Agri

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    195
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    7

Agri last won the day on May 15

Agri had the most liked content!

Reputazione Forum

85 Excellent

Su Agri

  • Rank
    Member

Informazioni del profilo

  • Sono
    Maschio
  • Corte d'Appello
    Brescia

Visite recenti

670 visite nel profilo
  1. regolamento UE 650/2012

    È stato un piacere
  2. regolamento UE 650/2012

    Si tratta di fatto molto comune che un cittadino straniero risieda in altro Stato membro, magari da alcuni anni, e lì abbia beni, interessi etc. e questo è proprio il senso dell'adozione del criterio di collegamento rappresentato dalla residenza abituale di cui all'art. 21. Il punto è che quel criterio non può essere stabile e quindi la scelta della legge può certo essere utile tutte le volte che quel tizio abbia doppia cittadinanza, e non sia sicuro di dove si troverà al momento della morte...
  3. regolamento UE 650/2012

    Ripeto, non voglio insistere, perché la cosa per me ha solo interesse giuridico, ma la scelta della legge risulta più opportuna dato che, dal punto di vista concorsuale, limitarsi ad ometterla sul presupposto dell'applicazione dell'art. 21 pare francamente troppo facile. Nessuno boccerebbe per una cosa simile, ma non è certo la soluzione preferibile. Nulla voglio dire sull'applicazione della legge 1995 d.i.p. L'unica ragione per cui ritengo occorresse fargli fare la professio è perché la volontà del testatore richiedeva ciò. Non puoi limitarti a dire che tanto è residente in Italia, perché questa è una circostanza di fatto molto comune. Tieni conto poi che la professio esclude il rinvio, come indicato dall'art. 34 reg 650: quindi l'eventuale applicazione della legge statunitense potrebbe essere neutralizzata... ed forse questo che intendevi con conflitto tra ordinamenti. Cmq è tutto opinabile, purché coerente come spesso siamo abituati a dire
  4. regolamento UE 650/2012

    Secondo me era necessaria, sul presupposto fattuale che il testatore lo richiedeva. Poi ogni valutazione sul regolamento può essere accettabile purché coerente con le sue norme. Es.: è vero che in quel caso era stabilmente residente, ma come rispettare la sua volontà inispressa in caso di trasferimento dall'Italia non previsto? Il conflitto tra ordinamenti di d.i.p. non era il focus del problema, anche perché per fare simili ragionamenti occorre una conoscenza della disciplina non comune
  5. regolamento UE 650/2012

    Cmq ho letto la traccia dell'ultimo concorso a cui facevi riferimento e sì, in quel caso è evidente che fosse necessario fare la professio alla legge italiana. Perché la traccia lo richiedeva esplicitamente . Poi mi fermo qui per rispetto a chi sta aspettando i risultati. Se cerchi le discussioni sul forum la questione ha suscitato forti contrasti circa la fonte da applicare
  6. regolamento UE 650/2012

    Dipende, se la traccia dice che l'intenzione è quella di vedersi applicata la legge italiana, significa che iccorre tenere conto di questa volontà. Poi è evidente che la scelta della legge applicabile deve apparire sensata, come nel caso di chi è in procinto di ottenere la cittadinanza dello Stato cui la legge scelta fa riferimento.
  7. regolamento UE 650/2012

    1. Il cinese, benché residente in Italia, può cmq scegliere la legge italiana, ma affinché tale scelta produca effetto occorrerà che sia italiano, al più, al momento della morte ( art. 22); 2. Ok, ma perchè presso il notaio cinese? Ci vedi dei problemi a fare testamento presso il notaio italiano pur scegliendo la legge cinese?
  8. regolamento UE 650/2012

