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FAS

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  1. Perdonate, Lo scorso 7 novembre vi scrivevo così: "Ragazzi, forse per la terza o quarta volta in un paio di anni mi permetto di intervenire per richiamarvi al buon senso: ma state ancora dietro ai vari "Condono" e compagni? E ci litigate, ci discutete .... fate il loro gioco: li ascoltate. Provate quando scrive uno di questi signori a semplicemente ignorarlo. Si vedrà una catena di mails in cui "Condono" e compagni scriveranno le loro provocazioni e gli altri ragazzi continueranno le loro discussioni e interazioni semplicemente igno-ran-do-li. Lasciateli li a parlare da soli questi fessi. Se volete. Sennò...continuate a farvi trattare come scemotti". Risultato: continuate pervicacemente a dare fiato alle trombe di questi fessi. Ma avete idea della figura che fate alle tante centinaia di aspiranti notai che vengono su questo sito e non dicono una parola, ma non per questo sono meno presenti...? Vi dico che impressione da' a me e non ritengo che la mia impressione sia molto dissimile da quella di tanti ragazzi che si affacciano a questo topic sempre attrattivo del sito e vi trovano: un fesso n. 1, (evidentemente un bocciato immaturo) che brandisce slogan triti e ritriti affermando che...i candidati ancora tali sono dei cretini e i neo notai sono delle capre:. l'impressione che se ne trae è che se questo è. popolo dei candidati notai allora ho/abbiamo grandi speranze e ottime prospettive per questo concorso. I-gno-ra-te-li questi condono e affini. Lasciateli da soli a conclamare le loro stupidaggini. Ma ci vuole tanto?
  2. Ragazzi, forse per la terza o quarta volta in un paio di anni mi permetto di intervenire per richiamarvi al buon senso: ma state ancora dietro ai vari "Condono" e compagni? E ci litigate, ci discutete .... fate il loro gioco: li ascoltate. Provate quando scrive uno di questi signori a semplicemente ignorarlo. Si vedrà una catena di mails in cui "Condono" e compagni scriveranno le loro provocazioni e gli altri ragazzi continueranno le loro discussioni e interazioni semplicemente igno-ran-do-li. Lasciateli li a parlare da soli questi fessi. Se volete. Sennò...continuate a farvi trattare come scemotti.
  3. Se posso permettermi ... noi oramai siamo "inguaiati" con questo concorso e non possiamo che andare avanti, con forza, con determinazione ferrea. Io personalmente lavoro e ritengo semplicemente folle immaginare di investire 8-10 anni canonici nella preparazione di questo concorso col rischio quanto mai reale di non farcela e ritrovarti a 33-35 anni letteralmente spacciato professionalmente. Immettersi nel mondo del lavoro a quella età portandosi come "garanzia" la preparazione al concorso notarile (pure fallito) vuol dire farsi ridere dietro e fottere il proprio futuro irrimediabilmente. Se si è follemente determinati in questa vita, lo insegna l'esperienza comune non lo dico io, si può arrivare dovunque. Anche a vincere il concorso. Ma tu giustamente non puoi avere oggi questa una simile certezza. Alla faccia dei buonisti, che tali sono solo perché non hanno altri mezzi a disposizione, questo paese bellissimo è fritto e decotto. Le pessime condizioni morali di lavoro che si soffrono ovunque e a qualsiasi livello in questo paese e che non hanno eguali per bizantinismo e assenza di meritocrazia vera in Europa, per come la raccontano moltissimi professionisti italiani che hanno lavorato qui e poi all'estero (e lo sono rimasti), non sono che espressione di una imperversante decadenza che ormai ci attanaglia. La vita è una sola e il tempo utile per indirizzarla professionalmente è breve e scorre in modo estremamente veloce. Se puoi e non ti sentissi follemente motivato per questo percorso ... come altri nelle risposte precedenti hanno già suggerito, vai all'estero senza esitare e più veloce della luce. Se conosci l'inglese. E una volta li migliorarlo, costantemente. Con la tua laurea potresti fare un master of laws negli uk o negli Usa, possibilmente meno teorico possibile e di durata biennale, venire assunto da uno studio locale (i maggiori studi, soprattutto quelli specializzati nello stragiudiziale, vengono a fare colloqui ai diplomandi qualche mese prima della conclusione del master) e poi potresti tornare in Italia in studi di pari livello o specializzazione (visto che avresti una laurea italiana). Ma se appena potessi, stai lì all'estero e non farti passare nemmeno per l'anticamera del cervello di venire qui a buttare via la tua vita alle ortiche. Se potessi tornare indietro non avrei esitazione a percorrere la strada che ti sto suggerendo e che molti miei amici