GioisGiovannaIndraccolo'72

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Su GioisGiovannaIndraccolo'72

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  • Compleanno 10/08/1972

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    Femmina
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    Lecce
  1. Legati e 549

    Naturalmente era un .. " si tiene a mente" ... ð
  2. Legati e 549

    Diventa sempre tutto più comprensibile se solo si tiene a mente sempre la funzione antiprocessuale notarile .. specificare nei limiti e nel rispetto di quanto disposto dall'art, 549 c.c. .. Ha e avrà sempre il suo perché ..
  3. Notariato 2/2005

    Ammissibilità del contratto di opzione nel contratto a favore di terzo? Si ma é in formato cartaceo, se non c'è altri con la versione non cartacea devi darmi il tempo di scanzionarlo.
  4. In Bocca al lupo

    Per ogni amico con cui ho studiato ho provato felicità nel vederlo passare, che strano essere felice per gli altri.... io faccio "l' in bocca al lupo" a chi se lo merita... con la speranza che davvero lo passi chi se lo merita. Riguardo a me la speranza è l'ultima a morire... ma... lascio un "ma" per gli "smemorati".. ai quali dedico il mio pensiero... batte solo il cuore?
  5. SCUOLE NOTARILI: DITE LA VOSTRA...

    Caro Altro ... non voto per ragioni di anzianità... XD .. scherzo per me il primo resta e resterà Capozzi, mi ha inseganto tanto in due anni di corso ma.. parliamo del 1997-1999... il problema? ha continuato a insegnarmi anche dopo ... i suoi appunti tutti tutti... e poi i suoi libri regalatimi da mio padre... oltre agli altri naturalmente Genghini, non l'ho frequentato e mi perdoni il Notaio ma ho svolto una marea delle sue tracce nel corso del tempo e credo che fosse una scuola grandiosa... avevo degli amici che ci andavano con i quali mi confrontavo e che diciamolo le tracce le passavano....e anche le soluzioni... all'inizio lo odiavo... era così lontano dagli studi fatti, poi l'ho considerato geniale ... ho capito che forniva un allenamento fuori da ogni norma..ma proprio non accettavo l'idea di fare su e giu, di nuovo per andare a Napoli, e poi gli intensivi dell'Anselmo Anselmi, ottimi! L'ultimo corso che ho seguito (per la verità 2) è stato quello della Direkta... mi sentivo quasi a casa a metà tra Capozzi e Genghini... per questo li voto, miei coetanei e bravissimi... e la possibilità di avere i video delle lezioni con invio dei temi svolti da casa, inpagabile per chi come me a distanza di anni voleva ancora crederci nonostante l'impossibilità di dedicarsi ai propri sogni come una volta, problemi familiari e impegni d'avvocato...comunque sia vivo una fase di estremo dispiacere tanto che ancora mi domando perchè mi connetto al sito, perchè ho come l'impressione che il verso giusto sia andato a farsi benedire... ma questo nulla a che vedere con i sogni quanto con la giustizia della vita, che è ben altra cosa...
  6. Nuova versione della canzone "Aspirante notaio"

    nuovamente i complimenti ... come altri hanno già detto ancora più bella della prima versione...
  7. CORREZIONE SCRITTI FEBBRAIO 2011

