ineccepibile: da incorniciare. Una descrizione perfetta della situazione (che, aggiungo, io andrà a peggiorare, quanto a prospettive economiche e professionali, con l'implementazione della blockchain e degli smart contracts, in virtù dei quali il ruolo del notaio, nelle transazioni immobiliari, sarà ridimensionato fortemente).
  7. Ragazzi/e, ma di che state parlando? Ormai il concorso notarile è moribondo, l'aumento del numero di consegne (da 3 a 5) è finalizzato soltanto a recuperare un po' di vecchi candidati, dato che, delle nuove leve, nessuno più vuole affrontare il concorso. Se avete voglia e tempo, andate a leggere le statistiche: a Napoli, - 60%, a Bari, -70%. Nel migliore di casi, il calo dei praticanti è pari al 35%. Nessuno più vuole fare il concorso, per una ragione ovvia e incontestabile, non c'è bisogno di ipotizzare ragioni giustificative bizzarre alla spaventosa sparizione di candidati: la ragione è questa, oggi vincere il concorso notarile NON cambia più la vita, tanto è vero che il 75% dei notai in esercizio ha un reddito lordo INFERIORE a 70.000 euro per anno. Ed allora, uno pensa: ma chi me lo fa fare di affrontare un concorso cosi aleatorio e impegnativo per avere un reddito lordo che potrei conseguire affrontando altri percorsi professionali??
  8. dici che dei 90' ammessi all'orale, la Commissione potrebbe bocciarne un'altra decina?
  9. Anton, senza offesa: 1) la storia della volpe e dell'uva non c'entra nulla: se di fronte alla schiacciante superiorità delle argomentazioni avanzate, non trovate niente di meglio che attaccare personalmente l'interlocutore (il che, ne converrai, non è il massimo dell'eleganza e dell'educazione), vuol dire che le nostre critiche hanno colto nel segno; 2) nessuno si compiace di ciò né si precostituisce alibi per la sconfitta: stiamo solo descrivendo la realtà oggettiva, con il supporto di dati, numeri, statistiche, plurimi articoli dei più autorevoli quotidiani italiani e dichiarazioni rese da esponenti del CNN non confutabili. a fronte di ciò, si sono opposti astrusi ed immaginifici calcoli ipotetici fondati (si fa per dire ...) sui dati di repertorio. Ma ti costa così tanto ammettere che: - vincere il concorso oggi è ben DIVERSO dall'averlo vinto nel 2000? - la professione notarile, salvo che per il 25% dei notai in esercizio, assicura un buon tenore di vita, ma non è più fonte di ricchezza? - che la realtà, nelle grandi città, è quella descritta: cioè un limitato numero di law firms che detiene la maggior parte del mercato e la maggior parte dei notai a contendersi le briciole? Descrivere ciò che, GIA' OGGI, è sotto gli occhi di tutti vuol dire, a seconda delle versioni "precostituirsi un alibi" per la sconfitta ovvero "sputare nel piatto dove si vuole mangiare" ovvero "mettere in campo una strategia comunicativa per scoraggiare gli altri candidati dall'intraprendere questo percorso". Ti invito, amichevolmente, a vedere cosa è diventato oggi il Notariato: ciò che un tempo era una professione ambita e prestigiosa, rispettata e autorevole, oggi va diventando, sempre più, una professione come tutte le altre, ove: - le smisurate ricchezze dei primi anni 2000 (e degli anni novanta e oltre) sono ormai, per i più, un pallido ricorso; - l'abolizione del minimo tariffario ha scatenato una gara al ribasso delle tariffe nonché all'accaparramento di clientela: peggio dei notai, solo gli avvocati, che fanno a gara per un mandato alle liti di una causa da 1000 euro. Questa è la realtà: ti piaccia o meno, Anton, descriverla non vuol dire attentare alla dignità della categoria, ma fotografare la realtà. E a conferma del fatto che qui la storiella della volpe e dell'uva non c'entra nulla, ti invito a rileggere gli interventi di chi E' GIA' NOTAIO, di chi ha superato il concorso e sta dall'altra parte della barricata: - ALBERTO NAPOLI; - PEPPA RANDAZZO; - CONDONO; - LONDON; - CAMILLO UNGARI TRASATTI. Ti segnalo, inoltre, che perfino il notaio FABRIZIO CORRENTE, nella sua prima lezione, aveva invitato gli studenti a affrontare questo concorso per amore del Diritto (e aveva ragione a dirlo!) e non per soldi, perchè oggi "i notai non sono più ricchi" (sottinteso: come un tempo). Tutti inattendibili?? Anche i citati notai di cui sopra sputano nel piatto in cui mangiano ?? Suvvia, Anton: sei un ragazzo intelligente, non fare torto alla tua intelligenza.
