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Crispolto di Perosopo

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    Ancona
  1. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    Sembra essere passato il messaggio dell'equivalenza tra notaio e firma digitale, che potrebbe portare - tra non molto, a questo punto - alla fine della professione.
  2. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    Comunque sia, l'erosione di competenze è in atto da tempo.
  3. Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

    La vicenda è, comunque, tragicomica, dato che il legislatore non sa di cosa stia parlando...
  4. Nuovo Bando

    Non ho detto che è il progresso (inteso in senso positivo). Ho riportato un dato di fatto, verificabile anche online, senza esprimere giudizi di valore.
  5. Nuovo Bando

    I notai, intanto, hanno iniziato a sperimentare (forse per ridurre i costi o per consentire ai notai più giovani di inserirsi) l'esercizio della professione in forma associata, analogamente a quanto accade da anni per altre categorie di professionisti. Proprio oggi ho letto che un primario studio notarile milanese è composto da ben 6 notai. Anche questo è un segnale di come la professione sia cambiata.
  6. Start up innovative - Tar Lazio

    http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/amministrativo/2017-10-03/startup-innovative-anche-senza-notaio-211610.php?uuid=AEhvzFeC&refresh_ce=1
  7. SENZA VERGOGNA!

    Anton, ti sembrerà strano, ma concordo con te: inutile discutere. Ogni riflessione che sia diversa da quella "istituzionale" è fatta da anti-notai, pontificatori, sordi, provocatori, ecc. ecc. Manca soltanto che li elenchi come mafiosi ed il quadro è completo. Purtroppo la chiusura mentale del notariato è perfettamente rappresentata dal tuo modo di ragionare: non conta quello che dice l'interlocutore (che potrebbe sostenere, come nel mio caso, anche un mucchio di sciocchezze, alle quali però bisognerebbe rispondere nel merito), conta chi è, se vuole diventare notaio oppure no, se vuole togliermi la polpetta dal piatto. E, a quel punto, se seguirà il pensiero unico dominante (siamo i più bravi e i più belli, abbiamo solo il 18% di figli di notai, ci copiano i cinesi, gli americani, ecc.) sarà un valido interlocutore, altrimenti sarà soltanto l'ennesimo soggetto che non vede quanto è perfetto il notariato e che, pertanto, va messo alla berlina. E con questo chiudo la mia discussione con te, non avendo alcun interesse a portarla avanti. P.S. Chiamala comodità, ma pur sempre risparmio è (vogliamo dire di tempo?).
  8. SENZA VERGOGNA!

