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himmish

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  1. Ne sono addolorata, ci lascia una mente brillante, capace di risolvere innumerevoli dubbi e offrire chiarissime spiegazioni. Condoglianze alla Sua famiglia e ai Suoi cari.
  2. Ciao ragazzi, qualcuno mi sa dire se nel sistema tavolare è possibile chiedere la riduzione per restrizione su un singolo bene accatastato autonomamente e distinto dell'ipoteca tavolare che è stata solo prenotata e non intavolata? Mi muovo con un po' di fatica nel tavolare, ma stando alla legge Tavolare, ai sensi dell'art.14 sembrerebbe possibile chiedere la riduzione dell'ipoteca tavolare al giudice tavolare. La legge tavolare non si esprime letteralmente sulla restrizione, ma richiama comunque il codice civile, salvo norme espressamente escluse. In altri termini sarebbe possibile applicare l'art.2872 e ss. e chiedere la restrizione se vi è eccesso nel valore dei beni ipotecati rispetto al credito. Nel testo di Chianale c'è uno specifico riferimento a questo caso e l'autore ritiene possibile il ricorso al giudice tavolare per chiedere appunto la restrizione. Volevo però sapere se qualcuno di voi ha già visto o fatto qualcosa di pratico in tal senso o se vi è capitato in studio di dover predisporre un simile ricorso. Avete insomma esperienza del tavolare? Grazie mille!!!!
  3. Ciao! Sarei interessata alla lista, puoi inviarla anche a me? Grazie
  4. Spero vivamente che sia così. Soluzione conforme a diritto, che tutela al massimo gli interessi di tutti.
  5. Poveri quelli che sinora stavano studiando come matti per il concorso in magistratura, come del resto poveri tutti noi concorsisti, alla completa mercè dell'illogicità di qualunque decisione, anche apparentemente conforme a "legge" o a "diritto". Una delle strade alternative praticabili, che avrebbe potuto essere indicata dal TAR, era di far sostenere ugualmente il concorso ai 20.000 e passa candidati nei giorni regolarmente indetti con le tracce per loro estratte. Poi prevedere con un decreto ad hoc lo svolgimento parallelo di prove a giorni alterni per chiunque ne avesse la comprovata esigenza, (magari con personale ridotto), con la precauzione di formulare/estrarre a sorte tracce diverse. L'obiezione che è stata fatta è: si ma così si rende riconoscibile il compito del candidato. Fosse pure così... ma che fiducia si ripone in chi ricopre il ruolo di commissario o correttore? C'è la certezza matematica che il compito così riconosciuto sia fatto passare per favoritismo o raccomandazione? Si potrebbe pure pensare ad un sistema a sorte per far correggere i compiti così "differenziati" ad altri commissari, selezionati in un momento successivo all'esecuzione del concorso. Qualcuno potrebbe obiettare che pure in questo caso c'è la possibilità che vengano fatti favoritismi. Però è un rischio onnipresente e da valutare in relazione anche alla legittima aspirazione degli altri candidati a sostenere il concorso. Davvero si possono bloccare 20.000 cristiani per l'eventualità che ci sia così marcio tra commissari, candidati, banditori e banditi dello stato? Non mi rispondete.... è una domanda retorica, la cui risposta è solo di immensa amarezza e tristezza. Comunque la decisione del TAR mi sembra la solita decisione salomonica, che pur di non prendere posizione contemperando i diritti degli uni e degli altri, fa a fette la fonte del diritto di ciascuno e rimbalza il problema a future sedi.
  6. C'è qualcun altro che possa confermare questa notizia? Qualche indiscrezione trapela dalle varie scuole? Intanto ringrazio MarcoA per la comunicazione....
  7. Prova con un tutore.ci sono sia per tendiniti al polso, sia per tunnel carpale o altri stadi dolorosi delle articolazioni della mano e dell'avambraccio. In passato ho avuto una tendiniti anche io, dovuta all'uso scorretto del mouse e del touchpad a lavoro. Il mio dottore mi disse di indossare il tutore per una settimana e per quante più ore possibili (tranne la notte ovviamente). Il dolore sparì senza medicine e antidolorifici. Chiaramente dovresti però correggere la possibile causa dell'infiammazione. Sicuro che dipenda solo dall'eccessiva scrittura di pugno?
  8. Mi spiace, ma NON condivido per niente il discorso sulla concorrenza. Bisognerebbe approfondire questo concetto di "concorrenza" che sta diventando la Marianne di Italia. Mi sembra tanto un tentativo di appoggio di attifici o studi notarili come grandi law firm o come imponenti società di servizi. Come fa un notaio a rendere una prestazione personale di qualità dovendo presenziare in 4 o 5 o anche più studi professionali sparsi sul territorio o per macroregioni? Mi sembra di capire che il messaggio indichi la via per cui tanto più concorrenza territoriale, tanto più organizzazione imprenditoriale, tanti meno costi, tanta più offerta, tanta più qualità, tanta più tutela del cittadino. Questa equazione lunghissima ha qualcosa che non mi torna. Siamo sicuri che poi il cittadino di Ladispoli troverà sotto casa uno studio notarile siffatto con pochissimi costi e tantissima professionalità a bassissimo prezzo? O non dovrà magari comunque spostarsi in una grande città per trovare una filiale (sic!) di qualche studio organizzato imprenditorialmente? Oppure mi sono persa qualche passaggio e in realtà si sta suggerendo che sotto casa a Ladispoli ci sarà una succursale (sic!) stile Tecnocasa, stile Toscano immobiliare, di un qualche megastudio espansosi da chissà dove? E il notaio come fa? Stipula in videoconferenza? Nella mia esperienza ho conosciuto notai e neonotai, alcuni giovani, altri un po' meno. Nessuno con megastudio e clientela avviata da anni. Ebbene molti di loro hanno sedi molto più "ostiche" di Ladispoli e fanno fatica, una vera fatica a coprire i costi, non a vivere del loro stipendio (il guadagno non c'è, ve lo posso assicurare). Eppure non sono certo questi ultimi che ipotizzano una concorrenza a tutto campo. Le norme sono certamente perfettibili, ma il punto ancor più dolente di una norma inadeguata è il modo o lo scopo per cui le persone ne chiedono il perfezionamento o una diversa interpretazione.
  9. himmish

