Vai al contenuto

thomas

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    980
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    17

Tutti i contenuti di thomas

  1. https://blogs.dlapiper.com/regulatory-ita/2018/02/19/blockchain-la-rivoluzione-gia-in-essere-applicazioni-al-mercato-immobiliare/ Leggete questo articolo pubblicato dal prestigioso Studio legale DLA PIPER.
  2. .... già adesso il notaio ha avuto una contrazione del fatturato (e, di lì, anche del reddito lordo) importante: quasi il 50% (in media: il 48%). Il sistema della blockchain e degli smart contracts è una rivoluzione che cambierà ulteriormente il ruolo del Notaio (e non solo: anche altre libere professioni ne saranno toccate).
  3. E' così: un altro post, PERFETTO. La Banca cui ti riferisci è UniCredit: lavora, pressoché esclusivamente, con due Studi Notarili a Milano, uno in via Cordusio e l'altro in piazza Affari. Ormai, salvi gli atti "a valore aggiunto", tutte le transazioni sono informatizzate, sulla base di clausole standard: della redazione di tali atti si occupa solo il collaboratore (anzi: i collaboratori) del Notaio, il quale interviene soltanto ed esclusivamente per 15 minuti all'atto delle sottoscrizioni. A Milano (e non solo, a quanto apprendo), la realtà è questa. Il che conferma che la ricchezza è ormai concentrata nelle mani di pochi notai (il 25%), mentre il restante 75% si associa, a stipendio fisso, o si accontenta delle briciole. Nessuna decanta le lodi del Notaio - imprenditore: si sta descrivendo la realtà per ciò che è, nuda e cruda. E ciò è tanto più vero se si considera che persino le recenti modifiche di legge (estensione alla Regione della competenza per territorio) obiettivamente incoraggiano e favoriscono la figura del Notaio imprenditore, capace di creare una "macchina da guerra" per accaparramento di clientela e organizzazione logistica su base regionale. E vedrete che, il prossimo passo, sarà la estensione della competenza su base nazionale. Il mondo delle professioni sta cambiando profondamente: e non saranno quattro chiacchere sul Forum di nostalgici forumisti a invertire una tendenza globale.
  4. Sono d’accordo con il tuo intervento, Anton: concordo su quello che hai scritto nel tuo post.
  5. Anton, chiariamoci: nessuno sostiene che i notai mangiano alla Caritas, ma semplicemente che i guadagni di oggi NON sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di 10 anni fa. Ho riportati articoli di giornali, statistiche e numeri riportati da autorevoli membri del Notariato: qui mi fermo. a fronte di ciò, si è opposto un calcolo ipotetico e congetturale fondato su ipotesi e supposizioni che muovono dai dati di repertorio. da un lato i numeri e le cifre - che, a meno di non assumersi la responsabilità di dire che sono falsi, in quanto gli intervistati sarebbero dei millantatori e i giornalisti incapaci di intendere ciò che viene detto - sono numeri e cifre VERE, da un altro le ipotesi e le congetture. a conferma che fatto che oggi superare il concorso NON cambia la vita (salvo che uno non sia figlio di uno di quei notai che rientrano nel novero del 25% di ricchi), ti rinvio a ciò che hanno pubblicato, qui su RR, i notai VERI (non i candidati, come me): 1 Alberto Napoli (amministratore del sito) 2 London 3 Condono (“ se vuoi fare i soldi, fai altro”) 4 Peppo Randazzo 5 Camillo Ungari Trasatti le motivazioni del crollo economico del notariato (il 75% ha un reddito lordo minore di 70.000 euro per anno) sono molteplici: abolizione minimo tariffario e gara al ribasso; sottrazione competenze; riduzione del numero degli affari immobiliari; aumento pianta organica; Law firms notarili, che creano ricchezze importanti in poche mani (il 25% dei notai) chiedetevi perché ormai nessuno più si iscrive alla pratica notarle: a Napoli e Bari il calo è stato quasi del 70%!!!!! la risposta è semplice: non sono i tempi lunghi, come ha scritto qualcuno, coprendosi di ridicolo e dimenticando che si tempi della preselezione normativa i tempi erano ancora più lunghi, eppure i candidati erano nettamente più alti per numero; la ragione è una sola, è che la professione NON è più redditizia come un tempo, dunque pochi hanno voglia di intraprendere un percorso così lungo e aleatorio a fronte di prospettive mutate. con questo - e chiudo - non intendo certo dire che i notai siano alla canna del gas: sarebbe ridicolo dire ciò. intendi, più semplicemente, dire che oggi il sigillo notarile NON ti cambia più la vita. E se Condono o London vogliono intervenire sul punto è dure la Piro, il loro intervento è senz’altro bene accetto: il punto di vista di un notaio VERO varrà a chiudere la discussione.
