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Lenza

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  1. L’attico a piazza di Spagna passa 100% 😂
  2. Fern, mi trovi totalmente d'accordo col tuo ragionamento. L'ipoteca è antecedente alla donazione quindi non ci può essere un problema di riduzione nel caso prospettato. Se così non fosse le banche non farebbero mai e poi mai credito perché sarebbe sufficiente una donazione successiva all'ipoteca per far saltare il banco. Chi mai acquisterebbe un bene all'asta se ci fosse il rischio di perderlo a causa di una successiva riduzione? Indi la garanzia ipotecaria, ribadisco antecedente alla donazione, sarebbe fortemente frustrata. E questa è una questione che non può essere ascritta alla categoria delle problematiche inerenti ai beni di provenienza donativa, perché l'ipoteca è antecedente e non successiva alla donazione (di fatti il 561 e 563 si riferiscono a pesi imposti dal donatario e agli aventi causa dal donatario). Per il resto, da un punto di vista giuridico (e non empirico) l'acquisto liberale è venuto meno perché il donatario ha subito l'evizione della cosa acquistata (per causa a lui non imputabile) per aver il creditore ipotecario escusso la garanzia reale; ne deriva imho che non solo non c'è un pericolo di riduzione nel caso prospettato, ma relativamente alla donazione non c'è spazio nemmeno per collazione e imputazione ex se.
  3. Direi che non può agire in riduzione. Il donatario è stato espropriato del bene a lui donato in virtù dell’ipoteca, quindi non vedo come il legittimario posso avanzare pretese. A maggior ragione avendo il disponente donato la nuda; quindi il donatario non ha nemmeno goduto della cosa nè percepito eventuali redditi nel periodo intercorso tra donazione e esproprio. Mi pare si possa ritenere che la donazione non abbia apportato alcun beneficio effettivo al suo patrimonio. Ciao
  4. Forse il primo ringraziamento lo devi fare alla categoria notarile e alla sua classe dirigente
  5. non so se ho capito bene la domanda, ma la norma che tratta dell'accrescimento nella successione legittima è il 522 cc. La norma parla di accrescimento ma è discusso in realtà se si tratti di un accrescimento in senso tecnico o di un ricalcolo delle quote. Il problema si pone in presenza di diverse categorie di successibili; se è un accrescimento in senso tecnico, dovrebbe andare a beneficio della categoria; se è ricalcolo, va a beneficio di tutti i chiamati. non ho testi sottomano, ma ad esempio se chiamati ex lege sono coniuge e due figli, teoricamente il coniuge è chiamato per 1/3 e i figli per i restanti 2/3 in parti uguali. se uno dei due figli rinuncia, se opera accrescimento in senso tecnico l'altro figlio ha diritto a 2/3 e il coniuge sempre a 1/3. se è ricalcolo, coniuge e figlio avrebbero diritto a 1/2 e 1/2 (v. 581 cc.). ripeto non ho testi sottomano quindi verifica ma se non ricordo male queste erano le letture più accreditate. ciao
  6. mah, messa così sembra più una doppia liberalità. la madre contrae il mutuo, la banca gli concede il capitale, e usa questa somma per pagare il prezzo della vendita di cui è parte il figlio (adempimento del terzo per spirito di liberalità = donazione indiretta dell'immobile madre - figlio). La madre ha un debito verso la banca avente ad oggetto la restituzione del tantundem relativo al mutuo. Il debito viene saldato di volta in volta dal coniuge, sempre ex art. 1180, con adempimento del terzo quale liberalità del marito a favore della moglie. non so se ha molto senso però 😄
  7. ciao, i figli hanno percepito un reddito prodotto da un bene del de cuius, quindi imho è una liberalità indiretta.
  8. Non ho capito benissimo dove è collocato il box nel testamento, ma l’importante è che si capisca il contenuto della disposizione. non servono chissà quali formule sacramentali. quindi anche un ‘’+ box’’ secondo me potrebbe essere sufficiente. Io lo intendo come il relativo box a pertinenza dell’appartamento. Certo più la disposizione è chiara meno corri il rischio di impugnative e simili. Comunque se parliamo di pertinenza ti soccorrono anche artt. 818 e 667 cc.
  9. Lenza

    735 cc

    ah beh, è un po' diversa da come la immaginavo. è il classico olografo che rischia di finire in cassazione 😁 non c'è una risposta univoca, visto e considerato che sulla institutio ex re certa si dice tutto il contrario di tutto. la lettura più facile che puoi dare (che poi è quella, mi pare di capire, sostenuta da pinturicchio), è istitutio ex re certa nei due immobili, con quota ereditaria da determinare ex post all'apertura della successione in rapporto al valore beni attribuiti e relictum. sugli altri beni si apre la successione legittima. a questo punto occorre verificare se le quote spettanti ex lege siano sufficienti a soddisfare la legittima dei familiari interessati. questa però è solo una delle possibili letture. il fatto che i due immobili, al momento della stesura del testamento, di fatto costituissero l'intero patrimonio del testatore non è per niente una buona cosa, perché apre la strada, se così vogliamo dire, della vis espansiva. se io fossi nei panni dell'avvocato della colf sosterrei che, visto e considerato che al momento della testamenti factio i due beni assegnati, di fatto, costituivano l'intero patrimonio del de cuius, era chiara la volontà di quest'ultimo di attribuire il suo intero patrimonio alla colf. il che equivarrebbe a dire che la colf è istituita nell'intero e che i legittimari sono tenuti ad agire in riduzione. secondo me come la metti la metti il titolo resta precario. a meno che non si voglia affrontare una causa, direi che un accordo tra le parti sarebbe una buona cosa. in ogni caso se, come affermi, vi sono altri beni sufficienti a tacitare la legittima dei familiari, la colf i due immobili se li tiene (a meno che non si sostenga la falsità del testamento o l'incapacità del testatore). Ciao
  10. Lenza

    735 cc

    Direi che sarebbe il caso che postassi il contenuto sostanziale del testamento altrimenti si fa fatica a rispondere. In linea di massima se il testatore si è limitato a istituire nell’intero l’estraneo, la strada è la riduzione. Se ha citato invece anche i due immobili di cui parli si possono fare altri ragionamenti.
  11. Dei 1365 consegnanti circa 1100 sono stati seccati al primo elaborato. Certo se penso alle dichiarazioni del Presidente che lamentava la redazione di atti scarni mi viene da sorridere, considerando che all’80% dei candidati non sono stati letti gli elaborati, fatta eccezione per il testamento che di regola è un atto breve. Alla faccia della correzione complessiva degli elaborati. Detto questo faccio i miei complimenti a chi ha passato gli scritti e un grosso in bocca al lupo per gli orali!
  12. Direi che il principio è sempre quello fissato dal 2491 c2. Quindi dividendo sì, a condizione che non incida sulla soddisfazione integrale e tempestiva dei creditori. Durante la fase di liquidazione l’attività sociale è tutta incentrata alla tacitazione dei creditori. Si verifica un vero e proprio mutamento dello scopo sociale, da lucrativo a liquidatorio. Ciao
  13. Probabilmente era la Vodafone per una offerta commerciale 😂
  14. Se gli avvocati designati sono soggetti estranei alla società direi che è valida. Gli avvocati, estranei alla società, a loro volta nominano gli arbitri
  15. Lenza

    Documento

    Ovviamente portalo, ma è finalizzato a facilitare l’identificazione del candidato. in passato un amico se l’era dimenticato e non gli hanno fatto particolari storie. Ribadisco: comunque portalo
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