anton3

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  1. Alla fine della fiera chi ci rimette sono, in primis, i cittadini italiani, perché non vi è la miglior selezione; in secondo luogo ci rimette chi ci crede e ha studiato tanto, ma verrà fatto fuori dal limite; in terzo luogo, il notariato, perché avrebbe uno scadimento della qualità degli iscritti all'ordine, con conseguenze negative per tutti
  2. "Loro" sono in gran parte ex praticanti degli anni Duemila, quindi stanno facendo quello che farebbe chiunque dovesse vincere il concorso per coloro che verranno, ossia nulla, inutile recriminare: chi l'aspetta, la farà (invece di chi la fa l'aspetti) Non si andrà in esaurimento, perché nel momento in cui dovessero mancare le forze, in molti ci proveranno (tipo normale concorso pubblico), perché le maglie si allargheranno, e magari consentiranno agli avvocati di fare il concorso senza pratica; oppure, consentiranno una sorta di supplenza, come si fece in alcune zone d'Italia, una 40/50na di anni fa, arruolando alla bisogna categorie di laureati, tipo giudici di pace o segretari comunali. Altro che "esaurimento", quello viene a noi che ci pensiamo
  3. Federnotai no, ricette sbagliate, CNN no, se ne frega , governo no, non capisce nulla, deputati no, hanno altro da fare, i notai di riferimento, no, perché si stanno grattando, praticanti, no, perché nessuno li ascolta o sono stufi,...... allora buono studio a tutti, e non ci pensiamo più.
  4. Al momento, purtroppo, sì, nel senso che il Decreto concorrenza mai si è concretamente e seriamente occupato (e preoccupato) del problema (a parte qualche emendamenti presentati da alcuni deputati, ad onor del vero, suggeriti da ambienti notarili). Suggerirei di far pressione (e di insistere) sui propri notai di riferimento per questa problematica, anche perché l'analisi di Federnotai, che ho letto qualche tempo fa (e che non condivido al 90%), minimizzava, anzi trascurava, il limite delle tre consegne (ciò significa che chi l'ha preparata, forse il presidente Di Marco, non ha "molti contatti" con i praticanti). In ogni caso, anche se tutto sembra lontano e difficile, mai desistere, perché se non si chiede (almeno) nulla mai potrà essere dato (ovvero concesso)
  5. Si tratta (domanda iniziale) di un condominio e un condominio non è mai un cliente storico; quanto al costruttore si fa capire che la pratica ha un costo superiore, altrimenti, se col tempo chiede pratiche così o di pari difficoltà, non è più un cliente buono. Anche i clienti devono essere "educati" altrimenti se ne approfittano (e vi è un limite), anche perché non esitano poi a farti causa anche se gli hai fatto un favore. In ogni caso mai fare affidamento solo su alcuni clienti storici, perché il "tradimento" è sempre dietro l'angolo, gli affari sono affari
  6. Ci si può difendere solo con un bel preventivo di 8 mila euro (per dire), oltre spesa visura documentate con un anticipo di 2 mila euro. Solo in questo capiscono che si devono rivolgere altrove. Del resto, la tariffa è libera, non esistono minimi e massimi no? e allora perché sacrificarsi o darsi la zappa sui piedi, con atti che possono pure essere rischiosi? Siamo obbligati, ma subordinanatamente all'accettazione dei nostri patti e preventivi
  7. In tal caso, sì, vale l'art. 469, co. I, c.c., : fino all'infinito
  8. In questo caso (senza accettazione, espressa o tacita, e senza rinunzia), fino a che non si prescrive il diritto di accettazione, vi è trasmissione della delazione e quindi Filetta può accettare l'eredità di Tizio, quale erede della madre Filana, erede, a sua volta della madre Sempronia, nella cui eredità è contenuto il diritto di accettazione dell'eredità di Tizio. Quindi direi nessuna delle due ipotesi, né rappresentazione, né accrescimento (gli altri eredi possono utilizzare eventualmente lo strumento del 481 c.c.)
  9. Non so, occorre effettivamente vedere cosa dice la tua A.E. di controllo e accertamento; diversamente, si verificherebbe disparità di trattamento con chi vende la casa prima di acquistarla (ipotesi normale) e ciò mi sembrerebbe ingiusto, oltre che inspiegabile sotto l'aspetto del diritto. Anche perché proprio per il principio di equità, fu successivamente precisato che all'ipotesi "prima compro e poi vendo" si poteva applicare il credito di imposta prima casa
  10. Lascia perdere, istituto di massima irrilevanza nella pratica, soprattutto ora che hanno ripreso ad erogare i mutui; fu un palliativo all'italiana in un momento di crisi, tanto per fare qualcosa, nell'ambito di un'ondata di ipertrofia normativa, pure di scarsa qualità
  11. E' uscito oggi su tutti i giornali; per i notai un discreto aumento rispetto all'anno precedente; indubbiamente il fatto di essere "pochi" sull'intero mercato rende alto il reddito; credo che anche i primi 5 mila avvocati e i primi 5 mila commercialisti stiano sui quei redditi; basta raddoppiare il numero (ad es. 10 mila notai) è i notai stanno sui livelli più o meno dei farmacisti che sono certamente in numero superiore. Per stare ai livelli medi degli avvocati occorre essere in 25 mila, in 20 mila per stare al passo con i commercialisti (salvo vedere tra le categorie quale è la più "fedele" e credo che i notai siano un poco più sinceri, non fosse altro perché tutto il maggior lavoro va al registro).
