Vai al contenuto

Leaderboard


Popular Content

Showing most liked content since 27/08/2011 in all areas

  1. 42 points
    Parlano, parlano. Ma si sente solo il cuore che batte. Per qualche giorno ogni voce, ogni parola, ogni suono diventano muti. Si sente solo battere il cuore. E lo si sente esplodere quando squilla il telefono. E' solo la zia. Ma perchè cazzo deve telefonare proprio in questi giorni? Perchè non lasciano la linea libera? Provo a chiamarmi da solo. Magari il mio telefono non funziona. Funziona. Ma tanto quella telefonata a me non arriverà mai. A Napoli stanno già festeggiando e invece qui le ore passano e si sente solo il cuore che batte. Batte ancora forte. Di notte non arrivano notizie, ma io non dormo. Di notte non squilla, lo so, ma io non ci dormo. Aspetto domani. Su Romoloromani già ci sono tantissimi nomi. C'è già chi si incazza e c'è già chi litiga. Ormai avranno finito. Un mal di testa fortissimo e il cuore ora rimbomba anche nella testa. Esco. Andiamo a fare shopping e non ci pensiamo più. Anche questa volta è andata così. Chi se ne frega. La vita va avanti. Ora non ci voglio più pensare. Squilla il telefono. E' mamma. Vorrà sapere cosa voglio mangiare. "Hanno chiamato dal Consiglio...." Che quest'ansia, questa angoscia, questa attesa disperata, diventi per tutti un ricordo meraviglioso. Non perdete mai la speranza. Fino alla fine. E se proprio quel telefono non squilla, vuol dire che squillerà la prossima volta. In bocca al lupo a tutti.
  2. 37 points
    Carissimi "amici" di Romolo Romani, com'è difficile scrivere qui, per me.... Sono la moglie di Giorgio e da giorni, insieme ai suoi genitori, a suo fratello ed ai nostri cinque bimbi, sto seguendo questa discussione insieme dolorosissima e tanto dolce. Non è possibile esprimere a parole quello che sto e stiamo provando. Il dolore lancinante per la perdita di un marito, di un padre, di un figlio e di un fratello - per di più in circostanze così drammatiche- è davvero troppo grande e straziante. Però non potevo, non potevamo non ringraziarvi per l'immensa dimostrazione d'affetto e stima nei confronti del nostro Giorgio. Lui a voi era davvero legato. Tante volte mi raccontava le vostre storie, mi descriveva di voi, dei vostri sogni, delle vostre vite, dei vostri sogni,che erano anche i nostri. Molti voi erano per noi compagni d'avventura, un po' reali, un po' virtuali: penso soprattutto ad Alberto, ad Altro, ad Ubi, ad Antonello Pompilio, a Zenobia... e a tanti altri che, come per lui, erano un po' come amici di famiglia anche per me. Grazie di cuore per ciò che avete rappresentato per lui e per ciò che gli state dando anche ora. Giorgio era tutto ciò che avete scritto e molto di più. In tutto questo, anche se, molto probabilmente, non è questa la sede giusta, voglio e devo rispettare una sua volontà. Giorgio voleva donare i propri libri per la preparazione del concorso notarile a qualche studente in difficoltà. Se qualcuno all'inizio di questo percorso così duro e spietato ne avesse bisogno, mi contatti in privato: non so ora dettagliare nomi, titoli o altro. Grazie di cuore e, vi prego, continuate a pregare per lui e per i nostri bambini. ancora così piccoli.
  3. 35 points
    Dopo il recente concorso, ho pensato bene di arrangiare finalmente la canzone "Aspirante notaio" e di aggiungere una frase iniziale...spero vi piaccia! Ciaoooooooo
  4. 32 points
    Nella GU Concorsi del 29.03.2013 verrà pubblicato un nuovo bando a 250 posti di notaio, i cui scritti si svolgeranno probabilmente a novembre, comunque non prima, ma semmai dopo. La settimana dopo Pasqua ci sarà lo sbustamento degli scritti di febbraio 2012. Probabilmente per luglio ci saranno gli esiti degli scritti di novembre 2012. Ad oggi, questo è quanto.
