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thomas

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  1. Ti ha già risposto, Eva. Antonio ha confermato ciò che dice Walle (e io): ormai è una professione come tutte le altre (reddito lordo 0 70.000 euro lordi per anno), salvo che per il 20% dei "vecchi" notai, che hanno avuto la fortuna e la capacità di guadagnare negli anni d'oro (fino al 2006). La crisi del notariato deriva da ragioni strutturali e contingenti. abolizione del minimo tariffario, progressiva erosione di competenze ed attribuzione delle stesse, in concorrenza, ad altri professionisti, aumento pianta organica, estensione della competenza su base regionale e creazione di Law Firms notarili (con pletore di notai/impiegati, a stipendio fisso), crisi mercato immobiliare ecc... Tutti gli Autorevoli notai del Forum (Condono, l'Amministratore, Londonj, notaio Ungari Trasatti ecc...) negli anni vi hanno detto ciò, raccomandando di seguire questa strada per amore della professione e non già per arricchirsi (dato che così non è più dal 2006). A conferma, gli articoli dei più autorevoli quotidiani di stampa: per tutti, il Corriere della Sera del febbraio 2017. Nel mio piccolo, ringrazio sia Condono sia Antonio Mattera per avere confermato ciò, nella speranza che: sia abbia l'umiltà di credere alle parole di chi sta già esercitando la professione (e che non avrebbe nessun interesse a dire menzogne al riguardo); si abbia il coraggio di guardare in faccia alla realtà e di smettere di credere alle favore di facili e imminenti guadagni sopra la media.
  2. Mi associo alla domanda. ritenete più probabili scritti a giugno/luglio oppure dopo l'estate?
  3. l'avvocato non credo che sparirà. nemmeno il consulente finanziario neanche il notaio, ma sarà molto diverso e nettamente più ridimensionato di oggi (già fortemenete ridimensionato rispetto a 10 anni fa)
  4. .... ma le cause sono tante, caro Walle. Sai, fosse solo un problema di "frenata" del mercato immobiliare, si potrebbe pensare che sia un fatto contingente. I problemi, ahinoi, sono strutturali: 1) sottrazione di competenze (passaggio auto, cancellazione ipoteche, cessione quote s.r.l., costituzione on line di s.r.l. e sicuramente ne dimentico altre); 2) abolizione dei minimi (= fatture a prezzi bassi); 3) aumento dei numero dei notai e riduzione del volume di affari (sia a causa della sottrazione di competenze e sia a causa della crisi contingente). Tanto è vero, che: 1) il 75% dei notai ha un reddito lordo inferiore a 70.000 euro (rinvio al post del notaio Londonj del 20.2.2017, ed agliarticoli a corredo); 2) il numero degli iscritti alla pratica è crollato (=nessuno vuole fare più il notaio: c.d. crisi di vocazioni). Qui i numeri e i commenti: https://www.asnnip.it/news/spigolando/in-fuga-dal-notariato.html 3) gli studi notarili, negli ultimi anni, hanno proceduto, qui a Milano, a consistenti licenziamenti collettivi (lo studio per cui lavoro ha ricevuto due mandati da due distinti studi notarili in tal senso). Questi sono, purtroppo, i fatti. E' una crisi che investe un intero Paese, non solo il notariato: alte categorie professionali 8avv., commercialisti, ecc..) stanno ancora peggio.
  5. Cambia poco, caro amico Walle. Il notariato è, già oggi, moribondo: tanto è vero che questo concorso registra un tracollo di partecipanti ed in ogni distretto gli iscritti alla pratica sono, nel migliore dei casi, poche decine. Il fatturato di tutti gli studi, salve poche law firms notarili, a Milano e Roma, è in calo costante dal 2006. Se anche resta l'immobiliare, fatturato sottocosto, cambia poco. Aprite (apriamo) gli occhi: "la pacchia" è finita dal 2006, sono passati quasi 15 anni da allora ....
  6. Beh, allora forse tavolta il notariato riesce a sfangarla. Se è solo una facoltà e non un obbligo,il Legislatore potrebbe decidere di non estendere la costituzione on line e senza notaio.
  7. No: la tendenza inesorabile, da alcuni anni, è nel senso della progressiva sottrazione di competenze (trapasso auto, cancellazione ipoteche, cessione quote s.r.l., s.r.l. on line, ecc..) e non certo nell'accrescerle. Tanto è vero che, se non erro - prego di correggermi se sbaglio - mi risulta depositato al Parlamento europeo un progetto di direttiva per la costituzione di s.p.a. senza notaio. Purtroppo, il notariato (meglio: quasi l'80% dei notai) è ormai attestato su medie equivalenti a quelle di ogni altro professionista: solo i notai "imprenditori", quelli che qualcuno volgarmente chiama "stariffatori" sta bene, in quanto compensa i bassi compensi (non vi è più il minimo tariffario) con un volume alto di affari, costituendo strutture para-imprenditoriali in cui anche i neo notai vengono inseriti, ma non associati (salary partner e non equity partner). D'altronde, a conferma del fatto che le prospettive sono tutt'altro che rosee, valgono i numeri: - in nessun distretto, dal 2006 ad oggi vi è stato un aumento del numero di iscritti alla pratica; - in tutti i distretti, vi è stato un netto calo, in alcuni casi in autentico tracollo ( a Bari, quasi il 70% in meno, a Napoli, quasi il 60% in meno ecc....). Spero in una inversione di tendenza, ma temo si tratti di un pio desiderio: il mondo va in una direzione opposta.
