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thomas

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  1. Ciò che Walle ha descritto corrisponde, purtroppo, alla realtà. Provo a fare una sintesi, anche se quanto scriverò risulterà, sotto alcuni profili, impopolare. 1) I C.D. ATTIFICI In questo Forum alcuni utenti, la maggior parte dei quali NON ha mai lavorato, ma si è dedicato per anni ad uno studio intenso e mirato, vanno sostenendo che la causa del decadimento della professione sarebbero gli Attifici, i cui titolari vengono spregiativamente appellati come "stariffatori" o, peggio "cani". Ciò è il frutto di un equivoco di fondo: la professione di notaio è cosa DIVERSA dalla condizione di candidato aspirante alla professione di notaio. Per fare bene il notaio (vale a dire: per essere un notaio di successo) oggi non serve più tanto essere un fine conoscitore delle tesi di Gazzoni o Capozzi: ciò è del tutto inutile dato che - nella prassi - i casi che presentano i veri clienti non comportano problemi di masse plurime, condizioni risolutive di inadempimento e patti marciani, tutti insieme, come se fosse una traccia teorica: tanto ciò è vero che le pratiche, dall'assunzione in carico, alla interlocuzione del cliente ed alla scritturazione al computer dell'atto è curata dai collaboratori del notaio (e, di rado, dal notaio in persona). Le qualità che rilevano per essere un professionista di successo OGGI (ANNO DEL SIGNORE 2019) sono: - la capacità relazionale e commerciale; - la scelta di bravi collaboratori, per costituire una "macchina" efficiente; - sapere gestire uno studio professionale come un'impresa. Sì, avete letto bene: come un'impresa. Perchè oggi, nel 2019, un notaio di successo è anche un imprenditore, ragion per cui se un notaio NON ha capacità imprenditoriali (con tutto ciò che significa: marketing, capacità commerciali, ecc., cura della propria immagine anche sui media) è destinato a una professionale di ripiego, trascorsa a rimpiangere, nostalgicamente, ciò che era la professione notarile nel anni '80 2) I C.D. STARIFFATORI I c.d. "stariffatori" non sono altro, che Notai: vale a dire, professionisti (di successo) che hanno superato la medesima difficilissima prova. La vera differenza sta in ciò; che i c.d. "stariffatori" NON si sono limitati a restare "studenti di legge" a vita, ma hanno dimostrato capacità imprenditoriali, sotto vari profili sopra enunciati, tali da consentire loro di emergere come protagonisti nella vita professionale. E' stupefacente doverlo ricordare ancora oggi: un conto è essere un candidato di concorso, un conto è essere un vero professionista nel mondo del lavoro. 3) IL PRINCIPIO DI PERSONALITA' DELLA PRESTAZIONE. A fronte di ciò, alcuni Utenti si appellano al principio di personalità. Anzitutto, non si comprende il motivo per tale principio per cui tale principio dovrebbe valere solo per i notai e non anche per gli avvocati: con la conseguenza che, se applicato rigorosamente, tutti gli studi associati più in vista (i nome li conoscete senz'altro) andrebbero a pezzi in un secondo. Qui va detto con chiarezza: la professione di notaio è cambiata, chiunque pensasse di fare il notaio in termini tradizionali (il notaio che cura personalmente ogni singolo dettaglio, esercitando la "classica" professione intellettuale) è destinato ad un ruolo di ripiego, rimanendo ai margini dei deals più importanti, nell'incapacità di essere un "player" dominante nel mercato. Ma questo, chiunque lavori, lo sa benissimo: andrebbe, semmai, spiegato a chi vive murato in casa a studiare teorie fini a se stessi, privo di qualunque contatto con la realtà del mondo del lavoro. 