mattia.chiara

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  1. per forza, non dorme.
  2. Bastava scriverlo una volta sola, credimi.
  3. Spero che non ragionino così, perchè è addirittura contrario alla giurisprudenza. E non sono sofismi è esegesi! Se manca qualcosa devono bocciarti, ma per farlo deve trattarsi di un elemento costitutivo (visto che la traccia richiedeva questo) o perlomeno così dovrebbe essere. Tra i tanti documenti, segnalo: - Studio 276/2015 in corrispondenza della nota 16 “Un ulteriore esempio di operazione di rafforzamento patrimoniale, e conseguente capitalizzazione della società, nella quale le risultanze del bilancio – in assenza totale di alcuna perizia di stima – sono dirimenti, è quella che si realizza quando, acquisito un bene a titolo oneroso con una modalità di pagamento dilazionata, si procede poi ad un aumento di capitale a pagamento: la struttura dell’aumento prevede generalmente una liberazione del conferimento in denaro, ma l’aumento stesso – espressamente od implicitamente – contempla una possibilità di compensazione tra il debito del socio derivante dalla sottoscrizione ed il suo credito – al pagamento del prezzo - derivante dalla vendita del bene. Anche in questo caso, a conferma di un contesto nel quale regna una tendenziale fiducia verso l’operato degli amministratori, una sopravvalutazione del bene acquistato, con conseguente iscrizione in bilancio di un credito – gonfiato – del venditore, porterebbe a facili elusioni del corretto metodo di formazione del capitale, ma non per questo vi è alcuna voce che ricava in via interpretativa l’obbligo di ricorso ad una perizia giurata di stima”; - Cass. 939/1996 " Va ancora osservato che la compensazione, quale modo di estinzione delle obbligazioni,differisce nettamente dalla cessione del credito enon può trovare limitazioni al suo operare,quindi, nelle norme che disciplinano i conferimentidi crediti, ispirati ad una ratio particolare,inerente alla natura di tali conferimenti". - Trib. Roma 2002 “è legittimo il conferimento mediante compensazione con un controcredito del socio, senza bisogno di stima, anche se esso consiste nel corrispettivo di un appalto riconosciuto dalla società committente in via anticipata rispetto all’esecuzione dell’opera una volta escluso il carattere simulato del contratto e senza che l’oggetto del conferimento sia assimilabile ad una prestazione d’opera” - massima 125 milano secondo cui "l'iscrizione del debito nella contabilità e quindi nel bilancio, in una con le cautele che assistono la formazione ed il controllo del bilancio stesso, è infatti da considerare "elemento certificativo" della sua esistenza e del suo ammontare, indipendentemente dalla causa contrattuale dalla quale il debito stesso origina " e, inoltre, "Non può tuttavia escludersi che, allorquando il debito non abbia natura finanziaria, possa risultare evidente l'esistenza di un nesso (di natura temporale o funzionale) tra la delibera di aumento in denaro e l'operazione (nell'esempio di cui sopra, la compravendita di beni con prezzo dilazionato) da cui il debito da compensare origina. In tali ipotesi potrà essere opportunamente valutato se i principi che regolano la corretta formazione del capitale non consiglino l'erezione di una perizia di stima". E si tratta della stessa ipotesi che nel 2011 considerava il consiglio notarile di Firenze che però suggeriva una diversa soluzione rilevando che "È tuttavia vero che il meccanismo della compensazione potrebbe prestarsi ad operazioni di elusione della normativa che disciplina i conferimenti in natura. Si pensi all’ipotesi in cui il socio e l'amministratore si accordino affinché il primo venda un bene alla società, che non ne paga il prezzo, per poi consentire la compensazione del credito con il debito derivante dalla sottoscrizione dell’aumento di capitale. Al fine di fugare dubbi sulla legittimità dell’operazione, può essere pertanto opportuno evidenziare nella delibera le ragioni dell’aumento in modo da escludere profili di responsabilità degli amministratori che abbiano effettuato una compensazione volontaria laddove l’interesse della società fosse stato invece quello di ottenere nuove risorse finanziarie e non tanto di sola patrimonializzazione". - massima 4 campania che non riesco a incollare;
  4. si ma se ti chiedono di presupporre i documenti necessari, tu alleghi qualsiasi cosa per non sbagliare? E' questo è "sicuramente più rispondente alla funzione notarile"? E poi non generalizzare, io - non "voi" - ho fatto riferimento a un problema specifico e non ho detto che i compiti andavano depurati di tutto. Cm avrai ragione tu, la Cassazione e il cnn hanno sbagliato.