  8. Comunque, leggendo la sentenza per esteso, come sto facendo io, la Corte chiarisce che NON si applica agli avv. Quanti ai "vantaggi della struttura aziendale", è un po' pretestuoso: la struttura aziendale è dei Soci fondatori, gli avv. che collaborano sono dei dipendenti di fatto. Però non hanno malattia pagata, la tredicesima/quattordicesima e la pensione la pagano loro. In realtà, sono sfruttati e basta: questo sistema conviene solo ai Soci (fondatori e equity).
  9. Il caso riguardava un segretario. Ignoro, onestamente, come tale sentenza possa ritenersi applicabile a chi ha il titolo di avv. ed è iscritto al relativo ordine professionale. E' chiaro a tutti che chi lavora in studi legali medio-grandi è, di fatto, un DIPENDENTE, sia pure mascherato sotto le sembianze di una finta partita IVA. Tuttavia, affinché l'avv. possa essere un dipendente anche de jure (e non solo de facto), serve una riforma di legge: c'era, se non erro, un disegno di legge del prof. Pietro Ichino nella scorsa legislatura. Tenete conto che le law firms, italiane e anglosassoni, sono gruppi di pressioni assi influenti e hanno i loro refernti in Parlamento. P.s. Comunque, concordo: considerare gli avv. delle law firms, tenuti al rispetto di un orario fisso, pagati a scadenze predeterminate, spesso mono-committenti, operanti in strutture pressi cui viene messo loro tutto a disposizione (p.c., materiale di cancelleria, ecc...) come liberi professionisti è una vera e propria IPOCRISIA italiana. Se qualificati come dipendenti e messi in regola anche dal punto di vista contributivo, è, però, facile prevedere licenziamenti collettivi in massa, dato che le law firms non sarebbero più disponibili a sostenerne il costo -azienda.
  10. Questo, però, dipende da altre ragioni, Condono. Crollo dei redditi, erosione di competenze, prospettive nere ...... Ne abbiamo parlato tante volte sul Forum: il tracollo dei candidati precede il Concorso 2016 e 2019, era già in atto da almeno 10 anni prima del Concorso 2016. Ognuno può avere le sue idee in merito al Concorso del 2016, ma la fine del notariato dipende da altre ragioni.
  11. Come ti già scritto, mi sei simpatico: sei il classico tizio del bar sport che racconta di essere stato con Belen Rodriguez e che, per colpa di un infortunio al ginocchio, non è diventato il nuovo Cristiano Ronaldo... Ma, ferma la simpatia umana per te, non posso esimermi dal constatare - e te lo dico col massimo rispetto, sperando che tu non la veda come una offesa- che sei proprio un deficiente totale . Non è una offesa: è una constatazione di fatto, sei obiettivamente un idiota. Bacioni (come direbbe il Ministro dell’Interno) e buona estate 😉
  12. ... ti ripeto, in termini più chiari, dato che, purtroppo, da solo non ci arrivi: sono dati dell'anno 2006, PRIMA DEL TRACOLLO DEL NOTARIATO E DELLA FUGA DEI NEO-LAUREATI DALLA PRATICA (cd calo delle vocazioni). Vale a dire: sono i dati relativi ad un periodo (oltre 10 anni fa) che rappresentava l’età dell’oro e che faceva (nel 2006 e non più oggi) del notariato una delle professioni più ambite. Cosi ti è più chiaro, Ciccio?
  13. Federico, l'articolo è del 13 ottobre 2006: cioè di quasi 15 anni fa. Oggi siamo nel 2019.
  14. No: se vuoi "fare i soldi", senz'altro no. Ormai, qui dentro lo hanno capito tutti: salvo che tu non sia partner di uno studio notarile importante, a Milano oppure a Roma, non ne vale più la pena per: a) gli anni di studio che tale concorso richiede; b) le spese che, ai fini della preparazione e della partecipazione al concorso, sono necessarie (mi riferisco alle spese per scuole notarili, libri, trasferte ecc.); c) il relativo "lucro cessante" (altre occasioni di occupazione buttate al vento per curare la preparazione al concorso); d) aleatorietà del concorso; e) mutate prospettive economiche (abolizione del minimo tariffario e gara al ribasso degli onorari; sottrazione di competenze a beneficio di altre categorie; concorrenza con i grandi studi che "cannibalizzano il mercato" su base regionale"; costi di uno studio notarile avviato ex novo, se si sceglie questa strada ecc ....). Se, invece, ami la professione notarile in quanto tale, se credi nel ruolo e nella funzione del notaio, allora sì.
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