    Forse sbaglio, ma temo che tu stia confondendo i due criteri richiamati rispettivamente dagli artt. 21 e 22 del Reg. Ue 650. Nel primo caso il criterio di collegamento della residenza abituale, al momento della morte, ( salvo che risulti un collegamento più stretto con qualunque altro Stato, v. 2 co. art. 21) opera in assenza di professio iuris, ossia scelta della legge applicabile di cui all'art. 22. In quest'ultimo caso, prescindendo da qualunque legame col luogo di residenza , il testatore può decidere quale sarà la legge che regolerà la sua successione, purché la legge scelta sia quella dello Stato di cui ha o avrà, al momento della morte, la cittadinanza. Se imposti così il problema puoi rispondere a tutti i casi concreti che ti verranno in mente. Il cittadino cinese, a prescindere da dove abbia la resistenza abituale, potrà rivolgersi al notaio italiano affinché rediga il suo testamento regolato dalla legge di cui ha o avrà la cittadinanza. In quest'ultimo caso, pensa ad un cinese che vive da quasi 10 anni in Italia che intende chiedere la cittadinanza italiana. Presumibilmente alla sua morte il testamento da lui voluto potrà trovare esecuzione a norma dell'art 22 Reg, ammesso che ovviamente avrà ottenuto la cittadinanza. In caso negativo, si applicherà l'art. 21, ossia si dovrà valutare quale sarà la legge applicabile in virtù del collegamento della residenza abituale. Come vedi si tratta di piani distinti che non vanno confusi
  9. Giusto? Chissenefrega? Lasciala fare. Questa è la sua battaglia. Non mi pare il caso di farle le pulci su cose secondarie. Ma forse sbaglio. Ormai mi sento un po' isolato anch'io. Sarà meglio ritirarsi.
  10. Siete ridicoli... troppo facile isolare così qualcuno con cui non si è d'accordo. Va bene, forse Giustizia e Verità sono la stessa persona; forse la sua protesta, in questa sede, ha esaurito gli spunti di discussione, ma non mi pare corretto deriderla o cercare di isolarla in questo modo becero e vigliacco. Il mio intervento, prescindendo da quello che penso nel merito, ha solo questo scopo. Non siete più all'asilo, non potete tirare le palline di carta e sghignazzare fra voi.
  11. DDL per abolizione Tre consegne

    Anton, ti prego, lo so anch'io. I notai hanno implicitamente delegato, lasciando correre, non facendo le barricate col Ministero per la scadenza dell'insegnamento, ma lamentandosene solo di facciata. Ora che i barbari stanno entrando, in assenza delle tariffe obbligatoria, con studi mastodondici da mandare avanti, vedrai, come già sta accadendo, che si riparlerà della formazione, che sarà e potrà essere l'unica salvezza della categoria. Almeno lo spero, a prescindere dal mio futuro.
  12. DDL per abolizione Tre consegne

    Guarda che io non me la prendo con le scuole private ma con i notai. Credevo si fosse capito. Io stesso le ho dovute frequentare perché tengo a vincere il concorso. A mio avviso delegare,come si è fatto, la formazione dei notai alle scuole private è e sarà sempre un errore. Un giovane laureato ora, in virtù della sempre maggiore complessità del lavoro, non può limitarsi, soprattutto, a scrivere tracce ma deve essere temprato nel cervello. Deve imparare a ragionare con la sua capoccia, studiando sui testi che spingono a fare questo. Il lato pratico perfetto, ma accompagnato da uno studio serio. Cmq , per carità, resta un'opinione personale, forse maturata per effetto dell'influenza di qualche buon maestro. Ognuno, come sempre, scelga il suo destino.
  13. DDL per abolizione Tre consegne

    Anton, come possono i praticanti boicottare le scuole private se sono le sole che garantiscono la vittoria del concorso? Io mi riferivo ad un'iniziativa tesa e rendere quelle scuole non più adatte a formare i notai. Non certo con una legge ma con un'intesa volta a disciplinare la formazione del praticante . A cominciare da una pratica fatta con dedizione e serietá.
  14. DDL per abolizione Tre consegne