    Che significa che il notariato è messo meglio o peggio di altre realtà italiane? Ragionando in questo modo, a Milano potrebbero non occuparsi più di trasporti e rifiuti perché a Roma sono messi peggio? La realtà non è tutta bianca o tutta nera ed il notariato pure. Ci sono delle attività svolte egregiamente dai notai (così come dai medici, dagli avvocati, dai commercialisti: non è che il notariato sia un'isola felice), ma ci sono anche molti profili della professione che andrebbero cambiati. Chiarisco: non nell'interesse dei notai (ai quali, chiaramente, il sistema va benissimo così), ma nell'interesse dei cittadini e dell'economia. Ad esempio (ne abbiamo parlato in una discussione qualche tempo fa): costituire una società ltd (l'equivalente della srl) in Inghilterra costa poche decine di euro, può essere fatto da tutti online e richiede non più di pochi minuti. Costituire una srl in Italia costa almeno 1000 euro di onorario (oltre le tasse, ma quello è un altro discorso), qualche settimana per fissare l'appuntamento con il notaio, ecc. Il testo dell'atto è, in entrambi i casi, un modello predefinito (e non venire a dirmi che vi sia un'attività particolarmente complessa da parte del notaio in questi casi...). Si può certamente sostenere che sia preferibile andare dal notaio: questione di punti di vista, tutti legittimi. Ma è un dato di fatto che per una impresa i costi (in termini di tempo e di denaro) siano maggiori. Ed anche in Germania, per restare in argomento, è possibile costituire una società con un modello standard, riducendo i costi. In Italia ci hanno provato (non nel migliore dei modi, va detto) con la srls e conosci la posizione del notariato al riguardo. A mio avviso, bisognerebbe distinguere (come aveva fatto, in qualche modo, il legislatore) tra una piccola società (come la srl) che viene costituita per svolgere attività per le quali non occorre una struttura societaria complessa ed occorre limitare i costi (alimentari, parrucchiere, tabaccheria) e una società (le SpA di grandi dimensioni) per le quali vi è una operatività diversa, che giustifica i maggiori costi. Altro esempio: compro un immobile all'estero, dove c'è un notaio simile a quello italiano. Sai come funzionano i notariati di paesi emergenti come Croazia, Slovacchia, ecc.? Sono sostanzialmente degli uffici simili alla nostra anagrafe, dove l'onorario notarile è di pochi euro. Quanto incide, invece, il costo dell'onorario notarile in Italia in base alla tipologia di immobile? Se compro una villa da 5 milioni di euro può starci un onorario elevato; se compro un misero box auto, in un piccolo Comune, del valore di 7 mila euro, pagare oltre mille euro al notaio di onorario è una enormità, che limita (insieme al peso di tasse, agenti immobiliari, ecc.) il numero degli acquisti. Creare le condizioni per una ripresa del mercato immobiliare (sia chiaro: gravato, in primo luogo, dalle tasse e non dal notariato) significherebbe molto per l'economia italiana. La crisi del notariato è dipesa anche e soprattutto dal vertiginoso calo delle compravendite (quasi dimezzate dal 2006). La certezza dei traffici giuridici è un valore, l'intervento del notaio è certamente utile, ma anche rendere l'economia più dinamica, a mio avviso, è importante. Occorre ricercare un giusto compromesso tra le rispettive istanze. Altrimenti, estremizzando, potremmo chiedere l'intervento del notaio anche per comprare il giornale in edicola o la birra al pub. Nel 1913 il mondo era diverso: molti operatori erano analfabeti, non vi erano tecnologie, il notaio era tra i pochi (soprattutto nei piccoli centri) in grado di scrivere e comprendere il diritto. Oggi lo stesso notaio (salvi i piccoli studi) non svolge più l'intera prestazione notarile, ma è coadiuvato da persone che, con il giusto riconoscimento, potrebbero certamente occuparsi delle stipule minori (come quella del box sopra) al fine di ridurre i costi. In alternativa, per tali stipule, si potrebbero determinare dei costi fissi ridotti. Di contro, il notariato dovrebbe aprirsi a nuove competenze. Penso a tutta l'attività di supporto ai tribunali ed alla PA (ad esempio, il notariato avrebbe potuto chiedere competenze esclusive in materia di famiglia, per le separazioni, per le aste, ecc.; avrebbe potuto chiedere di essere certificatore per molte attività oggi demandate alla pubblica amministrazione, ecc.). Tralascio il problema dell'accesso, anche se, a mio avviso, eliminati gli attifici, vi sarebbe spazio per almeno 10.000 notai (come in Francia, ove il numero degli abitanti è simile a quello dell'Italia). Ps. tra le società che hai indicato, soltanto Eni ed Enel possono essere considerate "grandi" e sono delle ex statali. Mediaset, per intendere, non è un colosso in grado di andare ad acquistare Vivendi, ad esempio, ma è anzi, destinata ad essere acquisita da quest'ultima o da altre big. In ogni caso, anche considerando "grandi" tutte le società che mi hai indicato, siamo a meno di 10: ciò dovrebbe farti capire che anche le banche, che lo si voglia o meno, hanno un rilievo primario per l'economia del Paese. I tassi di interesse di base sono decisi dalle banche centrali, ma lo spread (e, quindi, il tasso effettivamente applicato) chi lo decide se non le singole banche? Per i passaggi di proprietà delle auto, le imposte c'erano prima e ci sono oggi. Se non vengono fatte più innanzi ai notai, o vi è una convenienza economica per il cittadino oppure sono tutti stupidi, come ti ho già scritto sopra.
  9. SENZA VERGOGNA!

