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thomas

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  1. E' così. Questo Forum è lo specchio di ciò che ormai è la professione notarile: in progressiva decadenza, da 10 anni ormai. Tanto è vero che il calo di iscritti e partecipanti a questo Forum va di pari passo con il calo (anzi: il crollo) dei candidati al concorso: in alcuni distretti, meno 70%. Figuratevi che a Milano il caso è quasi del 40% e ci si ritiene soddisfatti del fatto che i candidati siano calati di "solo" il 40%.
  2. Il concorso ormai è alla fine, a breve sarà persino inutile celebrarlo dato che non si presenterà più nessuno a sostenere l'esame per fare il notaio. A proposito: ma qualcuno di voi sa in quanti si sono iscritti? Sarebbe interessante fare un confronto tra il numero di iscritti al presente concorso ed il numero di iscritti negli ultimi 3 concorsi .-... credo che l'abbassamento del numero di iscrizioni sia costante.
  3. non credo. Se non erro - ma potrei sbagliarmi su questo specifico aspetto - il numero viene stracciato e, in luogo di esso, alla busta ne viene abbinato un altro assolutamente ignoto al candidato. Semplicemente, si apre PRIMA la busta piccola e DOPO la busta grande: semplice, sicuro e affidabile.
  4. ......... accade che, come nelle oscillazioni di un pendolo di un orologio a muro, andranno "risarciti" i raccomandati che non sono riusciti a passare nel nel c.d. Condono né nella "carneficina" in atto. Il che conferma la fondatezza di ciò che ho scritto testè.
  5. Corretto. Gameguy, sei bravissimo sia per la capacità di sintesi (che io non ho) sia per l'arguzia della metafora. Nella sostanza è così: nessuna rivolta, sappiamo tutti, se vogliamo dirci la verità guardandoci in faccia e senza nasconderci dietro una foglia di fico, buona parte dei posti è già pre-assegnato e che alcuni candidati hanno decisive anticipazioni sugli argomenti delle tracce. Quanto a me, non sono affatto agitato né arrabbiato:sono molto sereno, so che accadono certe cose e, anche se tutto ciò mi fa schifo, conosco i miei limiti e so perfettamente di non essere in grado di cambiare alcunché. Ne prendo semplicemente atto: dopodiché, ognuno faccia le sue valutazione, se uno vuole giocarsi le sue chances e provare, fa bene, se uno non vuole rimettere i soldi e non vuole sfidare la sorte, farà altro e saremo tutti felici e sereni. Tanto, comunque, vada, l'esito di questo concorso non cambia più la vita a nessuno: aiuta a stare un po' meglio economicamente, questo sì, ma niente che non si possa raggiungere facendo, con analogo impegno e dedizione, anche altro nella vita.
  6. Anton, il discorso è più semplice di quanto si pensi. Non sto sostenendo che tutti i posti siano pre-assegnati: ovviamente, ci sono posti liberi, per chi risulti più meritevole nelle prove di tre giorni a Roma. Ma il sistema di raccomandazioni è in piedi da tempo, inutile prendersi in giro. Le tracce (o gli argomenti delle tracce) sono anticipati con congruo anticipo ai raccomandati: sapere in anticipo (anche solo) gli argomenti delle tracce ti dà un vantaggio tale da falsare la parità di condizioni tra i candidati: - sia in quanto hai tempo per preparare in anticipo una super parte teorica; - sia in quanto sai in anticipo quali sono gli snodi attraverso cui passerà la soluzione del caso. Non è un "aiutino": è un "aiutone" a tutti gli effetti che "falsa" le regole del gioco e la parità di condizioni tra i candidati. Ove ciò non bastasse, in sede di correzione, è possibile semplicemente aprire prima la busta piccola e poi la busta grande (così da identificare subito il compito) oppure inserendo nella busta anche i fogli "di brutta", in cui puoi scrivere ciò che vuoi: Nome, Cognome, Luogo e Data di nascita. Non fare troppo affidamento sul fatto che la Commissione è collegiale, Anton: tutti i commissari (ripeto: tutti) ricevono pressioni per fare passare taluni candidati, a nessuno dei Commissari conviene essere troppo esigente, perché, nella logica dello scambio, oggi tocca a me fare passare i miei "raccomandati" e domani tocca a te fare passare i tuoi raccomandati. Denunciare pubblicamente tutto ciò, specialmente se sei notaio, vuol dire semplicemente mettersi contro l'intera categoria e crearsi le condizioni per una progressiva emarginazione professionale, tanto più grave in un periodo - come quello attuale .- di vacche magrissime anche per i notai. Ma tu pensi realmente che, qui in Italia, qualcuno dei membri della Commissione abbia voglia di fare l'eroe nazionale e di disvelare la corruzione sottesa a tale concorso (anzi: a tutti i concorsi pubblici, quello notarile non è peggiore di altri)??? Ognuno "tiene famiglia": a chi, tra i Commissari, conviene infilarsi in un labirinto di guai, delazioni, ispezioni e dedali processuali al solo fine di passare per eroe ?? Stiamo con i piedi per terra, dai: stiamo parlando di un concorso pubblico in Italia ..... Ti dico solo un episodio, cui ho assistito personalmente: quando ero ancora praticante, nel periodo di concorso ( 3 giorni delle prove scritte) il notaio presso cui facevo pratica, il cui figlio stava sostenendo le prove, era al telefono, direttamente, con il Presidente della Commissione di esame .... Ti basta sapere questo per capire la dinamica sottesa al concorso?