  10. La magistratura interverrà per distruggere gli studi grandi, in nome del principio della personalità della prestazione? Anton, ma che stai dicendo?
  11. https://blogs.dlapiper.com/regulatory-ita/2018/02/19/blockchain-la-rivoluzione-gia-in-essere-applicazioni-al-mercato-immobiliare/ Leggete questo articolo pubblicato dal prestigioso Studio legale DLA PIPER.
  12. .... già adesso il notaio ha avuto una contrazione del fatturato (e, di lì, anche del reddito lordo) importante: quasi il 50% (in media: il 48%). Il sistema della blockchain e degli smart contracts è una rivoluzione che cambierà ulteriormente il ruolo del Notaio (e non solo: anche altre libere professioni ne saranno toccate).
  13. E' così: un altro post, PERFETTO. La Banca cui ti riferisci è UniCredit: lavora, pressoché esclusivamente, con due Studi Notarili a Milano, uno in via Cordusio e l'altro in piazza Affari. Ormai, salvi gli atti "a valore aggiunto", tutte le transazioni sono informatizzate, sulla base di clausole standard: della redazione di tali atti si occupa solo il collaboratore (anzi: i collaboratori) del Notaio, il quale interviene soltanto ed esclusivamente per 15 minuti all'atto delle sottoscrizioni. A Milano (e non solo, a quanto apprendo), la realtà è questa. Il che conferma che la ricchezza è ormai concentrata nelle mani di pochi notai (il 25%), mentre il restante 75% si associa, a stipendio fisso, o si accontenta delle briciole. Nessuna decanta le lodi del Notaio - imprenditore: si sta descrivendo la realtà per ciò che è, nuda e cruda. E ciò è tanto più vero se si considera che persino le recenti modifiche di legge (estensione alla Regione della competenza per territorio) obiettivamente incoraggiano e favoriscono la figura del Notaio imprenditore, capace di creare una "macchina da guerra" per accaparramento di clientela e organizzazione logistica su base regionale. E vedrete che, il prossimo passo, sarà la estensione della competenza su base nazionale. Il mondo delle professioni sta cambiando profondamente: e non saranno quattro chiacchere sul Forum di nostalgici forumisti a invertire una tendenza globale.
  14. Sono d’accordo con il tuo intervento, Anton: concordo su quello che hai scritto nel tuo post.
  15. Anton, chiariamoci: nessuno sostiene che i notai mangiano alla Caritas, ma semplicemente che i guadagni di oggi NON sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di 10 anni fa. Ho riportati articoli di giornali, statistiche e numeri riportati da autorevoli membri del Notariato: qui mi fermo. a fronte di ciò, si è opposto un calcolo ipotetico e congetturale fondato su ipotesi e supposizioni che muovono dai dati di repertorio. da un lato i numeri e le cifre - che, a meno di non assumersi la responsabilità di dire che sono falsi, in quanto gli intervistati sarebbero dei millantatori e i giornalisti incapaci di intendere ciò che viene detto - sono numeri e cifre VERE, da un altro le ipotesi e le congetture. a conferma che fatto che oggi superare il concorso NON cambia la vita (salvo che uno non sia figlio di uno di quei notai che rientrano nel novero del 25% di ricchi), ti rinvio a ciò che hanno pubblicato, qui su RR, i notai VERI (non i candidati, come me): 1 Alberto Napoli (amministratore del sito) 2 London 3 Condono (“ se vuoi fare i soldi, fai altro”) 4 Peppo Randazzo 5 Camillo Ungari Trasatti le motivazioni del crollo economico del notariato (il 75% ha un reddito lordo minore di 70.000 euro per anno) sono molteplici: abolizione minimo tariffario e gara al ribasso; sottrazione competenze; riduzione del numero degli affari immobiliari; aumento pianta organica; Law firms notarili, che creano ricchezze importanti in poche mani (il 25% dei notai) chiedetevi perché ormai nessuno più si iscrive alla pratica notarle: a Napoli e Bari il calo è stato quasi del 70%!!!!! la risposta è semplice: non sono i tempi lunghi, come ha scritto qualcuno, coprendosi di ridicolo e dimenticando che si tempi della preselezione normativa i tempi erano ancora più lunghi, eppure i candidati erano nettamente più alti per numero; la ragione è una sola, è che la professione NON è più redditizia come un tempo, dunque pochi hanno voglia di intraprendere un percorso così lungo e aleatorio a fronte di prospettive mutate. con questo - e chiudo - non intendo certo dire che i notai siano alla canna del gas: sarebbe ridicolo dire ciò. intendi, più semplicemente, dire che oggi il sigillo notarile NON ti cambia più la vita. E se Condono o London vogliono intervenire sul punto è dure la Piro, il loro intervento è senz’altro bene accetto: il punto di vista di un notaio VERO varrà a chiudere la discussione.
