Sempronia

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  1. Grazie. Scusa ma la mia a volte diventa curiosità quasi morbosa, finalizzata solo a capire meglio. Vediamo se ho capito. Le cose nella pratica andrebbero più o meno così: a) i soggetti che vogliono sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita prestano per iscritto e congiuntamente il loro consenso ex art. 6 legge 40/2004; b) lui deposita il seme c) finchè è in vita, nulla quaestio: lei si fa fecondare con il seme di lui, nasce il bambino (che bello!) e opera il riconoscimento "di diritto" di cui all'art. 8 legge citata a favore di entrambi i soggetti viventi; il bambino ha il cognome del padre cioè di colui che ha depositato il seme d) se però lui dovesse morir prima, bisogna vedere se c'è un testamento e leggere cosa è scritto. A questo punto d1) anche se il testatore disponesse, come ha fatto in questo caso, che il bambino abbia il suo cognome non servirebbe a nulla, visto che opererebbe comunque l'art. 8 (cioè il consenso dell'art. 6 dura oltre la morte?) - il testamento non serve d2) il testatore dispone di non voler riconoscere figli nascituri: questa volontà blocca l'operare dell'art. 8 - il testamento serve Allora questo testatore faceva meglio a stare zitto? Abbiate pazienza, è venerdì e sono stanca Ciao!
  2. ciao Clubi! Se non ha rendimento energetico perchè serve l'attestato? Cosa dovrebbe certificare il tecnico? Mi sembrava di aver letto che si potesse rendere una dichiarazione negativa in tali casi; ma potrei sbagliare.
  3. Grazie. Il testatore de quo era ben informato, a quanto pare. Quindi, la prima disposizione la archiviamo come disposizione a contenuto non patrimoniale non vincolante per la beneficiaria e non illecita. OK. Riconoscimento "postumo" Gli artt 8 e 9 (che non conoscevo del dettaglio, grazie per la segnalazione) fanno riferimento alla procedura terminata da parte della coppia e sembrano presupporre l'esistenza in vita dei due genitori (tutta la normativa, come hai giustamente osservato in primis, si applica alla coppia di soggetti viventi); ergo, si applicano anche al caso del testamento? L'art. 8 richiama l'art. 6; non è che per caso la volontà di riconoscere si lega alla volontà di prestare il proprio consenso informato? Se quest'ultimo si può rilasciare tramite un atto scritto "congiuntamente" come dice l'art. 6, non potrebbe essere contenuta in un testamento (perchè da noi il testamento congiuntivo non si può fare ex 589 c.c.).
  4. Molto bene. Mi convince l'idea che non possano programmarsi orfani e credo anche io che la scelta lasciata dal testatore alla moglie sia una disposizione non patrimoniale, pure possibile in un testamento. (abc, ciao! si improprio legato di scelta comportamentale... me lo sono inventata io al momento). Ma è in contrasto con l'art. 12 legge 40; si applica anche ai testamenti? In effetti, per non complicare troppo, ho omesso la frase inserita dal testatore "Sto valutando se spostare all'estero presso un istituto a ciò deputato, il mio seme". In questo caso, giusto per ragionare ad alta voce, se avesse depositato il seme all'estero (in un paese in cui è consentita la fecondazione assistita ed eterologa) si potrebbe procedere sulla base della disposizione testamentaria italiana? (chiaro, dopo la morte del testatore) Sul riconoscimento post mortem? Si potrebbe ragionare come se fosse un consenso preventivo? Anche se penso proprio che non si possa riconoscere ora "tutti i figli che mia moglie avrà con il mio seme dopo la mia morte"....
  5. Preciso che è parte del testo di un olografo effettivamente pubblicato. Sulla prima: legato di scelta, comportamentale direi. A me non sembra vi sia contrasto con la legge, in quanto non vi è coartazione di volontà del "beneficiario" sul fatto di farsi inseminare e quindi rimanere incinta. Il fatto che il liquido seminale si conservi dopo la morte del testatore e che quindi possa essere usato, è vero. Ovviamente se si trattasse di un testamento pubblico, come notaio, ci andrei cauto ma credo che farei fare al testatore questa disposizione. Sta disponendo, ultra mortem, di una parte del suo corpo. Non mi sembra ci siano contrasti con norme imperative. O sbaglio? L'ho postato perchè la realtà sociale è cambiata ed è interessante scoprire come essa mette sempre in discussione il giurista. Sul cognome; le norme del cc non prevedono il caso di premorienza del genitore ma solo quella del figlio. Esiste però, in tema di legittimazione, il 285 che consente di legittimare tramite testamento. Ma questa norma vale per i nati, non so se anche per i nascituri. La forma del riconoscimento è solenne ed è quella del 254; penso infatti che un riconoscimento "generico" e preventivo non sia valido. Quindi la seconda volontà secondo me non è valida. Ci penso meglio...