    Allegati

    urca!!! Addirittura prima classe... chi l'avrebbe mai detto! Consumo poco e non inquino... quasi quasi li metto come plus nel prossimo curriculum che invio :P Tornando alla domanda del topic: si è scoperto come caricare file sotto forma di allegati? Interesserebbe anche me! Buono studio a tutti
  10. himmish

    Allegati

    Io non ho residenza, nè tribunale, nè corte d'appello... sono un'apolide! Per la questione delle tre AAA (abano terme, acqui terme e ancona) credo dipenda dal fatto che sono le prime città in ordine alfabetico, autoselezionantesi quando non si indicano altre? Bah.. quando studi per il concorso impari a spaccare i capelli in 180000000 segmenti, pardon!
  11. Che chicca questa cosa qua.... Premetto che uno scarabocchio sapevamo farlo tutti, credo, a maggior ragione i praticanti notai che di questi tempi devono dimostrare attitudini eclettiche ai limiti della svendita da bazar; in primo luogo mi sembra una presa per i fondelli assurda dare una borsa di studio per un graffito fatto al pc (con tutto il rispetto per i disegnatori, so usare autocad, photoshop, maya e altre amenità anche io topo di consiglio notarile! e vi assicuro che certi giochetti richiedono un paio di giorni scarsi di lavoro) quando non si incentiva minimamente gli aspiranti notai a proseguire in un percorso dove a 10 anni dalla laurea non si è ancora nulla, si continua ad essere studenti con le meningi infiammate e ci si deve pagare vita, libri, scuole, abbonamenti e quant'altro di tasca propria o con l'aiuto delle famiglie. Ma poi si dice che la pubblicazione delle agognate date di concorso è rinviata di continuo perchè il vero motivo di fondo è la mancanza di stanziamenti per organizzare tutto l'ambaradan concorsuale e così poi vengono a dilapidare risorse che potrebbero essere impiegate "per la causa"? A parte la facile obiezione che il CNN non c'entra nulla con il Ministero, alzi la mano chi non preferirebbe che i soldi del CNN fossero destinati a aiuti/donazioni per tutto quanto attinente il concorso, la professione e chi ci nuota dentro (praticanti inclusi)!! Di questi tempi a me viene da fare le pulci su ogni centesimo di euro sprecato e mi incavolo per molto meno. So che non serve a nulla, poi, alla fine della fiera, ma è bene cominciare a far sentire l'indignazione che cresce in quest'italietta, senza dover aspettare i video di Iacchetti con i suoi vaffa....!!!
  12. Io ho adottato il genghini per la forma degli atti notarili; non ho mai sfogliato il santarcangelo quindi non saprei dire quali sono i punti di svantaggio/vantaggio di quest'ultimo. Il genghini l'ho preso perchè mi è stato consigliato sia in studio per cominciare a capire qualcosa di questo fantastico nuovo mondo notarile (:P), sia da altri aspiranti notai più avanti di me che l'hanno utilizzato come ripasso in vista del concorso annullato e poi ripetuto. Il vantaggio del genghini, almeno dal mio piccolissimo punto di vista (prendi con la dovuta tara le parole di chi ha appena cominciato e non ha molti riferimenti), è la chiarezza espositiva, la disamina sintetica delle posizioni dottrinali e giurisprudenziali, un taglio concreto, schematico. Per giudicare degli svantaggi dovrei avere degli altri riferimenti e, come detto, al momento non ne ho. Preferirei forse qualche esempio in più su certi temi.
  13. Sebbene molto in ritardo (tra studio e qualche giorno di "purificazione" da tutto ciò che è pertinente al mondo notarile mi son connessa pochissime volte), vi ringrazio tutti per le repliche!! Buona ripresa o prosieguo a tutti... quanto prima i dubbi ricominceranno a tormentarmi e allora mi rileggerete, ahimè e ahivoi, per queste cartelle
