Giovanni Anedda

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  1. libro girate azionarie numerato/vidimato...

    L'art. 28 del regio decreto afferma che il libro deve essere vidimato, mi si passi l'espressione, "come un libro sociale obbligatorio" per cui si rimanda all'art. 2215 il quale dice espressamente che il libro va vidimato da un Notaio o dal Registro delle Imprese e non parla di archivio notarile. Logicamente la vidimazione deve essere fatta da un Notaio diverso dal titolare del libro perchè il Notaio non può autenticarsi i propri atti da solo. Per completezza, la vidimazione è un piccolo atto che si mette a Repertorio e viene scritto (solitamente con un timbro) sullo stesso libro vidimato.
  2. libro girate azionarie numerato/vidimato...

    artt. 28 r.d. 239/1942 e 2215 c.c.
  3. libro girate azionarie numerato/vidimato...

    Si, va numerato e vidimato ma, a differenza degli altri libri, la vidimazione viene fatta da un altro Notaio e non dall'Archivio.
  4. SENZA VERGOGNA!

    Non ho detto che l'attificio è disposto a fare qualsiasi atto, se rileggi bene quella frase è direttamente collegata all'abolizione delle tariffe e alla guerra al ribasso, non agli attifici. Gli attifici c'erano anche quando c'erano le tariffe obbligatorie; la guerra sulle tariffe include gli attifici ma non è l'attificio l'unica causa. Se ho tirato in ballo gli attifici è perché mi sono collegato al tuo discorso sugli stessi. Allora vedi che le cose le capisci?! Il fatto che le banche siano rimaste le uniche grandi società italiane E' un problema perchè questo significa avere un'economia sbilanciata sul terziario e per giunta su un solo settore del terziario. Prima avevamo l'industria chimica, la siderurgia, la manifattura, la distribuzione, il nucleare (lasciamo stare gli ex monopoli che fanno storia a sé). Poi, per scelte politiche scellerate e per incapacità delle industrie di guardare avanti abbiamo perso quasi tutto. Le grosse industrie noi non le abbiamo ed è un problema. A me non stanno antipatiche le banche e anzi, difendo le banche quando fanno le banche. Il problema secondo me si pone quando la banca vuole fare tutto perchè una tale concentrazione di potere economico è pericolosa. Quando hai una ventina di operatori in un mercato continentale e nessun serio contrappeso di tipo economico, ci vuole poco per la formazione di un cartello. Oggi ho parlato con un commercialista che mi ha espresso le sue lamentele che sembrano pari pari quelle dei notai di oggi. Il mio è un discorso a 360 gradi che riguarda tutte le libere professioni: oggi il libero professionista sta diventando sempre di più un produttore di dati e sempre meno uno che fa il mestiere che dovrebbe fare. La mobilità sociale è un valore in sé perchè consente di emergere a chi vale, permette di valorizzare le capacità e le abilità e quindi di svilupparsi. Se manca la mobilità sociale l'economia stagna e abboffare il libero professionista di adempimenti burocratici significa mortificarne le capacità lavorative e la possibilità di emergere. Se diventiamo tutti burocrati, se perdiamo una buona parte del nostro tempo a produrre e comunicare informazioni che finiscono in chissà quale banca dati non c'è più spazio per la professione e non si produce più ricchezza, sia che faccio il medico o il commercialista o il notaio o che so io. Noi vogliamo rimanere notai, non burocrati. A QUESTO SERVE LO SCIOPERO A farci restare notai e non burocrati
  5. SENZA VERGOGNA!