  8. Verbale di conciliazione senza usucapione

    interessante sia con riguardo agli effetti dei verbali di conciliazione sia in relazione alla discussione giuridica sulla trascrivibilità o meno del negozio di accertamento "Non e' tra gli atti trascrivibili nei registri immobiliari Verbale di conciliazione senza usucapione Il verbale di conciliazione contenente l'accertamento della intervenuta usucapione è - contrariamente a quanto sostenuto dal reclamante - inidoneo alla trascrizione poiché, in base all'art.11 comma 3 del D.L.vo n.28/10, possono essere trascritti solo gli atti e i contratti previsti dall'art. 2643 c.c. laddove il verbale di conciliazione accertativo dell'usucapione, non realizzando alcun effetto costitutivo, traslativo o modificativo ma assumendo il valore di negozio di mero accertamento, non è in alcun modo riconducibile all'ambito applicativo dell'art. 2643 c.c. Per ulteriori approfondimenti é possibile consultare l'Osservatorio Mediazione di Wolters Kluwer Italia (www.osservatoriomediazione.it) Prive di pregio sono poi le argomentazioni difensive che pretendono di ricondurre l'accordo amichevole in oggetto all'ambito di previsione dell'art. 2643 c.c. ipotizzandone la natura transattiva (e quindi riconducendolo alla categoria indicata nell'art.2643 n.13 c.c.) ovvero assimilandolo agli atti previsti dall'art.2645 c.c., dovendosi di certo escludere la natura transattiva dell'accordo in questione per difetto dei necessari requisiti (“reciproche concessioni” delle parti) ed essendo, per altro verso, non risolutivo il richiamo all'art. 2645 c.c. che, com'è noto, prevede la trascrivibilità di “ogni altro atto o provvedimento che produce in relazione a beni immobili o a diritti immobiliari taluni degli effetti dei contratti menzionati nell'art.2643 c.c.”. La trascrivibilità del verbale di accordo amichevole contenente l'accertamento dell'intervenuta usucapione non può nemmeno ammettersi per il tramite dell'art.2651 c.c., dal momento che tale norma prevede la trascrizione solo della sentenza accertativa dell'usucapione. Al riguardo, è opportuno ricordare che il contratto di accertamento, definibile come il contratto mediante il quale le parti riconoscono l'esistenza o il contenuto di un loro rapporto giuridico preesistente, può avere ad oggetto -come generalmente ammesso sia in dottrina che in giurisprudenza - anche la proprietà e gli altri diritti reali. I negozi di accertamento della proprietà e degli altri diritti reali non hanno però efficacia costitutiva e non rientrano tra i modi di acquisto dei diritti reali, ma hanno piuttosto valore probatorio nel senso che valgono a provare tra le parti l'esistenza della situazione giuridica accertata, salva la possibilità per ciascuna parte di offrire prova contraria (ossia di provare che la situazione reale è diversa da quella accertata). Ed infatti, secondo il sistema del diritto privato, l'atto ricognitivo di diritti reali non può essere ricompreso tra i mezzi legali di acquisto della proprietà, configurandosi invece come semplice atto dichiarativo che, in quanto tale, presuppone che il diritto stesso effettivamente esista secondo un titolo, onde -in difetto di tale titolo - esso non può crearlo e neppure rappresentarlo se non a quest'ultimo effetto, attraverso l'esplicito richiamo e la menzione del titolo stesso (vedi Cass.n.20198/04, Cass.n.8365/00). Così, nel caso di specie, il negozio di accertamento dell'usucapione intercorso tra le parti ha avuto ad oggetto il riconoscimento da parte dell'usucapito in favore dell'usucapiente dell'esistenza dei presupposti di fatto (possesso e tempo) al cui verificarsi l'acquisto del diritto di proprietà in capo al secondo opera, invero, “ex lege” (stante la natura originaria ed il carattere automatico dell'acquisto per usucapione). Ciò premesso, si comprende la ragione per la quale l'art.2651 c.c. prevede la trascrivibilità della sola sentenza accertativa dell'usucapione, e non del negozio di accertamento avente ad oggetto la medesima vicenda. Né la trascrivibilità del negozio di accertamento dell'usucapione può desumersi in via interpretativa dal citato art.2651 c.c. ove si consideri che l'effetto accertativo di tale negozio rileva, come detto, su di un piano meramente probatorio tra le parti (rimuovendo l'incertezza tra le stesse circa i fatti a fondamento dell'acquisto a titolo originario, dispensando la parte a favore della quale il riconoscimento è stato compiuto dall'onere di provare il rapporto come accertato e ponendo a carico della parte che ha compiuto il riconoscimento l'onere della prova contraria), mentre la pronuncia giudiziale di accertamento dell'usucapione contiene un accertamento valevole “erga omnes” nel senso che la valutazione giuridica del rapporto operata dal giudice che ha pronunciato la sentenza, pur non esplicando tra la parte ed il terzo rimasto estraneo al giudizio la forza di giudicato nell'aspetto tipico considerato dall'art. 2909 c.c., fa parte tuttavia di quell'affermazione obiettiva di verità i cui effetti anche i terzi sono tenuti a subire (così Cass.n.10435/03, Cass.n.7557/03). Della sentenza accertativa dell'usucapione è perciò prevista la trascrizione (sebbene si tratti in questo caso di mera pubblicità-notizia, atteso che l'acquisto a titolo originario per usucapione si compie ed è efficace al maturare del periodo e dei requisiti richiesti dalla legge per usucapire il diritto ed esso è di per sé opponibile a qualsisasi terzo che accampi pretese sul bene, a prescindere dalla trascrizione della sentenza). Chiarito, dunque, che nel vigente sistema la trascrizione del negozio di accertamento dell'usucapione non è prevista, va presa in considerazione la questione di legittimità costituzionale sollevata da parte ricorrente, incentrata sull'assunto che l'accordo amichevole stipulato in sede di mediazione, tanto più nei casi (come quello in esame) in cui il previo esperimento del tentativo di conciliazione è previsto come obbligatorio, debba avere gli stessi effetti della sentenza (pronunciata all'esito del giudizio che il positivo esperimento del procedimento di mediazione ha consentito di evitare) e debba quindi, qualora abbia ad oggetto l'accertamento dell'intervenuta usucapione, essere trascrivibile al pari della sentenza accertativa della medesima vicenda, dovendosi in caso contrario l'art.11 comma 3 del D.L.vo n.28/10 considerare illegittimo - per contrasto con gli artt.3, 24 e 111 Cost.- nella parte in cui non prevede la trascrizione del negozio di accertamento dell'usucapione. In proposito, va osservato che la questione proposta, sebbene non manifestamente infondata alla stregua dei principi costituzionali sopra richiamati e per le ragioni esposte dal ricorrente nelle note di controdeduzione, è tuttavia priva di rilevanza nel presente procedimento in relazione al petitum, avente ad oggetto l'eliminazione della riserva apposta dal Conservatore alla trascrizione del verbale di accordo amichevole intercorso tra le parti. Alla luce delle superiori considerazioni, la questione di legittimità costituzionale sollevata da parte ricorrente va respinta. A cura della Redazione Copyright © - Riproduzione riservata (Decreto Tribunale CATANIA 24/02/2012, n. 2488) 27/03/2012
  9. CORREZIONE SCRITTI FEBBRAIO 2011