  5. Avevo inteso quello leggendo il tuo commento (" basta ovviamente che essa ci sia") E, detto tutto, non capisco la ragione per cui venga da tutti scritto che questo è il caso della massima 125 di milano. Nella massima si fa riferimento alla vendita di un bene con prezzo non esigibile perchè dilazionato. Ed effettivamente in quell'ipotesi è labile il confine tra conferimento del bene/credito e compensazione, motivo per cui milano la ritiene in simile ipotesi opportuna (con la precisazione del cnn che, neppure nel caso di compensazione volontaria, si tratta di un adempimento necessario). Anche la massima 4 della Campania coglie questa differenza. Il nostro caso è invece quello della cassazione del 1996, del tribunale di Roma del 1998 e di altra giurisprudenza e anche in questi casi la causa del credito non era "finanziaria". Se fosse stato un paletto, perchè scrivere "esigibile" e di presupporre i documenti "necessari". Scusa lo sfogo. E comunque sarei stato anche io più tranquillo se avessi inserito una perizia ove occorrer possa evitando di leggere il termine "necessario" per quello che è il suo significato (ossia senza di esso non fai l'operazione). cm correggono per primo commerciale?
  6. Marco ma la perizia non è necessaria (e la traccia chiedeva di presupporre i documenti necessari). Non lo dico io ma la giurisprudenza che si è espressa sul punto e il Cnn. Tra l'altro Il caso del concorso era un caso di compensazione legale e non di compensazione volontaria, di cui si occupa la massima di milano ritenendo la perizia opportuna (ma non necessaria). E questa differenza è considerata altresì dalla massima 4 della campania. Se questo è davvero un paletto, è un errore di diritto.
  7. si ma prima deve rinunciare al legato sostitutivo E' il codice a scriverlo all'art. 551. Se non facesse numero tra i legittimari sull'indisponibile di chi graverebbe il legato sostitutivo? Che io ricordi la tesi che prevale, anche alla luce delle sezioni unite, è quella che tu non citi ossia ACCRESCE LA DISPONIBILE Non c'è il presupposto perchè si apra proprio perchè la "disponibile" assorbe la differenza tra legittima che spetterebbe al legatario sostitutivo (che ovviamente deve essere considerato tra i legittimari) e valore del legato sostitutivo. Dunque il beneficiario della disponibile avrà una quota di eredità "maggiorata" rispetto a quella che avrebbe avuto se tutti i legittimari fossero stati istituiti nella legittima. Comunque ricordiamoci che il concorso non è questo e che "i copiatori" (così come li definisce autorevole dottrina ) hanno trascritto la volontà del testatore (vuole attribuire al figlio Secondo sia la quota di legittima sia la quota disponibile) e quindi non possono aver sbagliato qualunque cosa si sostenga (anche assurda, come purtroppo ho letto).
  8. Se ti rifeirisci a me io ti ho citato perchè esponevi il problema non per altro. E poi tranquillizzati la tua risposta è tutto tranne che puntuale e ben argomentata. Ti limiti a ripetere il tuo ragionamento citando norme come il 631 e il 734,2 che non rilevano in alcun modo. Anzi qui devi proprio dimostrare che non sia stato assegnato l'intero. Il legato sostitutivo grava sull'indisponibile e per la differenza sulla disponibile. Ove il suo oggetto valga meno dell'indisponibile ne beneficierà l'istituito nella disponibile. Ti ripeto la relatio la fai riferendoti alla legittima ma la disponibile non è fissa ed è proprio la cassazione che citi a dirlo. Spero che tu lo vinca ma, detto questo, dovresti imparare a essere meno spocchioso perchè non fai una bella figura. In tanti anni di studio ho conosciuto un solo fenomeno - uno che a 26 anni ha preso 131 - e mai è stato altezzoso.
