anton3

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  1. E infatti se guardi la prima risposta del 13.02 scorso dicevo, senza particolari lampi di intelligenza Si applicano le menzioni urbanistiche allo stralcio di quota divisionale? Sì relativamente al bene stralciato e assegnato
  2. Ma nel caso di scioglimento di comunioni occorrono sempre le menzioni, per espressa previsione di legge (art. 46 DPR 380/2001), indipendentemente dalla discussione sulla natura giuridica della divisione. La questione semmai può riguardare, nel caso se specifico, se si applichino a tutti i beni della comunione o solo al bene estromesso.
  3. Sì, ma adesso non vi è più la tariffa e comunque quando esisteva, la tendenza, almeno negli ultimi anni, era proprio quella di chiedere meno (già si iniziava con la sottotariffazione .....). Comunque, l'immagine romantica non è quella di questo notaio, ma quella del cliente che offre soldi oltre la tariffa........
  4. Riferimento (scherzoso) all'opera La Valchiria di Wagner e al mito dei Nibelunghi, dove la figlia Notariato è Brunilde e il padre Ordinamento è Odino (Wotan), l'eroe è l'aspirante notaio (che poi sarà Sigfrido)
  5. Vedi Valchiria, per comprendere le difficoltà della vicenda, come il tuo mito insegna, la figlia Notariato ha voluto che il padre Ordinamento innalzasse intorno al lei dormiente un alto fuoco di modo che solo un super eroe fosse in grado di conquistarla
  6. Ok, non te la prendere, io ritengo che si debba fissare l'atto dopo che si ha tutta la documentazione che occorre, e a maggior ragione, la planimetria. Poi ognuno si organizza come ritiene opportuno, ma in questo modo c'è sempre rischio di rinvio Che la donazione indiretta sia irrilevante in questo caso lo so, ma sempre una donazione rimane con tutte le dichiarazioni fiscali di rito anche se non paghi
  7. In generale sarebbe opportuno rinviare per non creare ulteriori problemi con soluzioni più contorte o rischiose (ricordarsi che trattandosi di donazione "indiretta" esplicitata, di indicare, oltre al rapporto di parentela, anche eventuali donazioni precedenti); del resto, se l'atto salta a causa del cliente, il notaio ha tutto il "diritto" di rinviare a situazione "migliore"; per quanto concerne la planimetria non rasterizzata .... un poco di organizzazione, l'APE e la planimetria sono due allegati (per chi vuole allegare anche la planimetria), che occorre visionare prima dell'atto e avere la certezza (per l'APE) che il cliente la consegni all'atto per l'allegazione. La planimetria può anche non essere allegata, purché (interpretazione rigorosa che sembra far breccia presso l'A:E.) siano indicati i dati del deposito (naturalmente dell'ultimo, se vi sono più planimetrie in atti), data e protocollo (o numero scheda).
  8. Curiosità di vita di tutti i giorni: ma la moglie, nel tuo caso, non interviene (o non vuole intervenire) perché è contraria?
  9. Da studiare intanto la specifica legislazione regionale (considerato che il silenzio assenso non vale per alcune Regioni). Il Comune dovrebbe avere fotocopia dei versamenti, può richiedere l'originale delle attestazioni qualora quelle presentate non ricoprano l'intera somma; si ptorebbe chiedere di avere fotocopia della pratica (in alcuni comuni per i tecnici vi è anche la possibilità di accesso telematico alla stessa pratica)
  10. Fare come dice Rizzi (pechè ciò dice la legge), dette indicazioni vanno riportate a pena di nullità per la dichiarazione di silenzio assenso; si può evitare, in base all'art. 2 comma 58 (terzo periodo) legge 662/1996, di riportare l'indicazione di versamenti e oblazione solo qualora si citino gli estremi di un precedente atto pub­blico che riporti questi dati
  11. Non solo esiste certamente qualcuno che ne sa di più, ma ve ne sono tanti che ne sanno di meno epperò sono più svegli o traffichini e ti tolgono più clientes di quelli preparati
  12. La Cassazione legge bene l'art. 1757 che io non ricordavo (e Groovy legge bene la Cassazione); nel mio primo intervento "presumevo" bene, per poi "correggermi" male, riportando un mio frettoloso appunto di commento (fuorviante) altrui. Da una parte, la riflessione mi ha indotto nel giusto, dall'altra mi rimprovero di non aver subito guardato il codice (art. 1757) - come sempre si deve fare - e di non aver analizzato direttamente la fonte (Cassazione) fidandomi di commenti altrui, come non si deve fare.
  13. Mi spiego meglio nel senso che nel mio primo messaggio ho detto bene in linea generale, soltanto da precisare, alla luce della Cassazione (che ha dato torto al trib.di Milano e ragione alla Corte di Appello) che l'agente non avrebbe diritto alla provvigione in caso di preliminare sottoposto alla condizione risolutiva potestativa (direi qui anche mista) nel caso in cui la mancata conclusione del contratto non dipendesse dalla volontà delle parti (venendo meno il contratto con efficacia retroattiva, come se non esistesse più il rapporto obbligatorio che avrebbe dato diritto alla provvigione). Rimane confermata la remunerazione dell'agente se le parti avessero sciolto il contratto per mutuo dissenso o risolto per inadempimento di una delle parti, oppure l'inefficacia per colpa di una delle parti.
  14. Mi correggo, la giurisprudenza della Cassazione è di diverso avviso per ciò che concerne il contratto sggetto a condizione risolutiva. Si tratta infatti di un caso di Cassazione, n. 24399 del 2015, ossia se "Il contratto si risolve di diritto non esiste più quel rapporto obbligatorio che testimonia la conclusione dell'affare per effetto dell'intervento del professionista che, di conseguenza, non può vantare il suo diritto alla provvigione" Esattamente il caso in questione: clausola risolutiva che stabiliva che qualora la promissaria acquirente non avesse ottenuto un mutuo dalla banca il contratto doveva considerarsi risolto di diritto. Per la Cassazione, la “clausola che legava automaticamente il venir meno degli obblighi di acquisto e di vendita assunti dalle parti del contratto preliminare al verificarsi della mancata erogazione del mutuo ipotecario in favore della promissaria acquirente va qualificata come condizione risolutiva potestativa. L'efficacia del contratto dipende da un evento futuro ed incerto (erogazione mutuo) solo in parte riconducibile alla volontà della promissaria acquirente, donde la mancata erogazione del mutuo da parte della banca aveva prodotto come effetto la risoluzione di diritto del contratto in conformità con quanto stabilito dalle parti attraverso la clausola. Occorre vedere ora se nel comportamento delle parti (specie venditrice) sussista una qualche responsabilità, tale da consentire un diritto alla provvigione
  15. Collega ? ancora no..., comunque, L'agente immobiliare ha diritto alla provvigione se l'accorso delle parti venga formalizzato con un preliminare, anche se poi risolto, o di scioglierlo per mutuo consenso; L'agente può dimostrare di aver prestato la propria opera, a prescindere di quello che dicono le parti nel contratto (in effetti, si parla anche di contratto di "fatto"); specialmente se si tratta di operatore professionale, regolarmente iscritto al REA Quindi, il mediatore è sì terzo rispetto al preliminare (e non è mai parte, nemmeno della vendita), ma il preliminare stesso è concluso grazia alla sua opera e quini ne rappresenta il frutto; per tal ragione ha diritto alla provvigione, sulla base, naturalmente, di diverso rapporto (di mediazione) che intercorre tutte e tre le parti