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montisantomario

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  1. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-14/firma-digitale-gli-effetti-fiscali-atti-societari-182603.shtml?uuid=AElJm2QD anche il sole 24 ore è per la tesi del doppio binario e quindi della firma digitale dei commercialisti
  2. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    Il legislatore ha introdotto nel 2008 (art. 36 , comma 1-bis, D.L. n. 112/2008) una procedura di deposito, presso l’ufficio del Registro delle imprese, degli atti di trasferimento di partecipazioni di società a responsabilità limitata alternativa a quella di cui all’art. 2470, comma 2, c.c.; tale disposizione del Codice Civile prevede che “l’atto di trasferimento, con sottoscrizione autenticata, deve essere depositato entro trenta giorni, a cura del notaio autenticante, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. L’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta dell’alienante o dell’acquirente, verso esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito. In caso di trasferimento a causa di morte il deposito e l’iscrizione sono effettuati a richiesta dell’erede o del legatario verso presentazione della documentazione richiesta per l’annotazione nel libro dei soci dei corrispondenti trasferimenti in materia di società per azioni”. La novità, introdotta nel 2008 dal legislatore, della nuova procedura dispone che l’atto di trasferimento, per poter essere iscritto nel Registro delle imprese, non necessita dell’autentica notarile, ma è sufficiente che sia sottoscritto dalle parti contraenti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici. L’atto in formato elettronico così redatto deve essere depositato, entro 30 giorni, presso l’ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, “a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340”. La norma rinvia dunque agli “iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali”, individuandoli quali unici soggetti abilitati ad assumere il ruolo di intermediario nella procedura di deposito in commento. il nuovo art. 11-bis che aggiunge alla normativa vigente in materia di deposito telematico degli atti di trasferimento una nuova disposizione (nuovo comma 1-ter all'art. 36 del D.L. n. 112/2008), al fine di estendere la facoltà di utilizzo della firma digitale alla sottoscrizione di: - atti di trasformazione delle società (art. 2498 c.c.); - atti di scissione delle società (art. 2506 c.c.); - contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento delle imprese soggette a registrazione (art. 2556 c.c.). L'utilizzo della firma digitale deve avvenire nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione dei documenti informatici.
  3. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    Art. 11-bis. (( (Modifica all'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di semplificazioni e riduzioni dei costi d'impresa).)) ((1. All'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 1-bis e' aggiunto il seguente: "1-ter. Tutti gli atti di natura fiscale di cui agli articoli 230-bis, da 2498 a 2506 e 2556 del codice civile, possono essere sottoscritti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici")). Art. 11-bis. (( (Modifica all'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di semplificazioni e riduzioni dei costi d'impresa).)) ((1. All'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 1-bis e' aggiunto il seguente: "1-ter. Tutti gli atti di natura fiscale di cui agli articoli 230-bis, da 2498 a 2506 e 2556 del codice civile, possono essere sottoscritti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici")). Testo in vigore dal: 6-12-2017 Art. 11-bis. (( (Modifica all'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di semplificazioni e riduzioni dei costi d'impresa).)) ((1. All'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 1-bis e' aggiunto il seguente: "1-ter. Tutti gli atti di natura fiscale di cui agli articoli 230-bis, da 2498 a 2506 e 2556 del codice civile, possono essere sottoscritti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici")).