4) IL FUTURO DELLA PROFESSIONE Qui sta il problema vero. Se oggi non hai parenti e/o amicizie e/o entrature tali da consentirti di collaborare con una law firm notarile, sei destinato a dividerti le briciole di ciò che lasciano le suddette law firms. Detto questo, puoi "menartela" per avere il sigillo notarile, ma, a conti fatti, ciò rappresenta soprattutto una mera soddisfazione fine a se stessa, ma con ricadute pratiche assolutamente non proporzionali alle fatiche, alle rinunzie ed ai sacrifici di anni e anni necessari per passare il concorso: diversamente detto, il concorso ormai è una prova per nostalgici irriducibili, le nuove leve - direi: saggiamente - si dedicano ad altro, sulla base del ragionamento (semplicistico forse, ma molto pragmatico) che non vale più la pena buttare anni e anni di studio, rinviare sine die l'ingresso nel mondo del lavoro e spendere migliaia di euro (scuole, libri, trasferte, ecc....) per avere un ritorno economico conseguibile tranquillamente facendo altre professioni. Questo è ciò che avviene già oggi: i numeri dicono ciò, fate un confronto tra i "numeri" degli iscritti a concorso 10 anni fa e "i numeri" degli iscritti" oggi .... un crollo impressionante. Il discorso, ora, si sposta sul "futuro" della professione. Da punto di vista soggettivo, sopravviveranno solo gli Studi associati, specialmente ora che è stata estesa la competenza territoriale all'intera Regione: i notai "nostalgici", custodi di una verginità professionale un po' "patetica" e ridicola, nella migliore delle ipotesi saranno meri "domiciliatari" delle law firms notarili nelle sedi regionali meno importanti: giusto per esibire, sulla carta intestata dello Studio associato, la presenza sull'intero territorio regionale. Dal punto di vista oggettivo, alcune competenze sono già state sottratte: la sopravvivenza (di ciò si tratta) dipende dall'implementazione del sistema di compravendite immobiliari mediante smart contracts e blockchains. Qui si possono fare previsioni, poi vedremo come andrà a finire.
  2. ......... ché poi: tutto questo zelo per una professione che sta andando agli stracci.
  3. Chiamalo "eccesso di zelo", Condono. Quasi il 94% di bocciati. La mia solidarietà umana a chi è stato vittima di tale assurda mattanza.
  4. Ti quoto, Walle. Io distinguo il concorso notarile dalla professione notarile. Il concorso è, ancora oggi, una sfida terribilmente affascinante, che mette alla prova l'intelligenza e la tenacia dei candidati sul vero diritto: il diritto civile e il diritto societario. La professione notarile è altro: ho lavorato in uno Studio notarile qui a Milano e la professione ha poco a che vedere con ciò che uno studia per il concorso, è fondata essenzialmente su problematiche di ordine catastale e tributario. A livello economico, le prospettive sono modeste, salvo che uno non abbia la bravura e/o la fortuna di essere figlio di uno dei quei notai (il 25%) che ancora oggi fattura cifre importanti: in mancanza, ha ragione Walle, è pura follia iscriversi a questo concorso e sperare di diventare ricchi. Vuol dire non avere la minima idea di quale sia il reale stato di (mala)salute del Notariato di oggi.
  5. ..... e lo so, hai ragione, Condono. Ma hanno poco da ridere, ormai è una vittoria di Pirro: anche se ciò NON cancella l'ingiustizia di tanti bravi candidati, alcuni dei quali sul Forum, che, a prescindere dalle ormai contenute prospettive economiche della professione, meriterebbero grandemente il sigilllo, quantomeno per dare un senso ai tanti anni spesi a studiare, capire e applicare quella difficile materia che è il Diritto privato.
  6. Si, è vero: ho omesso di aggiungerlo, hai fatto bene a ricordarlo.
  7. Condono, le tu scuse sono bene accette: ci mancherebbe altro. Qui va detto, però, che chi vince il concorso notarile ha dimostrato di essere senz'altro più bravo nella tre giorni concorsuale: la fortuna può contare, ma onestamente bisogna riconoscere che chi ha superato il concorso, per meriti propri (la precisazione è doverosa) ha dimostrato di essere estremamente bravo e preparato. Il concorso notarile, come ho scritto, è, sul piano delle prove d'esame, il test più difficile in Europa per un laureato il Legge. Altro discorso, altrettanto incontestabile, è che, oggi, il concorso di notaio equivale ad una vittoria di Pirro, nel senso che la professione è ormai talmente svilita, anche a livello delle prospettive reddituali, che affrontare e superare le tre prove d'esame rappresenta soprattutto una dimostrazione di capacità e abilità fini a se stesse. Ma questo è un altro discorso.