e colleghi hanno con successo intrapreso. Certo....vita durissima. Ma la vita è dura per definizione. Sai cosa vuol dire lavorare magari in un'azienda primaria e avere a che fare con gente priva di neuroni che però ha il potere ed è più furba di te e può avere diritto di vita e di morte professionale su di te (proprio perché siamo in Italia certa ciurmaglia può vivere e prosperare)? Ti auguro di non provarlo mai. Sai cosa vuol dire militare anni in un grosso studio e dover buttare via il 40% delle tue energie (se non sei un filibustiere e uno più furbo di tre volpi ma semplicemente una persona per bene) a difenderti dagli attacchi del fuoco "amico"? Ti auguro di non provarlo mai. Io non ho mai avuto la fortuna, quando ero ancora a tempo, di qualcuno che mi potesse consigliare, infrenare, indirizzare. Ho dovuto sperimentare tutto da solo. Certo ognuno reca la sua esperienza, quella di amici e anche quella collettiva. Ognuno ha il proprio carattere, la propria visione. Ma ci sono anche alcuni punti fermi. E a me pare di averteli illustrati, cercando di farlo con umiltà. Pensaci bene, come stai facendo mi pare, è la tua vita. È una sola.
  4. ....e il mio consiglio aggiuntivo rispetto a quello del buon "Vedo Tizio e Scappo" è di ignorare quel demente di cui si parla e non rispondergli neppure. Ma ci fate o ci siete? Più gli rispondete e più lui, esattamente come un guardone, gode. Ignoratelo. Ciao😉
  5. Guarda caro Neofita cosa deve fare un notaio per farsi rispettare...guarda ...e rifletti http://www.toplegal.it/news/2018/09/20/24289/de-martinis-il-caso-del-notaio-stacanovista-va-in-corte-europea
  6. ...e continuate a dar retta a questi babbei
  7. Carissimi, Perdonate un'osservazione. Vi lamentate tutti di questo Porcus e altri relativi Zio e cugini. Ma questi signori prosperano perché voi gli date retta. Provate a zittirvi di fronte a qualsiasi cosa scrivano, qualsiasi cosa benché provocatoria. Continueranno per un po' e infine la smetteranno perché l'indifferenza è la più potente delle armi contro la provocazione. E li fa sentire quello che sono: fessi. Ma se non sapete trovare la concentrazione per non rispondere a un fesso del genere, come potete trovarla per studiare e vincere il concorso? Anche queste sono prove di forza, banali magari, ma lo sono. Piuttosto cercate di agire con l'amministratore. Nel mondo dell'ingegneria informatica non c'è nessuno capace di espellere questo così detto signore? Suvvia!
  8. Cara Allegra, Credimi, qualche annetto e un po' di esperienza ce l'ho, questo ......è un paese decotto. Se vuoi avere un futuro con una laurea in giurisprudenza alle spalle (ormai.. è tardi), rafforza il tuo inglese e vai a farti un master di quelli che ti segnano il dna professionale, tipo alla New York University o altra prestigiosa università anglosassone e "sparisci" da questo paese più in fretta che puoi fermandoti all'estero a vivere. Sennò qui correrai il rischio di bruciare tanta energia vitale. Quando ancora sento parlare di "Ministero" e "Magistratura" come ancore del proprio futuro professionale in Italia mi viene veramente la pelle d'oca. Completamente errato è poi che nelle grandi law firm "a 40-45 anni guadagni dai 200k a 1 m ma prima avrai lavorato come un minatore". Magari fosse così. Nelle big law firm che oggi, dopo continue fusioni, sono praticamente tutte anglosassoni, se non vedono in te un vero candidato alla partnership gia' quando sei sui 30-32 anni massimo, sei fuori, e succede alla maggior parte, che poi ricominciano la salita altrove. Vero invece quanto detto sugli studi medio piccoli. Ridicolo poi è che i magistrati facciamo la bella vita! Il problema è che...qui è il mondo del lavoro che si sta trasformando. L'era digitale l'hanno paragonata ad una rivoluzione ancora più importante di quella industriale. Porterà entro i prossimi 25 anni secondo le stime alla soppressione del 47℅ dei lavori attuali. Il che vuol dire mondo del lavoro esacerbatamente competitivo e aggressivo. Ti rendi conto che..non puoi permetterti di "sbagliare"? Ci sono comunque, Allegra, sempre dei punti fermi nell'esperienza comune: 1) se si è ferinamente determinati a perseguire una strada, probabilmente ce la si farà, ma bisogna esserlo; e non mi pare tu abbia ancora una direzione, quindi attenta a percorrere la strada notarile senza occuparti d'altro: potresti trovarti dopo anni, magari a 32-33 proiettata nel mondo di un lavoro (se l'avventura non riesce) che ti riderebbe addosso quando portassi quali referenze ai colloqui "ho fatto 5/7/10 anni di studi notarili". Perché...benche' molti non se ne rendano conto (ma li capisco), l'esperienza notarile di un laureato che si presenti 32enne al mondo del lavoro vale appena più del due di briscola; 2) la grande sfida di questa vita nel mondo del lavoro è capire dove stia il talento che ciascuno di noi ha, ognuno per sé, per qualcosa. Pochi lo afferrano. Tu non lo hai ancora capito se stai "brancolando". 3) la regola delle regole, nel dubbio, è sempre la stessa da sempre: segui il tuo istinto. Ma se non senti che il tuo istinto ti porta al notariato..stai molto attenta. Ciao
