Vai al contenuto

Antonio Mattera

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    961
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    70

Antonio Mattera last won the day on May 2

Antonio Mattera had the most liked content!

Reputazione Forum

415 Excellent

Su Antonio Mattera

  • Rank
    Platinum member

Informazioni del profilo

  • Sono
    Maschio
  • Corte d'Appello
    Napoli

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. Antonio Mattera

    correzione scritti Aprile 2018

    E pur si move ... Ma che!
  2. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    La seconda ... per quanto mi risulta dalle mie ricerche post concorso ... La convivenza è la causa in concreto, del collegamento negoziale ... Mi sono fatto l'idea - non so se corretta - che il contratto di convivenza sia un "contenitore": ci si può "riversare" un po' di tutto, purchè finalizzato ... alla convivenza
  3. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Dallo studio di A. Pischetola: 2.3. La imposizione indiretta dei contratti di convivenza portanti convenzioni (e clausole) con efficacia traslativa. Quanto ai criteri d’imposizione delle convenzioni (e clausole) con efficacia traslativa, bisognerà innanzitutto verificare se il trasferimento (segnatamente immobiliare): 1) non sia altro che l’effetto di un contratto “tipico” di donazione o vendita, nel qual caso non si profilerà criticità alcuna applicandosi i principi generali in materia fiscale; 2) o avvenga nell’ambito di un contratto traslativo posto in essere nell’adempimento di una pregressa obbligazione contrattuale assunta dal disponente o di un’obbligazione “naturale” (connessa come tale al legame di convivenza in sé); 3) o si articoli come “corrispettivo” di una prestazione assistenziale, magari vitalizia, cui per ipotesi si possa obbligare anche un terzo “vitaliziante’: prestazione da eseguire a favore di un primo beneficiario (vitaliziato) e, laddove opportuno o richiesto, anche a favore di ulteriore beneficiario, dopo la morte del primo (nella formula del contratto a favore del terzo – beneficiario – da eseguire dopa la morte dello stipulante ex art. 1412 c.c.); Anche qui pare che il contratto di convienza sia un "contenitore" ... Forse mi sono fatto io un'idea sbagliata
  4. Antonio Mattera

    Orali 2018: cosa sta succedendo?