  6. No, Anton: non è così. Il bravo avvocato si accontenta del 20%: altrimenti, l’avvocato titokare del rapporto con il cliente, ne prende un altro bravo, che accetterà il 20%. Quanto al notariato, la logica è la stessa: un famoso docente di Napoli, titolare della più popolare scuola “casistica”, ha, a libro paga, con stipendio fisso, una serie di notai, ex suoi allievi, nel territorio di riferimento. E ciò ’ accade al Sud Italia e non a Milano . la realtà è questa: o hai un pacchetto clienti e allora puoi associarti oppure accetti le condizioni offerte dal titolare di Studio: spostandoci dalla Puglia a Milano, il Notaio di fiducia di UniCredit, titolare di uno studio di 40 dipendenti, ha associato a se’, a stipendio fisso, quattro neo notai. Anton: è una regola ormai invalsa, chi ha i clienti detta legge e fissa le condizioni: se a uno sta bene , è così, altrimenti faccia il notaio (o l’avvocato) in campagna.
  7. Anton, qui si tratta di essere realisti: personalmente non condivido questa impostazione, ma è inutile fare gli anti conformisti di maniera: la tendenza è quella, o ti adegui o sei fuori. l'avvocato che ha una causa delicata e non sa gestirla, in quanto proteso ad accrescere il business, associa a quella causa uno specialista e gli corrisponde il 20% dell’affare: problema risolto. e così pure i notai: dato che ormai l’80% del mercato è nelle mani del 20%-25% dei notai, i titolari delle big firms tendono ad associare a loro, come dipendenti a stipendio fisso i notai SENZA pacchetto clientela. oggi funziona così: se hai un pacchetto clienti e apporti nuovo fatturato, vai bene: altrimenti, ti associ e prendi un fisso, senza accampare pretese e rompere le palle. inutile fare i nostalgici, la realtà ormai è questa.
  8. Crispolto, il tuo post è semplicemente PERFETTO. io non ho la tua capacità di sintesi e la tua chiarezza di esposizione: ma hai riassunto , in poche righe, ciò che la libera professione (notariato è avvocatura, in primis) sono oggi. oggi sei socialmente apprezzato se sei imprenditore, cioè se sai accrescere il tuo “pacchetto clienti”: la competenza in senso stretto, pur importante, conta meno. tanto è vero che i Partner di Studio legale sono quasi tutti avvocati che hanno apportato quote di fatturato aggiuntivo: agli Associates spetta il lavoro “da avvocato” (e infatti stanno sotto ai Partner).
  9. Anton, ma che discorso è ? Qui stiamo parlando del fatto che i posti coperti saranno 1/3 di quelli messi a bando . Quelli assegnati ai candidati veramente meritevoli, ancor meno. il tutto finalizzato (anzi: premeditato) al fine di compensare l’alto numero di ammessi al precedente concorso, così da limitare la concorrenza in un periodo di crisi economica del Notariato. La “torta” si è notevolmente ridotta e le fette migliori sono appannaggio del 25% dei notai che fatturano tanto; dunque bisogna ridurre il numero di nuovo ammessi, dato che il 75% dei notai in esercizio già ora si spartisce le briciole di ciò che lasciano le Law Firms notarili. ma questa logica dovrebbe essere estranea al concorso, che dovrebbe selezionare i più meritevoli e basta: oppure ritieni corretto stabilire ex ante quanti dei posti a bando vadano coperti e quanti no?
  10. E' una vergogna. Vuol dire coprire meno di 1/3 dei posti a bando. Ti dico di più: al netto dei raccomandati e di quelli che hanno avuto le tracce (o i relativi argomenti) in anticipo, gli ammessi "per merito" saranno 1/6 (una cinquantina) dei posti messi a bando. A voi i commenti.
