anton3

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  1. Sì, ma adesso non vi è più la tariffa e comunque quando esisteva, la tendenza, almeno negli ultimi anni, era proprio quella di chiedere meno (già si iniziava con la sottotariffazione .....). Comunque, l'immagine romantica non è quella di questo notaio, ma quella del cliente che offre soldi oltre la tariffa........
  2. Riferimento (scherzoso) all'opera La Valchiria di Wagner e al mito dei Nibelunghi, dove la figlia Notariato è Brunilde e il padre Ordinamento è Odino (Wotan), l'eroe è l'aspirante notaio (che poi sarà Sigfrido)
  3. Vedi Valchiria, per comprendere le difficoltà della vicenda, come il tuo mito insegna, la figlia Notariato ha voluto che il padre Ordinamento innalzasse intorno al lei dormiente un alto fuoco di modo che solo un super eroe fosse in grado di conquistarla
  4. Ok, non te la prendere, io ritengo che si debba fissare l'atto dopo che si ha tutta la documentazione che occorre, e a maggior ragione, la planimetria. Poi ognuno si organizza come ritiene opportuno, ma in questo modo c'è sempre rischio di rinvio Che la donazione indiretta sia irrilevante in questo caso lo so, ma sempre una donazione rimane con tutte le dichiarazioni fiscali di rito anche se non paghi
  5. In generale sarebbe opportuno rinviare per non creare ulteriori problemi con soluzioni più contorte o rischiose (ricordarsi che trattandosi di donazione "indiretta" esplicitata, di indicare, oltre al rapporto di parentela, anche eventuali donazioni precedenti); del resto, se l'atto salta a causa del cliente, il notaio ha tutto il "diritto" di rinviare a situazione "migliore"; per quanto concerne la planimetria non rasterizzata .... un poco di organizzazione, l'APE e la planimetria sono due allegati (per chi vuole allegare anche la planimetria), che occorre visionare prima dell'atto e avere la certezza (per l'APE) che il cliente la consegni all'atto per l'allegazione. La planimetria può anche non essere allegata, purché (interpretazione rigorosa che sembra far breccia presso l'A:E.) siano indicati i dati del deposito (naturalmente dell'ultimo, se vi sono più planimetrie in atti), data e protocollo (o numero scheda).
  6. Curiosità di vita di tutti i giorni: ma la moglie, nel tuo caso, non interviene (o non vuole intervenire) perché è contraria?
  7. Da studiare intanto la specifica legislazione regionale (considerato che il silenzio assenso non vale per alcune Regioni). Il Comune dovrebbe avere fotocopia dei versamenti, può richiedere l'originale delle attestazioni qualora quelle presentate non ricoprano l'intera somma; si ptorebbe chiedere di avere fotocopia della pratica (in alcuni comuni per i tecnici vi è anche la possibilità di accesso telematico alla stessa pratica)
  8. Fare come dice Rizzi (pechè ciò dice la legge), dette indicazioni vanno riportate a pena di nullità per la dichiarazione di silenzio assenso; si può evitare, in base all'art. 2 comma 58 (terzo periodo) legge 662/1996, di riportare l'indicazione di versamenti e oblazione solo qualora si citino gli estremi di un precedente atto pub­blico che riporti questi dati
  9. Non solo esiste certamente qualcuno che ne sa di più, ma ve ne sono tanti che ne sanno di meno epperò sono più svegli o traffichini e ti tolgono più clientes di quelli preparati
  10. La Cassazione legge bene l'art. 1757 che io non ricordavo (e Groovy legge bene la Cassazione); nel mio primo intervento "presumevo" bene, per poi "correggermi" male, riportando un mio frettoloso appunto di commento (fuorviante) altrui. Da una parte, la riflessione mi ha indotto nel giusto, dall'altra mi rimprovero di non aver subito guardato il codice (art. 1757) - come sempre si deve fare - e di non aver analizzato direttamente la fonte (Cassazione) fidandomi di commenti altrui, come non si deve fare.
  11. Mi spiego meglio nel senso che nel mio primo messaggio ho detto bene in linea generale, soltanto da precisare, alla luce della Cassazione (che ha dato torto al trib.di Milano e ragione alla Corte di Appello) che l'agente non avrebbe diritto alla provvigione in caso di preliminare sottoposto alla condizione risolutiva potestativa (direi qui anche mista) nel caso in cui la mancata conclusione del contratto non dipendesse dalla volontà delle parti (venendo meno il contratto con efficacia retroattiva, come se non esistesse più il rapporto obbligatorio che avrebbe dato diritto alla provvigione). Rimane confermata la remunerazione dell'agente se le parti avessero sciolto il contratto per mutuo dissenso o risolto per inadempimento di una delle parti, oppure l'inefficacia per colpa di una delle parti.