    I bocciati all'orale vanno sempre rapportati al numero dei promossi agli scritti ... è normale che in un concorso a 150 posti ci siano 1 o al massimo 2 bocciati ... in un "concorsone" è normale che aumentino ... Finanche a 5-6 ... Non credo che andranno oltre
  5. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    D'accordo ... Ma allora ciò che ha scritto Rizzi?
  6. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    passerà tutto ... Non credo che questa prova farà selezione
  7. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Se fosse diversamente e si potesse prescindere dalla qualificazione autonoma delle singole fattispecie negoziali, un soggetto potrebbe trasferire al partner il proprio intero patrimonio "a titolo di convivenza" (sic!), ledendo i diritti di eventuali suoi legittimari, che rimarrebbero privi di tutela.(Né un simile atto potrebbe qualificarsi come adempimento di un'obbligazione naturale, in quanto verrebbe meno il criterio di "proporzionalità e misura", che invoca la giusprudenza per discernere la fattispecie de qua dalla donazione). A diversa conclusione, naturalmente, si perviene ove si ritenga che la convivenza sia la causa della più ampia operazione negaziale, dato che ogni negozio conserva comunque la sua autonoma qualificazione causale. Del resto, mi sembra che anche Rizzi sia orientato in tal senso, nella parte in cui afferma che il contratto di convivenza può anche contenere traferimenti all'altra parte, da qualificarsi come donazioni o atti di adempimento di obbligazioni naturali.
  8. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Ció premesso, mi sono convinto - forse, erroneamente - che con il mantenimento le parti non modulano tra loro l'assolvimento di un obbligo legale, perché il minore non é figlio della coppia ... Ma con esso Tizio assume l'obbligo puramente in via negoziale. Quindi, delle due una: a) si usa la stipulazione a favore del terzo. In tal caso, però, bisogna presupporre che il contratto, su cui essa si innesta, sia a prestazioni corrispettive. É necessario, dunque, individuare la controprestazione di Caia, che assume la veste di stipulante. Si potrebbe, quindi, immaginare: - che il mantenimento del minore sia assunto da Tizio in adempimento di un'obbligazione naturale verso Caia; - che la controprestazione di Caia sia costituita dal lavoro domestico; b) non essendoci corrispettivo, si sia in presenza di una donazione obbligatoria verso il minore, che solo lato sensu può essere ricondotta nel contratto di convivenza, in quanto il minore fa comunque parte della famiglia di fatto e tale pattuizione, dunque, é pur sempre diretta a regolamentare le modalità di contribuzione della vita comune. Probabilmente chi ha scritto la traccia non è sceso così in profondità, ma il problema causale, in tal caso, é evidente ...
  9. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    In questi gg. post concorso mi sono documentato .... anch'io volevo capire. Ho avuto modo di comprendere che il contratto di convivenza é una sorta di "contenitore", nel quale é possibile calare qualsiasi negozio che abbia come finalità la regolamentazione della vita comune sotto il profilo patrimoniale. Tali fattispecie negoziali non perdono la propria autonomia causale, ma sono accumunati dalla circostanza di perseguire una finalità condivisa. La convivenza, dunqua, non sarebbe altro che la causa in concreto, la causa del collegamento negoziale. Del resto, la conferma si ricava dallo stesso comma 53, che nella sua elencazione richiama profili diversi, dalla elezione della residenza comune alla scelta della comunione legale. Non esiste, dunque, una causa convivenza, parificabile alla causa della vendita, della transazione, della donazione, ecc. ... Ma esiste la causa - per così dire- del "contenitore", che accomuna tutti i negozi in esso ricompresi. In questa prospettiva, dunque - per essere provocatorio - anche una vendita potrebbe essere finalizzata alla convivenza.
  10. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Tu che pensi al riguardo?
  11. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Non lo so ... Perciò chiedo il parere altrui ... Il mio dubbio é: Il 1411 regge nel nostro caso? Dalla p.t., di certo, si evince che la deviazione dell'effetto era la soluzione principale ... Ma, avendo pubblicato due volte sull'argomento e avendolo approfondito, mi sono sorti dubbi sulla correttezza del suo utilizzo nel caso di specie Ovviamente, anche con le due donazioni la volontà delle parti comunque viene realizzata (pur essendo diversi gli effetti). Non ci vedo motivi ostativi
  12. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Aggiungo che, secondo la dottrina specialistica (Oberto), con il contratto di convivenza le parti possono liberamente “modulare” tra loro le spese per il mantenimento dei propri figli: esse, dunque, non fanno altro che regolamentare in modo diverso un obbligo posto già a loro carico dalla legge. Nel caso in esame, invece, Tizio non è padre del minore e, dunque, assume l’obbligo di mantenerlo esclusivamente in via negoziale.
  13. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Propongo un'ulteriore riflessione, al fine di valutare fino a che punto la soluzione proposta dalla parte teorica (pattuizione a favore di terzo minore) della traccia fosse corretta ... Ovviamente, senza pensare a ciò che abbiamo scritto e alla soluzione da noi adottata ... Cerchiamo di riflettere in maniera disinteressata Il mantenimento – com’è noto – è un contratto a prestazioni corrispettive: a fronte del trasferimento di un immobile o della cessione di un capitale, una parte si obbliga nei confronti dell’altra a fornirle, vita natural durante, prestazioni assistenziali dirette a soddisfare le sue esigenze di vita. Nel caso di specie la traccia è volutamente (?????) generica: essa dice semplicemente che “Tizio vuole assumere l’obbligo di provvedere al mantenimento del figlio di Caia”, senza far alcun riferimento ad un corrispettivo versato dalla madre. Di fronte a tale situazione fino a che punto è corretto ricorrere alla stipulazione a favore del terzo?? In dottrina è pacifico che il costrutto di cui all’art. 1411 c.c. sia dettato per i soli contratti a prestazioni corrispettive. Quale dovrebbe essere, dunque, la controprestazione della madre-stipulante? Il lavoro domestico? Forse, per utilizzare il costrutto dell'art. 1411 c.c, avremmo dovuto ipotizzare che Tizio si obbligava verso Caia a provvedere al mantenimento del figlio di lei in adempimento di un dovere morale verso la stessa? Se la controprestazione dello stipulante non emerge dall'atto, quest'ultimo è comunque valido? O sarebbe un atto privo di causa? Ho letto un libro di Oberto nel quale egli sostiene che il contratto di convivenza si regge sullo scambio reciproco, tra i conviventi, di adempiere i propri doveri morali verso l'altro; tuttavia, ogni qualvolta la prestazione sia svolta da uno solo dei conviventi, o sia palesemente "sbilanciata" rispetto alla prestazione dell'altra parte, si sarebbe dinanzi ad una donazione. Alla luce di ciò, sarebbe possibile configurare una donazione al minore, avente ad oggetto il mantenimento (rectius, una donazione obbligatoria)? Ove si adottasse tale prospettiva, non ci sarebbe spazio per il meccanismo di cui all'art. 1411 c.c, dal momento che non è possibile “deviare” l’animus donandi, essendo lo stesso caratterizzato dalla “personalità” verso il donatario. In altre parole, la madre non potrebbe essere lei la donataria, perchè non è concepibile una “donazione a favore del terzo”. Grazie a tutti coloro che contribuiranno alla discussione
  14. Antonio Mattera

    Terza prova 13 aprile

    Se pensi al caso del concorso, ove non si fosse presupposta l'applicazione del 537 bis cpp e si fosse scelta la strada dei "soli legati", Tizio, non potendo diseredare il figlio, può escluderlo dalla sua successione soltanto mediante l'esperimento dell'azione di indegnità ... Non credo che, per fare ciò, debba aspettare la sua morte e sperare che lo facciano i suoi eredi ... Da qui si può trarre la soluzione del problema ... Se poi dopo la sentenza ci ripensa, può sempre riabilitarlo ... è il testatore che ha agito inutilmente: ca ... i suoi!
  15. Antonio Mattera

    Scritti 2018

    Una cosa è incidere sul rapporto di convivenza, che vuol dire spingere la parte ad intrattenere, per un determinato tempo, un rapporto personale con un dato soggetto. Altra cosa è incidere sul contratto di convivenza, che significa indurre la parte a lasciare invariato, per un dato tempo, l'assetto patrimoniale delineato con il contratto medesimo. Nel primo caso si incide su una libertà personale. Nel secondo caso Caio potrebbe recedere dal contratto, perdere l'attribuzione ... ma - e questo, secondo me, l'aspetto importante - continuare il rapporto di convivenza Poi - per carità - probabilmente sono in errore
×