  11. Pocho, concordo: parlare di "sopravvivenza" è ridicolo, anche se obiettivamente dal 2006 ad oggi il fatturato è calato di quasi il 50% ed il 75% dei notai in esercizio ha un reddito lordo inferiore a 70.000 euro per anno. Ma questo non c'entra nulla: ma proprio nulla. Crisi o non crisi, la valutazione sulla (non ) correttezza di questo concorso va fatta sulla base di due soli parametri: 1) Le legge non preveder la copertura della intera pianta organica???? 2) la valutazione dei candidati deve effettuarsi solo sulla base dei compiti e non di logiche esterne (cioè: pressioni del CNN finalizzate a limitare nuovi ingressi, per avere meno concorrenti). La risposta ai due citati quesiti è ovvia.
  12. Unmask, non esagerare: la professione ha sempre annoverato (accanto a professionisti seri), notai che concepivano il loro ruolo soltanto ed esclusivamente in funzione del ritorno economico. Ancor prima dell'abolizione del minimo tariffario - che, come osserva giustamente l'amico Walle, ha determinato un crollo dei fatturati e, di lì, dei redditi lordi, per la maggior parte dei notai in esercizio: ma non intendo soffermarmi su ciò, dato che se ne è parlato ad abundantiam - molti notai, specie nei grandi capoluoghi (qui a Milano, ad es) NON scrivevano nessun contratto: li facevano scrivere dai dipendenti. Poi, in "sala stipula", i clienti venivano ricevuti dal dipendente che aveva scritto l'atto e, quindi, il notaio entrava in sala stipula per l'autentica delle firme (mi riferisco alle compravendite). In sostanza, i clienti avevano rapporti soltanto ed esclusivamente con i dipendenti e i collaboratori dei Notai: dall'istruttoria alla lettura dell'atto, entrando il Notaio in sala stipula solo ed esclusivamente per l'autentica delle firme. Qui a Milano, in tutti gli studi notarili di dimensioni medie e grandi, funziona così: e chi lo nega è un bugiardo. Ora si aggiunto il discorso dell'abolizione dei minimi tariffari, che - oltre ad essere concausa della crisi economica del 75% dei notai in esercizio - ha sollevato il problema del meretricio della professione: la tendenza al ribasso degli onorari trascina tutti verso il basso, chi non si adegua resta senza lavoro. Ma - ripeto - il problema del rispetto della deontologia professionale pre-esiste all'abolizione dei minimi tariffari: non prendiamoci in giro, il Notaio che cura personalmente le pratiche esiste solo nei paesini di campagna, nelle città tutti i notai da tempo hanno messo su una (costosa) macchina organizzativa che li sgrava da tutti i compiti, di tutela del cliente, cui non vogliono o non sanno più assolvere. Chiunque negasse questa realtà, mentirebbe sapendo di mentire.
  13. Beh, almeno lui ha dimostrato di essere un bravo “imprenditore”, evidenziando capacità commerciali importanti. del resto, non fa nulla di illegale: la legge gli permette di mantenere onorari bassissimi, di “stariffare”, come si dice oggi. pensa ai neo notai (tanti) che fatturano cifre modeste e che devono, per di più, farsi pure carico delle spese di studio. alla fine, il tuo amico ha dimostrato di sapersi adeguate alla nuova realtà assai velocemente... non me la sento di condannarlo.
  14. Ah ah ah! e la villa al mare, dove?? Portofino, Capri o porto cervo?? ah ah ah
  15. Ogni volta che Federico viene pubblicamente smerdato (cioè: sempre), come si è visto or ora, se ne esce con battute da bambino di 5 anni. Dopo avere negato che il notaio Mistretta avesse ammai detto ciò che ho scritto, Walle gli ha pubblicato il link dell’articolo: ma il buon Federico non sente ragioni e anziché prendere atto di quanto sopra, risolve il tutto con battutine da bambino di 5 anni. e vabbè, fa niente ... Non mi resta che invitarti, come già in passato, a uscire dalla stanzetta e a crearti una vita sociale: potresti, forse, così trovare un interesse alternativo al Forum ....