    Il problema dell'attificio non è tanto l'attificio in sé, perchè se il cliente vuole andare da un notaio, qualunque esso sia, ha piena libertà di farlo. Il problema dell'attificio è che in genere lavora con tariffe ridottissime, al limite del costo dell'atto e prestabilite. Adesso che mi interesso un po' di più dei preventivi, ho seria difficoltà a capire come facciano certi notai a stare "dentro" i costi con certi preventivi e a gestire un certo volume di atti. Fossero persone che lavorano da sole in una stanza e fanno tutto a mano lo capirei anche ma così non è. Inoltre in questi studi ti dicono già il preventivo a prescindere da qualsiasi controllo sulla pratica; per esempio: una vendita per 200.000 euro costa un certo tanto a prescindere dalla difficoltà della pratica con la conseguenza che se occorrono attività ulteriori rispetto a quelle che ci si può legittimamente attendere si va in perdita. Questo fenomeno porta ad un accaparramento della clientela con pratiche allucinanti che vi risparmio per decenza. L'abbassamento incontrollato delle tariffe ha poi alcuni effetti deleteri. Il primo è che un notaio, pur di prendere una pratica è disposto a fare qualsiasi atto perchè altrimenti ci sarà sempre il collega che lo farà al posto tuo e tu devi portare a casa la pagnotta in un modo o nell'altro. Un tariffario obbligatorio è una garanzia di indipendenza che consente al notaio di lavorare con serenità. Il secondo effetto (molto più grave) è quello del peculato: alcuni notai hanno abbassato talmente tanto il costo di un atto che non ci stanno più e allora usano i soldi delle imposte per scopi personali. funziona così: su ogni atto perdo 100 Euro allora per mandare avanti la struttura uso i soldi delle imposte degli atti che faccio tanto ho 30 giorni per registrare e nel mentre che passano i 30 giorni alimento il conto con i soldi delle imposte degli atti ricevuti nel frattempo. Non c'è bisogno di sottolineare che questo sistema non può durare all'infinito e che poi salta. Detto questo. La differenza tra l'attificio "in proprio" o della banca sta nel fatto che il notaio è un dipendente e non un libero professionista. Non è tanto (o solo) un problema di quanto prende il notaio perchè sono sicuro che un notaio "neoassunto" prenderebbe più di un neo notaio che inizia da zero. Il problema è che sei un dipendente se la banca (o chi per lei) ti dice che devi fare in un modo tu lo fai. Se ti dice che devi trasferirti per lavoro a 500 km di distanza lo fai. Se ti dice che te ne devi andare perchè non hanno più bisogno di te, te ne vai. Come dipendente la mobilità sociale è ridotta rispetto al libero professionista. Se poi la banca stipulerebbe a qualsiasi condizione perchè tanto c'è l'assicurazione sulla casa ti propone a 10.000 Euro...
  6. SENZA VERGOGNA!

