anton3

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    461
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    12

anton3 last won the day on February 22

anton3 had the most liked content!

Reputazione Forum

85 Excellent

Su anton3

  • Rank
    Gold member
  • Compleanno

Visite recenti

689 visite nel profilo
  1. ?

    D'accordo, tendenzialmente anche io allegherei il meno possibile, perché poi, in caso di trasferimenti, devi preparare il fascicolo digitale per la conservatoria; poi, carta in più per le copie, ecc. Infine, se l'ispettore è ligio.... insomma, non fa male fare i furbi, perché diverse volte queste autorizzazioni non sono perfette al 100% Comunque, al concorso è rischioso non farlo, perché se non ti bocciano, ti tolgono molti punti; Nell'attività, la prassi, come detto è nel senso dell'allegazione, addirittura, il protocollo (non approvato) n. 15 (quello della V.G.) ne parlava in termini di "doverosità" i "ll notaio deve allegare........." Il caso di specie è delicato, perché discusso. Al concorso farei menzione dell'autorizzazione anche alla procura; nella realtà operativa direi che si può essere meno "burocrati"; il medesimo problema può capitare se vi è l'autorizzazione alla vendita e prima si stipuli un preliminare: sempre nella realtà, l'autorizzazione alla vendita potrebbe contenere anche quella al preliminare, salvo non vi siano specifiche e particolari obbligazioni gravose.
  2. ?

    Mah.... per essere .... tranquilli, ma non proprio ligi al dovere. La prassi, anche deontologica, è in tal senso, se non l'alleghi, gatta ci cova..., torniamo al furbescamente da cui siamo partiti
  3. ?

    Certo se sei astuto non lo alleghi, non è obbligatorio (per stretta applicazione dell'art. 51 n. 3 L.N.), è opportuno ed è ormai prassi allegarlo (il mai approvato prot. 15 lo prevedeva nei comportamenti dovuti dal notaio). Poi occorre vedere se in sede di concorso (e di attività) si decida "coraggiosamente" di non allegare nulla l'autorizzazione.....
  4. ?

