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thomas

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  1. Ma perché dite che "stanno distruggendo il notariato"?? Il notariato è, ormai, praticamente già finito. Vi dico alcuni dati, NON contestabili: 1) nessuno più vuole candidarsi a fare il notaio (parlo dei neo laureati). Il c.d. "crollo delle vocazioni" è sotto gli occhi di tutti, tanto è vero che il numero degli iscritti e degli effettivi partecipanti ai concorso è, ormai, in calo costante da anni. Mettete a confronto i numeri dei partecipanti al concorso nei primi anni del duemila e quelli attuali ..... il crollo è dell'ordine del 40%-50%.; 2) in alcuni distretti il crollo degli iscritti alla pratica è misurabile nell'ordine del 70% (Bari, ad esempio). Anche senza arrivare a tali limiti, la media è ormai pari a circa il 50% in meno: a conferma del fatto che la professione non attira più; 3) dal 2008 in avanti si è registrato un netto calo dei redditi lordi. Al netto delle poche law firms notarili di Milano e Roma (il 20% circa), il 70% dei notai in esercizio percepisce MENO DI 70.000,00 lordi per anno. C'è stato chi, anche in questo Forum, ha tentato disperatamente di insabbiare la realtà, citando numeri a caso ..... ma dimenticando che la media statistica non rileva, in quanto "falsata" e "condizionata" dai numeri dei (pochi) notai che non hanno risentito della crisi (o meglio: che ne hanno risentito di meno) con la maggioranza dei notai che ha un reddito lordo inferiore a 70.000 euro per anno. 4) il superamento del minimo di legge ha scatenato una guerra al ribasso degli onorari, al solo fine di accaparrarsi, con ogni mezzo, la clientela. 5) l'estensione della competenza su base regionale, ha favorito la creazione delle law firms notarili. Già oggi, ed ancor di più in futuro (competenza nazionale??) il futuro di chi supera il concorso notarile è uno soltanto: fare l'impiegato "di lusso" in una law firm notarile, senza accampare troppe pretese dato che solo chi porta in dote un "pacchetto clienti" importante ha voce in capitolo. 6) le imminenti riforme di matrice comunitaria (SRL), che sono finalizzate a sottrarre ulteriori competenze, in aggiunta a quelle già perdute negli ultimi anni, costituiscono un ulteriore indebolimento della categoria. A fronte di tutto ciò, qualcuno di voi dubita che il notariato, già oggi, sia ormai prossimo alla fine ?
  2. Il punto è questo. Il notaio viene ormai visto alla stregua di un inutile aggravio, per di più costoso. Il timore è che tale impostazione venga estesa anche al settore immobiliare: è passato poco tempo da quando il Parlamento non ha approvato, per un soffio, l'emendamento che assegnava agli avvocati competenza anche in materia immobiliare, se non erro per tutti gli atti traslativi aventi ad oggetto beni immobili ad uso non abitativo (box, negozi, terreni, capannoni industriali, ecc...). Capite bene che se passasse un principio simile anche in materia immobiliare, al notariato resterebbero davvero le briciole ....................
  3. soluzione utopica: concorso in sedi decentrate. è chiedere troppo?
  4. Sarebbe una riforma intelligente, quantomeno per il risparmio di spesa. Gioverebbe anche ai fini del distanziamento sociale, così da ridurre il numero di candidati, già "falcidiato" a causa della perdita di appeal della professione notarile, all'interno di ciascuna sede. D'altronde, per l'esame di avvocato già si procede in tal senso, non vedo proprio perché ciò non possa avvenire anche per il concorso notarile.
  5. ............... e ti rendi conto soltanto adesso del fatto che nessuno più partecipa al concorso, se non qualche reduce irriducibile e qualche giovane volenteroso di buona volontà ???
  6. Concordo. Anche io credo che i notai non scompariranno; io ho solo detto che subiranno un ulteriore ridimensionamento, con la conseguenza che le migliori intelligenze punteranno ad altri obiettivi.
  7. beh, qui è un po' colpa sua ........ non è da oggi che il notariato è in coma irreversibile.
  8. Il notariato non si estinguerà, ma verrà ulteriormente ridimensionato. Già oggi, il notariato ha avuto dei contraccolpi negativi alla propria immagine e al proprio prestigio, soprattutto se confrontiamo ciò cui è ridotto l Notariato oggi rispetto a ciò che il Notariato era prima dell'anno 2008 (inizio del progressiva e inesorabile ridimensionamento tuttora in corso). Guardatevi intorno, cazzo: ormai, anche qui s RR, siamo in 4 gatti. Andate a leggere, se ne avete voglia, il crollo verticale dei numero dei nuovi iscritti: nessuna professione, per quanto mi consta, ha registrato un tracollo così netto di "vocazioni". Ormai il notariato è, di fatto, in coma irreversibile: tanto è vero che nessuno delle nuove generazioni sceglie di intraprendere un percorso di anni e anni di studio, di sacrifici, di rinunzie e di incassi/zero per poi ritrovarsi, nella migliore delle ipotesi, con un sigillo in mano che gli consente di incassare quanto un qualsiasi altro buon legale. Aprite gli occhi, la realtà è diversa dall'ovattato mondo virtuale che alcuni raccontano su RR. Ps. Scrivo da Milano, di gran lunga la città più avanzata dal punto di vista finanziario, non oso immaginare quale sia la realtà dei notai al Sud, in alcune zone del nord (Piemonte, alcune realtà venete ecc..) e nelle isole.