    Provo a dare il mio personale (personalissimo) punto di vista. Lo sciopero in questione non serve a difendere i redditi o meglio, ha come effetto la difesa dei redditi ma non è lo scopo principale. Lo scopo è contrastare il progressivo e continuo svilimento della professione: ogni anno ci sono leggi che impongono adempimenti burocratici in misura sempre maggiore lasciando inalterate le competenze ed in un regime di assoluta libertà tariffaria. In questa situazione, con un enorme aumento della pianta organica, si pongono le basi per la morte definitiva del notaio inteso, in senso economico, quale libero professionista. In questo senso si deve vedere la proletarizzazione cui, forse infelicemente, fa riferimento il comunicato. Non il diventare poveri, ma perdere la libertà è la paura principale. Se si continua a rendere sempre più difficile lo svolgimento della professione chi ci guadagnerà saranno, come giustamente sottolineato, gli attifici che possono permettersi economie di scala che gli studi "normali" non possono permettersi, figuriamoci un neo notaio che inizia in una sede disagiata. Prima c'era la competenza nel distretto, poi quella per Corte d'Appello, poi quella per Regione e ora si teme la competenza nazionale. A questo punto sarà un attimo per i grossi studi aprire filiali in tutta Italia tenendo in filiale un notaio pagato a stipendio con buona pace della personalità della prestazione. Il notaio a stipendio dovrà applicare le tariffe del titolare e stare alle sue direttive. Troppe volte i notai hanno chinato la testa perchè c'è sempre stata una parte che diceva "ci è andata bene", "in fondo ce la caviamo ancora", "poteva andare peggio" e così via ma questo atteggiamento di retroguardia ha portato ad una progressiva erosione delle competenze e ad un aumento del carico burocratico delle prerogative esistenti cosicchè fare il notaio è sempre più difficile e sempre meno remunerativo. Ma facciamo un passo avanti: se le cose continuano ad andare come sono sempre andate, si aprirà una forbice sempre più ampia tra notai stra-ricchi e notai, non dico poveri, ma che vivono decentemente. Si avrà quindi una forma di concentrazione della ricchezza e di scomparsa del ceto medio. Quello più grave però è che viene meno la mobilità sociale perchè viene troncata sul nascere la possibilità costruirsi una carriera, il che è quello che sta succedendo in altre categorie professionali. Il grosso attificio diventerà sempre più simile ad un'impresa che continua ad esistere a prescindere dal titolare. Ma facciamoci un'altra domanda: quello che ho scritto sopra sarà un bene per il cittadino? Probabilmente no. Dico probabilmente perchè non ho la sfera di vetro, la mia risposta negativa è basata su tre argomenti: - l'esercizio dell'attività di mediazione immobiliare da parte delle banche. La pericolosità di questa fattispecie è chiara: se è la banca che deve dare il mutuo allora la banca può anche fare da mediatore immobiliare (come fa già da mediatore creditizio) e caricare sul cliente dei costi di mediazione esorbitanti, come ho già visto con i miei occhi. Costi ben superiori a quelli degli altri agenti immobiliari; - l'esercizio della professione forense in forma societaria: ai notai è interessata poco ma nel decreto concorrenza c'è una norma pericolosissima che consente l'ingresso di soci di capitale (cioè finanziatori, ancora una volta, banche) nelle società tra avvocati. Per ora la partecipazione del socio di capitale è limitata ad un terzo però intanto le banche hanno messo un piede nell'attività forense; - nelle competenze perse dai notai non c'è stato alcuna riduzione dei costi per il cittadino. Quando le banche si prenderanno anche la professione notarile allora controlleranno l'intera filiera immobiliare, dal contatto col cliente alla vendita, facendo il prezzo che vogliono e mangiandosi anche gli attifici. Succederà? E' probabile. Quando? Non lo so, dipende da tanti fattori, uno dei quali è la capacità del notariato di resistere, di reagire ma anche di saper comunicare il proprio ruolo. E' lo sciopero un mezzo di protesta efficace? Non so neanche questo perchè i notai non sono abituati a protestare, ma da qualche parte bisogna iniziare, non è sostenibile rimanere "usi obbedir tacendo". Spendo le mie ultime parole sul concorso. Io ho la mia visione personale sul concorso, ritengo che non debba essere un concorso per eleggere superman ma persone dotate di cervello. Ritengo che se i concorsi passati fossero stati più onesti non si sarebbe arrivati a tanto. Intendiamoci, con "onesti" non voglio dire rispettosi della legalità, ma più trasparenti, in cui passava chi lo meritava e non passava chi non era meritevole, evitando metodi di correzione aleatori ed opinabili. In questo modo si sarebbe riempita la pianta organica, si sarebbero fatti concorsi quando si liberava un numero sufficiente di sedi e se c'erano più promossi delle sedi libere si mettevano i vincitori in aspettativa che si liberasse una sede. In modo molto tranquillo e sereno. Per come si sono svolte le cose invece si è creato un malcontento e un livore assurdo, giustificato per buona parte, ma anche alimentato da persone che hanno secondi fini, ossia quella di gettare fango sulla categoria in modo da delegittimarla per prenderne le competenze. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere
  7. Beneficio d inventario

    Mah, così formulata la domanda non è chiara. L'erede ha diritto di entrare in possesso del patrimonio ereditario quindi sta esercitando un suo diritto
  8. obbligazioni parziarie

