Giovanni Anedda

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  1. E' una questione oggetto di un lunghissimo dibattito. L'opinione notarile è orientata nel senso di considerare l'eredità devoluta alla cerchia dei primi chiamati quindi l'eredità andrebbe tutta alla madre anche al fine di lasciare l'eredità all'interno dei familiari più prossimi e solo ove questi manchino procedere alla contemplazione dei chiamati in subordine. La questione è spiegata nello studio Cnn 148/2012-C ma vedrai che si tratta di una lettura tutt'altro che facile. La tesi dell'"accrescimento in senso atecnico" infatti risulta problematica da giustificare con un solido appiglio normativo.
  2. Questo è un consiglio da osservare a prescindere
  3. In genere si mettono marca, modello, anno, n. di telaio, targa e Kw (sui quali si calcola il bollo). Ovviamente poi il valore sarà attestato da una perizia.
  4. E' certamente possibile ma non era stato specificato. Se così è allora la cessione deve essere notificata al contraente ceduto perché sia efficace nei suoi confronti, analogamente a quanto avviene in tema di cessione di credito.
  5. Scusa ma la cessione del contratto è avvenuta tra i soli Sempronio e Mevio? Se non ricordo male la cessione del contratto, secondo l'orientamento prevalente, è una fattispecie trilaterale in cui devono intervenire cedente, cessionario e ceduto. La teoria secondo cui la cessione del contratto è bilaterale è minoritaria. Se così è nel caso in esame si può salvare l'efficacia del contratto ritenendo che il necessario consenso di Caio deve essere ancora ottenuto. Ad ogni modo non ritengo necessario informare anche Tizio considerato che Caio agisce "in nome" suo e quindi al massimo sarà Caio ad informare Tizio.
  6. E' capitato poco tempo fa un caso identico. L'acquirente non può godere delle agevolazioni sul garage, a meno che non si impegni a vendere quello che già possiede entro 12 mesi (e così è stato fatto).
  7. non c'è una ragione pratica, solo teorica. L'usufrutto congiuntivo è un solo diritto mentre quello successivo realizza una sequenza di usufrutti diversi ma in entrambi i casi il consolidamento con la nuda proprietà avverrà alla morte dell'usufruttuario più longevo. E' una questione arcinota in tema di usufrutto che è stata sollevata quasi 90 anni fa dal Venezian.
  8. A me non sembra una clausola folle. Se l'unione dei due appartamenti e la ristrutturazione non danno luogo ad un immobile di lusso non vedo perché non debba usufruire delle agevolazioni. Adesso, passando dal lato pratico, ti consiglio di parlare con qualche funzionario dell'Agenzia delle Entrate del luogo per sapere se la clausola te la passano, molto probabilmente il tuo notaio ha qualche canale di comunicazione con l'Agenzia. In linea teorica siamo tutti bravi ma poi bisogna vedere come ci si comporta nelle realtà locali e nella vita di tutti i giorni. Ad ogni modo, se ho ben capito, il geometra ha fatto la fusione catastale degli appartamenti ma è quasi sicuro che il catasto li fraziona di nuovo. Poi tu comunque chiederesti le agevolazioni prima casa perché dopo l'atto fai una ristrutturazione e unisci (anche) fisicamente gli immobili? E' corretto?
  9. No No Si L'obbligo grava automaticamente sul solo coniuge parte dell'atto quindi in atto puoi non scrivere alcunché. Se il conguaglio viene pagato con denaro comune, il coniuge che ha pagato è tenuto a reintegrare la comunione su istanza dell'altro ai sensi dell'art. 184 comma 3° c.c. Personalmente ritengo che non occorra fare alcun accenno, non vedo a cosa serva.
  10. Perché ci dovrebbe essere accessione se ha diritto di occupare il suolo pubblico? Bisognerebbe esaminare bene questo provvedimento che autorizza l'occupazione
  11. Per non accatastare? Ma dai... Come si fa a dire che l'edicola è un bene mobile quando magari è messa lì da 40 anni (ma pure se fosse 1 anno la conclusione è la stessa)? E comunque non significa che sarebbe un bene comunale per accessione, anche gli stabilimenti balneari che insistono sul demanio sono accatastati ed intestati a privati. A me sembra una soluzione eccessivamente temeraria.
  12. Esatto, il problema principale è che non si capisce quale sia 'sta speciale esigenza pubblica. Forse un tempo, quando non c'era ancora la televisione, le edicole potevano rappresentare una struttura finalizzata alla pubblica esigenza di informazione dei cittadini ma oggi non saprei. Credo che la Direzione del Catasto con più circolari si sia espressa nella direzione di accatastare le edicole in categoria E3. Mi sembra (ma credo che la materia sia effettivamente un ginepraio) che di recente si sia voluta razionalizzare la questione dell'accatastamento di alcune strutture a destinazione commerciale e industriale ma di più non so. circolare 4-2007.pdf
  13. La questione è discussa. Purtroppo il tuo commercialista mi sa che ha colto il nocciolo della questione. Se non sbaglio la prassi è quella di accatastarli in categoria E3 anche se, da quel poco che ne so, si tratta di una prassi mal digerita
  14. Mi sembra che abbiate sottolineato entrambi lo stesso punto, comunque, grazie della precisazione, ho corretto il post. Un conto è la professione, un altro è l'accesso. Se guardiamo al primo punto è vero quello che dici: tutti si lamentano ma nessuno se ne pente. I notai che conosco, almeno fino ad un'età di 45-50 anni, non si lamentano della professione in sé ma delle pratiche scorrette di alcuni colleghi e questo secondo me è un bene perché c'è una diversa considerazione della professione non più come pluralità di unità indipendenti ma come unità facenti parte di una più grande funzione/scopo e chi fa male il proprio lavoro fa male a tutti. Sono i notai già con 25-30 anni di attività alle spalle che si lamentano della professione in sé e per sé. Io ancora non ho iniziato quindi non ti saprei dire, dovresti fare un sondaggio tra i vari notai. Per quanto riguarda l'accesso, io stesso ho difficoltà a dirti se ne vale la pena. Si tratta di una scommessa vera e propria. Quello che ti consiglio è, se intraprendi questa strada, di buttarti anima e corpo nella preparazione del concorso per i primi 3-4 anni e poi iniziare a sondare altre strade. Non puoi rischiare di ritrovarti come me, che dopo 10 anni avevo in tasca il titolo di avvocato e basta. Quando passa un po' di tempo e vedi persone più giovani di te passare e tu no l'ansia di riuscire, la frustrazione ti giocano contro al concorso. Emotivamente diventa sempre più difficile perché tendi a puntare sempre di più sulla stessa scommessa. Se invece ottieni un posto di lavoro avrai meno tempo per studiare ma potrai andare al concorso più serena. Valuta bene.
  15. Non è che il creditore non può più fare causa al debitore, è il portatore della cambiale che ha la tutela. Novando il rapporto, la tutela del credito circola col titolo cambiario e si conforma a questo per cui non si può più esercitare l'azione causale (quella originaria) ma si dispone solo della tutela cartolare della cambiale.