  7. A volte mi stupite: sembrate tutti scesi da Marte ... Ma lo scoprite solo ora che al concorso notarile buona parte dei posti è pre-assegnato e che i raccomandati hanno le tracce in anticipo? Queste sono le regole del gioco: gli imbrogli e le raccomandazioni si fanno PRIMA delle prove scritte o DOPO le le prove scritte (cioè : in fase di correzione). Se uno le accetta, bene: altrimenti, cambi strada.
  8. Anton, il futuro è quello che hai tratteggiato. Già ora, con la competenza regionale, le law firms notarili hanno in mano le quote maggioritarie del mercato: ai "nostalgici" della purezza del notai, solo le briciole. Ragazzi, prendiamone atto: il notaio deve essere anche imprenditore, fare impresa non è un delitto.
  9. Anton, ho scritto figli di ..... (non : figli di notai e basta). E' sbagliato sostenere che solo i Notai raccomandino figli e parenti vari: in Commissione ci sono anche Magistrati e Docenti universitari. Aggiungi qualche figlio di politico e vedrai che arrivi presto a tale percentuale.
  10. no, hai vinto tu. Buon concorso anche a te.
  11. Ma cosa vuol dire "stariffare"?? Ma stiamo con i piedi per terra, dai: i c.d. attifici (cioè: gli Studi di grandi dimensioni) sono semplicemente i protagonisti del mercato, quelli che, prima e meglio degli altri, hanno compreso la necessità di adeguarsi alle esigenze del mercato . E' assurdo ragionare oggi come se fossimo nel 1990. Accettate la realtà: il notaio oggi non può più limitarsi a fare il suo atto in Studio e pensare di continuare a vivere di rendita,. aspettando che i clienti vengano a bussare alla sua porta. Il notaio oggi, se vuole stare sul mercato, DEVE essere anche un imprenditore.
  12. Pura teoria astratta. Gli errori esistevano anche quando c'era il notaio e la segretaria e nessun altro/a in Studio. Anzi, il tuo discorso potrebbe essere ribaltato dicendo che lo Studio di grandi dimensioni dispone di una molteplicità di risorse e competenze integrate che lo Studio piccolo non ha. IL dipartimento di societario si occupa, infatti, sono di atti societari, quello di real estate solo di compravendite immobiliari: con la conseguenza che in tali dipartimenti lavorano risorse che hanno maturato un elevato grado di specializzazione delle materia. In aggiunta, a valle, il controllo del Notaio. Lo vedi che, impostato in tal modo, può facilmente dirsi che uno Studio associati di tanti dipendenti offre garanzie maggiori di uno studio artigianale condotto secondo schemi novecenteschi?
  13. Condono - ingiustamente insultato su questo Forum da qualche pirla che non ha capito che lui è dalla nostra parte - ha perfettamente ragione. Nessuno può impedire che una quota dia riservata ai figli di .... (il 50% circa). Tuttavia, possiamo rendere più difficile la vita a chi, tra i Commissari, sia stato "sensibilizzato" (diciamo così ...) per favore il figlio di .... o l'amico di .... Grazie, Condono.
  14. Anton, gli "attifici" sono il futuro della professione notarile, chiunque, anacronisticamente o in nome di principi astratti e teorici (la "personalità" della prestazione) vagheggiasse nostalgicamente il ritorno al notaio che cura personalmente ogni dettaglio della pratica è destinato a soccombere.