  5. 30 points
    Quando la gente mi chiede di cosa mi occupo, non so mai cosa rispondere. "Sono avvocato, e preparo un concorso" dico di solito. Ma in realtà l'avvocato non lo faccio quasi per niente e "un concorso" è il concorso notarile, il concorso a cui sto dedicando tutte le mie forze, il mio tempo libero e il mio denaro. Quando qualcuno poi vuole approfondire e sono costretta a rivelare che sto preparando il concorso notarile, le discussioni sono le più svariate. C'è chi esordisce "Sono una casta, ce l'hai la raccomandazione?" Chi, invece, ti "incoraggia" dicendo: "Non ce la farai mai, è troppo difficile, sai quanti ne conosco che...". Poi ci sono quelli che pensano che sia un esame come un altro e dicono: " Quante domande ci sono? le risposte sono a scelta multipla? ". Alla fine, qualunque sia l'interlocutore, ho solo voglia di piangere. A volte, di nascosto, lo faccio. Non ho la forza di smettere di sognare, ho forse ho solo la forza di continuare a farlo. La realtà mi spaventa, ho paura di fallire, ho paura di deludere i miei cari e chi, da profano, crede che ce la posso fare solo perchè "ero brava all'Università". Maledico il giorno in cui ho deciso di intraprendere questa strada, che sapevo essere in salita, ma non credevo così piena di ostacoli. E soprattutto non ho il coraggio di tornare indietro. Di ammettere di aver giocato male le mie carte. Non so perchè ho deciso di scrivere queste righe, ma avevo bisogno di sfogarmi e di farlo nascosta dietro un nick ma davanti a chi può comprendere il mio malessere fino in fondo. Non sono una persona negativa, e probabilmente domani impugnerò la penna per scrivere l'ennesimo "Rep. n. Racc. n." su un foglio protocollo. Ma oggi non mi va. Oggi guardo i libri accatastati sulla scrivania e ho solo voglia di scaraventarli a terra insieme a questo sogno. Che sta diventando un incubo. Perfetto per la notte di Halloween .
  6. 28 points
    Monitoro Romolo Romani almeno una volta al giorno. So per esperienza che ogni ragazzo interessato al mondo notarile lo fa anche con più frequenza, per questo so che queste righe verranno lette da tante persone, diverse in tutto e per tutto, ma accomunate da un unico grande obiettivo: superare il concorso. Il mio non vuole essere un generico e astratto incoraggiamento, mi rendo conto che non sia affatto semplice e che, nel percorso di studio, lo scoglio forse ancora più difficile da superare sia la dilatazione dei tempi, l'attesa snervante e l'impaziente smania di poter chiudere definitivamente quel capitolo faticoso dei temi, di Tizio e Caio, di pippe mentali, di tracce assurde e sempre così lontane da cose concrete e applicabili: anni e anni di studio pazzo sulle teorie del preliminare e sulla scissione asimmetrica, tutti i nostri amici che ci credono geni del diritto, e magari non sappiamo rispondere all'amico che chiede una banale informazione sulla tassazione di una vendita di terreno agricolo. Non vi avrei scritto se solo avessi voluto indicare cose che ciascuno di voi già conosce per averle vissute sulla propria pelle. Il mio vuole essere un timido incoraggiamento, uno sprono che possa aggiungersi alla nostra grande volontà e alla nostra dedizione. Non abbattiamoci con continue notizie negative, non sfoghiamo qui solo amarezze e tensioni. Cerchiamo di cogliere l'occasione per leggere anche complimenti a noi stessi e a chi crede in sè stesso e nel proprio futuro, al punto da aspirare ad un lavoro senza carriera, ad un lavoro da dentro o fuori, ad un lavoro tremendamente interessante e molto impegnativo. Per questo motivo, e per quell'inguaribile ottimismo che spero non risulti sgradito, sarò riuscito nel mio intento se solo chi legge, per un attimo, ha dimenticato tristezze e ansie per abbracciare un pò di sano ottimismo, chiudendo gli occhi e ricordando quel sogno che aveva. E' un sogno che si può avverare, con la fatica, con la pazienza, con la voglia e con la disponibilità.
  7. 26 points
    .. pensare com'era contento quando lesse questo post... mi telefonò euforico... .. gli aveva fatto molto piacere.. Preferisco ricordarlo così....
  8. 26 points
