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anton3

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  1. anton3

    735 cc

    No la nullità ex art. 735 (manca la divisione, come ben dice lo juventino), intanto. Però domanda: l'attribuzione dei due beni è stata fatta a titolo di erede universale, oppure sic et sempliciter? Funziona la vis espansiva per una simile attribuzione ? (che equivarrebbe a ex certa re). Pertanto, potrebbe aprirsi anche la successione legittima, a favore di figli, e tutto si chiude. Però, vi è anche chi ritiene (forse la Cassazione, non sono sicuro), che nella ridistribuzione vadano i ricompresi pure gli eredi testamentari, se ex certa re abbiano tale qualifica. Pertanto: a) se funziona la vis espansiva, allora, chiaro, azione di riduzione b) se non funziona, ma opera anche con eredi testamentari, allora occorre vedere se vi è lesione della legittima, per la riduzione c) se non funziona, ma opera solo con gli eredi legittimi, allora tutto a posto.
  2. Maveri, complimenti, ma come dico da una vita, quando si vince, la commissione è sempre la migliore in assoluto della storia concorsuale. Sì, condono, sia tu o no notaio, chi vincerà come sempre finirà di sbraitare contro la casta per farne ormai parte; magari lo hai fatto anche tu, chi lo sa
  3. Complimenti a chi è passato; alcuni forse saranno divisi fra la gioia di aver superato lo scritto e la triste consapevolezza vaticinata di una prossima fine del notariato, o forse no.. forse già nel dimenticatoio. Lunga vita al notariato e che ci accolga tutti !!
  4. Quello che dici è giusto, la mie a volte sono considerazioni paradossali, ma non possiamo avere quello che ci piace, il duro gioco è questo e tutti quelli che sono diventati notai (ormai la maggioranza dal 2000), che hanno (non tutti) sofferto per diventarlo, non l'hanno cambiato. Temo però che se il gioco dovesse cambiare non sarà certo a favore dei nuovi arrivati, che avranno tutto da perdere. Aggiungo poi che gli studi notarili sono quasi il doppio, rispetto ai notai esistenti, perché dobbiamo aggiungere i doppi studi (secondari e primari) e poi tutti gli studi notarili ancora in piedi, che vivono in absentia domini, in quanto il notaio è dispensato o deceduto, ma ad essi si appoggiano notai "itineranti", come api che succhiano il nettare da fiore in fiore. Basterebbe limitare i doppi studi se non tripli o quadrupli (ma per carità va ormai contro la concorrenza...oggi puoi avere una ulteriore sede provinciale, adesso anche regionale, domani chissà anche nazionale) ed eliminare gli studi vacanti (ma per carità occorre salvare il lavoro dei dipendenti....). Per non parlare degli studi associati, magari formati da 5 notai dislocati in 13 uffici (i conti non tornano mai...peggio della statistica di Trilussa). Quindi, se non si limita questo sistema avremo una situazione di sedi satura ma con sempre meno notai. Inutile punire tutti i notai (elimando competenze a gogo), ma agire per un maggior equilibrio all'interno nella categoria, per dare spazio a tutti e dare più spazio alle giovani leve meritevoli. Ma quella legge di liberalizzazione non faceva nulla di tutto ciò, anzi peggiorava la situazione: anche se aumenti spasmodicamente le sedi (e addirittura crei competenze congiunte con avvocati ed erodi spazi nel commerciale) non risolvi nulla, ma crei ancor più difficoltà ad un maggior numero di notai e soprattutto ai giovani notai (e neonotai). E poi smettiamola di dire che viva la concorrenza vanno avanti solo i migliori: perché nel concorso notarile si verifica questo ? Guardate che la storia si ripete anche nella professione: non sempre i migliori sono quelli che guadagnano di più. Se poi ritenete che si tratti di migliori imprenditori e non di migliori giuristi allora pace all'anima vostra: i migliori imprenditori sono anche quelli che cercano di o tendono a distruggere la concorrenza (pensate a Google, Windows, Amazon, ecc.) e se possibile vogliono evitarla. Perciò invito sempre le giovani leve a cambiare l'andazzo, ma qui tutti leoni pronti a combattere e una volta di là ... imprenditori che dicono: "ma a che serve ricordarsi le teorie ?"
  5. La legge sarà anche scritta male (mi ricorda il famoso "fino a.." - ma questa è un'altra storia), tuttavia mi sembra evidente che l'intento del legislatore sia stato quello di allargare le maglie. E' indubbio, certamente, ma si tratta di volontà di un governo che non esiste più, e quello strumento era una sorta di propaganda captatio benevolentiae . Se non sbaglio, si disse pure che ci doveva essere un decreto liberalizzazioni/concorrenza all'anno....... Come detto, ci dovrà essere una nuova tabella (settennale) che rivedrà il numero dei posti, aspettiamo. Magari andrò conto corrente, però preferisco vincere il concorso con pochi notai che con troppi (come pretendeva quella legge); se ne vogliono fare troppi lo dicano subito che cambio indirizzo, e non mi giocherò, già sono esausto, le ultime cartucce ai prossimi concorsi (questo non l'ho fatto, per ricarica, l'altro per raggiunto limite)
  6. ok, vedremo allora i parenti. Comunque anche in magistratura non scherzano, questa volta è forse un'eccezione; anche loro hanno interesse a limitare il numero di nuovi magistrati, probabilmente per evitare che le spese per la giustizia aumentino (a detrimenti poi degli stipendi e di eventuali aumenti). Non tutto lì fuori è rose e fiori......