    Comunque, occhio all'art. 677 c.p. per i proprietari o i possessori, perché normalmente i vigili del fuoco potrebbero/dovrebbero fare la segnalazione alla procura, al di là dell'azione ex art. 1172 che possono promuovere civilmente i vicini. Per quanto riguarda la v.g. In sede di ispezione biennale potrebbero farti rilievi, se le autorizzazioni non sono presenti o hanno carenze. Sulle cancellerie non commento....
  5. Thomas e tambos condivido le vostre riflessioni, Per Thomas: ante 2008, la media era individuata sui 320 mila euro fino ai 201 attuali (dati parziali), ma con un riferimento a 90 mila lordi (dati cassa) sulla media della gran parte dei notai. Rispetto agli anni d'oro si è calcolato un crollo del 47% del fatturato (con ripercussioni sulla cassa). Certo tutto questo non lascia insensibile chi deve fare grossi sacrifici di studio, economici e di vita a fronte di un corrispondente "riconoscimento". Nel 2016 vi è stata una crescita di fatturato intorno al 15%, rispetto al 2015, e di ca. 20%-25% degli onorari repertoriali. Qualche dato incoraggiante per il futuro vi è (legato sempre alla ripresa economica), salvo che il governo non continui a svuotare la professione di competenze. Chi ama veramente questa professione vada avanti, comunque vada, le soddisfazioni economiche e professionali arriveranno (certo non come prima). Per tambos: come avrai spesso letto (se ti è capitato) nelle mie riflessioni, ho sempre sottolineato che l'attacco alle professioni è generalizzato, in quanto si cerca ormai di mettere in difficoltà i lavoratori autonomi, in modo da ricondurli tutti nel lavoro dipendente, per drenare i lori guadagni a favore di potentati, società offshore e multinazionali che si organizzano in megastudi, il tutto con la scusa del mercato che comanda.
  6. mattia.chiara concordo con te e avevo preparato questa riflessione che però aspettavo per inserire: ho già scritto molto sul punto e non vorrei tediare. Ossia: Non credo che vi sarà selezione fra "disponibile/residuo/restante patrimonio", in parte pratica; la questione è piuttosto rinviata a quello che si sarà indicato in parte teorica. Tuttavia, indicando "quota di riserva" e la correlativa "quota disponibile", il testatore vuol disporre dell'intero suo patrimonio, indipendentemente di quella che sarà la situazione al momento della sua morte, dato che egli, al momento della confezione del testamento, deve sapere entro quali limiti, in considerazione della composizione della propria famiglia (indisponibile), può disporre del suo patrimonio in favore di terzi (disponibile). Avendo il testatore disposto dell'intera eredità con il riferimento alla quota riservata e alla complementare quota disponibile, tale astrattamente da coprire l'intero, non è applicabile il II comma dell'art.734, in quanto risulta una diversa volontà del testatore e la differenza derivante dal minor valore del legato semmai va attribuita agli eredi istituiti nelle rispettive quote. Inoltre, anche sul presupposto che la traccia non esclude che il valore del legato privativo sia effettivamente inferiore al valore della quota riservata, ritengo che: a) se il legatario ex 551 rinunzia al legato, e chiede la legittima (quota 2/9), allora, si rende definitiva la quota disponibile "originariamente" a disposizione del testatore (3/9), senza necessità di ipotizzare un residuo da attribuire; b) se il valore del legato è pari alla quota di legittima del legatario (2/9), parimenti non vi è sussistenza di una differenza da attribuire; c) se il legatario accetta il legato, perde il diritto al supplemento, e la differenza in difetto va a beneficio della disponibile (che si accresce, in linea con l'orientamento della Cass. SSUU), o si accresce alla quota riservata (tesi minoritaria), o come terza opzione – e nella "peggiore" delle ipotesi -. va attribuita ai soli eredi testamentari nelle rispettive quote (e il legatario comunque non ne beneficia perché non è erede testamentario).
  7. Lo sviluppo ulteriore del Sud è la chiave di svolta per l'Italia; della questione meridionale si parla ormai da oltre 150 anni, ossia dalla unificazione (concordo sulla Puglia, noto effettivamente un buon fermento). Comunque, una riforma dei posti, di 1/5000, che preveda un criterio di mera popolazione, creerà molti "problemi" per chi in futuro dovesse avere una sede in un paesino del meridione; il fatto che ci sia un certo numero di sedi libere consente una "discreta mobilità", permettendo di scappare al più presto dalle sedi cd. disagiate, che normalmente sono quelle che mettono a disposizioni dei nuovi notai (anche quelle delle grandi città sono pericolose, perché lì, se non si hanno conoscenza e clienti, si lavoro poco, data la maggiore concorrenza è il fatto che tutti i notai della provincia vi hanno una sede secondaria)
  8. Ne avevo parlato da qualche parta; un cittadino straniero (americano) ormai stabilmente in Italia avrà certamente la carta di soggiorno (che è documento che supera il temporaneo permesso di soggiorno). Non ritengo necessario citarlo in sede di comparizione nel testamento, una persona ha diritto a fare un testamento a prescindere dalla sua cittadinanza (soprattutto ora che in Italia, con il nuovo Reg., si fa riferimento al criterio della residenza effettiva). Poi, ove il testatore avesse familiari italiani (un figlio, ad esempio, ma la traccia sul punto non è chiara), avrebbe anche diritto alla carta di soggiorno permanente (per familiari di cittadini comunitari)
  9. quasi ogni atto, ma tutti gli atti di "peso economico", ossia quelli più importanti e di maggiore incasso
  10. Precisazione: chiaramente al Nord vi sono molti più notai, anche in proporzione alla popolazione, tuttavia in base allla proposta di riforma (1/5000), senza tener conto della media repertoriale del distretto, le nuove sedi saranno per lo più collocate al Sud, andando sostanzialmente a dimezzare le medie di onorari repertoriali
  11. Stando alle fredde statistiche degli onorari repertoriali, pur considerando la maggior o minor consistenza di popolazione, abbiamo il 52,4% per il Nord, il 24,3% per il Centro e il 23,3% per il Sud, isole comprese. Per il 2016, credo che il divario si un poco aumentato a favore del Nord
