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miller

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  1. i fondatori non hanno stabilito nulla, però vi era un accordo verbale, ormai non più dimostrabile, per cui la cappella era metà per la famiglia dell'uno e metà dell'altro.
  2. ciao a tutti avevo già letto le sentenze da voi postate e mi ponevo il dubbio se l'indivisibilità riguardasse solo i membri della famiglia del fondatore o anche i rapporti tra i due originari fondatori. Stavo infatti cercando una soluzione che consentisse la divisione di una sepolcro familiare fondato da due fratelli e composto da 12 loculi, in maniera tale da riservare 6 loculi alla famiglia di un fratello e 6 alla famiglia dell'altro. Questo per evitare che i familiari del fondatore già morto possano occupare tutta la cappella atteso che sono molto più numerosi dei familiari del fondatore ancora vivo e considerato il principio per cui “chi prima muore meglio alloggia”. non mi sembra che l'art. 1106 sia applicabile , perchè dal sepolcro familiare nasce una particolare forma di comunione dalla comunione di proprietà o di altro diritto reale sul bene. Considerato che secondo Cassazione civile , sez. II, 04 maggio 1982, n. 2736 " La costituzione del sepolcro familiare dà luogo ad una comunione pro indiviso ed indivisibile, tra i membri della famiglia del fondatore, del diritto di sepolcro, cioè del diritto di natura reale ,di essere seppelliti o di seppellire i propri congiunti nell'edificio sepolcrale, in ordine al quale è configurabile l'esercizio del potere di fatto qualificabile come possesso............" pensate che da questa sentenza (e altre ce ne sono dello stesso tenore), argomentando a contrario, si possa ricavare che l'indivisibilità riguarda solo i membri delle famiglie dei fondatori e non anche i rapporti tra i fondatori ? Trattandosi di sepolcro fondato da due soggetti potrebbe essere non considerato sepolcro familiare unico ma, passate il termine, “bifamiliare” e da qui potrebbe discendere la divisibilità della cappella. In tal senso forse potrebbe deporre questa sentenza del Tar Marche Sentenza n. 43 del 3 febbraio 2004 in cui si dice che: “ non contraddetto l’assunto della qualificazione di sepolcro gentilizio del manufatto di parte della cui destinazione ed uso si controverte, al ricorrente sfugge la circostanza che nella specie i fondatori sono due soggetti ai quali fanno capo due famiglie e non una e come entrambi abbiano a suo tempo destinato il manufatto alla sepoltura di se stessi e dei propri familiari (“sibi familiaeque suae”). A fronte della presunta destinazione ai soli membri delle due famiglie, a ciascuna delle quali spettava una quota pari al 50%, estinta la classe dei familiari e dei congiunti di una delle due quote sepolcrali lo “ius sepulchri”, con riferimento alla famiglia del sig. ***, si è trasformato da familiare in ereditario con riviviscenza dello jus successionis e la trasmissibilità del diritto per atto “inter vivos” o “mortis causa”. A parte l’ulteriore circostanza che (ove si voglia considerare il sepolcro familiare unico) il destinatario della disposizione testamentaria è componente della famiglia d’origine per cui è, in ogni caso, fatto salvo il principio della destinazione del manufatto (seppure vengono modificate le quote d’uso e di possesso) alla sepoltura dei familiari dei due fondatori.” Al limite, esclusa la divisibilità, ritenete sia possibile un’azione di mero accertamento volta a far dichiarare la titolarità dei 6 loculi in capo al fondatore ancora vivo della cappella (e ai suoi familiari) ? Vi chiedo se le mie considerazioni sono solo delle “cappelle giuridiche” o se ritenete che possano avere un qualche fondamento... Grazie per i vostri interventi
  3. ciao a tutti avevo già letto le sentenze da voi postate e mi ponevo il dubbio se l'indivisibilità riguardasse solo i membri della famiglia del fondatore o anche i rapporti tra i due originari fondatori. Stavo infatti cercando una soluzione che consentisse la divisione di una sepolcro familiare fondato da due fratelli e composto da 12 loculi, in maniera tale da riservare 6 loculi alla famiglia di un fratello e 6 alla famiglia dell'altro. Questo per evitare che i familiari del fondatore già morto possano occupare tutta la cappella atteso che sono molto più numerosi dei familiari del fondatore ancora vivo e considerato il principio per cui “chi prima muore meglio alloggia”. non mi sembra che l'art. 1106 sia applicabile , perchè dal sepolcro familiare nasce una particolare forma di comunione dalla comunione di proprietà o di altro diritto reale sul bene. Considerato che secondo Cassazione civile , sez. II, 04 maggio 1982, n. 2736 " La costituzione del sepolcro familiare dà luogo ad una comunione pro indiviso ed indivisibile, tra i membri della famiglia del fondatore, del diritto di sepolcro, cioè del diritto di natura reale ,di essere seppelliti o di seppellire i propri congiunti nell'edificio sepolcrale, in ordine al quale è configurabile l'esercizio del potere di fatto qualificabile come possesso............" pensate che da questa sentenza (e altre ce ne sono dello stesso tenore), argomentando a contrario, si possa ricavare che l'indivisibilità riguarda solo i membri delle famiglie dei fondatori e non anche i rapporti tra i fondatori ? Trattandosi di sepolcro fondato da due soggetti potrebbe essere non considerato sepolcro familiare unico ma, passate il termine, “bifamiliare” e da qui potrebbe discendere la divisibilità della cappella. In tal senso forse potrebbe deporre questa sentenza del Tar Marche Sentenza n. 43 del 3 febbraio 2004 in cui si dice che: “ non contraddetto l’assunto della qualificazione di sepolcro gentilizio del manufatto di parte della cui destinazione ed uso si controverte, al ricorrente sfugge la circostanza che nella specie i fondatori sono due soggetti ai quali fanno capo due famiglie e non una e come entrambi abbiano a suo tempo destinato il manufatto alla sepoltura di se stessi e dei propri familiari (“sibi familiaeque suae”). A fronte della presunta destinazione ai soli membri delle due famiglie, a ciascuna delle quali spettava una quota pari al 50%, estinta la classe dei familiari e dei congiunti di una delle due quote sepolcrali lo “ius sepulchri”, con riferimento alla famiglia del sig. ***, si è trasformato da familiare in ereditario con riviviscenza dello jus successionis e la trasmissibilità del diritto per atto “inter vivos” o “mortis causa”. A parte l’ulteriore circostanza che (ove si voglia considerare il sepolcro familiare unico) il destinatario della disposizione testamentaria è componente della famiglia d’origine per cui è, in ogni caso, fatto salvo il principio della destinazione del manufatto (seppure vengono modificate le quote d’uso e di possesso) alla sepoltura dei familiari dei due fondatori.” Al limite, esclusa la divisibilità, ritenete sia possibile un’azione di mero accertamento volta a far dichiarare la titolarità dei 6 loculi in capo al fondatore ancora vivo della cappella (e ai suoi familiari) ? Vi chiedo se le mie considerazioni sono solo delle “cappelle giuridiche” o se ritenete che possano avere un qualche fondamento... Grazie per i vostri interventi
  4. ciao a tutti, nel caso di tomba gentilizia costituita negli anni '50 da due fratelli di cui uno solo attualmente in vita, ritenete sia possibile procedere a divisione (eventualmente giudiziale) delle due quote originarie dei due fratelli al fine di evitare che gli eredi del fondatore defunto occupino tutti i loculi della cappella?
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