  4. Decreto fiscale collegato alla Legge di Stabilità 2018: sufficiente la firma digitale per tutte le operazioni straordinarie e le cessioni di azienda In sede di conversione in legge del decreto fiscale 148/2017, collegato alla Legge di Stabilità 2018, è stato inserito l’articolo 11-bis inerente la firma digitale. In particolare, in merito alla sottoscrizione dei documenti informatici viene previsto che: "tutti gli atti di natura fiscale di cui agli articoli 230-bis, da 2498 a 2506 e 2556 del codice civile, possano essere sottoscritti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici." Pertanto dal 6 dicembre 2017, data di entrata in vigore del decreto, convertito con modificazioni dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172, per la sottoscrizione degli atti fiscali inerenti le operazoni straordinarie e gli atti societari, è sufficiente la firma digitale e l'intervento di un commercialista o altri professionisti iscritti all'albo dei Dottori Commercialisti. In particolare, in base ai rimandi al codice civile, le operazioni coinvolte da questa semplificazione sono: art 230-bis: impresa familiare art. 2498: trasformazione in societa' aventi personalita' giuridica art. 2499: responsabilita' dei soci art. 2500: assegnazione di azioni e quote art. 2500-bis: invalidita' della trasformazione art. 2500-ter: trasformazione di societa' di persone art. 2500-quater: assegnazione di azioni o quote art. 2500-quinquies: responsabilita' dei soci art. 2500-sexies: trasformazione di societa' di capitali art. 2500-septies: trasformazione eterogenea da societa' di capitali art. 2500-octies.: trasformazione eterogenea in societa' di capitali art 2500-novies: opposizione dei creditori art. 2501: forme di fusione art. 2501-bis: progetto di fusione art. 2501-ter: situazione patrimoniale art. 2501-quater: relazione degli amministratori art. 2501-quinquies: relazione degli esperti art. 2501-sexies: deposito di atti art. 2501-septies: deposito di atti art. 2502: deliberazione di fusione art. 2502-bis: deposito e iscrizione della deliberazione di fusione art. 2503: opposizione dei creditori art. 2503-bis: obbligazioni art. 2504: atto di fusione art. 2504-bis: effetti della fusione art. 2504-ter: divieto di assegnazione di azioni o quote art. 2504-quater: invalidita' della fusione art. 2504-quinquies: incorporazione di societa' interamente possedute art. 2504-sexies: effetti della pubblicazione degli atti del procedimento di fusione nella Gazzetta Ufficiale art. 2504-septies: forme di scissione art. 2504-octies: progetto di scissione art. 2504-novies: norme applicabili art. 2504-decies: effetti della scissione art. 2505: societa' costituite all'estero con sede nel territorio dello Stato art. 2505-bis: incorporazione di societa' possedute al novanta per cento art. 2505-ter: effetti della pubblicazione degli atti del procedimento di fusione nel registro delle imprese art. 2505-quater: fusioni cui non partecipano societa' con capitale rappresentato da azioni art. 2506: societa' estere con sede secondaria nel territorio dello Stato art. 2556: imprese soggette a registrazione
  5. ripartizione compensi tra avvocati e notai

    È stata assegnata, in data 20 novembre 2017, alla II Commissione Giustizia della Camera, in sede referente, la proposta di legge AC 2491 avente ad oggetto: “Attribuzione agli avvocati del potere di autenticazione delle scritture private” La proposta ora in esame parte dalla premessa che l’avvocato può attualmente autenticare le procure giudiziali, mentre gli è preclusa l’autenticazione delle scritture private. L’autenticazione delle sottoscrizioni concerne la mera attestazione che una determinata firma è stata apposta in un certo momento e in un certo luogo da una determinata persona, la cui identità è stata accertata dal soggetto davanti al quale tale sottoscrizione è stata apposta. A giudizio del proponente, pertanto, non si comprende, pertanto, perché tale attività possa essere effettuata dai soggetti più diversi e per le esigenze più varie, mentre non trova applicazione in merito ad attività che spesso sono strettamente legate a quella che il legale svolge in generale ovvero sta svolgendo nel caso specifico. È evidente che una simile prerogativa richiederà, altresì, la verifica della validità della stessa scrittura, con particolare riguardo alla determinatezza del suo oggetto, della sua interpretazione, rimuovendo possibili locuzioni oscure o fuorvianti, e della sua efficacia. L’avvocato che sottoscriverà, per presa visione, il contratto o la dichiarazione unilaterale dovrà quindi rispondere, sul piano disciplinare e della responsabilità professionale. È, inoltre, necessario che siano previste sanzioni disciplinari in caso di eventuali vizi della scrittura, che egli avrebbe dovuto conoscere e che possano invalidare o rendere inefficace il contratto stesso. Si noti che in altri Paesi sono state introdotte norme simili a quella in oggetto, ad esempio in Francia è stata approvata la legge 2011-331. Infine, qualora il contratto