  15. Il "Regno del bengodi" è ormai terminato da almeno 10 anni, salvo che per un numero ridotto di pochi notai (il 25% circa) che continua a fatturare cifre importanti. La netta maggioranza (il 75%) fattura né più né meno che come un buon avvocato di Milano (e NON mi riferisco certo ai Partners di Erede Bonelli, Gianni Origoni, Chiomenti, Nctm, ecc. ...., ma a un avvocato, magari pure socio, di uno studio legale di medie dimensioni), tanto da avere un buon stile di vita, ma nulla di più di quanto si possa ottenere facendo altro: la ricchezza è ALTRA COSA, bene saperlo in anticipo, per non essere deluso dopo, al momento dell'impatto con la realtà lavorativa. Sono decine e decine i dipendenti di studi notarili messi in mezzo alla strada: chiunque sognasse di fare il notaio per "fare i soldi", dovrebbe, infatti, uscire di tanto in tanto dalla stanzetta in cui è rinchiuso da anni ed entrare in contato con il mondo reale; scoprirebbe che è - purtroppo - assai lontano dal mondo ideale di ricchezze facili e smisurate che aveva immaginato nel chiuso della sua stanzetta. Questo concorso ha senso, semmai, solo per il fascino della sfida che pone, perchè ti insegna il vero diritto e perchè ti "apre la mente" ed insegna a ragionare: non è poco, intendiamoci, sono valori aggiunti importanti. Ma chiunque lo facesse perchè vuole diventare ricco, farebbe bene a porsi altri obiettivi.
  16. Condivido. Era conoscenze occasionali, persone incontrate lungo la strada della vita e con le quali ci si è trovati a condividere un pezzetto di percorso. Anche se, a ben pensarci, tutto ciò mette molta tristezza.
  17. Si, questo è vero. Anche se ovviamente non giustifica tale atteggiamento (lo so che non intendevi dire ciò, Anton: lo sottolineo io, a scanso di equivoci).
  18. Concordo. parlare di "amica" in questo caso è assurdo, spero tu l'abbia bloccata ovunque.
  19. Ciò che Walle ha descritto corrisponde, purtroppo, alla realtà. Provo a fare una sintesi, anche se quanto scriverò risulterà, sotto alcuni profili, impopolare. 1) I C.D. ATTIFICI In questo Forum alcuni utenti, la maggior parte dei quali NON ha mai lavorato, ma si è dedicato per anni ad uno studio intenso e mirato, vanno sostenendo che la causa del decadimento della professione sarebbero gli Attifici, i cui titolari vengono spregiativamente appellati come "stariffatori" o, peggio "cani". Ciò è il frutto di un equivoco di fondo: la professione di notaio è cosa DIVERSA dalla condizione di candidato aspirante alla professione di notaio. Per fare bene il notaio (vale a dire: per essere un notaio di successo) oggi non serve più tanto essere un fine conoscitore delle tesi di Gazzoni o Capozzi: ciò è del tutto inutile dato che - nella prassi - i casi che presentano i veri clienti non comportano problemi di masse plurime, condizioni risolutive di inadempimento e patti marciani, tutti insieme, come se fosse una traccia teorica: tanto ciò è vero che le pratiche, dall'assunzione in carico, alla interlocuzione del cliente ed alla scritturazione al computer dell'atto è curata dai collaboratori del notaio (e, di rado, dal notaio in persona). Le qualità che rilevano per essere un professionista di successo OGGI (ANNO DEL SIGNORE 2019) sono: - la capacità relazionale e commerciale; - la scelta di bravi collaboratori, per costituire una "macchina" efficiente; - sapere gestire uno studio professionale come un'impresa. Sì, avete letto bene: come un'impresa. Perchè oggi, nel 2019, un notaio di successo è anche un imprenditore, ragion per cui se un notaio NON ha capacità imprenditoriali (con tutto ciò che significa: marketing, capacità commerciali, ecc., cura della propria immagine anche sui media) è destinato a una professionale di ripiego, trascorsa a rimpiangere, nostalgicamente, ciò che era la professione notarile nel anni '80 2) I C.D. STARIFFATORI I c.d. "stariffatori" non sono altro, che Notai: vale a dire, professionisti (di successo) che hanno superato la medesima difficilissima prova. La vera differenza sta in ciò; che i c.d. "stariffatori" NON si sono limitati a restare "studenti di legge" a vita, ma hanno dimostrato capacità imprenditoriali, sotto vari profili sopra enunciati, tali da consentire loro di emergere come protagonisti nella vita professionale. E' stupefacente doverlo ricordare ancora oggi: un conto è essere un candidato di concorso, un conto è essere un vero professionista nel mondo del lavoro. 