Pasquale Ragone

ORALI 2016
  • Numero contenuti

    2329
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    83

Pasquale Ragone last won the day on May 9

Pasquale Ragone had the most liked content!

Reputazione Forum

1171 Excellent

1 Seguace

Su Pasquale Ragone

  • Rank
    pasqualino82

Informazioni del profilo

  • Sono
    Maschio
  • Corte d'Appello
    Bari

Visite recenti

4970 visite nel profilo
  1. il terreno edificatorio ai sensi dell'art. 67 dpr 917/86 sconta la plusvalenza "in ogni caso" ossia sempre, anche se pervenuti x successione o, come nel tuo caso, x donazione e anche se decorsi i 5 anni. Tuttavia x il terreno puoi effettuare procedura di affrancamento ove possibile. Se sul terreno hai costruito l' abitazione utilizzando tutta la cubatura, a mio avviso la plusvalenza ci sarà entro i 5 anni dalla costruzione perchè la norma dice "immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni", pertanto, considera che se non sono decorsi 5 anni dalla costruzione ti scatta plusvalenza sulla casa.
  2. quel tipo di autentica non ha nulla a che vedere con la pubblica fede degli atti notarili. A parte che la validità di quelle procure é molto molto discutibile.....cmq mi arrendo!😩 .....tanto non lo capiscono. Sul resto condivido quello che dici
  3. ma per la esatta rappresentazione grafica non serve nessuna s.c.i.a, basta la c.i.l.a. (peraltro nel tuo caso la fai solo perchè elimini un ingresso. Se già fosse così non servirebbe nemmeno). Se non ricordo male le opere fatte con la cila non necessitano del preventivo parere della sovraintendenza
  4. Secondo me, eliminate il cancello e fai presentare al tuo geometra una nuova planimetria per "esatta rappresentazione grafica" (nel senso che quando le avete accorpate avete anche rimosso un cancello) di tal che Oggi e per sempre sarà unica unità immobiliare e quindi puoi stipulare. Francamente non capisco perchè se ci sono due cancelli sono due case. Mi sembra un atto un tantino dispotico
  5. http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/03/09/corte-uesolo-notai-possono-autenticare-firme-in-immobiliare_b5d1980f-6cd1-4479-9c7b-826c4738c1c2.html
  6. Giusto è intervenire sul limite delle consegne sia a Notariato che a Magistratura (concorsi che viaggiano sullo stesso binario), tuttavia il calo dei praticanti, oltre che al limite, è dovuto al calo delle iscrizioni nelle università, ma questo è compito delle istituzioni. Noi possiamo solo fare osservazioni nel merito delle proposte e direi che dal punto di vista giuridico, i giovani avvocati dell' A.I.G.A. (e qualche sito web abbastanza improvvisato) non hanno ancora chiare funzioni e ruoli di avv. e Notai, essendoci incompatibilità tra la professione di avvocato e l'esercizio della pubblica funzione notarile, in quanto mentre l'avvocato è un consulente di parte, il Notaio è terzo rispetto alle parti ed esercita le sue funzioni solo in nome e per conto dello stato. Infatti: a) L’art. 1 della legge notarile (legge 16 febbraio 1913 n.89), esordisce affermando che “I Notai sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciare le copie, i certificati e gli estratti” b) il codice penale, nell’art. 357 n.2 definisce il Notaio come la “persona che esercita permanentemente, con retribuzione, per obbligo, una pubblica funzione amministrativa consistente nell’attribuzione della pubblica fede, in nome e per conto dello Stato”. c) gli articoli 2700 codice civile e 221 ss.cpc, chiariscono la funzione di pubblica fede che il Notaio attribuisce all’atto: la pubblica fede conferisce all’atto pubblico una particolare forza probante. L’atto pubblico redatto dal Notaio infatti, “fa prova fino a querela di falso sia della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, sia delle dichiarazioni delle parti, sia degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti”. d) l’atto pubblico va considerato come prova legale, ossia quale documento il cui effetto probatorio è sancito dalla legge senza che il Giudice possa esprimere un convincimento diverso, in deroga alla norma generale contenuta nell’art. 116 c.p.c. in virtù del quale il Giudice valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento: infatti già la citata norma, contiene l’inciso “salvo che la legge disponga diversamente”, con ciò riferendosi a quei casi in cui vi è una restrizione dell’ambito di apprezzamento del giudice. A riguardo si è parlato in dottrina (PATTI) anche di “prova legale assoluta”, dal momento che non è ammessa una prova contraria per vincere l’efficacia probatoria dell’atto pubblico. Da ciò deriva anche la ontologica incompatibilità dell’ufficio di Notaro con la professione di avvocato. NON PUOI SVOLGERE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO