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Lenza

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  1. Decreto rilancio: Art. 254 (Misure urgenti in tema di concorso notarile ed esame di abilitazione all’esercizio della professione forense) 1. Ai fini del completamento delle procedure e delle attività relative al concorso per esame a 300 posti per notaio bandito con decreto dirigenziale 16 novembre 2018 e all’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato bandito con decreto del Ministro della giustizia 11 giugno 2019, è consentita la correzione degli elaborati scritti con modalità di collegamento a distanza, ai sensi dell’articolo 247, comma 7, con le m
  2. la sanzione amministrativa impatta sul bilancio, sia a livello di stato patrimoniale che a livello di conto economico. A livello di stato patrimoniale o brucia cassa (quindi si riduce la liquidità aziendale) oppure se è irrogata ma non pagata (es. l'azienda ottiene una dilazione, oppure la sanzione viene impugnata ecc.; dipende da caso a caso)) comporta l'iscrizione di una una passività. A livello di conto economico c'è una corrispondente rappresentazione contabile della sanzione, nel senso che incide come componente negativa del reddito. Quindi semplificando al massimo l'azienda, nel rappres
  3. L’attico a piazza di Spagna passa 100% 😂
  4. Fern, mi trovi totalmente d'accordo col tuo ragionamento. L'ipoteca è antecedente alla donazione quindi non ci può essere un problema di riduzione nel caso prospettato. Se così non fosse le banche non farebbero mai e poi mai credito perché sarebbe sufficiente una donazione successiva all'ipoteca per far saltare il banco. Chi mai acquisterebbe un bene all'asta se ci fosse il rischio di perderlo a causa di una successiva riduzione? Indi la garanzia ipotecaria, ribadisco antecedente alla donazione, sarebbe fortemente frustrata. E questa è una questione che non può essere ascritta alla categoria d
  5. Direi che non può agire in riduzione. Il donatario è stato espropriato del bene a lui donato in virtù dell’ipoteca, quindi non vedo come il legittimario posso avanzare pretese. A maggior ragione avendo il disponente donato la nuda; quindi il donatario non ha nemmeno goduto della cosa nè percepito eventuali redditi nel periodo intercorso tra donazione e esproprio. Mi pare si possa ritenere che la donazione non abbia apportato alcun beneficio effettivo al suo patrimonio. Ciao
  6. Forse il primo ringraziamento lo devi fare alla categoria notarile e alla sua classe dirigente
  7. non so se ho capito bene la domanda, ma la norma che tratta dell'accrescimento nella successione legittima è il 522 cc. La norma parla di accrescimento ma è discusso in realtà se si tratti di un accrescimento in senso tecnico o di un ricalcolo delle quote. Il problema si pone in presenza di diverse categorie di successibili; se è un accrescimento in senso tecnico, dovrebbe andare a beneficio della categoria; se è ricalcolo, va a beneficio di tutti i chiamati. non ho testi sottomano, ma ad esempio se chiamati ex lege sono coniuge e due figli, teoricamente il coniuge è chiamato per 1/3 e i figli
  8. mah, messa così sembra più una doppia liberalità. la madre contrae il mutuo, la banca gli concede il capitale, e usa questa somma per pagare il prezzo della vendita di cui è parte il figlio (adempimento del terzo per spirito di liberalità = donazione indiretta dell'immobile madre - figlio). La madre ha un debito verso la banca avente ad oggetto la restituzione del tantundem relativo al mutuo. Il debito viene saldato di volta in volta dal coniuge, sempre ex art. 1180, con adempimento del terzo quale liberalità del marito a favore della moglie. non so se ha molto senso però 😄
  9. ciao, i figli hanno percepito un reddito prodotto da un bene del de cuius, quindi imho è una liberalità indiretta.
  10. Non ho capito benissimo dove è collocato il box nel testamento, ma l’importante è che si capisca il contenuto della disposizione. non servono chissà quali formule sacramentali. quindi anche un ‘’+ box’’ secondo me potrebbe essere sufficiente. Io lo intendo come il relativo box a pertinenza dell’appartamento. Certo più la disposizione è chiara meno corri il rischio di impugnative e simili. Comunque se parliamo di pertinenza ti soccorrono anche artt. 818 e 667 cc.
  11. Lenza

    735 cc

    ah beh, è un po' diversa da come la immaginavo. è il classico olografo che rischia di finire in cassazione 😁 non c'è una risposta univoca, visto e considerato che sulla institutio ex re certa si dice tutto il contrario di tutto. la lettura più facile che puoi dare (che poi è quella, mi pare di capire, sostenuta da pinturicchio), è istitutio ex re certa nei due immobili, con quota ereditaria da determinare ex post all'apertura della successione in rapporto al valore beni attribuiti e relictum. sugli altri beni si apre la successione legittima. a questo punto occorre verificare se le quot
  12. Lenza

    735 cc

    Direi che sarebbe il caso che postassi il contenuto sostanziale del testamento altrimenti si fa fatica a rispondere. In linea di massima se il testatore si è limitato a istituire nell’intero l’estraneo, la strada è la riduzione. Se ha citato invece anche i due immobili di cui parli si possono fare altri ragionamenti.
  13. Dei 1365 consegnanti circa 1100 sono stati seccati al primo elaborato. Certo se penso alle dichiarazioni del Presidente che lamentava la redazione di atti scarni mi viene da sorridere, considerando che all’80% dei candidati non sono stati letti gli elaborati, fatta eccezione per il testamento che di regola è un atto breve. Alla faccia della correzione complessiva degli elaborati. Detto questo faccio i miei complimenti a chi ha passato gli scritti e un grosso in bocca al lupo per gli orali!
  14. Direi che il principio è sempre quello fissato dal 2491 c2. Quindi dividendo sì, a condizione che non incida sulla soddisfazione integrale e tempestiva dei creditori. Durante la fase di liquidazione l’attività sociale è tutta incentrata alla tacitazione dei creditori. Si verifica un vero e proprio mutamento dello scopo sociale, da lucrativo a liquidatorio. Ciao
  15. Probabilmente era la Vodafone per una offerta commerciale 😂
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