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mucchetta

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  1. solo per precisare... 200 basis point equivalgono al 2% ciao
  2. Se posso.. ti consiglio di guardare nel capitolato allegato normalente ai contratti. Potresti trovare la clausola relativa all'ipoteca integrativa, che banca può chiedere in determinate circostanze. Il tuo cliente potrebbe trovarsi in uno di quei casi (ad esempio, per il fatto di essere in arretrato con il pagamento degli interessi), ma non te lo vuole dire.. a quel punto, potresti citare espressamente quell'articolo del capitolato, a sostegno dell'atto che vai a stipulare. A me è capitato un caso analogo.
  3. boh, qui ogni tanto si risvegliano gli zombie (ti basti guardare l'inizio della discussione e il tempo intercorso senza interventi!!!!) comunque... quale onore presidente....
  4. la domanda di Massigu riguarda l'ipoteca volontaria no tub.. e quindi no dpr 601.
  5. mucchetta

    Mutuo

    stendiamo il classico velo pietoso
  6. mucchetta

    Mutuo

    Forse non mi sono spiegata... le cose andavano sistemate prima che questa persona se ne andasse. anche se si fosse trasferita a un chilometro, i legali avrebbero dovuto provvedere proprio per evitare situazioni complicate come questa. le mazzette non c'entrano proprio.. e poi, non si tratta di una ristrutturazione, ma si tratta soprattutto di dare in ipoteca un bene alla banca che darà i soldi per la ristrutturazione. E l'immobile è di entrambi. Non capisco cosa ci sia di tanto assurdo.
  7. mucchetta