    In una prospettiva notaio-centrica (cosa conviene al notaio o a chi aspira ad essere tale), non vi è dubbio che sia meglio l'attificio del notaio rispetto all'attificio della banca, perchè il primo consente maggiori guadagni e maggiore autonomia per il notaio. Non è questo il tema. La riflessione è sulla differenza per il sistema, per i cittadini e le imprese. E, nelle tue osservazioni, mi sembra che tali differenze siano, sostanzialmente: 1) l'indipendenza del notaio rispetto alla banca e la maggiore sicurezza per il cittadino poiché la banca stipulerebbe qualsiasi atto, mentre il notaio no; 2) la "mobilità sociale" del notaio (e, quindi, la sua possibilità di affermarsi e di non essere un dipendente). In realtà, le risposte sono nelle tue stesse osservazioni. Se il notaio dell'attificio fosse "indipendente" , non sarebbe (come è già oggi, non tra qualche anno o dopo eventuali riforme) "disposto a fare qualsiasi atto perchè altrimenti ci sarà sempre il collega che lo farà al posto tuo" (parole tue, non mie). Quale è, allora, la differenza con la banca? Anzi, ragionando soltanto da questo punto di vista, il cittadino sarebbe più tutelato nell'ipotesi dell'attificio-banca, poiché, in caso di eventuali azioni risarcitorie del cliente per gli errori del rogante, la solvibilità di una banca sarebbe certamente maggiore di quella del notaio che fa fatica a sbarcare il lunario. Inoltre, già oggi (non tra qualche tempo), il notaio riceve supinamente gli atti della banca: non ti risulta che i mutui siano copiati ed incollati (salve eccezioni) dalla minuta che trasmette la banca? E, aggiungo: anche dinanzi ad un notaio valoroso che voglia modificare il testo trasmesso dalla banca, quest'ultima sarebbe ancora disposta a concedere il finanziamento al mutuatario? A mio avviso sono ben altri gli argomenti per i quali la funzione notarile (non l'attificio) è ancora importante. In secondo luogo, la possibile "mobilità sociale" di un notaio non è un valore in sé. Può essere un valore per il singolo, così come lo è la mobilità sociale dell'operaio, dell'impiegato o dell'imprenditore, ma non per il sistema. Già oggi le professioni non consentono (salve eccezioni) la mobilità sociale: consentendola al notaio, dovremmo consentirla (e sarebbe giusto) anche all'architetto, all'ingegnere, all'avvocato ed a tutti gli altri professionisti. Ma non mi pare sia così.
  10. SENZA VERGOGNA!

    Se preferisci o lo ritieni più utile, posso anche dirti che il notariato è perfetto, che ogni critica proviene soltanto da invidiosi, respinti o famelici appartenenti ad altre categorie. Ma sai bene che non è così: la verità è sotto gli occhi di tutti e se le cose andassero come qualcuno qui dentro vuole far credere, il notariato non sarebbe nella situazione in cui si trova oggi. Guardare alla realtà senza pregiudizi è, a mio avviso, l'unico modo per migliorarla. Ed è questo che dovrebbe fare il notariato (e, in generale, l'Italia). Ma capisco che è molto più semplice dire che va tutto bene e far sparire il "mostro cattivo" banca (o avvocatura o altro, a seconda del periodo) che vuole distruggere il sogno (ammesso che sia ancora tale) del fanciullo che fa (o vuole fare) il notaio. Detto ciò, non ho interesse a fare alcuna polemica. Mi piace discutere del merito delle questioni (qui e altrove). E, almeno in questa sede, non dovrebbe esservi alcun problema a discutere apertamente ed oggettivamente del notariato e di altro, visto che non siamo in Parlamento, né ove si decidono i destini della categoria. Le tanto vituperate banche (che, per inciso, meritano molte delle critiche che ricevono) sono rimaste le uniche grandi società italiane. Spesso chi se ne lamenta lo fa perché ha ricevuto del denaro e non lo ha restituito, vaneggiando di tassi di interesse usurari senza aver mai effettivamente pagato alcunché (soltanto per fare un esempio). Il vero limite delle banche, a mio avviso, è che hanno finanziato i soggetti sbagliati, ma, anche in tal caso, come si chiede giustamente per il notariato, non è utile fare di tutta l'erba un fascio. Il fatto che tu non abbia fiducia nelle banche, come Tizio non l'abbia per i notai e Caio per gli arbitri di calcio, non è un argomento oggettivo. Mentre è un dato di fatto che i tassi di interesse, oggi, siano a livelli minimi (anche per altri motivi, ma qui non rileva). Quanto alla srls, è sbagliato il mancato pagamento del notaio (nessuno lavora gratis, giustamente), ma è oggettivo il minor costo dell'atto. Altrimenti, tanto per ragionare terra terra, perché vengono costituite delle srls e non delle srl? O sono tutti stupidi o, forse, qualche convenienza (economica) ci sarà, non trovi? Idem per i passaggi di proprietà delle auto.
  11. SENZA VERGOGNA!