  14. Ok, grazie mille! In effetti sono uscita da 4+1 e studiando da meno di un anno, le cose basilari le sto affrontando (in teoria e pratica), ma vedo che in studio si fa un'attività routinaria anche per quanto riguarda gli atti (almeno nel mio). Da ciò il mio dubbio se valesse la pena, in base ad una scuola di pensiero, sostenere questa famosa pratica "effettiva" (per intenderci= andare quasi tutti i giorni in studio), oppure decrementare la presenza, magari con una frequenza di una, due volte a settimana. Per quanto riguarda la retribuzione, non ci avevo proprio sperato, anche se devo dire che dalle mie parti gli studi tendono quasi tutti a riconoscere almeno un rimborso spese. A me va bene così, mi piace anche distinguere le cose. Sono una praticante? Bene, massima disponibilità, zero retribuzione, ma libertà di gestirmi il tempo come meglio è per me, anche di assentarmi se devo seguire corsi, conferenze o semplicemente studiare a casa. Se ci fosse un qualche corrispettivo monetario mi sentirei anche responsabilizzata e in dovere di "dare" qualcosa allo studio, in termini di presenza e assiduità, come fossi una vera e propria collaboratrice. Questa è almeno la mia visione delle cose, un'opinione personale. Grazie! Fa bene leggere e trarre spunto dalle esperienze di chi ha compiuto il percorso ed è "dall'altra parte del guado"
  15. Ciao a tutti, perdonate se faccio un pò mia una discussione aperta da altri e se porto l'argomento sul tema della discussione. Anch'io posso considerarmi una neofita della pratica notarile, anche se ho già compiuto un semestre nello studio notarile e pertanto chiedo qualche consiglio a chi ha sulle spalle anni di esperienza e di studio (in tutti i sensi :P). Premetto che il primo notaio con cui ho fatto il colloquio mi ha subito presa, anche se adesso mi chiedo perchè mai l'abbia fatto. Non sono una di quelle che pretende tutto e subito o che crede che qualcosa le sia dovuto, anzi. Già il fatto che mi firma il certificato per me è un netto guadagno. Di retribuzione non se ne parla, di rimborso neanche, ma in compenso non mi chiede nulla in cambio, nè mi da incombenze (ecco perchè mi chiedo come mai mi abbia accolto nello studio). Cose che sarei ben lieta di accettare col sorriso e portare avanti a prescindere da uno scambio. Non mi permette di fare da testimone, nè di poter assistere alle consulenze ai clienti, neanche quelle fatte dagli altri collaboratori pre-stipula. E' raro che possa scambiare qualche parola con lui che è una furia nel fare 274000 cose contemporaneamente, anche se resta una persona molto gentile. I collaboratori, viceversa, son molto gentili se si tratta di organizzare cene, pizzate, serate in discoteca, aperitivi e altre attività ludiche, freddi e distaccati, ai limiti del vago quando si tratta di questioni attinenti l'attività in generale dello studio. Mi fermo nel descrivere il mio dominus e il mio studio per venire al dunque. Ho parlato con diversi notai, alcuni dei quali insegnano nelle scuole (dei consigli o private). Due scuole di pensiero: - la pratica non serve a molto, è preferibile che studi a casa - la pratica serve, al concorso si nota chi ha fatto pratica, è bene che tu la faccia effettiva. Ecco, so già che farò una domanda trita e ritrita, sciocca forse, ma vorrei capire che si intende per pratica effettiva. Pian piano, al mio studio, nonostante non mi faccessero fare altro che rigirarmi i pollici (mai fatto perchè comunque leggevo gli atti e studiavo per conto mio), mi sono ritagliata un mio spazio, gettandomi a capofitto su suite notaro e imparando a fare visure e a scrivere relazioni preliminari e a buttare giù atti di compravendita e mutuo (quelli più lineari). So spulciare nelle provenienze, nelle note di trascrizione, nelle volture, nelle dichiarazioni di successione, ma nient'altro. Stop. Altro per adesso non so fare e vorrei tanto fare qualcosa in più. E' questa la pratica effettiva? Io noto che gli altri collaboratori (ad esclusione di quelli del societario che per adesso non sto "spiando" per carpire qualcosa in più) non facciano poi cose molto diverse.... ma forse è solo la mia ignoranza a farmi parlare così. Sul punto aspetto qualche vostro parere. Grazie mille!!
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