    la mia era una speranza e una provocazione... per anni ho detto che non è il numero dei posti messi al bando che può cambiare le cose... possono promuoverne di meno ed è successo, possono promuoverne di più ed è successo........ poi perdonate sarà anche perchè quest'anno per la prima volta da che ho iniziato non sono andata a Roma e questa cosa al momento brucia più delle precedenti bocciature....... quindi c'è poco da fare gli ipocriti tutti sperano nell'aumento di percentuale e tutti sperano di non essere stati corretti tra i primi... la verità è che questo concorso ha tante di quelle variabili che è meglio non pensarci... io poi mi sono davvero fatta grande...
  10. CORREZIONE SCRITTI FEBBRAIO 2011

    e speriamo che li coprano tutti... unisco la speranza a quella mia personale... Grazie Altro da buon commercialista preciso come al solito ;-)
  11. CORREZIONE SCRITTI FEBBRAIO 2011

    ancora 44 posti da assegnare.... statisticamente parlando Altro tu ritieni che li assegneranno tutti?
  12. Un saluto al professor Galgano

    che strano che non sia in prima pagina Webmaster... si tratta di uno dei giuristi più importanti in Italia oltre ad essere uno degli elementi più importanti nella Commissione per la riforma del diritto Societario del 2003.. quello che tutti noi studiamo....e che i veterani come me si sono ritrovati a studiare nuovamente..con aggiornamenti in corso.. Un sincero saluto al Chiar.mo Prof. Galgano, col quale ho avuto l'onore di laurearmi in quel di Bologna "Alma Mater studiorum saecularia nona".. oramai tanti anni fa.
  13. Un caro saluto alla signora Capozzi

    quanto è vero! Un Caro Saluto al Presidente Guido Capozzi "Uomo di altri tempi" con tanto affetto sincero da una vecchia allieva, la mia stima più profonda per un grande maestro e quella di mio padre che purtroppo non c'è più. Giovanna da Lecce... figlia di un amico
  14. Trascrizione denuncia di successione