  12. Mi correggo, la giurisprudenza della Cassazione è di diverso avviso per ciò che concerne il contratto sggetto a condizione risolutiva. Si tratta infatti di un caso di Cassazione, n. 24399 del 2015, ossia se "Il contratto si risolve di diritto non esiste più quel rapporto obbligatorio che testimonia la conclusione dell'affare per effetto dell'intervento del professionista che, di conseguenza, non può vantare il suo diritto alla provvigione" Esattamente il caso in questione: clausola risolutiva che stabiliva che qualora la promissaria acquirente non avesse ottenuto un mutuo dalla banca il contratto doveva considerarsi risolto di diritto. Per la Cassazione, la “clausola che legava automaticamente il venir meno degli obblighi di acquisto e di vendita assunti dalle parti del contratto preliminare al verificarsi della mancata erogazione del mutuo ipotecario in favore della promissaria acquirente va qualificata come condizione risolutiva potestativa. L'efficacia del contratto dipende da un evento futuro ed incerto (erogazione mutuo) solo in parte riconducibile alla volontà della promissaria acquirente, donde la mancata erogazione del mutuo da parte della banca aveva prodotto come effetto la risoluzione di diritto del contratto in conformità con quanto stabilito dalle parti attraverso la clausola. Occorre vedere ora se nel comportamento delle parti (specie venditrice) sussista una qualche responsabilità, tale da consentire un diritto alla provvigione
  13. Collega ? ancora no..., comunque, L'agente immobiliare ha diritto alla provvigione se l'accorso delle parti venga formalizzato con un preliminare, anche se poi risolto, o di scioglierlo per mutuo consenso; L'agente può dimostrare di aver prestato la propria opera, a prescindere di quello che dicono le parti nel contratto (in effetti, si parla anche di contratto di "fatto"); specialmente se si tratta di operatore professionale, regolarmente iscritto al REA Quindi, il mediatore è sì terzo rispetto al preliminare (e non è mai parte, nemmeno della vendita), ma il preliminare stesso è concluso grazia alla sua opera e quini ne rappresenta il frutto; per tal ragione ha diritto alla provvigione, sulla base, naturalmente, di diverso rapporto (di mediazione) che intercorre tutte e tre le parti
  14. Certo, però se uno guadagna poco, sotto i 10 mila euro, quel 24% (1/4) risulta comunque "pesante", anche se è vero che la Cassa Avv. ti chiede soldi pure se non guadagni; secondo me, sotto una certo guadagno anche l'aliquota previdenziale si deve abbassare, altrimenti uno , rimanendo a gestione separata, neanche arriva a prendere la pensione, "morendo" prima di stenti.
  15. E anche di questo sistema avevo sentito parlare; rimane, a questo punto, da risolvere: - l'amico deve capitare il giorno della correzione, possibilmente con il complice; - convincere almeno altre tre persone (sempre che abbia un sodale in commissione) che gli elaborati, tutti, sono validi
  16. Al di là del problema delle vecchie costruzioni, la normativa in materia è in evoluzione; modifiche recenti all'art. 24 (L. 98/2013) già consentivano (art. 24 comma 4 bis) il rilascio del certificato anche per singole unità; ora dopo il dlgs. 222/2016, si conferma la modifica, dato che la SCIA può riguardare anche ex art. 24, co. 4 lett b) "singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all'edificio oggetto di agibilità parziale"
  17. Direi: 1) azzeccare le soluzioni della commissione (fondamentale) fare una parte pratica corretta, parte teorica, anche sufficiente, ma con motivazioni. 2) fortuna, che solo quelli che hanno vinto al primo tentativo non possono immaginare.
