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LukeLuke

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Reputazione Forum

11 Good

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    Maschio
  • Corte d'Appello
    Roma
  1. Correzioni scritti novembre 2016

    Ma che sta succedendo??? Non hanno mai fatto una pausa pranzo così lunga
  2. Correzioni scritti novembre 2016

    Ma avete visto che tra l'elenco 10 e l'elenco 11 si passa direttamente da 100 a 111? mio errore. come non detto
  3. Correzioni scritti novembre 2016

    Questo anticipo improvviso dell'uscita dei risultati... ero rimasto al 12...
  4. Correzioni scritti novembre 2016

    Ragazzi ma è una bufala?
  5. Richiesta amministratore

    Richiesta per amministratore Si potrebbero eliminare dalle discussioni importanti i thread "Correzione scritti aprile 2015" e "prossimo bando" (risalente ad aprile 2015) ed inserire "Correzione scritti novembre 2016" e "nuovo band", anche al fine di eliminare la duplicazione di discussioni uguali? Grazie
  6. Correzione scritti Aprile 2015

    Ma finiscono di sbustare oggi o domani?
  7. Correzione scritti Aprile 2015

    Chissà se hanno ripreso le correzioni...
  8. Prossimo Bando

    Stevm scarz...
  9. Richiesta per Alberto

    Grazie mille Alberto!
  10. Richiesta per Alberto

    Mi fa piacere che la mia richiesta sia stata presa in considerazione... Ritento. Nella lista degli hot topic, sarebbe da aggiungere - oltre a quelli summenzionati - anche quello relativo al ddl tre consegne. Grazie
  11. Correzione scritti Aprile 2015

    Ma chi correggerà? gli uscieri?
  12. Richiesta per Alberto

    Ho una richiesta per l'amministratore del forum. Ancora oggi sono presenti, tra i thread "importante" quelli relativi alle correzioni e agli orali dei due precedenti concorsi. E' possibile sostituirli con i thread che al momento sembrano più "caldi"? Mi riferisco a: 1) nuovo bando; 2) correzione aprile 2015; 3) ddl concorrenza? In tal modo uno ha uno sguardo più immediato! Grazie
  13. nuovi commissari

    Ma non si sa nulla? Si sono dimessi, non si sono dimessi, chi li ha sostituiti? È incredibile che andiamo ad un concorso con una commissione non pubblica
  14. Dispensa da collazione e lesione di legittima