    La parziarietà dell'obbligazione attiene alla sua modalità esecutiva, la divisibilità alla sua struttura. In altri termini, alla parziarietà si contrappone la solidarietà; alla divisibilità si contrappone l'indivisibilità. Un'obbligazione indivisibile non potrà che essere eseguita in un unico atto di adempimento; esempi classici di obbligazione indivisibile sono la consegna di un animale vivo, di un quadro ma l'obbligazione può essere indivisibile anche per volontà delle parti (art. 1316 c.c.). L'obbligazione invece è solidale quando, pur essendo divisibile, deve essere adempiuta in un unico atto solutorio. Il rapporto tra solidarietà/parziarietà e divisibilità/indivisibilità è questione che è stata a lungo dibattuta in dottrina. Alla fine gli interpreti più moderni hanno affermato che tra i due aspetti non c'è una vera e propria correlazione se non fattuale. Ossia è inutile chiedersi se l'obbligazione indivisibile è un obbligazione solidale o meno perché i due fenomeni agiscono su piani diversi: uno sulla struttura e l'altro sulle modalità esecutive. E' chiaro che l'obbligazione indivisibile non può che essere eseguita uno actu tuttavia non si tratta di vera e propria solidarietà.
  9. Successione legittima: coniuge e due figli rinuncianti

    E' una questione oggetto di un lunghissimo dibattito. L'opinione notarile è orientata nel senso di considerare l'eredità devoluta alla cerchia dei primi chiamati quindi l'eredità andrebbe tutta alla madre anche al fine di lasciare l'eredità all'interno dei familiari più prossimi e solo ove questi manchino procedere alla contemplazione dei chiamati in subordine. La questione è spiegata nello studio Cnn 148/2012-C ma vedrai che si tratta di una lettura tutt'altro che facile. La tesi dell'"accrescimento in senso atecnico" infatti risulta problematica da giustificare con un solido appiglio normativo.
  10. Cosa fare dopo i 30/32 anni se non si vince: Esperienze?

    Questo è un consiglio da osservare a prescindere
  11. conferimento autoveicolo

    In genere si mettono marca, modello, anno, n. di telaio, targa e Kw (sui quali si calcola il bollo). Ovviamente poi il valore sarà attestato da una perizia.
  12. cessione contratto preliminare e notifica contraente ceduto

    E' certamente possibile ma non era stato specificato. Se così è allora la cessione deve essere notificata al contraente ceduto perché sia efficace nei suoi confronti, analogamente a quanto avviene in tema di cessione di credito.
  13. cessione contratto preliminare e notifica contraente ceduto

    Scusa ma la cessione del contratto è avvenuta tra i soli Sempronio e Mevio? Se non ricordo male la cessione del contratto, secondo l'orientamento prevalente, è una fattispecie trilaterale in cui devono intervenire cedente, cessionario e ceduto. La teoria secondo cui la cessione del contratto è bilaterale è minoritaria. Se così è nel caso in esame si può salvare l'efficacia del contratto ritenendo che il necessario consenso di Caio deve essere ancora ottenuto. Ad ogni modo non ritengo necessario informare anche Tizio considerato che Caio agisce "in nome" suo e quindi al massimo sarà Caio ad informare Tizio.
  14. prima casa se già proprietario di autorimessa

    E' capitato poco tempo fa un caso identico. L'acquirente non può godere delle agevolazioni sul garage, a meno che non si impegni a vendere quello che già possiede entro 12 mesi (e così è stato fatto).
  15. durata del legato di usufrutto successivo

    non c'è una ragione pratica, solo teorica. L'usufrutto congiuntivo è un solo diritto mentre quello successivo realizza una sequenza di usufrutti diversi ma in entrambi i casi il consolidamento con la nuda proprietà avverrà alla morte dell'usufruttuario più longevo. E' una questione arcinota in tema di usufrutto che è stata sollevata quasi 90 anni fa dal Venezian.