  16. No, Anton: non è così. Il bravo avvocato si accontenta del 20%: altrimenti, l’avvocato titokare del rapporto con il cliente, ne prende un altro bravo, che accetterà il 20%. Quanto al notariato, la logica è la stessa: un famoso docente di Napoli, titolare della più popolare scuola “casistica”, ha, a libro paga, con stipendio fisso, una serie di notai, ex suoi allievi, nel territorio di riferimento. E ciò ’ accade al Sud Italia e non a Milano . la realtà è questa: o hai un pacchetto clienti e allora puoi associarti oppure accetti le condizioni offerte dal titolare di Studio: spostandoci dalla Puglia a Milano, il Notaio di fiducia di UniCredit, titolare di uno studio di 40 dipendenti, ha associato a se’, a stipendio fisso, quattro neo notai. Anton: è una regola ormai invalsa, chi ha i clienti detta legge e fissa le condizioni: se a uno sta bene , è così, altrimenti faccia il notaio (o l’avvocato) in campagna.
  17. Anton, qui si tratta di essere realisti: personalmente non condivido questa impostazione, ma è inutile fare gli anti conformisti di maniera: la tendenza è quella, o ti adegui o sei fuori. l'avvocato che ha una causa delicata e non sa gestirla, in quanto proteso ad accrescere il business, associa a quella causa uno specialista e gli corrisponde il 20% dell’affare: problema risolto. e così pure i notai: dato che ormai l’80% del mercato è nelle mani del 20%-25% dei notai, i titolari delle big firms tendono ad associare a loro, come dipendenti a stipendio fisso i notai SENZA pacchetto clientela. oggi funziona così: se hai un pacchetto clienti e apporti nuovo fatturato, vai bene: altrimenti, ti associ e prendi un fisso, senza accampare pretese e rompere le palle. inutile fare i nostalgici, la realtà ormai è questa.
  18. Crispolto, il tuo post è semplicemente PERFETTO. io non ho la tua capacità di sintesi e la tua chiarezza di esposizione: ma hai riassunto , in poche righe, ciò che la libera professione (notariato è avvocatura, in primis) sono oggi. oggi sei socialmente apprezzato se sei imprenditore, cioè se sai accrescere il tuo “pacchetto clienti”: la competenza in senso stretto, pur importante, conta meno. tanto è vero che i Partner di Studio legale sono quasi tutti avvocati che hanno apportato quote di fatturato aggiuntivo: agli Associates spetta il lavoro “da avvocato” (e infatti stanno sotto ai Partner).
  19. Anton, ma che discorso è ? Qui stiamo parlando del fatto che i posti coperti saranno 1/3 di quelli messi a bando . Quelli assegnati ai candidati veramente meritevoli, ancor meno. il tutto finalizzato (anzi: premeditato) al fine di compensare l’alto numero di ammessi al precedente concorso, così da limitare la concorrenza in un periodo di crisi economica del Notariato. La “torta” si è notevolmente ridotta e le fette migliori sono appannaggio del 25% dei notai che fatturano tanto; dunque bisogna ridurre il numero di nuovo ammessi, dato che il 75% dei notai in esercizio già ora si spartisce le briciole di ciò che lasciano le Law Firms notarili. ma questa logica dovrebbe essere estranea al concorso, che dovrebbe selezionare i più meritevoli e basta: oppure ritieni corretto stabilire ex ante quanti dei posti a bando vadano coperti e quanti no?