  8. Dunque, riepilogando: 1) il numero dei posti da assegnate è pre-delimitato in anticipo. Il che vuol dire che, al fine di limitare la concorrenza e conservare le (ingiustificabili) attuali rendite di posizione, il Notariato (che, di fatto, gestisce il concorso, sia pure attraverso gli uffici ministeriali) stabilisce ex ante il numero massimo da ammettere(a questo giro; a fronte di 300 posti teorici, n. 100 ammessi); 2) Del (ridotto) numero di posti pre - delimitati (ad es. 100 posti, a fronte di n. 300 posti messi a bando), un buon 20% è preassegnato ai figli di .... e agli amici di .... 3) le tracce vengono anticipate ai suddetti: se non la traccia, quantomeno tutti gli argomenti rilevanti. Va poi considerato, il prezzo dei codice, il prezzo delle Scuole e - per chi non è di Roma - i costi di viaggio e alloggio. Il tutto, per andare a maturare un reddito lordo inferiore a 70.000 per anno. Siamo eroi romantici, che amano la sfida? O siamo un po' fessi tutti quanti? O, semplicemente, siamo semplicemente innamorati del Diritto?
  9. Se ne fregano, Lucia. Siamo seri: realisticamente, se ne stra fottono
  10. Scusa, di grazia: ma dove i segretari comunali percepiscono oltre 100.000 euro? Spero sia una battuta ...
  11. Ecco, London: grazie per il tuo intervento. Vuoi spiegarlo anche chi, su questo Forum, continua a scrivere che superare il concorso vuol dire avere automaticamente redditi lordi o fatturati da centinaia e centinaia di migliaia di euro, ci e se nulla fosse??
  12. ........... tanto più che il prestigio della professione ormai è sceso drasticamente rispetto agli anni d'oro.
  13. Io non l’ho messa nemmeno l’altra volta. Qui , caro Walle, c’è ancora qualcuno che crede alla favoletta per il Notariato (il CNN) sarebbe estraneo alla gestione del concorso o non farebbe pressioni sulle Commissioni per limitare il numero di ammessi (e così ridurre la futura concorrenza) e procrastinare la pubblicazione della lista degli ammessi e favorire il fenomeno dei bis notai. È una vergogna. Uno schifo. l'unica speranza di un miglioramento può venire dalla Unione Europea, affinché smantelli, per legge, il sistema del numero chiuso e apra, anche per i notai, ad un sistema di autentica libera concorrenza. E a chi dice che il notaio è, in prevalenza, un pubblico ufficiale e non un libero professionista, propongo di trasformare i notai in dipendenti pubblici. Essere liberi professionisti quando si tratta di fatturare tanto (anche se si dovrebbe parlare al passato, dato che il 75% dei notai in esercizio ha un reddito lordo inferiore a 70.000 euro) e pubblici ufficiali, quando si vuole giustificare il numero chiuso con la pubblica fede, è un giochino dialettico che non regge più. Vuoi essere libero professionista? Bene, allora accetta la libera concorrenza e mettiti sul mercato senza limiti e condizioni di favore. Vuoi privilegiare l’aspetto pubblico? Bene, ti fai assumere dalla pubblica amministrazione , e fai il dipendente pubblico.
  14. Andiamo bene, figa ...... 200 posti, di cui il 50% pre assegnati. Se fosse vero, eviterei di buttare i soldi per la trasferta a Roma
  15. . come se fossero pochi. Non sono certamente il problema più importante, come ha ricordato superg. Ma stupisce che ormai ci si sia rassegnati ad accettare supinamente e senza reagire le porcherie cui stiamo assistendo.
  16. Una vergogna. Nessuno poi osi lamentarsi se, da più parti, si intende smantellare la professione notarile o ridurne grandemente le insostenibili ed ingiustificabili (siamo nel 2019!!!!!!) rendite di posizione. Gli abusi chiamano e giustificano altri abusi in senso contrario.
  17. Sei un fenomeno da baraccone, Fede. Senza offesa, ovviamente: anzi, a dirtela tutta, mi stai pure molto simpatico, perchè spari delle stronzate talmente clamorose che mi strappano un sorriso ... Ad majora, Fede.
  18. . È un dato medio che quindi non fotografa le situazioni “polarizzate” e le differenze nelle categorie, Questo è il contenuto dell'articolo che hai incautamente postato. Prima di postare un articolo, leggi il contenuto: altrimenti, come adesso, ti esponi ad una facile smentita. Hai citato una fonte pensando di avere ragione: io, mosso da curiosità, ho aperto il llink e letto l'intero articolo (tra cui lo stralcio da me postato). L'articolo, dunque, conferma ciò che ho scritto io: il dato medio nulla significa, in quanto, con numeri relativamente bassi (il numero dei notai) e non alti (il numero di avvocati), bastano pochi picchi per FALSARE la media. Ora dimmi cosa non ti cè chiaro, ché onestamente non so più come spiegartelo ..................