E ALLO STESSO TEMPO FARTI LE PROVE E IL TITOLO ESECUTIVO DA SOLO Pertanto come il Notaio, ai sensi dell'art. 2 l.n. non può svolgere le attività giudiziarie che sono prerogativa dell’avvocato, volte alla tutela delle esigenze della collettività sociale, allo stesso modo, l’avvocato ai sensi della l.247/2018 (art. 18 credo) non potrà svolgere le funzioni pubbliche proprie del Notaio, stante appunto la assoluta incompatibilità delle rispettive funzioni. LODEVOLE E' L'IMPEGNO MOSTRATO DAI GIOVANI AVV.TI DELL'A.I.G.A....... PERTANTO, VISTO CHE LA LEGGE NOTARILE PREVEDE LA PRATICA RIDOTTA PER GLI AVVOCATI ED ALLA LUCE DELLA LORO BUONA VOLONTA', PREVIO SVOLGIMENTO DELLA IMPRESCINDIBILE PRATICA, SPERO SI SIEDANO A CONCORSO. DAVVERO UN SINCERO IN BOCCA AL LUPO
  7. non c'é avviamento e quindi non c'è. Interesse a rimanere nello stesso locale. Se sei un bravo professionista la gente ti cerca non gia per la zona in cui é ubicata la tua attività bensi per la tua professionalità. Indi per cui, non rilevando le qualitá oggettive del bene ai fini della capacitá attrattiva della clientela, non c'é prelazione e non si applicano tante altre norme della l. 392/78
  8. Dipende da ognuno di noi.....io cerco sempre di approcciare al caso evitando i problemi in radice perché quando ti trovi dinnanzi al caso concreto e poi c'èqualche problema dopo la colpa é sempre del Notaio. Il notaio ha funzione antiprocessualistica quindi deve tendere sempre ad evitare problemi. Se poi nasce contenzioso ne vai di mezzo, dato che gli avv non vedono l'ora di farti citazione perché adorano l'assicurazione del Notaio nella quale ci sguazzano alla grande. Non spetta al Notaio stabilire se la prelazione sussiste o meno e, diciamo la veritá, nonostante le sezioni unite a me la fattispecie mi pare molto dubbia. Per fortuna in questo caso l'immobile non é utilizzato x attivitá commerciale quindi non c'è comunque prelazione. del resto la Cass. cambia idea dalla sera alla mattina.....ne abbiamo avuto una dimostrazione recente con la Cass. 2016 sulla quotina. Non ci hanno capito nulla nemmeno loro
  9. Niccolò premesso che concordo con tutto quanto sopra detto, in un caso pratico di vendita di quota di locale commerciale, me ne vedrei bene dal dire serenamente che in virtu di quella sentenza non c'è. Prelazione dal momento che, cosi come in quel caso sono arrivati sino in cassazione, il conduttore al 100% troverà un legale che gli instaura un giudizio. Nel tuo caso cio che mi fa stare tranquillo e che mi fa propendere per la insussistenza del diritto di prelazione, é l'art. 41 della legge 392/78 il quale espressamente esclude la sussistenza del diritto di prelazione per le locazioni di cui all'art. 35, ossia di rapporti di locazione relativi ad immobili utilizzati per lo svolgimento di attività che non comportino contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori nonché destinati all’esercizio di attività professionali. Per questo dato normativo testuale sarei tranquillo. Im altro caso mi sarei posto qualche dubbio, sopratutto perché non spetta al Notaio stabilire la sussistenza o meno del diritto e in un caso dubbio é sempre meglio rispettare la procedura in modo da risolvere il problema a monte
  10. In pratica il punto è il seguente. Poichè nella quote assegnate ai condividenti potrebbero esserci beni di natura eterogenea (terreno edificabile/agricolo, locale commerciale, abitazioni etc etc) e potendosi applicare il criterio del prezzo valore solo agli immobili abitativi e relative pertinenze, devi quantificare la quota parte del conguaglio corrispondente all'immobile abitativo/pertinenza di riferimento....
  11. credo tu abbia l'intelligenza sufficiente per pensare solo/a senza ascoltare i dogmi di nessuno.
  12. allora fidati che quelli più ricchi sono quelli del sud
  13. http://www.consiglionotarilemilano.it/documenti-comuni/massime-commissione-societa/132.aspx
  14. veramente io parlavo della massima 125 di Milano che forse interpreti in modo diverso dal mio. Io la interpreto nel senso sopra riportato. Non ho mai detto che oggetto della perizia fosse il credito.....
  15. vero é che non era un conferimento "per compensazione" volontaria ma un caso di compensazione legale (Triveneto HG38). La perizia peró, pur non necessaria era a mio avviso OPPORTUNA, perché utile a dimostrare ai soci che l'operazione non fosse lesiva dell'integrità del capitale sociale, evitando eventuali contenziosi.(credo che qualsiasi notaio la pretenderebbe in studio. A concorso é diverso. Basta aver motivato). L'oggetto della perizia è l'immobile venduto e non il credito da prezzo. Un caso simile è quello degli acquisti pericolosi, essendoci il rischio per la società di formare un capitale sociale non effettivo