  9. 1) discutibile - per quanto concerne il concetto di disponibile - ma dipende come hai scritto la disposizione 2) ok. se presupponi quanto sopra ma la disponibile, comunque tu la intenda, è mutevole. 3) ok 4) non è assolutamente così 6) (la 5) non l'ho trovata) a) l'eccedenza grava sulla disponibile perchè si è ormai esaurita la legittima (o meglio, nel caso di specie, la quota di eredità riservata) b) - il legato sostitutivo non va accettato - il 631 non rileva dato che tu ritieni che la tua istituzione si attui per relatio formale (il 631 è riferito alla cd relatio sostanziale) - verissimo che la legittima non muta per eventi successivi all'apertura della successione, lo dicono le sezioni unite del 2006 ma per la disponibile non vale lo stesso discorso anzi è proprio il contrario perche ciò che non è legittima è disponibile. In sintesi: Il tuo assunto vale per il solo caso in cui si sia fatto rirerimento alla disponibile calcolata "sulla base dei legittimari presenti all'apertura della successione e indipendentepente dalle vicende successive". Senza questa specificazione no perchè il concetto di disponibile è mutevole. In ogni caso la successione necessaria è forse la parte più fumosa del codice civile e dominarla non possibile tant'è che non è stato capace nemmeno Mengoni. Dunque eviterei di formulare certezze, anche perchè è fin troppo evidente che chi ha redatto la traccia non aveva neppure pensato alla tua lettura. Cordialmente, Mattia
  10. Esatto è proprio così - e anche ti riferisci alla successione necessaria - la disponibile è tutto ciò che non è legittima. E non ci sono più disponibili ma solo una che ha carattere residuale rispetto alla legittima. Anzi è la stessa cassazione che afferma il carattere mutevole della disponibile.
  11. Fulgor, ho letto con attenzione l'oggetto del dibattito relativo all'istituzione di erede. Se ho ben compreso tu ritieni che la quota di eredità corrispondente alla legittima che spetterebbe al legatario sostitutivo non venga assegnata ove ci si limiti a ricopiare la traccia e che, dunque, rispetto a tale quota di eredità si apra la successione ab intestato. Sul punto faccio queste brevi considerazioni: 1) In ogni caso il tuo postulato potrebbe valere per la sola quota di eredità "non coperta" dal legato sostitutivo perchè il legato sostitutivo grava pur sempre sull'indisponibile. Ora, se il legato sostitutivo valesse meno della legittima tale diferenza incrementerebbe la disponibile. La dottrina prevalente, per quanto ne so, sostiene questa tesi. 2) E' vero che non vi è quota mobile nella successione necessaria e lo affermano le sentenze gemelle del 2006 con riguardo però alla sola legittima. Il ragionamento della corte è che, siccome la leggittima è un limite alla facoltà di disporre del de cuius, essa deve essere determinata all'apertura della successione e non può dipendere da eventi successivi. Dunque la legittima non è "mutevole" ma lo è la disponibile e deve per forza essere così perchè ciò che non è legittima è disponibile. 3) Bisognerebbe comunque riflettere sul fatto che il ragionamento della corte possa essere calato nel caso di specie perchè qui non si tratta di successione necessaria. Un conto è la successione necessaria un conto è il testamento con cui tu istituisci erede un soggetto in una quota corrispondente alla legittima e alla disponibile perchè, in tal caso, consideri la parte disponibile del patrimonio relitto perchè è su quello che si apre la successione. 4) Anche la soluzione da te proposta è pericolosa perchè se tu istituisci Primo erede universale e Secondo nella legittima stai superando l'intero. Istituire un soggetto erede universale significa, di per sè, istituirlo nell'intero. E dunque cosa rimane a quello istituito nella legittima? 5) Non va dimenticato che non hai nessuna certezza che si apra la successione ab intestato anche perchè la legittima di uno degli istituiti potrebbe da sola esaurire l'intero. La quota di eredità riservata infatti è sempre - salvo che si segua la tesi di Pino - pari o superiore alla legittima ma mai inferiore. In sintesi non penso che ci siano soluzioni realmente appaganti e men che meno che sia stato un subdolo trabocchetto. Forse - compreso il problema - si poteva cercare di essere il più accorti possibile nella redazione della clausola palesando l'intento di evitare l'apertura della successione ab intestato e prevedendo, altresì, sostituzioni a catena. Cordialmente, Mattia