    Io mi,e vi chiedo, perché tutta questa paura per l'aumento della pianta organica? L'impressione che mi son fatto è che ciò dipenda dal fatto che i notai vecchi, cioè quelli che hanno investito nei loro studi, personale etc., hanno bisogno di un numero limitato affinché un certo guadagno sia garantito. Certi notai già ora si lamentano dicendo che i posti disponibili sono pochi. Francamente, trovo questo atteggiamento piuttosto sgradevole. È meglio consentire l'ingresso delle nuove generazioni, offrendo loro l'occasione di imparare e svolgere la professione. La storia che poi entreranno capre perché il numero aumenta è semplicemente ridicola. Se davvero avessero a cuore la qualità dei colleghi futuri, allora investirebbero nella loro formazione durante la pratica. Ribadisco il paradosso che già avevo segnalato: una scuola notarile prevede il corso di "pratica notarile"! In sostanza, si dice, non andate negli studi ma vi diciamo noi ciò che serve per far credere chi ci siate passati. Allora, ai notai in esercizio, se per caso dovessero leggerci, direi: comprendiamo le vostre perplessità ma lavorate con noi per selezionare i migliori. Cominciate ad occuparvi della totale inutilità delle scuole istituzionali, per come ora organizzate. Fate qualcosa! Non è possibile relegare la formazione dei futuri notai a gente - soprattutto dominus delle scuole private - che consiglia di non studiare ( i libri veri, s'intende) ma di esercitarsi a scrivere a manetta, manco fossero amanuensi cocainomani. Gli stessi padri, che insegnano nelle scuole dei consigli, mandano i figli in quelle scuole, con ciò affermando implicitamente che è importante solo vincere il concorso e poi si vedrà. Tanto c'è il papi, che ti prende in studio o ti salva il c... se hai bisogno di ingranare. Ribadisco, notai fate qualcosa!Altrimenti la vedo dura. I notarietti che hanno letto a malapena capozzi non riusciranno a far passare il principio ( secondo me sacrosanto) che un giurista come il notaio debba essere preservato come filtro di legalità diffuso in tutto il territorio. Se non sarà così saranno c.... amari
  15. In bilico

    Se hai già così forti dubbi dopo così poco tempo, pur concedendoti che oggi più di ieri è più difficile mantenere la barra dritta, io credo che questo percorso non faccia per te. Te lo dico in modo del tutto chiaro e senza giri di parole, poiché non ha senso essere ambigui. Mantenere vivo l'interesse al notariato con la testa non basta, anzi nel tuo caso potrebbe anche essere deleterio, dato che ti impedirebbe di guardare altrove con lucidità, alla ricerca di un percorso lineare. Poi tra la tua condizione e quella di chi studia tutti i gg 8 ore c'è in mezzo la storia di centinaia di ragazzi che da anni fanno sacrifici, dedicandosi allo studio quando possono, ma sempre, ovvero sempre quando possono. Ciò detto, è inutile ribadire le solite manfrine sulla scomparsa della categoria etc.: o questa è la storia di chi non ce la fa più ed ha mollato, oppure è quella solita di coloro che nemmeno ci provano e vorrebbero che anche gli altri restassero nel pantano in cui sono intrappolati. Devi renderti conto che non esiste la risposta giusta. La politica, per quanto bistrattata, ha dato dimostrazione di credere al notariato più di quanto facciano i notai stessi. La vicenda ddl concorrenza, potenzialmente devastante, ha paradossalmente offerto alla categoria l'occasione di chiarire che, comunque, il ruolo del notaio resta diverso e lontano da quello dell'avvocato. In ogni caso, non voglio in alcun modo essere rassicurante: qualunque cosa tu decida di fare sappi che hai già perso tempo. Ti dico pure un'altra idea, che magari farà inorridire i nostri colleghi, ma io impedirei, in fatto, la contestuale pratica forense e notarile. In questo modo i ragazzi non scelgono mai, tenendosi aperta sempre una strada in caso tutto vada a rotoli. C'è chi ritiene la cosa ragionevole, previdente. Io penso che sia assurdo. Si perde tempo, non si dà tutto e soprattutto non si sceglie e quindi non si cresce. Oltretutto in questo modo si è consentito di allargare la categoria forense, sulla carta, con infiniti iscritti che non stanno in tribunale ma vanno, per lo più, nelle case di riposo per seguire i loro beneficiari di a.d.s. . Naturalmente, inutile dirlo, non mi riferisco alle eccezioni, come tante ce ne sono in questo forum. Per quanto riguarda trovarsi nei tuoi panni, è meglio non esagerare. Hai la vita davanti a te, puoi con coraggio fare quello che ti pare. Immagina, giusto per entrare un momento nei panni altrui, chi per studiare ha dovuto lavorare, sempre, ininterrottamente e che in caso di fallimento si troverà ancora a lavorare nel medesimo posto che tanto desidera lasciare? È in qualche modo anche la mia storia, ma non la vivo con pesantezza né sentendomi un martire. Ciascuno, se vuole giocare, lo fa con le carte che gli sono capitate, fino alla fine. Tu, vuoi giocare?