  16. Vai a vedere - se non l’hai cancellato - il post in cui scrivevi che i tuoi amici ti avevano detto “ sapevo che si guadagnava, ma non così tanto!”. rileggiti, se non hai cancellato il tuo post. quanto alle dichiarazione di Mistretta, l’ho postata mille volte, con annesso link a informazione fiscale. cercali, ora ho altro da fare
  17. L'ha detto Mistretta, non io. Se tu che hai sempre parlato di auto di lusso e mega ville, comprate dopo pochi anni di attività ..........
  18. Vieni a Milano e non avrai problemi. Strano però ...... ma i tuoi amici, di cui ci parli sempre qui sul Forum, neo notai da pochi anni e vanno in giro in Ferrari, Jaguar e Porsche, con ville al mare sparse in tutta Italia - quelli che ti dicevano "Sapevo che si guadagna, ma non così tanto!" 😂 - non possono farti uno sconto??
  19. La professione di avvocato ormai è distrutta, guadagnano più i camionisti (salvo che per le Big Law Firms, italiane e straniere, a Milano). I notai stanno sicuramente meglio, ma vanno fatte le debite proporzioni. Tutte le statistiche e tutti i dati ufficiali indicano, infatti, che il 75% dei notai ha un reddito lordo inferiore a 70.000 all'anno; stanno bene solo i titolari delle law firms notarili milanese e qualcun altro (il 25% dei notai in esercizio) che ha redditi lordi assai importanti. Figurati che il notai Mario Mistretta, presidente della Cassa e uomo attendibilissimo e molto serio, ha detto che l'1% dei notai in esercizio ha un reddito lordo equivalente a quello del restante 99% .... L'unica alternativa legale che ancora regge (ma non è una libera professione) è magistratura.
  20. Aggiungerei - anche so non vale solo per i notai - l'abolizioni dei minimi. Oggi con 1.000 euro paghi tranquillamente un onorario per compravendita + mutuo.
  21. Ma non me l'ero preso, Anton: tranquillo. Sei pacato e argomenti bene: a volte non sono d'accordo con te, ma sei un forumista di spessore.
  22. Anton, forse mi sono espresso male e mi faccio carico di ciò, facendone ammenda. Io non auspico certo l'estinzione del notariato: io, da mero osservatore, mi sono limitato a descrivere il quadro attuale della situazione, anche mediante il rinvio a dichiarzioni e documenti, e a ipotizzare quali potrebbero essere gli effetti e l'impatto sia delle riforme in itinere sia della tecnologia (smart contracts). Non auspico alcunché; sarei un pazzo, come voi ho dedicato anni a questo concorso, a cui sono debitore quantomeno di ciò, di avermi fatto amare il Diritto e lo studio ragionato delle norme. Mera narrazione degli eventi e pronostico per il futuro; da parte mia, nessun compiacimento nel vedere in Notariato declinare sempre di più, ci mancherebbe altro.
  23. La tecnologia e l'informatizzazioni non le fermi. Qui, sul Forum, ci sono utenti che continuano a ragionare in termini "notaio-centrici": come se, senza il Notariato, si aprisse un vuoto devastante di certezze in grado di mettere in ginocchio l'Italia. Tuttavia, va considerato che: a) le riforme più importanti hanno matrice europea: e la U.E. se ne fotte alla grandissima dei notai italiani. Se i notai riescono a sospendere le leggi interne, poco o nulla possono fare in ordine alle Direttive europee, che l'Italia, in quanto membro della U.E. ha l'obbligo di recepire e di attuare; b) l'informatizzazione (cioè la blockchain e gli smart contracts) sono leggi dello Stato e, una volta a regime, rischiano di mettere in discussione la centralità del NOtaio anche negli affari immobiliari. Ricordo, a me stesso, infine le riforme che, già oggi, hanno messo in crisi il Notariato: - i trapassi auto, che per i notai più piccoli erano fonte di guadagno; - le cessioni di quote di s.r.l.; - costituzione di start up innovative; - cancellazioni ipoteche; - abolizione MINIMI TARIFFARI; - aumento pianta organica; A ciò aggiungasi l'estensione della competenza territoriale per Regione, che determinerà la creazione di law firms notariili, vere macchine da guerra, che monopolizzeranno il mercato degli affari. Evito qui di ricordare i numeri in ordine al reddito lordo del 75% del notai in esercizio e/o il crollo del numero dei praticanti: numeri inspiegabili, se vivessimo nell'età dell'oro, come si vorrebbe fare credere ...............
×
×
  • Crea Nuovo...