  9. Io non l'ho proprio mai detto! In famiglia, stando agli ultimi aggiornamenti.... "sognatore, " stordito", "illuso", " perditempo", "e quando diventi notaio che fai? Sbattuto in uno studietto a fare l'aiuto e la fame? Ma non lo sai che i notai stanno chiudendo?" (sic!).... Le mie compagne, via via nel tempo, invece...."ce la farai sicuramente, non ho dubbi"...ecc... Mi sovviene sempre una battuta del film "one million dollari baby" (mutatis mutandis) la quale diceva che certe volte la strada la vedi solo tu, dentro di te, è come una fiamma che arde dentro di te e che devi assolutamente seguire. Personalmente...più vengo scoraggiato, più sento di essere vicino alla meta; più mi abbatte l'aurea mediocritas dell'ambiente di lavoro più ore di sonno gli rubo per continuare a studiare per il concorso, caparbiamente, quasi..follemente visto che anche io non sono proprio un neonato del concorso. È una strada molto pericolosa però.... e se si fallisce? Uno dei principi cardine per raggiungere obiettivi apparentemente non raggiungibili è di escludere il fallimento. Si innestano processi chimici virtuosi che ti portano sperabilmente al successo ma non al quasi sicuro insuccesso di chi ha un atteggiamento negativo, per quanto preparato. Viaaa! Si continua!
  10. FAS

    Date ?

    Però quando l'ho detto io che si facevano solo piagnistei e perdite di tempo mi è stato cancellato il post!
  11. 1) Quanto alla "cacciata" perchè "troppo vecchio" temo che oggi sia più facile in uno studio che in un'azienda. In uno studio la deadline per la "cacciata", come sicuramente sai, è, mediamente e con le dovute eccezioni, 37-38 anni per i grandi studi e 40-45 per i medi studi, se non hai le "carte" per diventare partner. In un'azienda con alta considerazione del capitale umano ormai la deadline è circa 53-58 anni, quando hai circa 4-5 anni alla pensione; molto meno nelle altre. Basta l'esubero e sei out, anche se non è matematico. Sia nel senso che se sei prezioso per l'azienda, l'azienda ti rialloca in qualche modo, sia nel senso che ci sono mezzi per reagire all'esubero. 2) Quanto al fatto che a 30 anni non si venga assunti da nessuna azienda, l'affermazione mi sembra un po' apodittica, perdonami. Comunque i principi per far breccia su un HR che ti faccia il colloquio, sono più o meno sempre gli stessi: (1) mostrare forte motivazione (2) mostrare una buona preparazione (3) sapere molto bene l'inglese (ancor meglio il c.d. inglese giuridico che impari, a dispetto di tutti corsi in circolazione, solo ed esclusivamente sul campo con bravi maestri e tanta caparbietà) (4) tenere un profilo equilibrato durante il colloquio, senza mostrare grandi certezze su tutto; le aziende non cercano (e soprattutto non vogliono) i sapientoni, vogliono persone che lavorino molto ed eseguano ordini (poi sta alla persona giocarsela in modo da far girare il vento a suo favore) (4) non avere, se sei in una posizione debole quando ti presenti, pretese economiche superiori a quanto ti offrano, se non per giusto quanto basti a far vedere che non sei proprio uno smemorato. Questo, oserei dire, oggigiorno è il vero perno: quanto costi all'azienda. se sei qualificato e costi loro poco se ne fregano dell'età, se hai 30-33 anni, a patto che tu non debba essere destinato a lavorare con persone molto più giovani e/o un responsabile molto più giovane di te (perchè allora rischi di crearti e di creare problemi all'azienda). Poi uno se la gioca. Almeno agli inizi, Il mondo aziendale è fatto di volponi, non di uomini di azione: devi stare in agguato come un gattone, sfruttare le tue carte guadagnandoti la fiducia delle persone chiave e solo dopo puoi permetterti di uscire allo scoperto. Quindi il profilo basso che si possa tenere agli inizi è solo prodromico a più alti traguardi successivi. Certo: l'adrenalina che ti invade quando lavori in uno studio, specie se internazionale ma non solo, il sapore della vittoria quando porti a casa un deal col massimo dell'efficacia, la esasperata professionalità e senso del dovere che diventa come una seconda pelle e, perchè no, il sapore del "sangue" quando lotti e la spunti, non hanno eguali. L'azienda è la morte di tutto questo, ma ha anche altri risvolti positivi essenziali