  20. E' una vergogna. Vuol dire coprire meno di 1/3 dei posti a bando. Ti dico di più: al netto dei raccomandati e di quelli che hanno avuto le tracce (o i relativi argomenti) in anticipo, gli ammessi "per merito" saranno 1/6 (una cinquantina) dei posti messi a bando. A voi i commenti.
  21. Pocho, concordo: parlare di "sopravvivenza" è ridicolo, anche se obiettivamente dal 2006 ad oggi il fatturato è calato di quasi il 50% ed il 75% dei notai in esercizio ha un reddito lordo inferiore a 70.000 euro per anno. Ma questo non c'entra nulla: ma proprio nulla. Crisi o non crisi, la valutazione sulla (non ) correttezza di questo concorso va fatta sulla base di due soli parametri: 1) Le legge non preveder la copertura della intera pianta organica???? 2) la valutazione dei candidati deve effettuarsi solo sulla base dei compiti e non di logiche esterne (cioè: pressioni del CNN finalizzate a limitare nuovi ingressi, per avere meno concorrenti). La risposta ai due citati quesiti è ovvia.
  22. Unmask, non esagerare: la professione ha sempre annoverato (accanto a professionisti seri), notai che concepivano il loro ruolo soltanto ed esclusivamente in funzione del ritorno economico. Ancor prima dell'abolizione del minimo tariffario - che, come osserva giustamente l'amico Walle, ha determinato un crollo dei fatturati e, di lì, dei redditi lordi, per la maggior parte dei notai in esercizio: ma non intendo soffermarmi su ciò, dato che se ne è parlato ad abundantiam - molti notai, specie nei grandi capoluoghi (qui a Milano, ad es) NON scrivevano nessun contratto: li facevano scrivere dai dipendenti. Poi, in "sala stipula", i clienti venivano ricevuti dal dipendente che aveva scritto l'atto e, quindi, il notaio entrava in sala stipula per l'autentica delle firme (mi riferisco alle compravendite). In sostanza, i clienti avevano rapporti soltanto ed esclusivamente con i dipendenti e i collaboratori dei Notai: dall'istruttoria alla lettura dell'atto, entrando il Notaio in sala stipula solo ed esclusivamente per l'autentica delle firme. Qui a Milano, in tutti gli studi notarili di dimensioni medie e grandi, funziona così: e chi lo nega è un bugiardo. Ora si aggiunto il discorso dell'abolizione dei minimi tariffari, che - oltre ad essere concausa della crisi economica del 75% dei notai in esercizio - ha sollevato il problema del meretricio della professione: la tendenza al ribasso degli onorari trascina tutti verso il basso, chi non si adegua resta senza lavoro. Ma - ripeto - il problema del rispetto della deontologia professionale pre-esiste all'abolizione dei minimi tariffari: non prendiamoci in giro, il Notaio che cura personalmente le pratiche esiste solo nei paesini di campagna, nelle città tutti i notai da tempo hanno messo su una (costosa) macchina organizzativa che li sgrava da tutti i compiti, di tutela del cliente, cui non vogliono o non sanno più assolvere. Chiunque negasse questa realtà, mentirebbe sapendo di mentire.
  23. Beh, almeno lui ha dimostrato di essere un bravo “imprenditore”, evidenziando capacità commerciali importanti. del resto, non fa nulla di illegale: la legge gli permette di mantenere onorari bassissimi, di “stariffare”, come si dice oggi. pensa ai neo notai (tanti) che fatturano cifre modeste e che devono, per di più, farsi pure carico delle spese di studio. alla fine, il tuo amico ha dimostrato di sapersi adeguate alla nuova realtà assai velocemente... non me la sento di condannarlo.
  24. Ah ah ah! e la villa al mare, dove?? Portofino, Capri o porto cervo?? ah ah ah
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