  18. Al di là dei vari sistemi (scambio di persone, occorrono 200 / 300 mila euro), tracce o trabocchetti pre-conosciuti, segni di riconoscimento con accordi pluricommissari, non credo che siano alla portata dei molti: troppi e rischiosi magheggi da fare e magari anche onerosi economicamente Il problema rimane essenzialmente fisiologico: quando partecipavano 3000 concorrenti, diciamo che 1000 (1/3) erano preparati, con 200 posti (oggi la percentuale è più o meno la stessa 1/5, alla luce dei minori concorrenti): io umanamente, penso che sia assai difficile fare una selezione di 1 su 5, prendere 1 e fare "furori" 4 preparati, si va a fare selezione sulle inezie, anche ingiustamente. Non di meno auguro una selezione all'orale, perché, lì veramente non vedrei alcuna garanzia, perché una raccomandazioncina sarebbe alla portata di molti
  19. Ma del "problema" ne sento parlare da sempre, ben prima del malvezzo della consegna brutta copia (solo che a 10 commissari potevo anche supporre un più facile accordo). Comunque, un solo commissario che si è dimesso, è proprio poco; in ogni caso il segno di riconoscimento è la cosa più facile del mondo, il problema è capire l'esatto iter di come passare dal "segno" all'ammissione" e non mi sembra proprio un percorso agevole, alla portata di molti
  20. Per carità, mi piacerebbe dire che non passo perché ci sono i raccomandati, ma allo stato pratico voglio capire l'esatta procedure per combatterla, altrimenti col sentito dire, col presupposto, non si va da nessuna parte.
  21. Saremo verginelle, ma non avete risposto, la fate troppo facile; in "commissione si ha sempre qualche amico", che però poi deve capitare con te al momento giusto, facendo il tutto sotto la faccia degli altri commissari ignari (le buste piccole le puoi pure aprire prima, ma non sai quando sarai corretto) Si dice a priori "che deve passare", con accordo di tutti i 24 commissari e nessuna che spiffera mai alcunché? Ma anche volendo adottare un sistema del genere, brutale, senza accorgimenti, quanti possono avere spalle così coperte da passare "impunemente"?
  22. Ok, facciamo pure l'indicazione espressa di nome e cognome, ma l'accordo dei 5 ? e il giorno della correzione come fa il commissario "amico" a conoscerlo? Sono domande forse ingenue, ma nella "pratica" cerco di capire come potrebbe funzionare questo sistema, che non mi appare proprio alla portata di tutti In passato (non so adesso), più che altro, si utilizzava il sistema del cambio di persona (ossia si presentava uno bravo al posto tuo), che mi sembra più semplice......
  23. Ma, mi sono sempre domandato, il segno di riconoscimento implicherebbe che sia riconosciuto da tutti i 5 commissari (perché se il compito è fatto male come fa uno a convincere la maggioranza e il Presidente?), considerando poi che la commissione è ora composta da 24 commissari e non più da 10; in secondo luogo, il compare che ti riconosce dovrebbe avere la certezza di capitare il giorno che il compito viene corretto (e oggi con le commissioni che mutano e ruotano con 24 membri e non 10, sembra tutto più difficile). Conoscete accorgimenti per superare queste "difficoltà"?
  24. La consegna dei migliori è presupposto discutibile; quando non vi era il limite, in diversi hanno consegnato senza crederci e poi hanno vinto il concorso, così, un giudizio ipercritico del concorrente può impedire una consegna che invece potrebbe risultare vincente. In un concorso così aleatorio succede di tutto. Indubbiamente nel passato consegnavano tutti, e molti, almeno un terzo, direi, erano avventurieri, così come oggi, alcuni consegnano perché non intendono perdere molto tempo con i concorsi notarili, pensando da subito ad un diverso e alternativo futuro. Tuttavia, come dissi in altro messaggio, a mio parere, il minor numero di elaborati, tende ad aumentare le possibilità di ammissione per chi consegna (e quindi a beneficio di coloro che sono all'inizio dell'esperienza concorsuale); nel prossimo futuro, questo vantaggio sarà ancor più rilevante, essendo eliminati tutti i concorrenti oltre la terza consegna, e quindi anche molti ragazzi preparati che potevano legittimamente aspirare ad un posto di notaio. Sarebbe curioso fare una statistica e determinare quanti notai, prima dell'introduzione del limite, lo sono diventati dopo il terzo tentativo.
  25. Piersimon, non può godere dell'agevolazione e non ci proverei; vai incontro a sicure sanzioni (comma 4 della Nota II bis all'art. 1 della Tabella Parte i , TUIR, per dichiarazione mendace in riferimento al precedente comma 3). Il beneficio fiscale per la pertinenza è consentito solo a chi acquista (contestualmente o precedentemente) l'immobile principale ed è strettamente connesso al detto acquisto, non può beneficiarne un proprietario diverso (eventualmente si può trovare spiragli nella ipotesi inversa, ossia comproprietario dell'immobile principale e pieno proprietario della pertinenza) Tra l'altro come riporta Msssigu, è discusso (anzi minoritario) che l'atto destinazione possa esser fatto dal proprietario della cosa principale che non abbia anche un qualche diritto o disponibilità sulla cosa accessoria; certamente, l'A.E. sposa la tesi maggioritaria.