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sorenio

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    Roma
  1. Togliere l'unica barriera contro il regno dell'ignoto in materia societaria, cioè il Registro delle Imprese, per affidarlo a enti che non lo sapranno gestire come i Comuni, sarebbe una solenne coglionata. Per questo ritengo probabile che accada davvero. Del resto Pittibimbo lo ha promesso, nel pieno della retorica del sindaco, figlia di quella retorica - che per fortuna mi sembra ormai in via di abbandono anche a livello europeo - della sussidiarietà verticale. Ma ve lo immaginate l'impiegato del vostro Comune a gestire una scissione? Io, sinceramente, no. E allora vai con le società di servizi che produrranno certificati di good standing, affidavit ed altri ammennicoli tratti da quel diritto troglodita che è la common law. Solo che la common law è un diritto troglodita applicato da popoli evoluti, con sistemi di giustizia decenti. Mentre il superiore diritto di matrice romanistica (ma vuoi mettere il sistema di pubblicità-opponibilità con la causa per risarcimento danni per il certificato errato?) è purtroppo applicato da popoli, ahimè, semi-trogloditi (quorum ego, sia chiaro). Allora cosa si fa? Geniale idea! Applichiamo istituti trogloditi a popoli, di nuovo ahimè, semi-trogloditi!
  2. Interrogazione parlamentare concorso notarile

    Nessuno vuole dire che il livello adeguato è quelli dei Capozzi. Personalmente non li ho mai studiati, né ho mai affrontato i loro casi. Alcuni, come quelli in materia societaria, sono addirittura pericolosi, perché secondo me contengono alcune inesattezze. Quando parlo di comunità scientifica parlo di dottrina; ai fini concorsuali, di quello che scrivono i notai per i notai, a parte l'aggiornamento su normative nuove e di settore, mi sono sempre curato poco. Quindi spero che tu non voglia attribuirmi questo pensiero, perché non sarebbe corretto. Ho vinto il mio concorso grazie agli studi di Amadio, Lui sì un punto di riferimento condiviso della comunità scientifica (e la produzione rilevante per il concorso era quella tra gli anni 80 e i 90). Per il resto, che dire, evidentemente non ho mai capito lo spirito dei tuoi interventi, decisamente più involuti che forbiti. Ma sto andando off topic.
  3. Interrogazione parlamentare concorso notarile

    E certo, bastava conoscere la "quaestio" brillantemente trattata in una monografia - che, sarà pure brillante, ma non si può certo definire un riferimento per la comunità scientifica - del 2005! Ma ragazzi, sveglia, si tratta solo di una delle circa 3600 monografie giuridiche edite dal 2005 ad oggi. Razza di bamboccioni lamentosi! Se non le avete lette (tutte!) cosa campate a fare? Addirittura osate accostarvi al concorso notarile senza aver letto la citata monografia? Mamma mia pdmx... ormai leggo il forum e, quindi, anche i tuoi interventi dal 2005. C'è stato un periodo, tra il 2010 e 2011, in cui mi sembrava che avessi un po' limitato la tua spocchia (non certo l'abuso di virgole e di punteggiatura varia che caratterizza la tua prosa cristallina...) ma ora mi sembri tornato ai livelli dei tempi d'oro. Ovviamente l'interrogazione parlamentare lascia il tempo che trova. Non diversamente da certi interventi.
  4. scissione asimmetrica società di persone unico socio

    Pregiudicato per pregiudicato rischio l'ergastolo e, dopo le vicende di oggi, rincaro: alla Scuola di Magistratura farei svolgere anche un bel corso di comunicazione! (fermo restando che, secondo me, se i giudici non parlano con la stampa è meglio, per il rispetto che è dovuto alla funzione ed alla istituzione che rappresentano)
  5. scissione asimmetrica società di persone unico socio

    Sarebbe ora che al concorso in magistratura ordinaria si mettesse una prova scritta di diritto commerciale e del lavoro, anziché di diritto amministrativo.
  6. versamento in natura in conto (futuro aumento) capitale

