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MUCHO

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  1. MUCHO

    Donazione

    Potete inserire gli estremi delle sentenze a cui fate riferimento? Grazie
  2. Salute a tutti! I testi da voi citati sono per me utilissimi poichè riassumono, corredandoli di casi pratici, le diverse teorie e i vari orientam. giurisp. su gli argomenti principali della volontaria giurisdizione, dei diritti reali, delle obbligazioni e delle persone giuridiche. Se si hanno perplessità sulle prese di posizione basta non seguirle o, come avete fatto tutti, confrontarle con altri "testi sacri", Iannuzzi, Santarcangelo e per alcuni, come me, Simone! Per me è il primo approccio al concorso e credo che testi tratti da lezioni del Capozzi vadano più che bene. Buono studio a tutti ps: gli interventi di Simone sono faticosi da leggere..! anche se lascia trasparire un pò troppo nervosismo, Ianez ha ragione.
  3. Contribuisco anch'io: n°4 della rivista "Notariato" IPSOA Salut !
  4. Caro Pacuvio rispetto al punto 1) da te sottolineato credo di aver messo in evidenza l'accordo delle parti scrivendo "...convengono ..... quanto segue ...." che vuol dire che tutto ciò che segue a quella locuzione è frutto di accordo e non di dichiarazione unilaterale. Riguardo al punto 2) credo non vi siano dubbi sulla natura negoziale dell'accettazione di Y dato che ho fatto esplicitamente presente che il "summenzionato" regolamento contrattuale produrrà effetto nel momento in cui Y manifesterà la sua volontà secondo il dettato dell'art.1326 c.c L'applicabilità di detto articolo non è messa in discussione dai sostenitori della tesi della natura negoziale dell'accettazione dell'oblato. Tra l'altro la mia soluzione non è niente altro che un adattamento della formula presente nel formulario Avanzini-Iberati n. 32.4 lett. B) . Saluti
  5. Caro Alberto, la tua domanda è: Nel caso che un incapace (nella specie un interdetto) debba vendere un immobile a lui legato da un parente defunto, a Chi e secondo quale norma chiedereste l'autorizzazione? 747 c.p.c. oppure 375 (o 320) c.c.? Se l'immobile è oggetto del legato e il legato si acquista al momento dell'apertura della successione senza accettazione, l'immobile è già entrato nel patrimonio dell'incapace e non è senz'altro un bene "ereditario". Non vedo perchè si debba ricorrere all'art.747 cpc che si applica per quei beni che non sono ancora entrati a far parte del patrimonio dell'incapace, come nel caso di beni mobili quando non sono ancora decorsi 5 anni dalla dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario ( art 493 comma 2), o quando non è ancora terminata la procedura di liquidazione concorsuale dell'eredità ( art 502 comma 3 ) ( testuale da Iannuzzi e dottrina maggioritaria concorde). Saluti
  6. Ciao ragazzi! anche io non mi ero mai posto il problema e, così a caldo, ritengo si debba applicare l'art.375 c.c. Un dubbio però mi sovviene: il legato senza pesi e condizioni si acquista senza accettazione ex 374 punto 3 ? (non ho sotto mano lo Iannuzzi!) se non ricordo male è così. Pertanto il bene non è sicuramente ereditario in quanto acquisito definitivamente al patrimonio dell'interdetto e non si applica il 747 cpc. Il comma 4° di detto articolo credo si riferisca alla alienazione da parte dell'incapace di un bene oggetto di un legato di specie, per il quale l'onorato non abbia ancora domandato la consegna all'erede e perciò si trovi ancora nell'asse. Non si riferisce alla richiesta di autorizzazione da parte del legatario ma dell'erede incapace rispetto a un bene oggetto di legato di specie. Senza alcuna sicurezza...vi saluto!
  7. Totalmente d'accordo! Io farei anche così: Contratto di Opzione .......................................................................................... .......................................... ............ ................... ...... ............... ................ Detti comparenti....................convengono e stipulano quanto segue: X propone, e rimane vincolato alla sua proposta fino alla data del ........, il rapporto contrattuale che segue. Entro tale data, a Y è riservata la facoltà di accettare o meno tale proposta. (segue contratto, completo dei suoi elementi essenziali, patti e clausole, a cui l'opzione fa riferimento) Il contratto summenzionato sarà concluso e produrrà effetto nel momento in cui l'accettazione da parte di Y, entro il termine suddetto, giunga a conoscenza di X. (eventuale)Quale corrispettivo per la concessione di tale diritto da parte di X, Y paga la somma di lire.....a X che rilascia ampia e finale quietanza di saldo.