produca effetti suscettibili di incidere sui registri immobiliari, il notaio rogante, ove fosse necessaria la stipulazione di atto pubblico, dovrà tener conto, sul piano dei compensi, del lavoro già svolto dall’avvocato. Il compenso professionale non dovrà quindi lievitare in ragione dell’intervento dei due professionisti e nessun costo aggiuntivo dovrà gravare sull’utente. Sarà cura dei rispettivi ordini professionali individuare delle prassi modello utili a ottimizzare la collaborazione tra professionisti limitando i costi. Tale intervento determinerebbe un duplice vantaggio sia in termini di risparmio economico che di tempo. La presente proposta di legge si compone di cinque articoli che dispongono in merito alle modalità di autenticazione delle firme da parte dell’avvocato (articolo 1), alla responsabilità dell’avvocato (articolo 2), al fatto che la scrittura privata autenticata dall’avvocato secondo le modalità previste dalla legge costituisca titolo esecutivo (articolo 3), alla previsione di un apposito registro delle scritture private autenticate dall’avvocato (articolo 4), e, infine, alla previsione di una clausola di invarianza finanziaria (articolo 5). La proposta di legge costituisce una riproposizione con modifiche del progetto di legge presentato alla Camera dei deputati nella legislatura XVI, atto Camera n. 4614. Art. 1. (Autenticazione delle firme da parte dell’avvocato). L’avvocato può autenticare le firme apposte dalle parti nelle scritture private, nelle quietanze e nelle dichiarazioni unilaterali anche a contenuto non esclusivamente giuridico. 2. L’avvocato appone la propria firma a margine di ciascuna pagina dell’atto oggetto di autenticazione e in calce alla stessa, con indicazione della data e del luogo ove la stessa è stata sottoscritta. 3. Restano ferme le disposizioni vigenti che attribuiscono il potere di autenticazione ad altri pubblici ufficiali. 4. L’autenticazione delle sottoscrizioni consente di procedere alla trascrizione di uno dei contratti o di uno degli atti previsti dall’articolo 2643 del codice civile, salvo che la legge non disponga la necessità di provvedere mediante atto pubblico; in tal caso all’autenticazione delle firme deve partecipare un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. 5. La ripartizione dei compensi professionali tra i professionisti che hanno prestato la loro opera ai fini di cui al presente articolo è determinata con il decreto di cui all’articolo 4, comma 1. Art. 2. (Responsabilità dell’avvocato nell’autenticazione di scritture private). L’avvocato incaricato, da una o da tutte le parti contraenti, di autenticare le firme da loro apposte alla scrittura privata è obbligato a verificare la validità della stessa e la rispondenza dei contenuti alle norme di legge, salvo che per atti o fatti che egli non è in grado di conoscere. La violazione dell’obbligo di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare da parte dell’avvocato. Art. 3. (Titolo esecutivo). La scrittura privata autenticata dall’avvocato costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica, per l’iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione dei diritti nei limiti di cui all’articolo 4, comma 2. Art. 4. (Registro delle scritture private autenticate dall’avvocato). Le scritture private autenticate dall’avvocato sono conservate in un apposito registro cronologico, istituito e tenuto dall’avvocato stesso, con le modalità previste da un decreto emanato dal Ministro della giustizia entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Consiglio nazionale forense. 2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Consiglio nazionale forense emana direttive di carattere deontologico anche in ordine ai compensi dell’avvocato per l’attività di cui alla medesima legge, i quali tengono conto degli interessi delle parti assistite e del principio del contenimento delle spese per le prestazioni di attività professionali forensi. Art. 5. (Clausola di invarianza finanziaria). Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La proposta d’iniziativa della deputata GULLO è stata presentata il 25 giugno 2014. (Fonte: Camera dei deputati)
  6. per i notai titolari di attifici il medio virtuoso è diverso rispetto ai neonotai o ai notai che chiedono l'integrazione alla cassa non esiste quindi un medio virtuoso di buona o mala fede, ma a seconda della convenienza o possibilità di guadagno che dipende da diversi fattori personali e ambientali
  7. se si vuole limitare l'attificio, è necessario limitare la concorrenza se si vuole eliminare l'attificio è necessario eliminare la concorrenza ed eliminare il carattere di lavoro autonomo del notaio, facendolo diventare solo pubblico ufficiale se si vuole aumentare il reddito professionale, bisogna eliminare il carattere di pubblico ufficiale facendo diventare il notaio solo libero professionista la virtu' sta nel mezzo? ma in quale punto sta il mezzo? gli iposcriti e mediocri la collocano in quel punto dove loro ci stanno più comodi, diceva Alessandro Manzoni.
