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Onerireali

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Reputazione Forum

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  1. mi avete un pò abbandonato....capisco le feste (e ne approfitto per inoltrarvi da qui i miei miglioiri auguri di uno strepitoso anno nuovo), ma avrei bisogno del vostro aiuto per venire a capo di questa vicenda. Help!
  2. Carissimi Notai e valenti aspiranti, mi rivolgo a voi, quale umile artigiano del diritto, per una questione di diritto civile, ritenendo che voi, al di là di ogni polemica e livore di categorie, siate senza dubbio quelli che più di altri approfondiscono il diritto civile. Il mio dubbio su un caso processuale attiene alla materia delle donazioni, dove voi indubbiamente siete dei maestri. a vostro avviso, sarebbe possibile ritenere che il genitore che impiega suoi soldi per l'acquisto dell'immobile intestato al figlio, non possa in seguito chiedere al figlio di rifondergli le spese fatte per l'immobile di quest'ultimo, trattandosi di donazione indiretta? Vi ringrazio in anticipo dei vostri pareri come sempre illuminanti
  3. Per il discorso spese di registrazione della proprietà invero ci ha già pensato l'agenzia delle entrate.... Anche se lì è da vedere, perchè come vi dissi, l'immobile è stato con sentenza devoluto in comproprietà ai fratelli.... Quindi ci sarà probabilmente un secondo passaggio di registrazioni, se si procede con le rinunce. 1) Azzardo: immobile ad uso abitativo, mq 135 + terrazzo, il beneficiario ha titolo per i benefici prima casa. Possiamo ritenere che la cifra per la singola rinuncia possa attestarsi intorno ai 700 euro complessivi? più o meno? magari meno? 2) Accertata la mia assoluta inutilità nell'operazione de qua, mi confermate la validità giuridica della rinuncia alla quota di comproprietà e relativo accrescimento a favore degli altri comunisti? 3) A margine: questa oeprazione può consentire ai miei clienti di ritenersi anche esonerati dalle spese dell'AdE relative alla registrazione dell'immobile a seguito della sentenza del Tribunale? troppa grazia? che ne pensate?
  4. Sì è evidente che non può qualificarsi tecnicamente come rinuncia all'eredità, ma alla quota di comproprietà. E cioè in soldoni (mai espressione fu più azzeccata) quanto gli tocca pagare? In merito all'atto (scusate l'insistenza, chiedo venia, ma avrei ricevuto incarico di curare quest'atto da portare al Notaio per far vi autenticare la firma e ridurre il carico di spese) posso prepararlo io, umile artigiano del diritto, visto che si tratta di autentica di firma?
  5. NOn è rinuncia parziale... IL bene immobile è anche l'unico cespite ereditario. Quanto alla procedura è stata già fatta la divisione, ma essendosi raggiunto solo l'accordo sulle quote (a seguito di CTU), il giudice, bontà sua, ha pensato bene di non assegnare l'immobile ad alcuno: pertanto lo stesso rimane in comproprietà ..... bellissimo. Ora il cliente vorrebbe definitivamente liberarsidella quota, tenuto peraltro conto che altri abitano lo stesso appartamento. Non entro oltre nel merito perchè la vicenda in realtà è più complessa di così, ma tanto rende l'idea del tutto.
  6. assolutamente! Dici che il Notaio vuol fare da sè? ergo io divento in automatico inutile in tutto ciò? :( Hai la licenza di uccidere almeno? E per quanto riguarda i costi?
  7. Gentilissimi Notai ed aspiranti Notai, sareste così gentili da pubblicare qui di seguito un modello di RINUCIA ALLA QUOTA EREDITARIA RELATIVA A BENE IMMOBILE? Non essendo del settore notarile ma modesto artigiano del diritto con titolo di avvocato, devo predisporre l'atto per un cliente che si rivolgerà in seguito al Notaio per l'autentica della firma. In secondo luogo questo atto di disposizione, in termini molto pratici, quanto potrà costare, registrazione compresa, al ciente, su per giù? Vi ringrazio, come sempre, in anticipo per la vostra squisita benevolenza e gentilezza. Obbligato e servo vostro...