    Caro praticante, per te che sei andato a Roma a sostenere il concorso so che questo è il periodo di meritato riposo ma è anche il momento di bilanci. Se sei contento di come è andata, di come hai saputo gestire i tre giorni, dosando preparazione e chiarezza espositiva, la riflessione che segue non potrà che darti ragione e confermare le tue convinzioni. Se, invece, dovessi far parte di coloro ai quali, “inaspettatamente” se al primo concorso e purtroppo “nuovamente” se non più novellini, le cose non dovessero essere andate così, ti invito ad auto-assolverti e a non prenderti tutta la responsabilità. Spesso, se l’allievo non riesce, la colpa è dell’insegnante. Il concorso è uno straordinario mezzo di selezione ma non sempre viene percepito nel modo corretto: ci si affatica e spesso si resta sconfitti da ostacoli che se affrontati in allenamento si potrebbero agevolmente “addomesticare” e non ci si avvede di insidie letali che con un programma di lavoro mirato ben potrebbero essere neutralizzate. Tutto questo però non fa parte del nostro bagaglio genetico e se nessuno di coloro che già l’han vissuto si prende la responsabilità di spiegarlo il percorso diventa in salita. Se condividere la mia esperienza può essere utile a qualcuno, non mi vergogno ad ammettere che da studente anche io ho letteralmente “buttato” molti mesi inseguendo una preparazione perfetta che non arrivava mai e non capendo che ero come il “criceto” nella ruota che corre corre ma è fermo sempre nello stesso posto. Ero convinto che la mia sofferenza fosse l’indice più palese della bontà del mio lavoro e che più di quello non potevo fare: mi sbagliavo. Poi la svolta! Metodo e allenamento diventarono la mia ossessione. Piano piano diventarono anche l’ossessione di tanti amici che oggi sono stimatissimi colleghi. Se sei uscito demoralizzato dal concorso, se hai iniziato a dubitare del fatto che ce la potrai mai fare, ti chiedo per me un grande piacere: prima di mollare scegli di dedicare un altro piccolo pezzetto della tua vita (anche solo dieci mesi: sono sufficienti per un programma mirato) per lavorare nel modo giusto. Ho conosciuto troppi ragazzi che hanno lasciato non per demeriti ma solo perché nessuno li ha fermati in tempo. L’abbandono ingiustificato non è una sconfitta dell’allievo ma del docente, è una sconfitta per tutto il Notariato che finisce per regalare ad altre professioni menti brillanti e capaci. Fortunatamente oggi in tutt’Italia ci sono tante scuole validissime e molti colleghi volenterosi. Chiunque seguirai sono certo che ti sarà di grande aiuto. La parte più importante, però, spetta a te: sii metodico, costringiti a scrivere, abbandona la ricerca della clausola perfetta o della più recente monografia ma impara a dominare i principi generali, e soprattutto non perdere mai la motivazione o ti sentirai perso. Il concorso è un percorso di eccellenza e non devi sottovalutarlo, ma vorrei che neanche lo sopravvalutassi in modo eccessivo e tossico: uno dei tuoi obiettivi essenziali, a mio giudizio,deve essere quello di semplificare quello che c'è di complicato e di non complicare inutilmente quello che è già semplice. Perdona se ti ho rubato tempo ma credo che la sede naturale per questi pensieri "ad alta voce" sia questa, non la lista sigillo: grazie quindi per l'ospitalità e per la pazienza. Buon lavoro. Fabrizio Corrente
  9. 25 points
    Ringrazio personalmente anche io Alberto. E complimenti a tutti i vincitori, alcuni storici romoliani che alla fine sono stati giustamente premiati. Io personalmente abbandono definitivamente il concorso notarile, essendo stata questa la mia quarta e ultima consegna. Ma ormai, e sono sincero, non ho e non avevo più molte aspettative né rimpianti, avendo praticamente cambiato vita e voltato pagina già da quasi due anni. Non sono stato in grado di superare questo benedetto concorso e va bene. Pazienza. Fa parte degli umani limiti. Come a loro volta sono umani i commissari, gli errori (nostri e altrui), le ingiustizie più o meno evidenti. E come umana è la nostra vita, tra le nostre mille difficoltà quotidiane e le giornate belle e brutte che si alternano. Al fondo di tutto rimane però ciò che siamo e l'amore che riusciamo a mettere nelle cose che facciamo e che riusciamo a trasmettere, a donare agli altri. A ottobre poi mi sposo con la donna della mia vita (e che è storica dell'arte e non c'entra nulla con il concorso notarile), sarà per questo che sono così "sentimentale", ma questa è un'altra storia... :-) A tutti quelli che ancora sono "in viaggio", però, mi sento di dire di continuare a crederci e di impegnarsi al massimo delle proprie possibilità, se veramente pensano che sia la loro strada. Di farlo con convinzione ma, quando e se si renderanno conto che è arrivata l'ora di appendere la penna del concorsista al chiodo, allo stesso modo di voltare pagina con coraggio e senza paure. E di guardare al futuro e avanti, senza voltarsi indietro. In maniera altrettanto decisa, serena e leale con se stessi. Un in bocca al lupo a tutti! :-)
  10. 25 points