    Ricambio il saluto!
  7. versamento in natura in conto (futuro aumento) capitale

    Anche io non vedo problemi ad applicare i principi del versamento in conto futuro aum. di cap. ai conferimenti in natura. In fondo nella società si conferiscono utilità economiche, non beni in sé considerati, tanto che non avrei difficoltà a pensare a un conferimento di un immobile del valore di 200.000 euro di cui solo 120.000 a capitale (che, ricordiamolo, è un concetto normativo) e gli altri 80.000 a riserva. Del resto, che il conferimento sia solo e sempre di valori economicamente valutabili è dimostrato dal fatto che la società potrebbe benissimo vendere l'immobile in questione il giorno dopo e non ci sarebbero problemi di tutela/esistenza del capitale (ovviamente, se lo vende ad un prezzo almeno pari ai 120.000 euro). Anche per me i versamenti in conto futuro aum. di cap. sono proposte irrevocabili + deposito. Ciò posto non vedo perché questo meccanismo non possa essere replicato in tema di versamenti in conto futuro aum. di cap. nel nosro caso, salva la peculiarità in tema di deposito che dirò dopo. Secondo me non c'è l'assenza di causa che dici esserci in questa ipotesi. Da questo punto di vista non vedo differenze con il denaro. C'è anche in questo caso una proposta irrevocabile del socio conferente, e precisamente quella di liberare un eventuale aum di cap con il valore residuo del bene traferito e non imputato a capitale che, sino alla deliberazione dell'aumento, rimane parcheggiato in società (la diferenza di valore tra cap sottoscritto dal socio e valore dell'immobile, non il bene in sé considerato!). Ovviamente non c'è bisogno di configurare un deposito perché l'immobile è già stato trasferito, ma non direi che il deposito sia elemento essenziale di questo istituto, direi che semplicemente viene sempre indicato nella ricostruzione della fattispecie perché comunemente si fa riferimento al denaro.
  8. Eliminazione limite 3 consegne

    Lungi da me difendere a tutti i costi il CNN, sia chiaro. Semplicemente secondo me su questa specifica questione non è lì il vero problema (a meno che gli si imputi di essere stato poco persuasivo, ma allora il discroso cambia...). Saluti spocchiosi!
  9. Eliminazione limite 3 consegne

    Io invece provo una enorme simpatia per te. Specie dopo il tuo geniale post sulla sorte che spetta a notai e ai praticanti di qualche tempo fa. Hai centrato esattamente il punto e lo hai fatto anche facendomi ridere molto. E questo fa la differenza. Non è rimasto molto tempo e, scusate la franchezza, non si può perdere troppo tempo nel cazzeggio. Tutti, Lete o non Lete. La rivendicazione sulle tre consegne è giusta ma bisogna agire. Non so come, ma io di politica ne capisco davvero poco. Capisco però che è l'unica strada da battere. Per il resto, che dire, alla seicentesima discussione sul limite delle tre consegne che si perde per i campi della fantasia spero che mi verranno concesse almeno le attenuanti generiche. E spero che sia evidente che se avessi voluto essere davvero sprezzante non sarei proprio intervenuto, giudicandolo problema non mio. Ma è un problema mio anche questo, eccome se lo è. Vedete, io credo fortemente che se c'è un barlume di speranza per questa professione è riposto nelle mani della giovani leve (salve le dovute e lodevoli eccezioni). E non dico per me, ci mancherebbe, ma per i tanti giovani che meritano di rendere questa (o altre) professioni più moderne, più concrete, più intonate con il mondo in cui vivono. Senza volere fare "il rottamatore de noartri", se invece si perdono anni a discutere di tariffa e sottotariffazione quando era chiaro che le tariffe erano prossime ad essere abrogate c'è qualcosa che non va, c'è una decontestualizzazione che non può che nuocere a tutti, Lete o non Lete. Se si fanno delibere consiliari che contra legem reintroducono le tariffe ottenendo il solo risultato di farsi impallinare dall'Antitrust secondo me c'è un problema (anche qui, a scanso di equivoci: a me piaceva il concetto di tariffa per le libere professioni, ma la società - forse solo la politica ma poco rileva - ha deciso di andare in un'altra direzione. Amen, bisogna prenderne atto ed agire nella realtà attuale). Ma per fare questo secondo me c'è un gran bisogno di essere contestualizzati e pratici, se no si cade nel difetto che si imputa agli altri e, soprattutto, non si è un interlocutore credibile. Mettiamola così, con le mie spocchiose risposte non volevo raccogliere applausi e consensi, ma spingere verso un qualche risultato concreto. Nel mio interesse, prima ancora che nel vostro.
  10. Eliminazione limite 3 consegne