  9. Ferma la presunzione di innocenza, le imputazioni della Procura della Repubblica di Roma delineano un quadro fattuale a dir poco inquietante, venato da intimidazioni, minacce e ricatti in danno dei notai non inserito nell'inner circle dei professionisti romani destinatari degli incarichi di curare, sul piano notarile, le attività di dismissione del patrimonio immobiliare di importanti Enti pubblici. Niente di nuovo, siamo in Italia: ovvero nel Paese delle tangenti, delle segnalazioni e delle amicizie influenti.. Fa, però, specie vedere che taluni pubblici ufficiali (quelli accusati e i loro elettori in seno al Consiglio), istituzionalmente tenuti al rigore, allo scrupolo ed alla imparzialità nell'esercizio nel ruolo notarile, possano seguire logiche di potere para - mafiose e criminali. Sarò ingenuo, ma ciò mi sorprende non poco.
  10. Walle, il vento delle liberalizzazioni è forte, il corso della storia irreversibile. In Italia, due sono le "categorie" sotto attenzione della Ue quanto alla compatibilità con le norme in tema di concorrenza: notai e farmacisti. Se tengono fermo il numero chiuso, il Legislatore proseguirà nella inesorabile attività di sottrazione di competenze a beneficio di altre categorie professionali (societario a commercialisti e immobiliare a avvocati). Si tenta, cioè, di "svuotare" il Notariato dall'interno, sottraendo vieppiù riserve di competenze, piuttosto che smantellarlo tout court: di questo passo resterà soltanto il "simulacro" del notariato.
  11. https://www.corriere.it/cronache/17_febbraio_20/04-interni-pubb143x3dcorriere-web-sezioni-46bb5d46-f6ee-11e6-92e0-c5629d7a7635.shtml Magari fossero 5.000 netti al mese, le cifre dicono altro: 70.000 euro lordi all'anno per il 75% dei notai in esercizio (Corriere della Sera, febbraio 2017). Da allora, la situazione è restata pressoché analoga. Io, pure, penso che ormai questo concorso vada affrontato solo da chi ama il Diritto, da chi ama la professione, a prescindere dalle relative prospettive economiche, da chi vuole mettersi in gioco, ecc... . Tutte motivazioni nobili e rispettabili. Chiunque, al contrario, pensasse di "fare i soldi" oggi, e a maggior ragione in futuro, è da trattamento sanitario obbligatorio.
  12. appunto. cosa sarebbe successo? Se ne parla molto, ma io non ne so nulla ...........
  13. esatto. In sintesi, quello che volevo dire io, Cris DM.
  14. Quoto Ferrari f430. A pearl2 offro un quadro realistico della situazione: se ami il Diritto, non sei accecato dalla sete di denaro perchè non ne hai bisogno e/o vuoi fare una professione che ti gratifichi, comunque, a livello personale, allora ti dico: insisti! Se, al contrario, vuoi scegliere questa strada per denaro, allora ti dico: lascia stare! Questa professione è, ormai, in crisi dal 2008: vale a dire, da più di 10 anni. I principali motivi del tracollo sono: 1) abolizione del minimo, con la cnseguenza che ormai i Notai hanno scatenato una guerra, a suon di "fatture al ribasso" per accapararsi la clientela; 2) l'aumento dei Notai in esercizio: id est, più Notai, per un minore numero di affari; 3) la progressiva perdita di competenze (passaggio auto, cancellazione ipoteca, cessione quote, a breve costituzione srl); 4) la creazione, soprattutto a Milano e Roma, di law firms notarili: se superi il concorso e vieni "assunto" (sì, assunto: come un dipedente!), allora puoi rallegrartene, nel senso che, pur non partecipando alla divisione degli utili (spettano ai Notai fondatori: equity partners), avrai un ottimo compenso fisso mensile (salary partner). Ma se, al contrario: - avrai una sede in grandi città, farai tantissima fatica. dovrai inserirti in un mercato ormai concorrenziale, dove le law firms notarili lasciano le bricioli agli altri notai. I quali, a fronte di un fatturato sempre più piccolo, dovranno comunque fronteggiare spese fisse (locazione dei locali, almeno 1 segretaria, materiale di cancelleria, luce ecc...) non derogabili. - avrai una sede in piccoli centri economicamente depressi (Calabria, Molise, alcune zone del Piemonte, Abruzzi, Basilicata ecc..), accendi un cero alla Madonna e inizia a pregare. Del resto, come ti hanno fatto notare altri forumisti, nessuno più vuole fare la professione di notaio: in alcuni distretti, il crollo delle "vocazioni" sfiora il 70%. Fatti una domanda, al riguardo, e prova a risponderti 😉
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