    Concorso notarile 2012, seconda traccia, mortis causa. Ecco come andò veramente. «Il notaio la sta aspettando, Professore.» disse, con voce piatta e monotona la segretaria bionda, mostrando la sua testa dall’ingresso di una bella porta di legno scuro. «Ricorda la strada, vero?» Un uomo anziano, con pochi capelli brizzolati ed una barba ben curata, con ancora qualche sfumatura di nero qua e là, scosse la testa, con gli occhi chiusi. «Certo che la ricordo, signorina. E’ lei, però, che dimentica qualcosa…» La donna sussultò e divenne rossa in viso per l’imbarazzo. «Professore, mi scusi!» balbettò, affrettandosi a lasciare la sua postazione per avvicinarsi all’anziano signore. «Venga, l’accompagno io!» Prese il professore per un braccio e lo aiutò ad alzarsi. «Non si preoccupi, signorina. Dal suo profumo intuisco che lei è una donna gentile.» provò a consolarla. La donna non sembrò più sollevata dalle parole del vecchio e pensò tra sé e sé che era una fortuna che fosse cieco, così non avrebbe potuto vedere quanto era paonazza per la vergogna. Quel pensiero, però, la fece arrossire ancora di più e così trascinò il professore fino alla porta del notaio, non vedendo l’ora di liberarsi da quella situazione imbarazzante. «Notaio Romani?» chiese, bussando alla porta della sala riunioni, prima di aprirne un’anta. «Il professore Tizio è arrivato.» Un uomo giovane si sciolse in un sorriso, mentre osservava il suo vecchio maestro varcare la soglia. «Professore carissimo!» disse, andandogli incontro per scortarlo ad una delle poltroncine di pelle della sua scrivania. «E’ sempre un onore riceverla!» «Caro Romolo!» rispose il professore, stringendogli la mano. «Mi piacerebbe poterti vedere! Hai sempre quella faccia da delinquente?» Il notaio rise di gusto, ed anche il suo giovane praticante, in piedi accanto al tavolo delle stipule, si lasciò andare ad un sogghigno. «Certo che sì! D’altra parte tutti si lamentano dei notai!» La segretaria provò a dileguarsi, sperando che nessuno avesse notato il suo rossore, quando il notaio la fermò. «Fermati, Marisa. Il professore deve fare testamento. Siediti sul divano insieme a Piero.» Il giovane praticante andò a sedersi accanto alla segretaria ed osservò il suo notaio all’opera. Gli aveva già raccontato qualcosa del famoso professore Tizio, il cui nome aveva letto infinite volte nei suoi voluminosi testi universitari. Era quasi emozionato a trovarsi davanti a lui. Tizio era stato un uomo affascinante. Si era iscritto alla facoltà di giurisprudenza nel 1966, poco prima della rivolta studentesca. Aveva vissuto quegli anni movimentati senza mai tralasciare lo studio. Non era stato tra quelli che approfittarono della situazione per darsi al divertimento sfrenato. Aveva creduto nelle motivazioni della rivolta e l’aveva condivisa quale mezzo per garantire il proprio diritto allo studio. Così aveva deciso di continuare ad approfondire i suoi studi anche dopo la laurea, raggiunta con il massimo dei voti nel 1970, fino ad ottenere una cattedra di diritto civile. Cominciò sin da subito una cospicua produzione letteraria, composta da saggi e monografie. La sua fama cresceva di pari passo con la sua preparazione, ed anche le soddisfazioni economiche non scarseggiavano. Accumulò un ingente patrimonio e la sua vita fu piacevole e movimentata. Aveva deciso di non sposarsi, nonostante avesse avuto diverse occasioni per farlo, e, per quanto ne sapeva, non aveva avuto figli. Era molto legato ad entrambi i suoi fratelli. Tizia, sua sorella maggiore, aveva avuto sempre una fissazione con la filantropia. Aveva ella stessa provato, senza successo, a scrivere qualche romanzo, fino a quando si rassegnò a limitarsi a sovvenzionare giovani autori emergenti. Ben presto coinvolse anche il facoltoso Tizio in quella attività, convincendolo a costituire insieme a lei una fondazione avente ad oggetto la promozione e lo sviluppo della cultura umanistica. La chiamarono “Perpetuitas”, in nome del vano desiderio di Tizia di rimanere indimenticata, nei secoli. Fissarono le sede in una graziosa villa, a Tarquinia, dove Tizia si stabilì fino alla sua morte, avvenuta ormai da qualche anno. Mevio, invece, molto più giovane, si era sempre goduto la vita. Non faceva altro che cambiare automobili e donne. Tizio provava un forte affetto per il fratello, ma non riusciva a non avere nei suoi confronti un atteggiamento un po’ paterno. Sperava sempre che mettesse la testa a posto e mettesse su famiglia. Una moglie avrebbe saputo portare un po’ di serietà a suo fratello. Tizio viveva ormai da diversi anni a Roma, in una bella casa a via Cola Di Rienzo, insieme alla sua compagna, Giulia. Era stata una sua studentessa. Una di quelle alle quali non avrebbe mai potuto negare una lode. Aveva deciso di continuare a vivere con lui anche dopo il fatale esito dell’operazione al laser cui Tizio si era sottoposto e per la quale aveva perso la vista. Si era presa cura di lui, insieme a Caia, la vecchia domestica di Ariccia che era rimasta al servizio di Tizio per tanti anni. Una donna che riusciva sempre a fargli fare parecchie risate. «Allora, professore? Che vogliamo fare? Lasciamo tutto a Giulia?» chiese il notaio, sghignazzando. «No, no!» rispose Tizio. «Ho già le idee abbastanza chiare. Vorrei istituire erede la fondazione che ho costituito insieme