ferragamo

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  1. Ma come si fa a pensare che per redigere un atto di compravendita occorra essere notai? Ok il lungo percorso di studi, ok la difficoltà del concorso, che depongono almeno in teoria per una maggiore preparazione del notaio, ma poi nella pratica se chiedi al notaio di inserire una clausola un po' più complessa che coinvolge problematiche dibattute in dottrina non è che si sforzi più di tanto a risolvere il problema, abituato com'è a stipulare atti standardizzati,e a non rischiare di rogare un atto nullo, sicché occorre cercare qualche notaio particolarmente preparato che ti faccia la grazia di studiarsi più approfonditamente il problema: a questo punto non vedo perché non si possa scegliere il professionista che si vuole, anche un avvocato.
  2. Questa volta il Governo pare faccia sul serio: http://kyk.it/avvocati-al-posto-dei-notai-potranno-redigere-alcuni-atti-pubblici-179905
  3. Ma allora le parole "fino a" (500 posti) sono state aggiunte o no?
  4. Scusa ma a quale modifica ti riferisci?
  5. Forse mi sono espresso io male. L'autentica del notaio per le cessioni di quote non occorre a fini di validità dell'atto. Occorreva, fino a qualche tempo fa, per l'iscrizione della cessione nel registro imprese. Oggi non occorre più l'autentica per tale iscrizione, in quanto la cessione può essere inviata in via telematica al registro delle imprese direttamente dal commercialista, titolare della firma digitale. Quindi, quand'anche il commercialista non possa tecnicamente autenticare le sottoscrizioni delle cessioni di quote sociali, l'intervento del notaio non è più necessario in tal caso, nonostante alcune sentenze di tribunale si ostinino ad esigere ancora l'autentica del notaio per l'iscrizione nei R.I., ma queste sentenze hanno ben poco di giuridico.
  6. Le cessioni di quote di s.r.l.
  7. Evidentemente non è poi tanto insensato, in quanto il legislatore ha già conferito ai commercialisti il potere autenticante, pur non essendo questi ultimi dei pubblici ufficiali.
  8. E' vero che liberalizzare i notai non ha senso, ma avrebbe senso attribuire anche ad altri professionisti alcune delle funzioni oggi riservate inspiegabilmente ai notai, come è accaduto con le autentiche delle cessioni di quote sociali, attribuite anche ai commercialisti.
  9. Scusa, non ti volevo irritare: ho stima dell'amministratore di questo sito e degli altri iscritti.
  10. Io volevo integrare l'integrazione. Comunque non importa.
  11. Io propongo una colletta per costituire un fondo di solidarietà per i notai in difficoltà: mi sembra giusto aiutare le categorie in difficoltà e più indigenti.
  12. Ah si? Credevo che la testa di ognuno di noi servisse anche a capire quando una cosa è giusta oppure no, indipendentemente da ciò che dice il Governo o il Parlamento, che peraltro possono dire anche delle cavolate (per questo c'è la Consulta).
  13. Se il Governo non prevede l'indennizzo o ne prevede uno insufficiente, beh, la colpa è del Governo: l'importante è che la soluzione al problema esista, e se il Governo non vuole o non è capace di adottarla, la colpa è sua e di chi lo vota in Parlamento.
  14. Innanzi tutto non tutti i farmacisti hanno acquistato la licenza: molti l'hanno ereditata. Poi, a ragionare in questi termini, le cose non cambieranno mai, perché ci sarà sempre qualche farmacista "coglione" che ha comprato la licenza. Ad ogni modo, per eliminare il pregiudizio subito dal farmacista coglione, si potrebbe creare un indennizzo a suo favore, e così, da un lato, si eliminerebbe il danno per il farmacista mutuatario, e dall'altro si eliminerebbe l'ingiustizia sociale a carico dei farmacisti laureati ed abilitati.