    Mutuo

    La banca ipoteca la piena proprietà del bene, e pertanto è necessario l'intervento di entrambi i proprietari. Se ipotecasse soltanto la metà, e il debitore non pagasse, la banca potrebbe fare esecuzione immobiliare solo su quella metà, e chi se la comprerebbe? Il problema a mio avviso andava risolto al momento della separazione, attraverso la formalizzazione in atto notarile degli accordi presi davanti al giudice, e quindi con il trasferimento della quota di metà al coniuge presente (anche se tu mi parli di assegnazione e non di cessione e quindi non è chiaro).
  8. ecco cosa scriveva Gaetano Petrelli già qualche fa. E poi....cosa c'entrano le banche? La richiesta mi sembra legittima. CONSEGUENZE DELLA MANCATA TRASCRIZIONE DELL’ACCETTAZIONE DI EREDITA’ A seguito della morte di una persona, ove la stessa sia titolare della proprietà su beni immobili è necessario trascrivere, presso l’ufficio dei registri immobiliari competente per territorio, l’accettazione della relativa eredità da parte dei chiamati alla stessa per legge o per testamento (art. 2648 del codice civile). Detto adempimento non va confuso con la denuncia di successione (e con la trascrizione del relativo certificato), che ha finalità esclusivamente fiscali (art. 5, comma 2, del decreto legislativo 31 ottobre 1990 n. 347). L’accettazione può essere espressa (quando il chiamato all’eredità si reca dal notaio e dichiara espressamente di accettare l’eredità) oppure tacita (ad esempio, se il chiamato vende o concede in ipoteca beni ereditari, ciò comporta automaticamente accettazione dell’eredità; in quest’ultimo caso quindi non è necessario stipulare un apposito atto). Molte, e rilevanti, sono le conseguenze dell’omissione della suddetta trascrizione. Le più importanti sono le seguenti: 1) – è possibile che una persona sia erede solo apparentemente (si pensi, ad esempio, al caso in cui i figli del defunto si considerino, anche in buona fede, eredi, e come tali presentino una denuncia di successione, mentre il defunto stesso ha disposto – con un testamento che viene scoperto successivamente – esclusivamente a favore di una terza persona, che e’ quindi il vero erede). Si tratta di una situazione che può presentarsi nella pratica, anche con una certa frequenza. In tal caso, chi acquista dall’erede apparente rischia di acquistare da un non proprietario, e quindi di veder rivendicare la proprietà da parte dell’erede vero. Se però viene trascritta l’accettazione di eredità a favore dell’erede apparente, chi acquista in buona fede da quest’ultimo fa salvo il proprio acquisto (artt. 534, e 2652 n. 7, c.c.). Anche coloro che acquistano dall’erede vero possono essere pregiudicati, se l’erede apparente trascrive prima il proprio acquisto. Pertanto, coloro che acquistano dall’erede vero fanno salvo il loro acquisto solo se l’accettazione di eredità (a favore dell’erede vero) è trascritta anteriormente rispetto a quella di un eventuale erede apparente. 2) – in mancanza di trascrizione dell’accettazione di eredità, e per effetto del principio di continuità (art. 2650 del codice civile), non producono effetto le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell’acquirente. Occorre, infatti, tener conto che un atto di trasferimento immobiliare è opponibile ai terzi solo a seguito della sua trascrizione, e se quest’ultima non produce effetto, la conseguenza è l’inopponibilità dell’atto stesso. Pertanto, chi acquista da un erede che non ha trascritto la propria accettazione, stipula un atto la cui trascrizione non è efficace. Pertanto, ad esempio, se l’erede vende a più persone, anche con scritture private, prevale il primo che acquista, e non già il primo che ha trascritto (con gravi rischi per la sicurezza degli acquisti immobiliari). L’inefficacia della successiva formalità, che può venir meno a seguito della trascrizione tardiva dell’accettazione di eredità, riguarda anche le iscrizioni ipotecarie, (con la conseguente mancata nascita dello stesso diritto di ipoteca). 3) – secondo la giurisprudenza, il conflitto tra il legatario (beneficiario di un lascito determinato in un testamento) e colui che acquista dall’erede va risolto a favore di chi per primo ha trascritto, e a tal fine, per gli effetti previsti dall’art. 2650 del codice civile, deve essere trascritta l’accettazione dell’eredità. Anche in questo caso, chi acquista da un erede che non ha trascritto la propria accettazione rischia di veder prevalere, nei suoi confronti, chi, beneficiario di un lascito testamentario, ha trascritto tempestivamente il proprio acquisto. 4) – in caso di invalidità di un atto, la legge prevede la cosiddetta “pubblicità sanante” (art. 2652, n. 6, del codice civile), consente cioé a colui che acquista in buona fede un bene immobile di far salvo il proprio acquisto, nonostante l’invalidità di precedenti atti di acquisto, se, decorsi cinque anni dalla trascrizione dell’atto nullo, non è trascritta la domanda di impugnazione dell’atto stesso. A tal fine, se precedentemente si ha un acquisto ereditario non trascritto, in applicazione del principio di continuità detto “effetto sanante” non si produce. 5) – i vantaggi e le prerogative che la legge prevede a favore del terzo acquirente del bene ipotecato si applicano nei confronti del legatario solo se quest’ultimo ha trascritto il proprio acquisto (art. 2858 c.c.). Lo stesso principio vale per colui che acquista un immobile gravato da privilegi (ad esempio, privilegio dello Stato per imposte non pagate) (Corte Costituzionale, 15 ottobre 1999 n. 386). E’ evidente, quindi, che l’adempimento in oggetto, il cui ritardo non è peraltro sanzionato dal punto di vista fiscale, ha una notevolissima importanza per “consolidare” l’acquisto successorio rispetto ai terzi, e far sì che colui che acquista dall’erede (o presunto tale) possa avere sicurezza del proprio acquisto.
  9. Sicuro che non sia un'espromissione? comunque sempre la stessa aliquota. non importa se il mutuo è fondiario. purtroppo dopo un primo orientamento che considerava l'operazione come "connessa" a quella di mutuo originaria, ora lo stato percepisce la proporzionale.
  10. la cinquina non si fa soltanto a tombola.... FORZA JUVE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  11. scusa, ma perchè non ti limiti a reiscrivere l'ipoteca ex art.2881 cc?
  12. l'atto non sconta l'imposta sostitutiva perchè non si tratta di finanziamento. normalmente paghi il 2% alla conservatoria e lo 0,50% al registro, oltre ai bolli.
  13. la nota di trascrizione della vendita non serve. occorre un certificato di morte, se la successione è legittima, e una copia autentica della pubblicazione di testamento, se è testamentaria.
  14. la cancellazione semplificata è applicabile il mutuo era fondiario in base alle norme sul fondiario preesistenti rispetto al d.lgs 385/1993. ciao.
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