a Tizia.» disse. «La Fondazione “Perpetuitas”?» chiese il notaio. «Vuole finanziare anche lei qualche giovane scrittore?» «Eh, quelle sono follie tipiche di mia sorella!» sorrise. «Le avevo promesso che le avrei dato una mano, però. Tizia ha lasciato tutto alla fondazione… mi sentirei in colpa a non fare altrettanto.» «I soldi sono i suoi…» osservò il notaio. «E a Mevio?» «C’è quel fondo sulla Aurelia, con quel casale inquietante… Mevio organizza sempre festini lì dentro, mi pare.» ricordò Tizio. «Eh, ho partecipato ad un paio di quei festini…» disse il notaio, guardando per un istante nel vuoto. Marisa si mosse, irrequieta, sul divano e a Piero non sfuggì che era arrossita un’altra volta. «Sei un uomo sposato, Romolo! Dovresti controllarti un po’… Ed anche Mevio dovrebbe mettere la testa a posto.» Tizio si fermò a riflettere per qualche istante. «Dovrei lasciargli tutto a condizione che si sposi!» disse. Il notaio rise di nuovo. «Credo gli verrebbe un infarto a leggere una cosa del genere nel suo testamento! Sa benissimo, però, che non è il caso di farlo…» «Beh, varrebbe la pena soltanto per vedere la sua faccia terrorizzata dall’altro mondo!» Il notaio rigirò la sua Mont Blanc tra le mani. «Allora? Che vuole fare?» «Gli lascio il fondo ed il casale. Però lo terrorizzerò al mio ritorno. Gli farò credere che ho lasciato tutto a qualche convento!» «Sta terrorizzando anche me!» disse il notaio. «Mi dispiacerebbe non partecipare più a quelle belle feste. E poi? Cos’altro vuole lasciare?» «C’è quel fondo del mio amico Calpurnio, accanto al casale sull’Aurelia…» ricordò Tizio. «Calpurnio ha problemi con suo figlio. Credo sia un po’… un po’ omosessuale…» «E allora?» chiese il notaio. «Vuole lasciargli un abbonamento a Men’s Health?» «No. Pensavo di fargli costruire una casa per il figlio il più vicino possibile al casale di Mevio. Non sai mai che guarisca guardando un po’ delle donnine che lo frequentano?» «Da dieci metri di distanza al massimo potrà intuire che sono donne.» osservò il notaio. «Non si può costruire a distanza inferiori in quella zona.» «E non si può trovare una soluzione?» chiese Tizio. «Tu non sei abituato a trovare soluzioni a tutti questi problemi strani? So che vengono tutti da te per questo!» «Non me ne parli!» rispose il notaio, sbuffando. «Ormai penso sempre più spesso che sarebbe stato meglio iscriversi a farmacia! Vabbè, lasciamola in sospeso. Ci penserò su. Che altro?» «C’è un mio allievo molto promettente.» continuò Tizio. «Si chiama Filano e non ha un euro. Mi piacerebbe lasciargli tutti i soldi che devo ancora riscuotere da quella maledetta casa editrice.» «La “Alfa”?» chiese il notaio. «Sì, sì. Mi devono ancora più di 500.000 euro di diritti d’autore. Filano è giovane e motivato. Si farà sicuramente valere per riscuoterli tutti!» «Si può fare.» convenne il notaio. «E a Caia? Non lascia niente a quella brava donna?» «Certo che sì! Ho quella casa ad Ariccia, dove lei è nata. Vorrei lasciarle l’usufrutto. Ne sarà felicissima.» «Beh, direi che farà i salti di gioia. Ma poi ha superato quei problemi di salute?» «Sì.» rispose Tizio, aggrottando la fronte. «Però forse in futuro dovrà sottoporsi ad una costosa operazione. Vorrei fare in modo che se la potesse permettere. Posso fare in modo che possa vendere la casa se avrà bisogno di soldi per spese mediche?» «Se le lascia solo l’usufrutto, no.» osservò il notaio, prima di prodursi nel sorriso di chi la sa lunga. «Non si preoccupi, però. So come fare… è un problema vecchio! C’è solo una cosa che mi deve dire, però! Che alcuni miei colleghi hanno passato un guaio!» «Cosa?» chiese Tizio. «Cosa vuole che succeda se Caia poi non usa i soldi ricavati per pagarsi l’operazione? Glieli vuole lasciare oppure no?» «Ma sì!» rispose Tizio. «Magari quei soldi vuole lasciarli a suo figlio.» «Ok.» disse il notaio, appuntando la notizia. «E a Giulia?» «Non voglio sposarla.» rispose Tizio. «La lascerei vedova ancora così giovane! Però vorrei che fosse trattata come se fosse mia moglie. Si può fare?» «Direi di sì.» rispose il notaio. «Altro?» «C’è solo da chiarire la servitù per Calpurnio…» «Ma è così importante questa disposizione?» chiese il notaio, infastidito. «Beh, no!» rispose Tizio. «Pensandoci bene, non riesco proprio a capire perché dovrei attribuirgli il diritto di costruire a meno di dieci metri dal casale… è proprio il capriccio di un vecchio!» Il notaio si fece una risata, seguito dai due testimoni. «Va bene così, allora. Un ultima cosa... C’è qualche figlio sparso per il mondo?» «Spero di no!» rispose Tizio. «Certo, non potrei giurarlo… Se dovesse esserci, però, mi piacerebbe che avesse qualcosa di mio.» «Perfetto, professore. Riduciamo per iscritto queste volontà, allora! Facciamo presto, però, che tra mezz’ora vengono quelli della “Omega s.p.a.” per ricapitalizzare la società!»