3) IL PRINCIPIO DI PERSONALITA' DELLA PRESTAZIONE. A fronte di ciò, alcuni Utenti si appellano al principio di personalità. Anzitutto, non si comprende il motivo per tale principio per cui tale principio dovrebbe valere solo per i notai e non anche per gli avvocati: con la conseguenza che, se applicato rigorosamente, tutti gli studi associati più in vista (i nome li conoscete senz'altro) andrebbero a pezzi in un secondo. Qui va detto con chiarezza: la professione di notaio è cambiata, chiunque pensasse di fare il notaio in termini tradizionali (il notaio che cura personalmente ogni singolo dettaglio, esercitando la "classica" professione intellettuale) è destinato ad un ruolo di ripiego, rimanendo ai margini dei deals più importanti, nell'incapacità di essere un "player" dominante nel mercato. Ma questo, chiunque lavori, lo sa benissimo: andrebbe, semmai, spiegato a chi vive murato in casa a studiare teorie fini a se stessi, privo di qualunque contatto con la realtà del mondo del lavoro. 4) IL FUTURO DELLA PROFESSIONE Qui sta il problema vero. Se oggi non hai parenti e/o amicizie e/o entrature tali da consentirti di collaborare con una law firm notarile, sei destinato a dividerti le briciole di ciò che lasciano le suddette law firms. Detto questo, puoi "menartela" per avere il sigillo notarile, ma, a conti fatti, ciò rappresenta soprattutto una mera soddisfazione fine a se stessa, ma con ricadute pratiche assolutamente non proporzionali alle fatiche, alle rinunzie ed ai sacrifici di anni e anni necessari per passare il concorso: diversamente detto, il concorso ormai è una prova per nostalgici irriducibili, le nuove leve - direi: saggiamente - si dedicano ad altro, sulla base del ragionamento (semplicistico forse, ma molto pragmatico) che non vale più la pena buttare anni e anni di studio, rinviare sine die l'ingresso nel mondo del lavoro e spendere migliaia di euro (scuole, libri, trasferte, ecc....) per avere un ritorno economico conseguibile tranquillamente facendo altre professioni. Questo è ciò che avviene già oggi: i numeri dicono ciò, fate un confronto tra i "numeri" degli iscritti a concorso 10 anni fa e "i numeri" degli iscritti" oggi .... un crollo impressionante. Il discorso, ora, si sposta sul "futuro" della professione. Da punto di vista soggettivo, sopravviveranno solo gli Studi associati, specialmente ora che è stata estesa la competenza territoriale all'intera Regione: i notai "nostalgici", custodi di una verginità professionale un po' "patetica" e ridicola, nella migliore delle ipotesi saranno meri "domiciliatari" delle law firms notarili nelle sedi regionali meno importanti: giusto per esibire, sulla carta intestata dello Studio associato, la presenza sull'intero territorio regionale. Dal punto di vista oggettivo, alcune competenze sono già state sottratte: la sopravvivenza (di ciò si tratta) dipende dall'implementazione del sistema di compravendite immobiliari mediante smart contracts e blockchains. Qui si possono fare previsioni, poi vedremo come andrà a finire.
  20. ......... ché poi: tutto questo zelo per una professione che sta andando agli stracci.
  21. Chiamalo "eccesso di zelo", Condono. Quasi il 94% di bocciati. La mia solidarietà umana a chi è stato vittima di tale assurda mattanza.
  22. Ti quoto, Walle. Io distinguo il concorso notarile dalla professione notarile. Il concorso è, ancora oggi, una sfida terribilmente affascinante, che mette alla prova l'intelligenza e la tenacia dei candidati sul vero diritto: il diritto civile e il diritto societario. La professione notarile è altro: ho lavorato in uno Studio notarile qui a Milano e la professione ha poco a che vedere con ciò che uno studia per il concorso, è fondata essenzialmente su problematiche di ordine catastale e tributario. A livello economico, le prospettive sono modeste, salvo che uno non abbia la bravura e/o la fortuna di essere figlio di uno dei quei notai (il 25%) che ancora oggi fattura cifre importanti: in mancanza, ha ragione Walle, è pura follia iscriversi a questo concorso e sperare di diventare ricchi. Vuol dire non avere la minima idea di quale sia il reale stato di (mala)salute del Notariato di oggi.
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