thomas

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  1. Non voglio sentirmi dire che i notai sono poveri. Ho detto che: 1) i redditi sono crollati (fatto non contestabile) 2) le prospettive non valgono più la pena di affrontare il concorso più selettivo, dal punto di vista di chi considera prioritario l'aspetto economico. I notai non sono poveri; ma non è più la professione che imprime "una svolta" alla tua vita. Tutto qui.
  2. Evitiamo di creare illusioni di false ricchezze , please. l'articolo che hai postato , ma che non hai letto con la dovuta attenzione, dice tre cose: 1) l'1% dei notai stra guadagna, il 99% ha redditi "umani "; 2) il 56% di quanto fatturi serve a coprire le spese di studio (affitto, segretaria, computer, eventuali collaboratori, ECC...); dunque fai riferimento, ai fini del reddito "utile", al residuo 44%, perché il 56% di quanto fatturi è funzionale a saldare le spese; 3) il 70% dei notai prende 5.000 euro al mese (che non è poco, intendiamoci!), dunque- come dicevo io - euro 70.000 all'anno. Il dato dei 200.000 euro all'anno, che era riportato anche dal Corriere, è inattendibile, in quanto "drogato" è falsato dai mega profitti di pochi notai ricchissimi (il famoso 1%); se tu pensi che i notai, tutti, prendano 200.000 all'anno (17.000 euro del mese circa!) vuol dire non vivi in questa realtà, ma nel mondo delle fantasie. Invito tutti a stare con i piedi per terra; mi pare che di prese per culo ne subiamo già abbastanza.
  3. No, è 70.000. L'articolo lo spiega benissimo; la media reddituale del 75% per cento dei notai è meno di 70.000,00 Media, peraltro, "falsata"verso l'alto dai mega profitti di pochi professionisti di grandi città (Milano e Roma). Inutile illudersi più, è meglio aprire gli occhi. la pacchia è finita (non solo per i notai, per tutti i professionisti).
  4. Difficile non concordare con quanto hai scritto. Una sola correzione, Tito; il notariato non si sta auto-distruggendo, il notariato si è praticamente già auto - distrutto. Rinvio, ancora una volta, all'articolo (prima pagina) del Corriere della Sera, che , fondandosi sui dati ufficiali, certifica: 1) il crollo dei candidati; 2) il crollo dei redditi (la cui media, scesa del 70% rispetto al 2008, risulta vieppiù "falsata" dai mega introiti di pochi professionisti delle grandi città: Milano e Roma, soprattutto). Questi i numeri, il resto sono soltanto chiacchere. I
  5. Non è un quadro inquietante, ma semplicemente la descrizione della realtà.
  6. Sakuragy, tanto ormai il concorso notarile non k'affronta più nessuno: - 70% in pochi anni (secondo i dati ufficiali, - 66%). I praticanti notai sono come i panda: tra un po' sarà necessaria una legge ad hoc per preservarli dall'estinzione. A questo punto, il limite delle tre consegne non serve più a nulla, ormai il notariato è praticamente finito.
  7. Anton, sono d'accordo; chi ama realmente questa professione fa bene a proseguire. Chi invece cercasse la ricchezza (id est: la "svolta di vita"), farebbe bene a valutare alternative. Superare il concorso notarile resta un titolo di merito incancellabile, questo deve restare chiaro; tuttavia, economicamente parlando, essere notaio non assicura più facili e scontate ricchezze (rinvio ai dati pubblicati dal Corriere della Sera a tal fine).
  8. Parliamoci chiaramente. Il più autorevole e diffuso quotidiano italiano (Corriere della Sera), a firma di una delle sue penne di punta (Dario di Vico) pubblica, in prima pagina e di spalla, un articolo, che appare un vero e proprio de profundis, il cui titolo è: "Ascesa e Declino del Notaio: tracollo di iscritti". Questo articolo, pressoché integralmente fondato su dati ufficiali, dice: 1) che quasi nessuno più, dei neo laureati, vuole fare il notaio (tracollo degli iscritti di oltre il 60%); 2) che i redditi sono crollati (media pre crisi; 200.000 euro; media del 75% dei notaio in esercizio attuale: meno di 60.000 euro); 3) che la citata media, già crollata, è inoltre "falsata" dai super redditi delle poche law firms notarili. A pag. 22, poi, il Corriere pubblica un'intervista nella quale un giovane notaio milanese riferisce di essersi indebitato e di avere dovuto fare ricorso a prestiti. Quanto detto dal Corriere assume ancora più veridicità nella misura in cui si pensi che, con parole diverse, i notai in esercizio che già esercitano (il Webamaster Alberto, ma altri prima di lui) hanno ripetutamente descritto la stessa situazione. In tantissimi, dunque, prima di avventurarsi nell'avventura concorsuale, fanno due calcoli e si domandano se i costi e i sacrifici imposti dal concorso (costi dei libri, costi delle scuole, anni per la preparazione, anni di attesa per l'esito dei risultati, una certa aleatorietà del concorso, ecc...) sia infine compensato dai (sempre più bassi) redditi e dalle (gravi: purtroppo queste non cambiano, ahinoi) responsabilità della professione. La risposta la lascio a voi. D'altronde: chi di noi, potendo tornare indietro, rifarebbe, oggi, la stessa scelta? P.s. A difesa del notariato va però detto che nessuna professione, in Italia, vale quanto dieci anni fa. Purtroppo siamo nati in un Paese meraviglioso, sul piano storico/culturale e paesaggistico, ma assolutamente in declino, in ogni sua forma, sul piano economico; il notariato, come ogni altra professione, non fa che risentire di questo generale declino.
  9. Condivido in toto.
  10. Quanto detto da Feder Notai e riportato nell'articolo del sole24ore è sicuramente vero, ma non spiega tutto. Il concorso ha SEMPRE (ripeto: SEMPRE) avuto tempi lunghi; troppo lunghi. Dunque non basta tale fattore, pur vero, a giustificare un crollo del numero dei praticanti: - 70% (!!!!!). Evidentemente, rileva, e non poco, il fatto che la professione, quanto alle prospettive economiche, non è più così "attraente" come 10 anni fa. Facendo il ragionamento dell'uomo d strada: ma chi me lo fa fare di studiare per 6-8 anni e ritrovarmi a guadagnare poco? Il gioco non vale più la candela, per dirla in soldoni.
  11. poco rileva ciò che pensiamo noi in merito alla diversità dei due concorsi. purtroppo conta soltanto ciò che pensano i funzionari ministeriali, come si deduce dal post di LondonJ
  12. Anton, ma cosa vuoi che abbia detto il Ministro se il tema dell'abolizione delle tre consegne non è stato nemmeno sollevato?
  13. Vabbè, non solo sa Obama; fai prima a dirglielo tu.
  14. sembra anche a me, da quanto postato da Anton, che se ne siano altamente sbattuti i coglioni.
  15. Non si sa se realmente quanto postato dal buon Anton ha un fondamento?