  12. No, non è filosofia, il numero dei casi è sempre assai limitato e vi sono ben altri rimedi (considerando che gli autori dei misfatti sono quasi sempre notai prossimi alla pensione e ai quali la destituzione poco importa), tra i quali il fondo di garanzia, a carico di tutti i notai (senza considerare che il notariato risponde in solido con costoro). Quindi lo Stato non aveva tanti danni (e sa che molti ne avrebbe affidando la responsabilità di imposta ad altre categorie), ma incassa in questo modo altri soldi (tasse occulte ai cittadini che dovranno anticipare al notaio le imposte prima dell'atto) e può così distribuire le solite mance (PMI) o fare i soliti favori banche). Filosofia è ragionare su quello che ti vuol far creder lo Stato
  13. La questione del conto dedicato è nata solo per far qualcosa (anche a livello elettorale) per le PMI, dato che gli interessi dei conti saranno devoluti a beneficio di PMI: invece di farli godere ai cittadini o ai notai; si tratta solo un trasferimento di "ricchezza" occulto; poi certo come al solito ne beneficiano anche le banche, guarda caso... Non faccio filosofia, non mi sembra, i miei ragionamenti si possono non comprendere o condividere, ma non sono proprio astratti, descrivono la situazione, con: - intrusione di finanza e gruppi di potere che aspirano al reddito dei notai, volendolo organizzare in strutture capitalistiche, magari presidiati da notai "grandi firme", sfruttando anche politi compiacenti se non prezzolati (oltre che l'invidia sociale nei cfr. del notariato, a parte i suoi errori di immagine); - interessi di altri gruppi di professionisti "concorrenti" sempre più pressanti, in vista del possibile traguardo - assoluto disinteresse della classe politica sulla selezione e su chi vuole diventare notaio, nonché sul livello qualitativo della selezione, con grande incidenza della sorte - divisioni fra grandi notai (25%) e il resto, gruppi di poteri. Vi ricordate Titanic, quando la barca affondava si salvarono (e si fecero salvare) solo quelli della prima classe, tutto il resto, ciurma e orchestra sonante compresa, annegò... - differenza di comportamento fra il "prima" e "dopo" (vittoria concorso), giustificati certo dal fatto che si è uomini (esseri umani) con interessi che si creano volta per volta, archiviando i problemi ormai superati
  14. l notariato ha sicuramente la forza e le motivazioni per combattere tuttavia lo ha sempre fatto per preservare il momento senza guardare al futuro. Ha sempre ragionato io mi salvo il culo oggi e domani senza pensare quello che sarebbe potuto succedere dopo 10/15/20 anni. Può anche essere vero, ma ne ho conosciuti tantissimi che la pensavano in questo modo e che ora sono notai, ma nulla è cambiato. Vuol dire che un conto è parlare dal di dentro e un conto è analizzare la situazione dal di fuori., in contrapposizione di interessi. Senza considerare poi le varie fazioni che si combattono all'interno del notariato, fra quelli che vorrebbero far fuori tutti (e che magari approvano il limite delle tre consegne), spingendo sull'acceleratore della concorrenza e del modernismo, proni alla globalizzazione finanziaria, e quelli che vorrebbero preservare la funzione, ripristinando la tariffa, riacchiappando le funzioni perse, difendendo lo spirito della legge del 1913, ecc. Non si finirà mai di combattere, prima durante e dopo, ogni livello e gradino contiene le sue battaglie: quando sarai notaio vedrai che anche tu farai ben poco per i futuri notai e tenderai a vivere "alla giornata", anche perché si dovranno continuamente parare i colpi e gli attacchi dall'esterno che saranno sempre più forti, e contemporaneamente cercare di capire le leggi (specie fiscali) che tendono a complicare sempre più la professione. Il tentativo di far perdere competenze è un processo che ci sarà sempre, indipendentemente dalla volontà del notariato, perché gli interessi economici sono forti: il dibattito è: morire combattendo o sopravvivere trattando; comportarsi bene ed essere lungimiranti spero non diventino azioni inutili o peggio ancora utopie