    No, caro :-), io non ho bevuto dal Lete. E per dirla tutta non mi piace per nulla il limite delle tre consegne. Mi stupisco solo di come non si comprenda che il tasto da battere non è il Cnn (che per altro anche a me risulta ampiamente a favore dell'abolizione, anche se ovviamente non è una priorità nella politica del notariato; credere il contrario, cioè che sia in cima all'agenda del notariato, mi sembra mancanza di senso pratico) ma la politica. Questo limite pare piacere molto al Ministero, come strumento deflattivo. E allora tocca interpellare la politica sulla questione, non la Cedu o un consigliere più o meno informato (anche se non credo, onestamente, a quanto detto circa la risposta del consigliere interpellato, almeno non nei termini riportati). Da queste considerazioni il tono delle mie risposte. Tutto qui.
  11. Eliminazione limite 3 consegne

    Mai sentito parlare di articolo 2-bis della legge 241/90? Non ritentare più, è meglio così.
  12. Eliminazione limite 3 consegne

    ne pensiamo che l'avvocato esperto in ricorsi alla Cedu osserverà, preliminarmente, che tale tipo di ricorso presuppone l'esaurimento dei ricorsi interni allo Stato e, pertanto, sarà azionabile solo dopo che avrai fatto un adeguato giro di puragtorio nelle aule italiane. Ritenta, sarai più fortunata.
  13. Che ci invadano..

    Occhio a cantare vittoria troppo presto, che tra gli 8 punti che proporrà a Grillo stanno ricicciando non meglio precisate "misure per la crescita e il lavoro", che suonano tanto di lenzuolate postume. Occhio che stiamo entrando in un bowling istituzionale senza precedenti e nessuno, ad oggi, può dire cosa succederà.
  14. Sul discorso Giannino non concordo. Uno che mette nel programma l'abolizione del valore legale del titolo di studio e poi dimostra una tale leggerezza sul curriculum... bhè, per me è più pericoloso di Grillo. Ma sappiamo che si liberalizzano solo i settori altrui, così gli avvocati con i notai, i senza titoli accademici con chi i titoli li ha, etc. etc... Dai, addirittura ha millantato il superamento del concorso in magistratura (ps.: superato - ha dichiarato - dopo il previsto "tirocinio". Ora, se vivessimo in un posto normale in cui i giornalisti non sono svogliati scribacchini gli avrebbero chiesto da anni: scusa Oscar, QUALE TIROCINIO? fermandolo sul nascere, anziché rischiare di mandarlo in Parlamento) Quando sento questi che sparano queste menate iperliberiste mi chedo se sappiano veramente in che mondo vivono e, quindi, con la sempre più ferma convinzione che mi toccherà presto riprendere i libri in mano per fare altro (purtroppo gli studi che ho scelto non mi permettono di crearmi ad arte un curriculum per ogni occasione) ad Oscar e ai drogati di liberismo dedico le illuminanti parole di Renato Carosone: Tu vuò fa l' americano mmericano! mmericano! ma si nato in Italy! siente a mme non ce sta' niente a ffa o kay, napolitan! Tu vuò fa l' american! Tu vuò fa l' american!
  15. ACE e menzioni obbligatorie

    Grazie a tutti.
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