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Filippo198

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    Maschio
  • Corte d'Appello
    Venezia
  1. La ratio della norma è abbastanza chiara, quella di garantire una tutela qualitativa al legittimario: negarne l'applicabilità ad un'istituzione ex re certa per il solo fatto che il legislatore qualifichi legatario il beneficiario di una "disposizione" (il primo comma fa anche uso del termine più generico "dispone") avente ad oggetto un usufrutto, è abbastanza forzato. La circostanza che la cassazione abbia qualificato una disposizione di un usufrutto universale come istituzione in quota è sufficinente a dire che la cautela sociniana debba restrittivamente essere applicata al solo legatario? A mio avviso sicuramente no.
  2. Avendo, seppur superficialmente, letto la sentenza della Cassazione, non mi è assolutamente sembrato la stessa lasciasse spazio a "divisioni" sospensivamente condizionate al consenso di un condividente, quanto piuttosto all'ipotesi che alcuni dei condividenti possano con efficacia inter partes e con effetti non certo reali, obbligarsi fra di loro sulla ripartizione dei beni residui una volta effettuato uno stralcio a favore del/i condividente/i non presente/i, sempre nell'ipotesi in detto stralcio non siano compresi beni di cui i condividenti presenti si fossero obbligati a disporre fra di loro. Forse mi sbaglio, ma mi pareva abbastanza evidente che il caso della traccia non si prestasse a un'ipotesi simile, dovendosi addirittura prevedere il "sorteggio" di 3 dei quattro cespiti: è concettualmente molto difficile solo poter pensare di vincolare un condividente non presente a un sorteggio di cui lo stesso non avrebbe saputo nulla, tanto meno di poter dedurre in condizione il consenso dello stesso. Non vedo in questo ultimo caso come non ritenere applicabile l'articolo 1355 in tema di condizione sospensiva meramente potestativa: il consenso di un avente diritto viene dedotto in condizione sospensiva, e tale condizione "vitiatur et vitiat". Allo stesso modo la traccia non sembrava nemmeno richiamare ad un contratto ad effetti obbligatori e perfezionato da soli 3 condividenti, si sarebbe scritto in un quarto del tempo, e sarebbe stato caducato dalla semplice non adesione del quarto condividente al "progetto divisionale".
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