    Capisco il problema di cui parla Filano. Ed ha suscitato anche in me diverse perplessità. Mi sono imbattuto su altalex in un articolo di Walter mercuri che parla proprio di tale questione. Posto la parte interessata 6. DISPENSA DALLA COLLAZIONE E LESIONE DI LEGITTIMA La dispensa, nellambito delleconomia del fenomeno collatizio, rappresenta innegabilmente il presupposto negativo di gran lunga più rilevante. La dispensa, secondo una impostazione, fa si che il rapporto collatizio non sorga e che, pertanto, ai fini della collazione, la liberalità dispensata viene del tutto ignorata. In presenza di dispensa, al limitato fine della collazione, la successione e la divisione si svolgono in tutto e per tutto come se la donazione dispensata non vi fosse mai stata e come se il bene fosse uscito definitivamente dal patrimonio del defunto per qualsiasi altra causa non liberalel. Lunico limite è costituito dallintangibilità della quota di riserva di altri legittimari. Quindi, la dispensa dalla collazione non sottrae il donatario agli effetti di una eventuale azione di riduzione che venga esercitata contro di lui dagli altri riservatari al fine di recuperare la quota parte dei beni donati in eccedenza della disponibileli. Conseguentemente il donatario dispensato dallobbligo di collazione può ritenere la donazione fino alla concorrenza della quota disponibile e della sua quota di riservalii. Secondo altra interpretazione, lart. 737 cod. civ. sta a significare che qualora la donazione ecceda il limite della disponibile, la dispensa opera solo per la parte ammessa dalla legge, mentre la porzione eccedente deve essere conferita ai coeredi collatizi per la divisione, senza necessità di domanda da parte di alcuno. In tal modo lart. 737, II co., cod. civ. privando di effetto la dispensa, oltre il limite della disponibile, consente di eliminare la necessità dellazione di riduzione e di pervenire al medesimo risultato anche decorso il termine decennale di prescrizione dellazione di riduzioneliii. E di tutta evidenza che accettare la prima o la seconda teoria non è senza rilievo pratico. Nellambito di tale dibattito giova richiamare un indirizzo della Suprema Corteliv, che con puntuale, illuminante e coerente motivazione si pone in una posizione per così dire intermedia. Secondo il Supremo Collegio, è vero che lazione di riduzione contro il coerede donatario coniuge o discendete del de cuius presuppone che egli sia stato dispensato dalla collazione; altrimenti, il solo meccanismo della collazione sarebbe sufficiente per fare conseguire ad ogni coerede la porzione che gli spetta sulla eredità, senza bisogno di ricorrere nei confronti del coerede donatario alla specifica tutela che la legge appresta per la quota di legittima. A tale tutela specifica sarebbe invece indispensabile ricorrere quando il coerede donatario è stato dispensato dalla collazione e la donazione intacchi la quota di legittima degli altri. In tal caso infatti solo con lazione di riduzione è possibile obbligare il donatario a conferire ai legittimari la eccedenza, in modo da reintegrare la legittima loro spettante (artt. 555, 737 cod. civ.). Ciò non significa, secondo la Corte, che il rigetto dellazione di riduzione (per prescrizione) pregiudichi la decisione sugli effetti della dispensa in una divisione ereditaria alla quale partecipano eredi legittimari. Infatti la partecipazione del legittimario alla successione ab intestato ha effetti suoi propri che prescindono dalla proposizione dellazione di riduzione. In ogni caso il donatum non è del tutto estraneo alla successione e il donatario non può ritenersi partecipante alla divisione del relictum come se egli non avesse ricevuto quelle donazioni, o come se avesse ricevuto quei beni a titolo diverso dalla donazione. Una diversa interpretazione troverebbe un ostacolo insormontabile nellart. 553 cod. civ.. Infatti, per il collegio, in base a questultima normalv, anche nel caso in cui i successori siano tutti legittimari, il legittimario, essendo chiamato alla successione ad intestato sul relictum in una quota non inferiore alla sua quota di riserva, non ha alcun bisogno, per ottenere quanto riservatogli, di ricorrere allazione di riduzione delle donazioni ai sensi dellart. 555 cod. civ., qualora il relictum sia sufficiente a coprire la quota predettalvi quale risulta dalla riunione fittizialvii tra relictum e donatum. Questa operazione, non essendo finalizzata soltanto allattuazione della riduzione, deve essere compiuta non solo quando si debba procedere a tale azione ma in ogni caso di concorso di legittimari nella successione, al fine di determinare la quota di riserva spettante a ciascuno di essilviii. Da ciò consegue che, nel caso di successione di figli legittimi, la dispensa dalla collazione relativa alle donazioni effettuate in favore di uno dei coeredi, se da una lato comporta che la successione e la divisione (secondo le quote previste dallart. 556 cod. civ.) debbano essere limitate al relictum, senza che a detta dispensa, nel caso di prescrizione dellazione di riduzione, possa opporsi il limite costituito dallintangibilità della legittima, dallaltro non esclude che la porzione spettante sul relictum al coerede donatario debba essere ridotta di quanto necessario ad integrare la quota di riserva spettante (in base alloperazione predetta) agli altri coeredi, ferma peraltro in forza della prescrizione dellazione di riduzione linattaccabilità della donazione anche nel caso in cui il relictum non sia sufficiente allintegrazione della quota di riserva.
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