  11. 23 points
    Caro notaio Barone, stavolta mi pare che tu abbia un tantino esagerato. Vuoi davvero qualcuno che ti spieghi perchè un anno è fin troppo per avere gli esiti - peraltro dei soli scritti - di un concorso pubblico? Sei davvero convinto che non esista la soluzione ottimale, in grado di risolvere in un sol colpo il problema della lunghezza del concorso, senza re-introdurre la deprecata preselezione ed eliminando il limite assurdo delle 3 consegne? Io so per certo che la soluzione c'è, ed è una sola: aumentare il numero dei commissari, proprio come avviene a magistratura, dove 35 commissari (2 non 12-15) in 6-8 mesi correggono almeno 3000 elaborati. Lo si può fare in due modi: o aumentando di 20-30 unità il numero della commissione unica centrale a Roma; oppure ancora una volta constatando che la soluzione del futuro giace nel passato: il testo storico della legge 89/1913, in previsione del futuro aumento dei candidati, aveva già previsto la possibilità di un concorso dislocato territorialmente sulla base dei distretti di corte d'appello. A questo basterebbe aggiungere le correzioni incrociate come già avviene per l'esame da avvocato ed il gioco è fatto: in 4-6 mesi si possono corrreggere le poche migliaia di elaborati dei candidati al concorso. E, per favore, notaio Barone & Altri: non venitemi a tirare fuori la storia dell'uniformità di correzioni della commissione unica, perchè già esistono le sotto-commissioni e soprattutto perchè le indecenze - in termini di disparità di trattamento - viste nelle correzioni degli ultimi concorsi, sono qualcosa di tale da far gridare veramente allo scandalo e da giustificare il diffuso malcontento di chi, anno dopo anno, ad ogni legge finanziaria e/o cambio di governo, reclama a gran voce la testa del notariato in toto. Molti di noi praticanti spesso eagerano, ma anche voi notai che bazzicate questo sito a mio avviso dovreste cercare di non esagerare, specie nel rapportarvi a gente che sta versando, da anni o decenni, sangue e dolore per accedere a ciò che voi avete già ottenuto.
  12. 22 points
    sono Il Padre di uno di voi che non ce l'ha fatta, per fortuna alla prima consegna. Mio figlio fa finta di nulla, ma io so che soffre tanto, come molti di voi, e che vorrebbe piangere e non lo fa per dignità. Mi permetto di intervenire perché ho letto che qualcuno di voi non sa come dire ai propri genitori, alla fidanzata o agli amici, di non avercela fatta, ma questo é sbagliato, molto sbagliato. Siete ragazzi con una forza di volontà e spirito di sacrificio fuori dall'ordinario, pregi questi che da soli bastano per essere orgogliosi di voi. La nostra unica preoccupazione é di vedere realizzati i vostri sogni, non certo quella di giudicarvi. Forza e coraggio, ce la farete tutti nella vita, Notai o non Notai. Vi voglio bene, vi vogliamo bene.
  13. 22 points
    Cari ragazzi, ormai ci siamo. Sicuramente la vicenda "rinvio" ha destabilizzato tanti, specie coloro che effettivamente provengono da zone messe in ginocchio dalla neve. Voglio augurarvi un sincero "in bocca al lupo", spero davvero possiate giocarvela al meglio. Un solo consiglio, anzi due, anzi tre, se posso permettermi: 1) scrivete senza pensare alle consegne, nei primi due giorni; date l'anima e non pensate al dilemma della consegna, è un problema che dovete affrontare solo il terzo giorno..alla fine dei primi due cercate con la massima lucidità di giudicare il vostro lavoro, con l'aiuto degli amici o dei vostri Notai (io sono sempre a disposizione), e poi il terzo giorno decidete, ma siate convinti nel vostro cuore; 2) il concorso è una competizione, e tra le più dure, perchè diventa sfida quasi ideologica, vi assicuro che prosegue ancora molto oltre i banchi del concorso ... però cercate di rispettarvi, e di essere leali: non sarà qualche parola a determinare chi passa e chi no. 3) Naturalmente, ricordatevi di "credere": in voi stessi, in chi vi aiuta ogni giorno e vi "sopporta" in silenzio, in chi vi sostiene, non solo economicamente, in chi non c'è più ma in fondo, lo sapete, c'è sempre ... e in Chi vi guarda dall'alto, in qualsiasi modo crediate ci sia. Un abbraccio ideale. A presto e tornate vincitori! Carlo Carbone
  14. 21 points