  12. Tutti i professionisti sono in sofferenza, non solo per ragioni interne, ma anche perché è in atto una "delegittimazione" del lavoro professionale tendente a inserirlo, sfiancandolo e tartassandolo, nel solco del lavoro dipendente sotto l'egida di mega studi, magari di società offshore. I professionisti devono allearsi e non farsi battaglia come i polli di Renzo, cercando di "scippare" le competenze altrui o sparlando male l'uno dell'altro
  13. Mengoni comunque precisa che il legatario tacitato, benché non acquisti la qualità di erede, conserva la qualità di legittimario continuando a far numero per il calcolo della riserva. E' questo, credo, sia un concetto pacifico. Inoltre, a pag. 125-127 (ed. 1990) si occupa approfonditamente della sorte della differenza in relazione alle varie categorie di legittimari: con i dovuti aggiustamenti ex sentenze 2006, la sua lezione rimane ancora attuale. So bene che la tesi di Mengoni legato privativo = legittima (con divieto di apposizioni di pesi e condizioni ex art. 549 sul legato ex art. 551) è minoritaria, ma complessivamente, il suo testo rimane un fondamentale punto di riferimento per la materia.
  14. Sì, d'accordo, i tempi lunghi vi sono sempre stati specie negli anni Novanta, nei concorsi neanche vi erano motivazioni di bocciatura, i concorsi venivano gestiti parimenti male, eppure gli aspiranti crescevano in numero esponenziale (e così gli iscritti al concorso). Cosa è effettivamente cambiato da allora? a) non si guadagna più come una volta, e il bel guadagno non te lo garantisce più nessuno (calo del fatturato dal 2008 al 2014 del 47%), perché se il numero dei notai non è cresciuto particolarmente, sono cresciuti e di molto, gli studi secondari, i centri servizi, ecc. che drenano tanto mercato, anche a discapito delle monosedi (e diventa così concorrenziale la carriera di magistrato). I concetti di Impresa e concorrenza si stanno sostituendo ai concetti di funzione pubblica e tutela di reddito adeguato ex art. 4 L.N. b) le ultime modifiche legislative hanno intaccato la sicurezza della professione, unite anche alle sempre maggiori responsabilità (ved. normativa antiriciclaggio), e hanno impresso nell'opinione pubblica il concetto che il notaio sia sostanzialmente un burocrate dall'incerta utilità e destinato, forse, un giorno, a sparire, o a confluire dalla nicchia all'alveo dell'avvocatura e affondare così nel mare magnum di 250 mila operatori; c) i concorsi sempre più difficili e complessi, gli studi sempre più specializzati e bisognosi di scuole specializzate, e tutto questo dispendio di energie, soldi e sacrifici può evaporare in 5 anni per il limite delle tre consegne, mandando in fumo in poco tempo tanti investimenti, non solo economici. P.S:precisazioni Per quanto riguarda l'antiriciclaggio, il 88/90% delle segnalazioni, in generale viene dalle Banche e istituti di credito; sul rimanente 10/12%, da professionisti. Di questo 10%, il 91% viene dai soli notai, e aggiungo, la segnalazione e immediata, mentre nei casi di altri professionisti (avvocati-commercialisti = 9%) la media di tempi di segnalazione è oltre un anno, se non due. Il calcolo dei 950 notai, credo che sia errato, facendosi riferimento ai 250 dell'ultimo concorso e ai 500 del prossimo (con tutte le incertezze sul numero di ammessi).
  15. Sì, esatto, tenendo, fra l'altro conto, delle differenze fra successione legittima e successione necessaria (che comprende anche il donatum), Le mie precedenti citazioni in corsivo sono, nell'ordine, Mengoni p. 127, e una frase della motivazione della sentenza della Cassazione del 2006. Emerge dalla sentenza che la disponibile è mutevole e non è fissa come la legittima, ma nel caso specifico noi stiamo parlando della differenza del valore del legato sostitutivo (non tanto della sorte della quota di legittima, in caso di rinunzia da parte del legittimaria, oppure qualora non sia reclamata con azione precritta). Faccio l'esempio: ASSE (relictum + donatum)) = 900; tre figli, indisponibile = 600 ; disponibile = 300 Il testatore fa un legato in sostituzione di legittima ad un figlio, assegna la legittima agli altri due figli, nonché istituisce erede un terzo in tutta la disponibile. Al terzo, il testatore ha già donato un bene da un valore di 400 (ossia 100 oltre la disponibile), mentre il valore del legato sostitutivo è 100, Avremo che valore quota legittima a ciascuno dei due figli è pari a 200 (400) valore del legato sostitutivo = 100, accettato dal figlio. Il valore 100, differenza del legato sostitutivo, confluisce nella disponibile assegnata a terzo (nel caso indicato, già ricevuta in donazione), che avrà quindi = 300+100. Ora, la donazione mica si riduce a 300 e certamente non si apre su 100 euro di differenza la successione legittima ( i donatari o gli eredi o i legatari, infatti, conservano una porzione dei beni del de cuius maggiore di quella di cui quest'ultimo avrebbe potuto disporre.). Mengoni, ante sentenze 2006 scriveva, assumendo una posizione intermedia, ossia favorevole all'accrescimento in caso di quota collettiva dei figli, mentre lo escludeva per il caso che il legatario tacitato fosse il coniuge:(e in tal senso ha anticipato il nuovo orientamento della Cassazione, negatrice dell'accrescimento) - nel primo caso, (figli), la parte che spetterebbe al figlio tacitato si accresce agli altri con l'onere del legato nella misura del valore corrispondente. Se il valore del legato è inferiore alla porzione individuale di legittima spettante la legatario, la differenza rimane nella quota di riserva e di essa si avvantaggiano gli altri figli istituiti eredi nel testamento. (oggi, contro la Cass. 2006) - diversamente nel caso in cui il destinatario di un legato in luogo di legittima sia il coniuge... la sua quota di legittima essendo "altra" dalla quota collettivamente riservata ai figli, non può accrescersi a questa. Essa si accresce alla porzione disponibile. .... e si avvantaggia l'erede della disponibile. (oggi, in linea con Cass. 2006) In sintesi, il testatore assegnando la disponibile in testamento, in presenza di un legato sostitutivo di valore inferiore, è perfettamente consapevole (ora con il nuovo orientamento) che in caso di accettazione del legato, la sua quota disponibile è soggetta ad ampliamento. La Commissione ammetterà tranquillamente i copianti, perché questo richiedeva il testatore, voleva che fosse attribuita "al figlio Secondo sia la quota di legittima sia la quota disponibile", non si può stravolgere questa volontà, né attribuire a Secondo un'entità diversa dalla "disponibile"