  8. con un certo fregolismo a volte ce se ne frega degli attifici purchè si conservino i privilegi del lavoro autonomo con la speranza di diventare un domani un diffuso attificio se la sede rimane periferica e il giro d'affari non si allarga, si diviene pro statalisti aspirando all'introduzione del limite repertoriale di atti da rogitare e ci si dimentica del lavoro autonomo notarile
  9. o a seconda che abbiamo a cuore la certezza dei traffici giuridici, oppure il reddito medio di categoria.
  10. DDL per abolizione Tre consegne

    Non capisco. Io neo notaio, vengo catapultato nel piccolo e lontano comune di provincia popolato da 5001 anime. Gli affari non vanno alla grande, ho molto tempo a disposizione, quindi nessuno mi impedisce, di crearmi ulteriori occasioni di lavoro e di aprire un altro studio notarile nella zona centrale del capoluogo di provincia dove sono ubicate sedi bancarie e società a go go. Non capisco perchè dovrebbe essere uno svantaggio muovermi liberamente all'interno di due o tre province.
  11. Puniamoli

    in un'altra nazione, nella quale non esiste la giurisdizione speciale dei tar, i quali sono incardinati presso la pubblica amministrazione, ove la responsabilità civile dei funzionari per gli atti illegittimi è effettiva e personale, ove il tuo diritto ad un concorso pubblico imparziale e trasparente non viene retrocesso ad interesse legittimo, avresti avuto diritto al risarcimento del danno emergente dovuto alle spese sostenute per studiare diversi anni e al lucro cessante come mancata remunerazione nell'esercizio di un'attività professionale che potevi alternativamente svolgere, oltre ai danni punitivi, perchè se sbaglia lo Stato a maggiore ragione deve pagare per il semplice sbaglio, per evitare in futuro ulteriori sbagli e conseguenti cause risarcitorie. Ma in realtà rischi la condanna alle spese e forse al risarcimento danni per temerietà della lite.
  12. DDL per abolizione Tre consegne

    Quindi la legge dello stato che prescrive di portare il numero dei notai in rapporto ad 1 ogni 5000 abitanti resterà una grida manzoniana. Eppure la competenza territoriale del notaio da far coincidere con il distretto di Corte Di Appello (che normalmente abbraccia 2 o più province) dovrebbe permettere ai notai che sono titolari di una sede disagiata, di potere aprire un'ulteriore sede in un comune o provincia più agiata in modo da potere conseguire i mancati guadagni della prima sede disagiata. La figura del notaio per corte di appello o interprovinciale, anche se non è il notaio nazionale, ma restringe la forbice delle opportunità tra neo notai e vecchi notai radicati in sedi più agiate.
  13. Il reddito medio pro-capite di un italiano è la metà di quello di un americano, cioè se un americano spende 3000 euro è come se un Italiano spendesse 1500 euro http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/02/21/piu-pil-pro-capite-tutti-mondo-sempre-piu-diviso-disuguale/ Inoltre non esistono imposte di registro e catastali che devono essere pagate al momento dell'acquisto, ma solo imposte come l'imu. Infatti comprare casa all’estero, tra tasse e altri costi, è comunque sempre più conveniente rispetto all’acquisto di un immobile italiano: questo sia per i minori costi accessori, sia per la sicurezza e la redditività che rappresenta un immobile all’estero (soprattutto se situato negli Stati Uniti o nel Regno Unito). Quando investi in una proprietà immobiliare situata negli Stati Uniti, avrai a che fare con tre tipologie di costi: La tassa sulla proprietà (in primis la Property Tax). La gestione della proprietà (Propery Management). L’assicurazione. La Property Tax è la controparte americana del nostro IMU. Può andare dal 1% al 2% del valore commerciale dell’immobile: il valore commerciale dell’immobile non è il prezzo di vendita, ma è circa il 60-65% del valore di mercato: il valore di mercato è simile al nostro valore catastale. Queste Property Tax sono utilizzate dallo stato federale per pagare infrastrutture e le relative spese saranno visibili online. Le Property Management sono la società che si occupano di gestire l’immobile per conto del proprietario: alcuni compiti di queste società sono pagare le varie utenze, cercare un inquilino se la casa non è affittata, riscuotere l’affitto, controllare la proprietà ogni sei mesi e pagare il proprietario. Inoltre inviano dei chiari report mensili in cui sono indicate le spese e i