sakuragy

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    Milano

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  1. la situazione è paradossale in realtà Controllo GF in società contestazione di emissione fatture a fronte di prestazioni mai eseguite. Sono tutti lavori presso vari condomini Processo Penale: il pm chiede archiviazione perché il fatto non sussiste e il giudice accoglie (chiusa lì) Processo tributario va avanti perché se ne fregano del penale Ora il commercialista deve formare "il convincimento" del giudice tributario mediante le dichiarazioni dei vari amministratori che attestino le prestazioni tutte le sentenze della cassazione che ho trovato parlano però di dichiarazioni sostitutive di notorietà
  2. Mi chiama Commercialista e mi dice che per un contenzioso tributario gli occorrono degli atti di notorietà da far presentare al giudice resi da terzi soggetti. Infatti nel processo tributario non è ammessa la prova testimoniale, tuttavia grazie all'intervento della corte costituzionale e per ammissione della cassazione è possibile far entrare nel giudizio dichiarazioni di terzi di cui sia certa la provenienza. Questa dichiarazioni saranno liberamente utilizzate dal giudice tributario per formare il suo convincimento. A questo punto però penso: problemi 1) divieto di precostituzione di prove 2) divieto di ricevere atti di constatazione 3) atto notorio ma chi interviene? Penso a questo punto ad un atto sostitutivo di notorietà (nonostante le obiezioni del commercialista) Vi sono mai capitati? Come li avete strutturati?
  3. una domanda ma perché tu e il tuo geometra non andate a parlare con un responsabile in catasto? Gli spieghi com'è la situazione gli chiedi se ci possono essere problemi e vedi di chiarirti
  4. caro Pandemonio, il limite da quel punto di vista è inutile, il preservativo che impedisce la nascita di nuovi notai è rappresentato dalle correzioni L'aumento della % dei promossi negli ultimi concorsi era frutto delle poche consegne
  5. è inutile spaccarsi la testa: le tre consegne non verranno mai tolte perché 1. funzionali a limitare i costi del concorso 2. per toglierle sarebbe necessario trovare un sistema di selezione non solo a costo 0 per lo Stato ma che non aumenti le spese attuali
  6. sembra una partita di hockey su ghiaccio, sostituzioni libere, dentro in quattro dalla panchina e via...
  7. se nell'onorario sono compresi anche le spese generali e la cassa nazionale, stringi la mano al cliente e accompagnalo alla porta augurandogli buona fortuna
  8. Ho trovato questa sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria, penso possa esserti utile Comm. trib. reg. Perugia, (Umbria), sez. IV, 10/12/2013, (ud. 11/11/2013, dep.10/12/2013), n. 244 Intestazione Fatto Svolgimento del processo In data 03/03/2010 OMISSIS provvedeva, su sollecitazione del comune di Terni ed a seguito dell'entrata in vigore del D.L. 262/2006 art. 2 comma 40, alla variazione con procedura DOCFA dell'iscrizione in catasto di un immobile destinato a rivendita di giornali (edicola) sito in Terni, via del Rivo proponendo l'accatastamento in categoria C1, classe 5, rendita 174,77=. In relazione a detto atto l'Agenzia del Territorio in data 23/12/2010 ha notificato l'avviso di accertamento n. TR0153351/2010 con il quale ha modificato la classe, elevandola dalla 5 alla 9, con conseguente attribuzione della più elevata rendita di Euro 323,51. Il contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento deducendo difetto di motivazione dell'avviso di accertamento; nel merito osservava che le edicole di giornali, in quanto non stabilmente infisse al suolo devono essere accatastate in categoria E3; in via subordinata chiedeva che fosse riconosciuta la categoria C1, classe 5 in considerazione della particolare tipologia costruttiva. La Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso. Appella l'Agenzia del Territorio e deduce che l'accatastamento in categoria E non è più possibile per espressa previsione del D.L. 262/2006 art. 2 comma 40; che l'eventuale duplicazione delle imposte Tosap ed lei non rileva ai fini dell'attribuzione della corretta categoria catastale; che lo stesso contribuente aveva proposto la categoria C1 con la procedura DOCFA; che l'attribuzione della classe 9 appare più equa, valutando il particolare pregio della zona di ubicazione (prima fascia limitrofa al centro urbano), la classe attribuita ai negozi limitrofi (da 8 a 12), la tipologia costruttiva, le dimensioni e la presenza di un bagno. L'appellata si è costituita nella presente fase del giudizio e deduce che è legittimo il ripensamento del contribuente sulla corretta categoria catastale dopo la presentazione di denuncia DOCFA; osserva che il D.L. 262/2006 deve essere interpretato operando la dovuta distinzione fra edicole realizzate in