  15. Antiriciclaggio, chiarimenti dall'Abi

    Antiriciclaggio, chiarimenti dall'Abi Legittimi i versamenti ed i prelevamenti bancari oltre la soglia di 1.000 euro di Nicola Forte Arriva una schiarita sul fronte dell'antiriciclaggio. E'possibile effettuare prelevamenti e versamenti bancari in misura pari o superiore alla soglia di 1.000 euro senza incorrere nell'irrogazione di specifiche sanzioni. Il chiarimento e' stato fornito dall'Abi con la circolare dell'11 gennaio 2012. Il problema si è posto inizialmente quando quest’estate la soglia per il trasferimento del denaro contante tra soggetti diversi è stata drasticamente ridotta da 5.000 a 2.500 euro (cfr D.L. n. 138/2011). A questo punto gli istituti di credito hanno iniziato a porre in essere comportamenti non condivisibili. Infatti, ogni volta che una persona si presentava ad uno sportello per prelevare o versare somme in contante per importi superiori alla predetta soglia gli istituti di credito tendevano ad ostacolare l’operazione. In particolare il malcapitato doveva subire una serie di domande su quale fosse la destinazione finale del denaro contante ovvero, in caso di versamento, quale fosse la provenienza. Alcune banche obbligavano le persone alla compilazione di uno specifico modello avvertendo che il comportamento sarebbe stato oggetto di segnalazione al Ministero dell’economia e delle finanze configurando un’infrazione dell’art. 49 del D.Lgs n. 231/2007. La disposizione citata vieta il trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito e di titoli al portatore tra soggetti diversi, a qualsiasi titolo, per importi pari o superiori a 1.000 euro. A tal proposito non v’è dubbio come la norma abbia un ambito applicativo piuttosto ampio non trovando applicazione per le sole transazioni (acquisto e vendita di beni e/o servizi), ma più in generale per ogni trasferimento di denaro. Ad esempio il limite dovrà essere osservato anche nel caso di liberalità o qualsiasi altro trasferimento come nell’ipotesi di un finanziamento di un socio ad una società di cui lo stesso fa parte. Tuttavia se da una parte è evidente come i casi di applicazione della disposizione sono numerosi, dall’altra è altrettanto evidente che, affinché il comportamento assunto configuri un’infrazione è necessario un trasferimento di denaro a favore di un soggetto diverso. Il presupposto sembra quindi mancare laddove il soggetto interessato si limiti ad effettuare un versamento o un prelievo bancario in quanto quella determinata quantità di denaro rimane comune a disposizione del medesimo soggetto. Al fine di eliminare le numerose incertezze è intervenuta la Circolare del Ministero delle finanze, dipartimento del Tesoro che in data 4 novembre 2011 ha confermato la predetta interpretazione circa la mancanza della necessità di rispettare il predetto limite, che all’epoca era pari a 2.500 euro. La situazione si è complicata a seguito dell’approvazione dell’art. 12 del D.L. n. 201/2011 che ha ulteriormente ridotto la predetta soglia da 2.500 a 1.000 euro. In conseguenza di ciò sono stati più numerosi i casi di versamenti e di prelevamenti oltre la nuova soglia. Le banche hanno quindi continuato a disattendere le istruzioni del Mef “ostacolando” le operazioni allo sportello effettuate in misura pari o superiore a 1.000 euro. I dubbi sono stati chiariti in via definitiva con una circolare dell’ABI dell’11 gennaio. In base al citato documento di prassi il predetto limite, “avendo a riferimento i soli trasferimenti, non può trovare applicazione ad operazioni di versamento e di prelievo in contanti su conti correnti e libretti di deposito”. In buona sostanza l’ABI ha sostenuto che manca il presupposto fondamentale affinché si configuri un’ipotesi di violazione: il trasferimento di denaro. Al contrario, per le suddette operazioni i soggetti interessati, conservano, come ricordato, la disponibilità della somma di denaro oggetto dell’operazione. Pertanto nessuna segnalazione di infrazione dovrà essere effettuata al Ministero competente. Tuttavia le banche sono comunque tenute ad assolvere gli altri obblighi previsti dalle disposizioni in materia di antiriciclaggio. Conseguentemente dovranno procedere ad un’adeguata verifica della clientela. Inoltre, ove le operazioni in contante dovessero manifestarsi frequentemente (per la stessa persona) e per importi particolarmente elevati la banca dovrà valutare se i comportamenti descritti possano configurare le ipotesi di operazioni sospette ai fini della normativa antiriciclaggio. Conseguentemente, laddove la risposta fornisse un esito positivo la banca effettuerà la segnalazione che però rappresenta un’operazione ben diverso rispetto al’obbligo di segnalazione delle infrazioni dell’art. 49. Copyright © - Riproduzione riservata 18/01/2012 Resta aggiornato con la newsletter IpsoNews Questo articolo è tratto da: Il Quotidiano Ipsoa Prova Gratuitamente