guadagni del proprietario. Queste società vengono pagate con una percentuale sugli affitti che varia da società e società: se ti affidi a dei professionisti per acquistare un immobile all’estero, puoi avere diritto a delle convenzioni con alcune di queste società per garantire sia i prezzi più vantaggiosi, sia le società Property Management più affidabili. Ricordati: queste società di gestione guadagnano in base agli affitti che riscuotono, quindi se la casa non è affittata hanno tutto l’interesse a trovare un inquilino affidabile in fretta! Le assicurazioni si dividono in due tipi: le Homeowners Association, dette HOA, sono l’equivalente delle spese condominiali. Questa quota serve a pagare una polizza assicurativa sulla gestione e sulla manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, delle aree in comune dell’appartamento (chiamata Polizza Master). Questo tipo di assicurazione è obbligatoria quando si acquista un appartamento. L’assicurazione sulla casa, invece, è facoltativa sia in casi di acquisto di appartamento che in caso di acquisto di casa singola. Investire in immobili negli Stati Uniti è un occasione eccezionale in questo particolare momento: i valori degli immobili stanno rapidamente crescendo in moltissime città americane. Inoltre ricordati che negli Stati Uniti le case costano meno che in Italia, mentre gli affitti sono più alti: questo garantisce un rendimento molto elevato. Una casa che costa 160.000 dollari (circa 150.000 euro) ti può fruttare tranquillamente 1.100 dollari al mese (circa 1.000 euro). Prova a vedere quanto paghi in Italia una casa che puoi dare in affitto a 1.000 euro al mese…Rimarrai scioccato! http://www.safewage.com/comprare-casa-all-estero-tasse-costi-immobile-usa/ Poi se sei vittima di truffa immobiliare in USA otterrai una sentenza definitiva di condanna della controparte in soli 6 mesi. In Italia nemmeno in 6 anni. COMUNQUE APPROFONDENDO QUESTI ARGOMENTI MI SONO CONVINTO CHE E' MEGLIO IL SISTEMA ITALIANO INVECE DI QUELLO USA. ANCHE SE UNA CAUSA LA VINCI IN 6 MESI E' MEGLIO EVITARLA ANDANDO DAL NOTAIO. MEGLIO PAGARE PRIMA ED ESSERE TRANQUILLI DOPO. SE ESISTESSE IL NOTAIO CON FUNZIONE ANTIPROCESSUALE ANCHE NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CON CONSEGUENTE ABOLIZIONE DEI TAR COME IN USA E INGHILTERRA, SAREMMO LA NAZIONE PERFETTA E INVIDIATA DA TUTTI.
  14. Ad essere precisi io mi riferivo al diritto civile che ingloba il diritto amministrativo nei sistemi di common law, che prevede la categoria dei danni punitivi anche per la pubblica amministrazione e all'inesistenza dei TAR, non certo al diritto penale sostanziale e alle giurie popolari presenti nelle corti penali. Per quanto riguarda i costi delle prestazioni professionali, per essere precisi bisogna tener conto del fatto che il reddito medio pro capite e il conseguente tenore di vita di inglesi e americani è di molto superiore rispetto al nostro e di conseguenza anche i costi professionali, determinati dal libero mercato, sono parametrati al reddito medio. Il loro sistema giudiziario (civile) è molto più efficiente del nostro, se quisque de populo rimane vittima di una truffa immobiliare, ottiene la dovuta tutela, implicante non solo il ristoro del danno emergente e del lucro cessante, ma anche il pagamento dei danni punitivi a carico del colpevole, in misura temporale molto celere rispetto ai nostri ritmi continentali europei. Il cittadino inglese o americano ottiene una sentenza civile in un paio di mesi, quando in Italia due o tre anni per il primo grado sono pochi. Per questo motivo affermavo che l'italiano quando reclama l'inefficienza di un servizio pubblico o l'illegittimità di una atto amministrativo e chiede conseguentemente giustizia è declassato a suddito, altro che danni punitivi alla pubblica amministrazione. Di conseguenza l'inglese o americano è più propenso a vedere la cosa pubblica come cosa comune, mentre l'italiano è più incline a percepire ogni istituzione pubblica (notariato compreso) come cosa loro (della casta dei privilegiati che si arricchiscono alle noastre spalle). Ciò ha profonde radici storiche, culturali, politiche ed economiche.
  15. giustizia2017

    Forse i commassari d'esame constatando l'assenza di elaborati idonei per quanto concerne la parte pratica, hanno selezionato in base alla migliore parte teorica? Dubbio pro reo. Indagine archiviata.
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