  12. Ho letto con attenzione l'oggetto del dibattito. Se ho ben compreso tu ritieni che la quota di eredità corrispondente alla legittima che spetterebbe al legatario sostitutivo non venga assegnata ove ci si limiti a ricopiare la traccia e che, dunque, rispetto a tale quota di eredità si apra la successione ab intestato. Sul punto faccio queste brevi considerazioni: 1) In ogni caso il tuo postulato potrebbe valere per la sola quota di eredità "non coperta" dal legato sostitutivo perchè il legato sostitutivo grava pur sempre sull'indisponibile. Ora, se il legato sostitutivo valesse meno della legittima tale diferenza incrementerebbe la disponibile. La dottrina prevalente, per quanto ne so, sostiene questa tesi. 2) E' vero che non vi è quota mobile nella successione necessaria e lo affermano le sentenze gemelle del 2006 con riguardo però alla sola legittima. Il ragionamento della corte è che, siccome la leggittima è un limite alla facoltà di disporre del de cuius, essa deve essere determinata all'apertura della successione e non può dipendere da eventi successivi. Dunque la legittima non è "mutevole" ma lo è la disponibile e deve per forza essere così perchè ciò che non è legittima è disponibile. 3) Bisognerebbe comunque riflettere sul fatto che il ragionamento della corte possa essere calato nel caso di specie perchè qui non si tratta di successione necessaria. Un conto è la successione necessaria un conto è il testamento con cui tu istituisci erede un soggetto in una quota corrispondente alla legittima e alla disponibile perchè, in tal caso, consideri la parte disponibile del patrimonio relitto perchè è su quello che si apre la successione. 4) Anche la soluzione da te proposta è pericolosa perchè se tu istituisci Primo erede universale e Secondo nella legittima stai superando l'intero. Istituire un soggetto erede universale significa, di per sè, istituirlo nell'intero. E dunque cosa rimane a quello istituito nella legittima? 5) Non va dimenticato che non hai nessuna certezza che si apra la successione ab intestato anche perchè la legittima di uno degli istituiti potrebbe da sola esaurire l'intero. La quota di eredità riservata infatti è sempre - salvo che si segua la tesi di Pino - pari o superiore alla legittima ma mai inferiore. In sintesi non penso che ci siano soluzioni realmente appaganti e men che meno che sia stato un subdolo trabocchetto. Forse - compreso il problema - si poteva cercare di essere il più accorti possibile nella redazione della clausola palesando l'intento di evitare l'apertura della successione ab intestato e prevedendo, altresì, sostituzioni a catena. Cordialmente, Mattia
  13. Sull'opportunità sono d'accordo ma quello che mi sono permesso di puntualizzare è che la massima 125 di milano non si riferisce alla compensazione legale. Personalmente non l'ho presupposta motivando che non si trattava di un documento necessario ma tanto, si sa, fanno quello che vogliono
  14. Mi permetto di osservare che non si tratta dello stesso esempio. La massima 125 fa riferimento alla vendita con prezzo dilazionato mentre la traccia riguardava una vendita il cui prezzo era esigibile. Ulteriormente, la traccia chiedeva di presupporre i documenti necessari e, anche la massima 125, fa apparire la perizia opportuna ma non necessaria. In tal senso anche un cnn.