  6. Nell'attesa... "Lascio a mia moglie, inoltre, la scelta se avvalersi o meno della possibilità di fare un figlio dopo il mio decesso con il mio liquido seminale che ho attualmente fatto conservare presso.... . Qualora mia moglie in futuro decidesse di rimanere incinta ricorrendo a tecniche di fecondazione assistita o simili, utilizzando appunto il mio liquido seminale, desidero che il nascituro venga riconosciuto con il mio cognome" che tipo di disposizioni sono? sono entrambe valide? salutoni (così, per non perdere il vizio di fare domande )
  7. Ok, ho capito. Ritorno alle mie cose e faccio propria la posizione socratica "so di non sapere", magari in silenzio che fa caldo Grazie comunque; vedo che gli anni passano ma lo stile concorsuale e di correzione è sempre quello (anzi, forse peggiora col tempo). Saluti a tutti p.s. mi è venuta ora.... il concorso notarile non è come il vino; invecchiando non migliora
  8. Oh mamma... posso aggiungere un: cioè?
  9. Scusate, mi sono persa qualche passaggio. Mi ricapitolate la situazione attuale? Correzioni chiuse? Semi chiuse? Chiuse con ripensamento? Grazie.
  10. Concordo Alberto. Anche se, come si direbbe, ho visto cose che voi umani... Confermo la gabbia di matti, da dentro e da fuori il sistema. Sulla conformità al modello standard, è la norma che come al solito da qualche anno a questa parte non parla chiaro. Però io uno scrupoletto ad andare a modificare "mia sponte" me lo farei... Un saluto a tutti p.s. Alberto, bellissima la citazione di capozzi nella firma! E quella di prima? Da dove viene?
  11. Buon pomeriggio a tutti Sicchè è apparrebbe vero? Nuova Fiera again (oddio, mi sembra la peggiore cosa: giurai a me stessa di non metterci più piede in quel postaccio ) e prima settimana di novembre... Per quel che mi riguarda, ben venga e ben venga anche il nuovo bando. A quanti posti? Non interessa. Ora come ora interessa andare, fare delle prove serie, consegnare. Il limite delle 3 consegne? C'è e forse forse... non è malvagio (per chi è in una situazione simile alla mia). Ad un certo punto bisogna saper dire basta. Mi sono pure pentita di non aver consegnato a febbraio al terzo giorno solo perchè pensavo di aver cannato il mortis causa; l'ho fatto perchè volevo conservarmi la possibilità del concorsone futuro, ma ho sbagliato. La soluzione reggeva e i due casi successivi erano belli. Oggi dico: sono seriamente intenzionata a sparare le mie due cartucce nel giro massimo di un anno e poi basta, o la va o la spacca Ma so benissimo che le situazioni personali di ognuno sono determinanti nella scelta. Un grosso saluto (ciao abc )
  12. Ciao a tutti e ciao Alberto! Domanda: per andare agli incontri del lunedì gratuiti è necessario fare qualche tipo di iscrizione in precendenza? Mi interessano molto ma credo di non poter partecipare a tutti. Grazie
  13. Esattamente... una transazione su... titolo nullo? Visto che l'olografo pubblicato, che io vedo, non può avere altri vizi formali che non sia la mancanza di autografia essendoci sottoscrizione e scritturazione a mano. Ma nella transazione non c'è una dichiarazione in tal senso, si parla di dubbi sulla validità formale del testamentto. Transazione su titolo nullo = transazione annullabile. E questo mi preoccupa poco. Quello che mi preoccupa è se gli eredi possono, post mortem, "decidere" la delazione dell'eredità loro devoluta. Leggasi un art. di Mascheroni mi pare su Notariato sul patto di non pubblicazione dell'olografo
  14. Pensa te, cerco su google su una questione giuridica e trovo questa discussione con voi poi Il mio caso è similare ma diverso. Ho un atto di trasazione su un testamento olografo, pubblicato in precedeza, della cui validità formale si dubita; il notaio riceve la transazione per prevenire la lite futura e dice che: a- il testamento precedentemente pubblicato (sottoscritto e scritto visibilmente da unica mano olografa) deve considerarsi privo di effetto b- di conseguenza non valida la dichiarazione di successione testamentaria già presentata all'AE c- di conseguenza apertasi la successione legittima e devolute le quote in base alle norme di legge d- l'intenzione di procedere ad una nuova dichiarazione di successione l'atto non contiene trasferimento immobiliare. Voi cosa ne pensate?
  15. Salve a tutti. Per motivi tecncici non ho accesso alla Run, dove ricordo che c'era tutta la mia fonte di norme on line; mi servirebbe sapere l'esatto estremo noramativo sulla riduzione degli onorari normativi (se sussiste) per gli atti di mutuo finalizzati all'acquisto di imbarcazioni ed in base ai quali si iscrive ipoteche navali. So di non essere molto attiva da un pò, ma la domanda è vacanziera suvvia