    Come ho già scritto, non sono contro il notariato. Anzi, ho più volte evidenziato l'importanza della funzione notarile. Detto ciò, non seguo l'approccio fideistico dei tanti che vedono nel notariato una religione da seguire e sono disposti a non vedere la realtà pur di seguire i dettami (spesso errati, a mio modestissimo avviso) della categoria. Ciò premesso, il notaio - che tu lo voglia o meno - è già oggi sul mercato. Non tra qualche anno, non a seguito della riforma X o del decreto Y. Oggi. Già oggi c'è una lotta al ribasso (ovvero: concorrenza) tra il preventivo del notaio Tizio e il preventivo del notaio Caio. Già oggi c'è il notaio agguerrito che cerca di accaparrarsi il cliente e l'agenzia immobiliare (oltre che i professionisti che procacciano pratiche) promettendo tariffe più vantaggiose (e spesso non soltanto quelle) del collega della strada accanto. Già oggi esiste il notaio giovane che lavora a partita IVA presso il notaio anziano, già oggi esiste lo studio in cui il cliente e il notaio si incontrano per la prima e l'unica volta al momento della sottoscrizione, senza alcuna personalità della prestazione. Potrei continuare, ma sono fatti noti a tutti, soprattutto nell'esperienza delle grandi città. Voler raccontare la professione che esisteva nel 1913, oggi che siamo nel 2017, dimostra la scarsa conoscenza della realtà dei fatti o la malafede (non la tua, parlo in generale). Per qualsiasi serio tentativo di difesa o di riforma della professione occorre raccontarsi la verità, almeno nelle sedi deputate al confronto sui problemi attuali. Chi difende certe storture del notariato (come gli attifici) è a difesa della categoria o è contro la categoria? Chi vuol fare uno sciopero che farebbe ridere l'Italia intera è a difesa o è contro la categoria? Il fatto che gli attifici non siano la prassi è vero, ma il fenomeno è molto diffuso. Così come sono diffusi gli "uffici di servizi notarili", le strutture d'appoggio per il notaio che passa a firmare, ecc. A ben vedere, anche il notaio disagiato di provincia non è la prassi. Inoltre, non mi hai risposto nel merito: quale è la differenza tra l'attificio della banca Alfa e l'attificio del notaio Tizio? Quanto al risparmio per il singolo atto, ho conosciuto moltissimi giovani che hanno costituito una srls con una spesa modesta. Con la srl non l'avrebbero costituita per i costi eccessivi. Si possono avere opinioni diverse, ma il fatto che la srls costi meno mi sembra un dato di fatto difficile da negare, così come altri fatti di cui stiamo discutendo.
  12. SENZA VERGOGNA!

