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  1. 1 point
    Nessuno quasi parteciperà a questo concorso: dopo i Condonati 2016, i Veri Vincitori 2018 e i nuovi Condonati 2019, avremo i Vincitori di sto Ca...o!
  2. 1 point
    Non vedrà un kaiser... AHAHAHAHAH
  3. 1 point
    Sarà una delizia vederli stipulare a 300 euro ad atto, rincorrendo i clienti ... Molti hanno capito: perciò, non hanno presentato la domanda ... e sono i più furbi ... 300 posti per poco più di mille candidati... la selettività nell'accesso è solo un ricordo oramai ... Questo concorso, sotto il profilo numerico, è peggio del Condono notarile 2016. E, mentre i nuovi porci si scanneranno tra loro per 300 euro di onorario, io starò a guardarli godendomi la mia bella pensione! Il Notariato poteva essere "recuperato" dalla sua inevitabile fine nel 2016, "dando" il sigillo con parsimonia (come ha fatto successivamente il lungimirante Presidente Massimo Ferro) ... e, invece, è stato regalato a quasi 500 porci! Solo una selezione rigida costante, capace di porsi sulla via tracciata dal M. Ferro, avrebbe potuto salvare il Notariato, garantendo un equo compenso per tutti. Ormai vedo solo stariffatori: se la gente vuole avvalersi della mia prestazione intellettuale, deve equamente retribuirmi ... altrimenti se ne andasse pure dal Condonato dietro l'angolo (orami sono ovunque, rappresentando 1/10 del Notariato... ahimé... ahinoi) ... alle condizioni dei Condonati preferisco non stipulare!
  4. 1 point
    dai miei appunti LEGATO DI MULTIPROPRIETA’ Struttura reale, anche se assai discussa per quanto riguarda il suo modo di atteggiarsi, ha la multiproprietà immobiliare. Parte della dottrina ha tentato di ricondurla al diritto di usufrutto, ma questa teoria sembra difficilmente condivisibile, considerate le numerose differenze strutturali tra i due diritti: l’usufrutto è, infatti, tipico diritto reale su cosa altrui ed è, altresì, un diritto per sua natura temporaneo, mentre la multiproprietà è un diritto perpetuo, anche se circoscritto al proprio turno. Altra dottrina ha preferito parlare di proprietà temporanea, sottoposta, cioè, ad una serie infinita di termini iniziali e finali. Ora, anche laddove si ritenesse che la perpetuità non sia una caratteristica essenziale della proprietà, sembra precludere la possibilità di accogliere questa tesi la circostanza che il potere di disposizione del multiproprietario prescinde dal fattore temporale, cioè il poter di disposizione che compete al multiproprietario non può qualificarsi temporaneo, né intermittente, competendo al titolare in ogni tempo. Altri autori hanno ritenuto, invece, di ravvisare nella multiproprietà una forma di proprietà bi-dimensionale, individuata cioè, oltre che nello spazio, anche nel tempo. Anche questa tesi, per quanto suggestiva, non sembra accoglibile, dal momento che il dato temporale sembra idoneo a caratterizzare piuttosto i diritti reali limitati che non il diritto di proprietà, il cui oggetto è per sua natura perpetuo. La tesi fatta propria dalla dottrina prevalente porta alla conclusione che la multiproprietà non è altro che una forma di comproprietà, disciplinata nei modi di esercizio e godimento da appositi regolamenti: il primo, che ha natura contrattuale, avente ad oggetto il godimento turnario dell’immobile, l’indivisibilità del bene, il vincolo di destinazione; il secondo, avente natura regolamentare in senso proprio, che ha ad oggetto la disciplina e le modalità dell’uso delle parti comuni dell’edificio ed i rapporti tra multiproprietari e società immobiliare. Neanche tale tesi è rimasta, peraltro, immune da critiche: si è, in particolare, osservato come sia in contrasto col carattere definitivo che dovrebbe contraddistinguere l’acquisto del comproprietario la mancanza della possibilità, spettante di regola a ciascun comunista, di chieder la divisione della cosa comune, con assegnazione della stessa ad uno di essi. A tale obiezione si è cercato di replicare ricordando che, ex art. 1112 c.c., lo scioglimento della comunione non può essere chiesto quando si tratti cose che, se divise, cesserebbero di servire all’uso cui sono destinate. Ma, al di là del fatto che non si vede come si possa sostenere che una cosa cessi di servire all’uso cui è destinata a seguito della divisione, osta all’applicabilità di tale norma il fatto che essa si riferisce ad una indivisibilità di carattere oggettivo, e non soggettivo. Né elementi utili per risolvere la questione sono stati apportati dal d. lgs. 1998 n. 427, concernente la tutela dell’acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all’acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili, che si è limitato ad introdurre talune disposizioni riguardanti la tutela del consumatore, e dal successivo e recente codice del consumo. Per quanto riguarda l’attribuzione successoria, dato che alla multiproprietà immobiliare, al di là dei vari profili ricostruttivi, va comunque riconosciuto carattere reale, la disposizione dovrà classificarsi come un legato ad effetti reali. Sembra poi opportuno far riferimento ai regolamenti, stante la particolare importanza che assumono per la disciplina della multiproprietà. “Lego al sig…… il diritto di multiproprietà, e cioè il diritto di godimento perpetuo plurimo turnario, di cui sono titolare per una quota pari a ./1000 (.millesimi) sulla porzione immobiliare del complesso residenziale denominato.sito in.via.n., e precisamente di quella così identificata.. Preciso che la titolarità della quota legata dà diritto al godimento e all’uso pieni ed esclusivi dell’unità abitativa sita al piano., contraddistinta col n. per un periodo di. giorni all’anno, e precisamente dalle ore.del giorno.del mese di.alle ore.del giorno.del mese di., secondo le norme contenute nel regolamento di comunione relativo alla
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