  8. A tal riguardo è stato pubblicato uno studio sul notiziario del C.N.N. del 6 marzo c.a., a firma A.Ruotolo: "In estrema sintesi: a stretto rigore l’ammonimento oggi non è più necessario per le autentiche di dichiarazioni rese davanti a pubblico ufficiale, ma neppure appare esser vietato. Procedere comunque al richiamo delle sanzioni penali (che dovrà avvenire ai sen-si del D. P.R. 445/2000, artt. 3 e 76 e non più ai sensi della legge 15/1968, abrogata dal testo unico) appare tuttavia in linea con la finalità di rendere edotte le parti e, dunque, in questa ipotesi, il dichiarante, della particolare valenza della dichiarazione e della even-tuale responsabilità che ne può derivare." Saluti a tutti
  9. Cari amici, io come al solito sono un pò confuso! L'art. 1188 c.c. stabilisce che il pagamento va fatto al creditore o alla persona "indicata" dal creditore. pertanto se Tizio è il debitore e Caio il creditore, non è Tizio che deve volere che Mevio paghi il suo debito, come intende Anna, ma dovrebbe essere il creditore Caio a volere che Tizio adempia nei confronti di un terzo. L'iniziativa promana dal creditore, che indica, e non dal debitore che adempie al terzo indicato. Pertanto credo che l'esempio proposto da Anna non rientri nella fattispecie dell'art.1188 c.c. Saluti a tutti.
  10. Cara Anna, perchè occorrerebbe giustificare i poteri del rappresentante dell'ente mutuante se, come nell'atto proposto da Laura, il mutuante è una persona fisica e non un ente? E poi perchè nel contratto proposto l'ipoteca è solo eventuale? se non vi fosse non sarebbe necessario l'atto pubblico. Rispondetemi perchè sono un pò confuso oggi...! Un saluto affettuoso a tutti
  11. Sono d'accordo con Gaia. Una donazione di metà del bene in comunione legale da un coniuge all'altro avrebbe oggetto impossibile, violando l'art. 1346 c.c., dato che la comunione legale non prevede la quota intesa in senso reale e concreto. Occorre una convenzione matrimoniale a carattere dispositivo, ai sensi dell'art.162 c.c. , che escluda il singolo bene dalla comunione. Nonostante la dottrina sia divisa sull'ammissibilità di tale tipo di convenzione, e se sia una vera e propria convenzione, l'art. 2647 c.c. prevede la sua trascrizione è, pertanto, quantomeno plausibile la sua ammissibilità pratica. Saluti.
  12. Cara Anna, hai perfettamente ragione. Se si applicasse la normativa del tipo legale si lederebbe l'autonomia negoziale dei contraenti. All'epoca in cui hanno costituito la servitù volontaria, non esistevano le condizioni previste per la servitù coattiva e pertanto i rapporti tra i due fondi saranno regolati da quel contratto fino a quando le stesse parti contraenti non riterranno di assoggettarsi alla disciplina del tipo legale se ve ne fossero le condizioni. Nel caso in cui un solo contraente voglia ottenere la servitù coattiva, questi dovrà adire il giudice competente per ottenere una sentenza costitutiva. Credo non vi siano altre strade dato che la servitù, pur se coattiva, può nascere o per contratto o per sentenza del giudice. Saluti, il MUCHO
  13. Caro Alessandro, sono d'accordo che vi fossero esigenze sociali primarie da tutelare, ma credo anche che se il preliminare non fosse stato, e non fosse, così diffuso nella prassi immobiliare, vi sarebbero stati, allora come oggi, pochi giuristi interessati e intenzionati a sostenere, variamente argomentando, la tesi della trascrivibilità di un contratto ad effetti obbligatori. Andando contro, inoltre, ad un principio tradizionale del nostro codice civile. Tutti nei nostri studi assistiamo ad un "imbarbarimento fiscale" della professione del notaio, sempre più esperto tributarista, e di tutti coloro che svolgono una pratica notarile effettiva e quotidiana, sempre più influenzati, nella loro formazione, dalla "convenienza fiscale" di un atto piuttosto che dalla sua opportunità giuridica. A livello legislativo accade, aimè, la stessa cosa: l'evoluzione del diritto è sempre più legata ad esigenze contingenti, il più delle volte di natura fiscale. I continui contatti che molti giuristi hanno con il mondo politico governativo, la loro contiguità intellettuale, portano talvolta a sostenere soluzioni legislative innovative, cercando nei meandri del codice o di qualche legge precedente una seppur minima e flebile ratio giustificatrice. Comunque la mia resta una provocazione, sono pronto a sostenere il contrario in sede di concorso e ad allinearmi, per motivi tuzioristici, alla tesi dominante...!!! Un saluto affettuoso, il MUCHO.