  7. il notariato afferma che il 17% dei notai è parente, quindi 1 su 14 è nella media (anzi, più bassa)
  8. la legge è scritta non proprio bene: "almeno" significa che vi devono essere almeno 5000 abitanti ma non necessariamente non più di 5000 abitanti. Poi quella legge fu corretta da una successiva (finanziaria) a fine anno, introducendo anche una ulteriore voce in riferimento a quello che un tempo era il "volume di affari"; quindi, siccome deve essere calcolato il volume di affari non si può assumere il valore oggettivo 1/5000 e tutto rimane un poco come prima; le tabelle vanno riviste ogni 7 anni (l'ultima nel 2012), quindi fra poco vi sarà una nuova tabella che rivedrà in aumento i posti (credo). Comunque chi è passata in questo ultimo concorso vedrai che adesso non si lamenterà più dell'eseguo numero di notai...... o almeno quando fra un anno eserciterà la professione
  9. Giustamente solidale, la Cassa nacque per questo; siccome il sistema è chiuso, se io non lavoro, lavora l'altro al posto mio e guadagna tantissimo; credimi, sarebbe preferibile lavorare più in vita, approfittando dell'apatia dell'altro, che poi farsi battaglia feroce durante l'attività. Se dovesse cambiare il sistema pensionistico, vi sarebbe una battaglia più feroce sulla concorrenza (e prezzi in giù) e nel combattere gli attifici; Quindi ai notai superattivi conviene anche così, poi la pensione viene attribuita necessariamente a 75 anni per coloro che entrano a 50 anni e quindi con non tanta aspettativa di vita. Notaio che lavora il doppio = che ha un "sacco" di collaboratori che gli consentono di fare le barba alle norme sulla personalità della prestazione e quindi, in qualche modo di ledere la legge e la deontologia. La pensione più alta la meriterebbero loro che non il dominus, che gli spetterebbe quella da imprenditore
  10. Certo, io infatti non dissento da chi fa applicazioni integrali di articoli per stranieri, si guarda alla realtà: chi intende solo il dialetto è normalmente un analfabeta e quindi la traduzione non serve; piuttosto può servire l'interprete al notaio. Insomma una via di mezzo fra i due articoli
  11. Se non legge l'italiano non legge neanche il diletto; se sa leggere l'italiano, possiamo dire che è trattato come colui che parla il linguaggio dei segni, tipo il muto, che ha bisogno solo di interprete; se non sa leggere l'italiano, allora è alla stregua di un analfabeta e non vi è bisogno di traduzione scritta
  12. Testimoni, interprete, ma senza traduzione, perché il dialetto non è una lingua, può anche essere solo segno di tradizione orale. Lo straniero legge e capisce la sua lingua, ma chi parla in dialetto sa anche intendere l'italiano scritto: è pura scuola ritenere che chi parla solo in dialetto non comprenda l'italiano e sappia solo intendere il dialetto scritto (diversamente, non sa proprio leggere e quindi equiparabile all'analfabeta). Le soluzioni da applicarsi sono anche di diritto vivente e si adattano caso per caso, non esiste un interprete di dialetto che sappia anche scriverlo in modo univoco con altri, come vi ho detto troverete 100 lombardi che scrivono il loro dialetto in modo differente, non vi è unicità di linguaggio. E' valida anche l'altra soluzione (art. 55 in toto), tecnicamente, ma è lontana dalla realtà
  13. Proprio perché la maggior parte delle persone ha quella idea, avere più notai non serve: più aumenta il numero di notai e più i cittadini gireranno ancor di più per trovare il prezzo più basso, perché la concorrenza, ora come ora, sta portando allo svilimento la professione per l'abbassamento degli onorari. Fare concorrenza sulla qualità è un sogno, aumentare il numero dei notai non aumenta la qualità, ma occorre un cambio di mentalità anche dei cittadini, per non farli appiattire sul criterio del prezzo più basso. Altro discorso è il numero basso degli ammessi, che mai come in questo concorso ha raggiunto livelli da record esagerato. A mio parere 250 /300 preparati li trovi; Il notariato avrà tutto questo potere di limitare l'accesso ? Quanto alle audizioni in parlamento, il notariato (o almeno parte del notariato) ha "assunto" quelle posizioni perché si è sentito sotto "ricatto" perché di fronte alle imposizioni del dl concorrenza non aveva il coraggio di dire a tutte "no", ha scelto di mollare su quello che considerava il male minore. Sul numero ha poi rimediato un successivo decreto, al quale il notariato ha partecipato proprio perché non si è sentito vincolato da quella pseudo promessa fatta in commissione, avendone riserva mentale. Futuro: Se nel futuro sentiamo di appartenere al notariato quello che ho detto sarà compreso, se non ci sentiamo e non ci crediamo di appartenere allora possiamo pure mandare tutte le maledizioni di questo mondo.
  14. saranno giudicati ... e dovranno prendere almeno 105
  15. Comunque, so con certezza di persone che hanno fatto come vi ho detto e non solo sono state promosse nel 2009 ma addirittura con un voto ben superiore a 40. Nella pratica il notaio conosce sempre il dialetto e non ha neanche bisogno dell'interprete
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