per la formazione di un giurista ed un manager (quali, sia pur di se stessi si deve tassativamente diventare ad una certa età) che poi potrà decidere dopo qualche anno, se sarà stufo, come orientare la propria vita professionale: la conoscenza dei meccanismi di un gruppo societario o di una società, come ragiona il potere e cosa teme, come parlare e comprendere il linguaggio dell'azienda, spesso così criptico per un legale esterno, come funziona un'azienda e quali ne sono le "logiche", nonchè il fungere spesso da osservatorio privilegiato di certi eventi, normativi e non, che in studio non vedi e non percepisci in tempo reale. Ho cercato solo, nel risponderti, di manifestare un po' di flessibilità. Da buon avvocato, lo sei anche tu per esperienza.
  12. Concordo in principio, in questa ottica: che ognuno può essere quello che vuole ed a qualunque età, se lo vuole veramente, se è la sua passione, se affronterà ogni ostacolo con ferrea determinazione e non vi siano ostacoli così ardui come un numero chiuso concorsuale che renda tutto drammaticamente più complicato. In due anni circa di pratica forense, un praticante notaio si mette in carreggiata. Ma per fare l'avvocato e riuscire veramente bisogna esserci fatti, bisogna vivere in un ambiente un po' "particolare" quanto ai valori praticati, non avere orari ed essere pronti a stare con il coltello tra i denti di continuo se si vuole vincere la competizione sempre più esacerbata. Non basta essere bravi giuristi, quello è il valore aggiunto specie agli inizi, paradossalmente, non la sostanza. Però qui stiamo cercando, ognuno nel proprio piccolo, di rispondere in modo pragmatico a domande poste da persone che sono in una situazione difficilissima e in un contesto che valga per i più, la domanda vera da porsi è, a mio avviso, la seguente: che cosa se ne fa il mercato di un "bravo giurista" formatosi solo sui libri e della tenera età di 32-35 anni? E questo, in un contesto di global economics che è definitivamente mutato e che non sarà mai più lo stesso in futuro ed un tasso medio di disoccupazione a livello europeo a livelli stratosferici. A mio personale avviso occorre cercare di inserirsi SUBITO nel mercato, possibilmente in un'azienda (usando anche tecniche nuove in uso oggi per proporsi alle aziende) e poi vedendo facendo. Non per evitare di fare i "choosy" di Forneriana memoria, bensì per stare con i piedi per terra: a 34-37 anni, dopo due anni di pratica forense, quanto si arriverà a guadagnare? E che prospettive si avranno? La vita professionale, ricordiamocelo, influisce pesantemente anche sulla nostra vita personale, quella cui arriviamo alla sera dopo il lavoro, quella che è parte essenziale del nostro equilibrio, della nostra vita; come ci sentiremo quando a 34-37 anni guadagnassimo cifre ridicole con prospettive magari poco allettanti anche altrove nello stesso contesto lavorativo? E poi oggi l'avvocatura è una professione satura. Ma lo vedete cosa succede ormai da anni nei grandi e medi studi? Una volta, al sopraggiungere di periodi di "vacche magre" c'era la fuoriscita di qualche senior, oggi escono anche i junior e i partners stessi. E' un continuo. Paradossalmente uno studio piccolo con tre-quattro avvocati, con magari dentro un commercialista e lateralmente un notaio, con una persona, tra quelle precedenti, dedita alle public relations, in grado di offrire servizi di ottima qualità a costi contenuti è una soluzione quasi più stabile che stare in uno studio grande o in una boutique, sempre che tu ci entri, dove sei alla mercè del mercato delle vacche scatenato dai costi sempre meno sostenibili. La questione non è pertanto, a mio avviso ripeto (nessuno qui può dirsi detentore di verità), l'essere bravo o meno bravo giurista, bensì chiedersi cosa veramente si voglia in base al propria temperamento (sia ciò realizzabile o meno in apparenza), leggere molto attentamente il mercato e decidere di conseguenza stando con i piedi ben saldi per terra puntando sui propri punti di forza (ciò che gli economisti chiamano il "differenziale competitivo" che abbiamo rispetto agli altri) ma anche considerando i nostri punti di debolezza. Così di fa strategia. Si è "sfidata" la realtà una prima volta investendo la propria vita in un concorso estremamente aleatorio; ne valeva senz'altro la pena; ma ... si sia molto guardinghi nello sfidarla una seconda volta dicendo "io sono bravo giurista" e faccio l'avvocato. Sia pertanto una scelta, se la si fa, consapevole e ragionata. Anche se a valle, naturalmente. l'intuito e la fiammella che c'è in ciascuno di noi e che dà lo start alle scelte fondamentali della nostra vita sarà sempre ciò che farà la differenza.