costruzioni stabili e chioschi strutturalmente precari; ripropone poi le altre argomentazioni del primo grado di giudizio, fatta eccezione per il difetto di motivazione dell'avviso impugnato. Conclusioni dell'appellante: "Voglia codesta on. Commissione Regionale annullare in toto la sentenza appellata, per i motivi sopra elencati, dichiarare e confermare la legittimità ed il corretto operato dell'ufficio nell'applicazione dell'art. 2 comma 40 del decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006; confermare nel merito la categoria e la classe dell'unità di ricorso". Conclusioni dell'appellato: "in via principale rigettare l'appello proposto e confermare la sentenza impugnata emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Terni ed in subordine, nella denegata ipotesti(Ndr: testo originale non comprensibile) di accoglimento del ricorso in appello, confermare l'appartenenza della edicola chiosco di proprietà della società istante alla categoria Ci con classe 5" Diritto Motivi della decisione Fino all'emanazione del D.L. 3 ottobre 2006 n. 262, convertito con modificazioni nella legge 24 novembre 2006 n. 286, la prassi vigente, confermata anche da circolari dell'agenzia del territorio, prevedeva di attribuire ai chioschi, fra i quali anche le edicole di giornali con tipologia costruttiva precaria per l'uso di materiali leggeri, la categoria catastale E/3, che comprende "costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche". L'art. 2 comma 40 D.L. 262/2006 ha, invece, espressamente previsto che "Nelle unità immobiliari censite nelle categorie catastali E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale". Il chiaro tenore letterale della norma testè citata non consente interpretazioni diverse da quella fatta palese dal significato proprio delle parole utilizzate e, pertanto, ad un chiosco destinato ad un uso certamente commerciale quale è la rivendita di giornali non può più essere attribuita la categoria catastale E3. Si osserva, inoltre, che la particolare tipologia costruttiva dell'edicola e l'ancoraggio al suolo con modalità precarie e comunque facilmente rimovibili, non costituiscono una esimente all'obbligo di iscrizione in catasto; infatti ai sensi dell'art. 2 comma 3 D.M. 28/1998 "sono considerate unità immobiliari i manufatti prefabbricati ancorchè semplicemente appoggiati al suolo, quando siano stabili nel tempo e presentino autonomia funzionale e reddituale". La sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che accoglie il ricorso della parte deve essere pertanto riformata e deve dichiararsi che nella fattispecie in esame è corretta l'attribuzione della categoria catastale C1, che comprende i negozi. Ciò premesso il ricorso introduttivo del contribuente merita tuttavia parziale accoglimento quanto alla richiesta in via subordinata, riproposta anche nel presente grado di appello, di riconoscere la inferiore classe 5, proposta dal contribuente al momento della presentazione della variazione con procedura DOCFA. Infatti la particolare tipologia costruttiva leggera in struttura metallica, l'ancoraggio al suolo precario e facilmente amovibile, le modeste dimensioni rendono l'immobile del tutto particolare e non comparabile con le vicine attività commerciali. La sentenza appellata va pertanto riformata nei termini di cui in dispositivo; le spese del giudizio restano interamente compensate fra le parti in considerazione della parziale reciproca soccombenza. PQM P.Q.M. In riforma della sentenza appellata dichiara che il bene in questione deve classificarsi in categoria C1 classe 5. Spese compensate.
  9. se togli tutta la sezione dei giornali porno non serve tutto sto spazio
  10. uno su tre è la media per rispettare il numero di posti messi a concorso
  11. Con il DM 265/2012 puoi alla fine calcolare bene quasi tutti gli atti basta ricordarsi che per le vendite prezzo/valore gli onorari sono ridotti del 30% Tuttavia ci sono una serie di casi che non sono disciplinati ma che dovresti trovare in studio in una serie di pubblicazioni fatte dal notariato (Consiglio di Milano ne ha fatta una nel 2012 - o 2010 non ricordo) con una serie di esemplificazioni. Ti conviene spulciare sul tavolo della "signorina" che cura il repertorio Quanto all'imputazione tra iva o non (di visure, CN e TA) ho notato, guardando vari preventivi, che ognuno fa un po' come gli pare. Tieni anche presente che, benché scomparsa da quasi tutti i preventivi, c'è la voce "spese segreteria o spese generali" che per gli avvocati è quantificata nel 15% del valore di causa)
  12. http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/01/09/news/la-bandadellalira-1.292992 a proposito di mele marce in ogni categoria notare la presenza di un magistrato in questo simpatico gruppetto
  13. verranno iniziate il giorno del closing del milan
  14. grazie!