  14. Cari colleghi leggo e riporto testualmente da "Notariato" n.4/1997, p.366:" Non avrei dubbi neanche sulla trascrivibilità del contratto preliminare unilaterale. A questo proposito si è fatto proprio in sede accademica, un ben strano ragionamento. Si è detto: poiché partiamo dal presupposto che l'opzione non possa essere trascritta e poiché l'opzione è più forte come struttura del contratto preliminare unilaterale anche quest'ultimo non può essere trascritto. Questo ragionamento, a mio avviso, è sbagliato perché non tiene conto che nel contratto preliminare unilaterale è il contratto che è volto al trasferimento attraverso l'attuazione all'obbligo di trasferire a favore del promissario acquirente. Nell'opzione la contrattualità è fuori dal meccanismo traslativo, perché nell'opzione il contratto si esaurisce nella funzione di creare una proposta irrevocabile; il contratto, mi sia permesso di dire, sta fuori dallo schema volto al trasferimento, il contratto è finalizzato esclusivamente a realizzare un risultato: che un soggetto faccia una proposta irrevocabile. Il contratto, quando c'è la proposta irrevocabile, frutto dell'accordo, magari oneroso, il contratto, dicevo, ha finito di svolgere la sua funzione. Ed allora, certamente, non può essere trascritta l'opzione perché se dovessimo trascrivere l'opzione immobiliare, noi trascriveremmo una proposta, perchè il contratto non c'è più quando c'è la proposta irrevocabile Il contratto ha, come dicevo, esaurito la sua funzione ed è scomparso. Ormai è un fatto storico. La proposta irrevocabile che nasce dall'opzione non si può trascrivere perché non è un contratto; il contratto preliminare unilaterale si può trascrivere perché rientra tipicamente nella figura del contratto preliminare. Si può aggiungere che, a volte, in concreto non è facile distinguere se le parti hanno posto in essere l'uno o l'altro tipo di convenzione. Può essere vero. Intanto va precisato che la vicenda deve passare attraverso il filtro notarile e quindi è probabile che il notaio chiarisca esattamente se si è voluta fare una opzione, e allora l'opzione si concluderà con la effettuazione di una proposta irrevocabile, o se invece si è voluto fare un contratto preliminare, sia pure con l'obbligazione del solo venditore, ed allora quel contratto sarà trascrivibile. Poche saranno, infatti, le ipotesi nelle quali si arriverà alla trascrizione non fruendo della collaborazione del notaio, perché ciò sarà possibile solo attraverso l'accertamento giudiziale delle sottoscrizioni di una scrittura privata con la conseguente pubblicità di questa." di Gennaro Mariconda. Cosa ne pensate? non pensate che invece sia stata concessa la trascrizione del preliminare, tra l'altro con un decreto fiscale di fine anno, per mere e contingenti esigenze finanziarie e di cassa del legislatore di allora (Governo Prodi) e che le giustificazioni giuridiche si siano sviluppate successivamente?
  15. Preliminare di contratto di donazione Si dice che non sia configurabile un preliminare di donazione poichè l'atto liberale è caratterizzato necessariamente dalla spontaneità. La donazione susseguente al preliminare non sarebbe più atto di liberalità ma atto dovuto. Secondo GAZZONI potremmo trarre qualche spunto in senso contrario dall'art.769c.c. che prevede anche la donazione obbligatoria con la quale il donante assume un obbligo verso il donatario. In questo senso il preliminare di donazione della proprietà non sarebbe niente altro che un contratto di donazione obbligatoria avente ad oggetto un "dare" , da concludersi per atto pubblico e alla quale dovrebbe seguire un pagamento traslativo solvendi causa. (F.Gazzoni, manuale di diritto privato, p.827)
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