    Quando la notizia mi ha raggiunto, non volevo quasi crederci. Non ho voluto scriverlo qui, perché non mi sembrava fosse compito mio ... e chi me lo ha detto, tra le lacrime, ha avuto la dignità e la compostezza di rimettere a te, Alberto, la decisione, non senza confidarmi la paura di metterti in una posizione difficile. Grazie allora di averlo scritto tu, non perché "fa sensazione", ma perché Giorgio era davvero amico di tutti ... era un bene la sua presenza, non certo e non solo perché era fonte "privilegiata" di notizie, ma perché era una presenza composta, modesta, intelligente. Ci sentivamo abbastanza regolarmente, in alcune occasioni ci siamo anche visti. Mi scriveva i dubbi giuridici, mi sottoponeva casi, mi esponeva i suoi "sospetti" più o meno ragionevoli (così diceva lui stesso) sul concorso notarile ... mi raccontava dei suoi cinque figli, della sua fede, della sua famiglia di nobili origini. E poi, ultimamente, dei suoi piccoli e grandi problemi. Era benevolo, modesto, ringraziava sempre per qualsiasi cosa, anche la meno importante . Qualche giorno fa mi son chiesto come mai, in occasione dei risultati, non avevo avuto sue notizie ... stupidamente, non ho pensato che magari potesse aver bisogno lui, stavolta, di parole da noi. A cena, a Bologna, io, lui e Ubi, più di una volta ci siamo trattenuti a confrontarci sulle nostre vite, esperienze, passioni, e su difficoltà e dispiaceri di questa strada. Era un signore, di quelli veri, nella forma e ancor più nella sostanza ... aveva sedimentata la profondità di una tradizione, eppure non era mai arrogante. Non faccio che pensare ai suoi bambini, a sua moglie, a come sarà la loro vita senza di lui, a come è stata quest'ultima notte ... io che ho trascorso tutta la mattinata a lacrimare. Mi mancherai Giorgio, mi mancherai. Chiedo a tutti, scusandomi se posso apparire invadente, una preghiera, un Eterno Riposo, perché Giorgio, anche se questo gesto può sembrare a qualcuno contraddittorio, in Dio ci credeva veramente ... e chissà, forse voleva solo correre da Lui per trovare riposo dell'anima. L'Eterno riposo, dona a Lui o Signore. Splenda a Lui la Luce Perpetua. Riposi in Pace. Amen Ti voglio bene, Giorgio. Carlo Carbone
  15. 20 points
    chiederei di utilizzare discussioni apposite per le soluzioni. Io non ne voglio sapere un cazzo e se entro in una discussione che tratta del numero dei consegnanti e ordine di correzione, credo di aver diritto di non leggervi le soluzioni di Tizio, Caio o Sempronio. Uscito dall'Ergife ho detto ad amici e colleghi che ipotizzavo 1500 consegnanti. Non sono andato lontano. Prima degli scritti ipotizzavo 1200 circa. Le tracce erano tutt'altro che facili. Erano scritte bene mediamente, che è molto diverso che essere facile. Quella dello scorso anno non era difficile, era scritta di merda. Il che è molto diverso. Costituendo Settimio, infatti, la traccia diventava poco più che banale. Cosa che la traccia di Inter vivos di quest'anno non era, presentando problemi civilistici e non di una certa consistenza.
  16. 20 points
    Possibile che non si riesca mai a mantenere le discussioni su un tono di decenza? Possibile che ogni informazione, di qualunque segno, diventi il pretesto per sputare fuoco e fiamme su tutto e tutti? Se non fosse che tantissimi colleghi hanno il mio cellulare e mi martellerebbero ogni giorno di telefonate, avrei voglia di non postare più nessuna notizia! Per mesi parevano escluse le 4 consegne e la gente mi telefonava indignata; ora che sembra certo che la 4° consegna ci sia, ecco il finimondo di chi non la voleva...insomma è mai possibile che non vada bene nulla? Datevi tutti una calmata...
  17. 20 points
    Caro Alberto, come ho detto più volte, io apprezzo molto i tuoi toni pacati ed equidistanti ed il tuo modo garbato di gestire il sito, senza mettere il bavaglio a nessuno. E' uno stile che apprezzo, stimo, condivido e - per quanto possibile - cerco di imitare. Credo, però, che alcune precisazioni vadano fatte. Nessuno vuole mettere il bavaglio al notaio Barone, che è libero di dire quello che vuole. Io ho contestato - credo con educazione - il merito di alcune sue affermazioni, che non condivido. Ne ho fatto una questione, oltre che di merito, di stile. Converrai con me che non è opportuno, (per non dire che è quanto meno irritante) per chi come me e come tanti suda da 10 o più anni dietro a questo concorso, sentirsi dire con un candore che difficilmente può essere considerato intellettualmente onesto, che lui non capisce perchè il concorso (rectius, la correzione dei soli scritti) dovrebbe durare meno di un anno. La libertà di parola, che nessuno mette in discussione, non esime dall'uso del buon senso, anche se si è già notai. Ed anche da una certa creanza verso la sensibilità degli altri utenti-lettori del forum. Ribadisco che la difesa a spada tratta della pulizia e dell'eccellenza del concorso, quando proviene da un giovane notaio e viene sbandierata ad ogni piè sospinto, personalmente in me produce l'effetto della "excusatio non petita, accusatio manifesta". Sono certo che il notaio Barone, come tanti altri, sia diventato notaio esclusivamente per i propri meriti professionali e di studio: su questo non ci piove. Io, però, non ci metterei la mano sul fuoco riguardo a tutti indistintamente i giovani notai. Bisogna essere ciechi o - peggio ancora - in malafede palese per non vedere le stridenti