    Alcune mie personalissime osservazioni, senza pregiudizi. Lo sciopero è legittimo, ma forse, come segnalato da altri, non è una idea vincente. Nessun "libero professionista" ha una "quota di mercato" o un reddito minimo garantito. Si paventa il rischio del socio di capitali. Ma l'attificio odierno cos'è, se non una struttura in cui il vertice investe del capitale per pagare le decine di collaboratori (spesso neppure laureati) per svolgere l'attività notarile? In questa tipologia di studio notarile, sempre più diffusa, il notaio è praticamente assente: il collaboratore svolge per intero la prestazione professionale demandata al notaio (anche leggendo l'atto...) salvo un "saluto" da parte di quest'ultimo ai costituiti al momento della sottoscrizione. C'è persino chi autentica le firme al telefono...Si può legittimamente fingere di ignorare la realtà, ma chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale sa che in questi studi la "personalità della prestazione" è ormai un lontano ricordo. Non è un caso che i notai più avveduti abbiano costantemente individuato gli attifici come uno dei veri mali del notariato. Ciò premesso, quale sarebbe la differenza tra l'attificio del notaio Tizio e l'attificio della banca Alfa, affidato al notaio Tizio? L'unica vera differenza sarebbe quella del compenso (probabilmente ridotto) al notaio Tizio, perché il servizio erogato sarebbe il medesimo e per i collaboratori potrebbe essere anche una svolta in positivo, dato che le banche non lavorano "in nero" o con "assunzioni a partita IVA". Inoltre, il fatto che le banche possano inglobare gli studi notarili sembra più uno spauracchio invocato dal notariato che un rischio reale. Basti pensare che per gli studi degli avvocati ciò non è avvenuto, per quanto le banche abbiano ottenuto convenzioni tariffarie molto vantaggiose, imponendo, di fatto, le proprie tariffe. Ma è anche vero che qualsiasi cliente "forte" impone al professionista, in tutti i settori (notariato compreso), le proprie tariffe. Pensate che gli architetti o gli ingegneri che lavorano per le multinazionali abbiano un potere negoziale sulla tariffa? E' tutto da dimostrare, poi, che la banca, in qualità di agente immobiliare applicherebbe tariffe esorbitanti. In primo luogo perché le tariffe sarebbero le medesime di quelle previste dal tariffario di categoria; in secondo luogo perché la banca avrebbe l'interesse e la potenzialità economica per chiedere tariffe minori, pur di accaparrarsi la clientela. Basti pensare che i mutui sono ormai proposti con tassi di interesse prossimi allo zero (il che, per inciso, non è un bene). Il discorso del risparmio per il cittadino andrebbe valutato in maniera più ampia e dettagliata. In alcuni casi non vi sarebbe risparmio. In altri casi certamente si (come accaduto per srls ed automobili). Resto convinto che il notariato dovrebbe utilizzare argomenti migliori (e ne avrebbe) per difendere la propria posizione e, soprattutto, essere il primo a proporre una seria ed organica riforma della professione, in grado di modernizzarla, pur conservandone il valore.
  13. SENZA VERGOGNA!

    Non faccio la morale a praticanti e notai, né ad altri soggetti; esprimo civilmente ed in maniera critica la mia opinione ed ascolto quella altrui, senza chiedere (non avendone peraltro titolo) le credenziali. Se in Italia lo facessero tutti, senza ragionare da tifosi dell'una o dell'altra categoria, saremmo senz'altro un Paese migliore.
  14. SENZA VERGOGNA!

    Se guardi alla "realtà dei fatti", non dovresti temere che se ne parli, qui o altrove. Né dovresti avere problemi a riconoscere gli errori ed i limiti del notariato, così come ad evidenziarne gli indiscussi pregi. Le tue riflessioni confermano, però, il modo di ragionare di un certo notariato (compresi alcuni che, come te, sono "familiari, intimi o sodali" con la categoria), che vuole raccontare e farsi raccontare la solita litania di cui discutevamo sopra, con il solo intento di salvare il portafogli, e che vede ovunque soggetti pronti a tentare l'assalto alla diligenza. Ad esempio, chi ti dice che io sia un notaio, un praticante o altro, visto che non sai chi sono?
  15. SENZA VERGOGNA!

    Caro Anton3, apprezzo la tua strenua difesa della categoria (della quale, secondo me, fai già parte) ed anche i toni dei tuoi interventi. Certamente non è scandaloso (anzi, è del tutto comprensibile) che i notai difendano il proprio reddito o che, come ha scritto Sakuragy, "pretendano" di ottenerlo (sebbene tale pretesa possa essere rivolta soltanto a sé stessi, dato che i notai non sono dipendenti pubblici stipendiati come i magistrati, ma professionisti privati, a cui lo Stato ha delegato una funzione). Tuttavia, è proprio il notariato ad "elevarsi ipocritamente a difensore dei cittadini", facendo passare una legittima (per quanto opinabile) richiesta di difesa del reddito della categoria per una battaglia a difesa dei cittadini, dei traffici giuridici, dei valori della società, ecc. e proponendo a tal fine argomenti del tutto fasulli o, quanto meno, enfatizzati oltre ogni ragionevolezza (come abbiamo scritto sopra). Né è condivisibile, a mio avviso, il fatto che qualsiasi riflessione, come sembra evincersi dalle tue parole, debba avere come obiettivo il futuro cambiamento "dall'interno" della categoria né che la riflessione sia più o meno legittima a seconda del fatto che provenga dai notai, dai praticanti o da chicchessia. Siamo innanzitutto cittadini e non tutti i contributi di questo forum provengono da notai o praticanti notai.
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