  15. Sapete come la penso, il notariato potrà avere commesso degli errori, soprattutto di immagine e di comunicazione, ma non si è suicidato: anzi se non si fosse difeso in questi ultimi tempi, sarebbe crollato prima. E' la forza dell'economia/finanza che pretende altri spazi di guadagno e di intrusione, non si poteva continuare sperare ottimisticamente che non avrebbe mai bussato alla porta (della nicchia) del notariato, per raccogliere qualche "gabella" o tornaconto, come in tutti i settori del lavoro autonomo (soprattutto adesso, in una età di globalizzazione dove è imperante la visione anglo-americana priva dello strumento e del controllo del notariato latino). Il DDL è stato certamente stravolto completamente sostituito dal maxiemendamento del Governo, ora è tornato alla camera per l'approvazione definitiva: sarà inemendabile e soggetto a fiducia; per gli aspiranti notaio nessun norma di interesse, se non quella di un potenziale aumento del numero :
  16. Il Consiglio di Stato non esaminò questo punto sepcifico molto interessante; valutò soltanto (e qui sta l'entrare nel merito) che la mancata dichiarazione di vigenza non è necessaria nel caso in cui il CDU rechi la stessa data dell'atto e quindi aggiornato alla bisogna. Adottando questa soluzione il problema di cui sopra non si porrebbe, perché non vi sarebbero dichiarazione da farsi, né dal terzo né dall'alienante
  17. La questione sul numero non è trascurabile perché stando così la lettera della legge, il numero di 12.000 è potenziale; il CNN trattava per alcuni correttivi, ma non ho capito bene se questi siano entrati nel maxiemendamento del Governo. Leggo tutte giuste considerazioni, ma non ho ancor capito (anzi l'ho capito) se il Governo (e i potentati) che stanno dietro vogliano in effetti un larvata fine del notariato. Se è così (dolo governativo) i cittadini/studenti non sono stupidi come pensano i Governanti e stanno abbandonando la nave; se non è così (incapacità governativa) i cittadini/studenti sono più intelligenti dei Governanti e stanno lo stesso abbandonando la nave.
  18. La mia è stata una citazione proprio perché capitata ad un concorso, dove un concorrente oggi notaio , allegò un CDU senza far dichiarare nulla perché era della data odierna; fu bocciato per questo motivo (e altro motivo) ma vinse la sospensiva in appello al Consiglio di stato ...... per entrambe le questioni. Storica decisione (il C.d.S entrò nel merito), per la quale mi recai al Consiglio per fari fare copia conforme dell'ordinanza
  19. Speranze ce ne sono sempre state poche, nonostante specifici emendamenti, perché il Governo non l'hai mai voluta ascoltare, mentre le Commissioni l'hanno ritenuta fuori "tema". Anche al Senato sono state presentate proposte di modifica, ma oggi pende un maxi-emendamento del Governo (per il quale chiederà forse la fiducia) che non contiene nulla al proposito. Indubbiamente non so quando il Governo (o i suoi tecnici) comprenderà che il previsto l'aumento delle sedi non può essere dissociato da una base più ampia di concorrenti che partecipano al concorso.
  20. Puoi fare un CDU con la data del giorno dell'atto.
  21. ma ti riferisci al terzo condono?,perché per i primi due non mi sembra che fosse possibile il silenzio assenso. Per il terzo condono ricordo che quattro regioni (fra le quali la Campania) non hanno accolto il principio del silenzio assenso e ogni regione ha poi stabilito quanto tempo dovesse decorrere per il suo formarsi (fermo rimanendo la correttezza e la veridicità della domanda)
  22. E infatti se guardi la prima risposta del 13.02 scorso dicevo, senza particolari lampi di intelligenza Si applicano le menzioni urbanistiche allo stralcio di quota divisionale? Sì relativamente al bene stralciato e assegnato
  23. Ma nel caso di scioglimento di comunioni occorrono sempre le menzioni, per espressa previsione di legge (art. 46 DPR 380/2001), indipendentemente dalla discussione sulla natura giuridica della divisione. La questione semmai può riguardare, nel caso se specifico, se si applichino a tutti i beni della comunione o solo al bene estromesso.
  24. Sì, ma adesso non vi è più la tariffa e comunque quando esisteva, la tendenza, almeno negli ultimi anni, era proprio quella di chiedere meno (già si iniziava con la sottotariffazione .....). Comunque, l'immagine romantica non è quella di questo notaio, ma quella del cliente che offre soldi oltre la tariffa........
  25. Riferimento (scherzoso) all'opera La Valchiria di Wagner e al mito dei Nibelunghi, dove la figlia Notariato è Brunilde e il padre Ordinamento è Odino (Wotan), l'eroe è l'aspirante notaio (che poi sarà Sigfrido)