  8. Intanto grazie a tutti gli intervenuti. Come sempre siete chiarissimi e puntuali. Trattandosi di procura irrevocabile, mi chiedevo se la revoca sarebbe comunque efficace. Un altro notaio mi ha suggerito la strada della diffida anzichè della revoca, a suo giudizio non utilizzabile proprio in virtù del fatto che si tratta di procura irrevocabile, e pertanto la revoca in questo caso sarebbe un non senso giuridico. In particolare mi diceva questo notaio si dovrebbe inviare una diffida a non vendere motivata al procuratore, il quale resterebbe comunque titolare della procura irrevocabile, ma, dalla data della diffida ricevuta, diventerebbe responsabile verso il mandante dell'eventuale compravendita realizzata a suo danno. Voi come la vedete? Vi risulta un modello di diffida del genere?
  9. Carissimi amici notai o aspiranti notai, conoscendo già la vostra preparazione e competenza per altre conversazioni intrattenute qui, vi sottopongo un quesito rispetto al quale un notaio mi ha fornito un parere che mi lascia perplesso. Tizio, che si trova per lavoro in un luogo diverso rispetto a dove si trova un immobile di sua proprietà, rilascia procura irrevocabile a vendere a Caio, prevedendo che Caio possa vendere senza preventivo consenso di Tizio, ma che Tizio non possa viceversa vendere senza previo consenso di Caio. Le cose però sono cambiate.... Tizio intende oggi abitare l'immobile e non vuole più venderlo e, come spesso accade in questi casi, la sorte ci mette lo zampino ......, e si dà il caso che i rapporti tra Tizio e Caio si siano irrimediabilmente deteriorati. A mio avviso, ma posso tranquillamente ammettere che le mie conclusioni siano del tutto errate, Tizio, in quanto proprietario, può tranquillamente prendere possesso dell'immobile, cambiare la serratura, e di fatto revocare la procura sia pure irrevocabile a suo tempo data a Caio, sostanzialmente in modo tacito, per fatti concludenti. O al massimo, sempre a mio avviso, comunicare con racc A/R a Caio (e al Notaio?) che revoca la procura in quanto intende abitare l'immobile di sua proprietà, quindi revocando espressamente la procura. La revoca espressa servirebbe a porre Tizio, sempre a mio avviso, al riparo da eventuale richiesta risarcitoria di Caio, che nel frattempo, ignorando (o fancedo finta di ignorare) che Tizio ha preso possesso di fatto dell'immobile, ritenga di aver maturato un danno derivante dall'aver avviato trattative con terzi per la vendita, divenuta di fatto impossibile. Il Notaio, di contrario avviso, mi dice che in realtà Tizio non può revocare la procura senza il consenso di Caio (che, stante ai rapporti tra i due, sicuramente si rifiuterà), e che in assenza del consenso di Caio occorre un provvedimento giurisdizionale (quale?). Cari amici, che ne pensate di tutta questa faccenda? Anticipo fin d'ora i dovuti ringraziamenti a tutti voi per la cortese attenzione al superiore quesito.
  10. Ti ringrazio! analisi lucidissima e chiara!
  11. Fatemi capire un attimo .... Faccio un esempio: ci sono 4 fratelli: A vuole ottenere l'assegnazione dell'immobile; B fa il contratto di cessione condizionato come indicato ad inizio post; C e D formulano con scrittura privata autenticata rinuncia alla loro quota dell'immobile. Che succede? si accrescono le quote di A e B, o solo quella di A per effetto del contratto di cui sopra?
  12. MI parrebbe di capire che in sostanza si possa fare anche la rinuncia....
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