  13. .... continuo: e a QUASIASI ETA', basta mettercela tutta. Preferibilmente, però, l'azienda, a mio avviso è l'opzione preferibile. magari da lì si può continuare la strada dei concorsi tentando magistratura. E' solo un punto di vista.
  14. Permettetemi alcune osservazioni basate anche sulla mia esperienza personale oltre che di tanti amici: - estero: mediamente a 35 anni all'estero (mi riferisco al mondo anglosassone soprattutto) negli studi gli avvocati (già tali ed esperti da anni) vengono massacrati e costretti ad andare in una corporate se non sono in odore di partnership; inventarsi avvocati a questa età all'estero è abbastanza, ritengo, un'utopia; entrare poi in una corporate all'estero, a parte la necessità della conoscenza ottima dell'inglese, rischia di farti trovare appiedato nel giro di qualche mese o un paio di anni se ti va bene (lì, fanno molti meno "complimenti" di noi in Italia); l'esperienza all'estero, infine, viene vista dagli stessi partners inglesi di Firms internazionali quale occasione più per imparare bene l'inglese che per altro (che te ne fai del diritto inglese in Italia quando torni?); - banca: oggi giorno entrare in banca a 32-35 anni da ex praticante notaio non è così preclusivo come si possa credere, se hai fortuna di trovarti al posto giusto al momento giusto: non si creda che in banca vogliano necessariamente gli avvocati esperti e formati, basta gente che smazzi lavoro e non rompa troppo le scatole con ambizioni che nessuno ha voglia di soddisfare; e magari ci si può pure inventare una carriera se ci si muove bene; parlo sul serio, paradossalmente; - avvocato: senz'altro dovrebbe essere tassativo cercare di fare di tutto per acquisire almeno il titolo; circa l'iniziare la professione ex novo, se si ha pazienza e volontà ferrea, perchè no? Certo, è come se si fossero persi anni e anni,ma nulla è impossibile; - dottorato: difficile entrare nel dottorato a questa età; e poi? Imparare un mestiere attraverso la pratica è fondamentale, la gavetta va fatta, non ce n'è; - legale di azienda: anche qui non la vedo male, sempre in base al principio che in azienda "martello batte chiodo" e paradossalmente può essere quasi ben visto un profilo di questo tipo, molto qualificato dalla preparazione, meno per la mancanza magari di assidua pratica; anche qui, trovandosi al posto giusto al momento giusto, ce la si può fare; - entrare in una law firm internazionale: impensabile a 32-35 anni; a quest'età ci sono già dei cavalli di razza che ti seminano prima ancora che tu li veda partire; e poi lo studio ha bisogno di gente che a quell'età macini lavoro già da esperto. Ulteriori opzioni: - master (anche all'estero): può, se mirato, aprire più porte; il 2013 non brillerà per la ripresa e quindi è il momento migliore per utilizzare il proprio tempo investendo in uno strumento che può inserirti nel mondo del lavoro con più facilità (non mancano tuttavia masterizzati eccellenti leteralmente a spasso per anni); - piccole law firms, dove integrare la maturata pratica notarile con quella forense e consentire allo studio di poter fruire all'occorenza dell'apporto derivante dall'esperienza notarile, Il punto comunque è che TUTTO si può fare e a
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