  19. Grazie, Walle. Ma Federico1986 fa sempre così: dato che non può negare il merito dei fatti, insulta l'interlocutore. Ma l'assenza di repliche da parte sua vale come ammissione di quanto ho scritto. Nessuna replica, infatti, su attifici (la cui esistenza lui mette in dubbio) e altro ......................
  20. La barzelletta degli attifici???? Ah, scusa Federico: dimenticavo che tu non lavori e vivi ancora in casa coi tuoi. Allora, dato che NON conosci la realtà, ti prego di credermi: qui a Milano, esistono i c.d. attifici. Trattasi di studi notarili associati (il famoso 25% dei notai che continua a fatturare cifre importanti) con decine e decine di dipendenti che fanno anche 10/15 atti al giorno (compravendite, mutui, operazioni societarie ecc...): tali studi hanno anche siti internet, buttaci un occhio e così ti fai una idea di massima del fatto che i c.d. attifici esistono per davvero e non sono il frutto dell'immaginazione di qualche utente di R.R. Essendo, poi,i notai un NUMERO CHIUSO e RISTRETTO, puoi facilmente comprendere che bastano pochi picchi elevati di fatturato (quello dei c.d. attifici) per "falsare" la media di tutta la categoria. Ad es., se siamo in 3 notai (tu, io e Walle) e tu fatturi 1 milione di euro, mentre io e Walle zero, la media ponderata è di circa 330.000 euro per ognuno di noi: ciò vuol dire che tutti e tre fatturiamo 330.000 euro per anno??? All'evidenza, no: c'è 1 che fattura tanto e 2 che non fatturano. Questo dipende - repetita iuvant - dal fatto che i notai sono relativamente pochi: se lo stesso ragionamento lo fai per numero di avvocati, la media si abbassa notevolmente,. Le basi, Federico: cazzo, le basi .................. P.s. Non volevo infierire, ma tu stesso prima, in evidente stato confusionale, hai scritto che i tuoi amici (ce li presenterai un giorno?????) notai da 3/4 anni fatturano 300.000 euro all'anno: dunque i tuoi amici neo - notai stanno già sopra la media nazionale. Sei un vero fenomeno (da baraccone) ... ora ti saluto: dato che è una bella giornata, chiedi ai tuoi amici neo notai in Ferrari di portarti a fare un giro nella villa al mare che hanno già acquistato in 3/ anni di professione.
  21. 93 candidati idonei su 1232 corretti. Giusto pretendere dai non ammessi, che tutti gli elaborati siano esenti dalla benché minima sbavatura. Sarà davvero così?
  22. Anton: 1) se ami la sfida che pone un concorso così impegnativo (il più difficile in Europa, per un laureato in Legge) e ami il lavoro del notaio, la risposta è sì; 2) se ami fare un lavoro che metta a frutto ciò che hai studiato (chi ama il Diritto fa magistratura: il munus di magistrato è molto più giuridico" di quello de notaio, che spesso ha a che fare problemi di ordine catastale, più che di diritto vero), la risposta è no; 3) se lo fai x soldi, no (sino al 2006, senz'altro sì).
  23. Infatti è così. Fare il notaio assicura, ancor oggi, un reddito lordo che garantisce un buon tenore id vita: niente di più. Lasciamo perdere i discorsi fumosi ed ipotetici su medie da repertorio ecc...: vediamo i NUMERI REALI, non i CALCOLI IPOTETICI. Bene, i dati reali univocamente ci dicono che il 75% dei notai in esercizio ha reddito lordo INFERIORE a 70.000 euro all'anno: ognuno poi la pensi come vuole, ma i numeri (e le dichiarazioni di plurimi esponenti del notariato) dicono ciò. Aggiungo la mia personale esperienza: io stesso ho curato due procedure di licenziamento collettivo di svariate decine di impiegati di due primari studi notarili qui a Milano. Per informazioni e conferma di quanto detto, chiedere ai NOTAI VERI del Forum: Alberto Napoli, London e Condono ("se vuoi fare i soldi, fai altro")
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