ingiustizie commesse nelle correzioni degli ultimi concorsi. Allo stesso modo, bisogna essere ciechi o in malafede per fingere di non avere sentito le parole chiare del presidente Laurini a "Porta a Porta", il quale si è dichiarato CONTRARIO AD AUMENTARE IL NUMERO DEI POSTI MESSI A CONCORSO PERCHE' CIO' CREEREBBE TROPPA CONCORRENZA IN UN PERIODO DI CRISI CHE HA COLPITO I NOTAI GIA' IN ESERCIZIO. Lo ha detto espressamente, a chiare lettere ed in prima serata TV davanti a milioni di italiani: perchè ostinarsi a negare? Nessuno di voi - caro Alberto, scusami se mi permetto di dirtelo - ci fa una gran bella figura a negare l'evidenza. Dite piuttosto che vi dissociate e non condividete questi obiettivi palesi e dichiarati dei vertici del notariato italiano. Con questo, io non sto dicendo che sia sempre stato così. Molto probabilmente, in anni passati (anni '80-'90), in tempi di forte espansione economica e di laute fortune per tutti i notai in esercizio, il notariato, già - e, a mio giudizio, giustamente - protetto da numero chiuso, non frapponeva ostacoli a facilitare l'accesso. Non che la cosa fosse di suo grande interesse, perchè anche allora non fece nulla in tal senso, ma probabilmente non avrebbe messo ostacoli alle riforme. Ora, però, le cose sono cambiate radicamente, a causa della crisi globale. Ed infatti, scusa se batto sempre lì, Laurini ha fatto ben di peggio, per noi praticanti, che limitarsi ad ostacolare le riforme necessarie per favorire l'accesso. E' giunto a dichiarare pubblicamente che si oppone addirittura ad un semplice concorso con un po' di posti in più rispetto ai precedenti, da gestire a normativa invariata, quindi senza alcuna riforma. Questi, caro Alberto e caro Barone, sono fatti, non opinioni di praticanti in malafede e col dente avvelenato dalla frustrazione. Forse è vero: in senso corporativo, una classe notarile oggi non esiste più; di certo, però, esiste una dirigenza dell'ordine che pensa in maniera miope solo ai propri immediati e contingenti interessi di bottega. Questo non posso, non voglio e non debbo negarlo. E con me - credo - ogni persona di comune buon senso.
  18. 20 points
    Un senso c'è. Non ora, ma prima o poi lo si capirà. In questi giorni ho letto tanti vostri post in cui il sogno più grande e comune è quello di poter dire al proprio padre. "Ce l'ho fatta!il tuo nome sarà sul mio sigillo". Mio Padre era quello che ci credeva e ci sperava di più. Per anni-nelle pause studio- in cui mi dedicavo a sognare ad occhi aperti, mi figuravo il momento (se mai fosse arrivato) in cui chiudevo la telefonata, mi precipitavo in aereoporto e correvo a dirlo a mio Padre..entrando come una furia nel suo luogo di lavoro..e sarebbe stato quello il momento più bello:poterlo dire a lui. La telefonata è arrivata. L'aereo l'ho preso, ma non c'era più mio Padre a cui dirlo. E allora tante volte mi sono chiesta: che senso ha tutto questo? Non lo so..ma credo e ho la certezza che Lui partecipa giorno dopo giorno della mia gioia. Della nostra gioia. Lo immagino sereno e felice. Lo sento vicino. E' la vita. Ciò che non uccide, rinforza l'anima.Non ora, ma poi. Un abbraccio.
  19. 19 points
    Io ho fatto la mia terza consegna. Ho dato tutto me stesso. Ieri, a un certo punto, ero talmente stanco che confesso di avere avuto il dubbio di non farcela. Poi ho un attimo pensato a tutti i sacrifici fatti in questi anni, ai miei genitori, alla mia fidanzata, a tante cose insomma. Ho raccolto un secondo i miei pensieri e tutta la residua lucidità mentale ed energia fisica che mi rimaneva. E alla fine ho chiuso tutto e ho consegnato. Non ho rimpianti.
  20. 19 points
    Oggi per noi è un momento di gioia. Dopo anni (i primi quiz nel giugno 2003) di sacrificio, delusioni, amarezze, disillusione, rabbia, scoramento, è arrivata la bella notizia quando meno ce l'aspettavamo. Abbiamo toccato il fondo tante volte con il morale sotto i tacchi. Spesso ci guardavamo in faccia e io dicevo a mia moglie: potresti non farcela mai, ma non perdere la stima di te, hai altre strade (stava attualmente dedicandosi all'attività di avvocato, più la collaborazione con un caro amico notaio, più la collaborazione all'Università), devi accettare la possibilità di non farcela mai. E invece è andata bene, perchè, potendolo fare (e questa è una gran fortuna), si è dedicata sempre al concorso con lo stesso animo tenace e la stessa perseveranza, ede i fatti, per ora (speriamo nell'orale), le hanno dato ragione. Ora dieci anni di sacrifici hanno una ragione. Ma se non fosse andata così? E' difficile dare un consiglio. Dire: lottate sempre, sempre, può essere un buon consiglio se le cose alla fine vanno bene, ma se non dovesse essere così, più si semina invano e più si sente il peso di un fallimento senza appello. Anche sul limite delle tre consegne, vista la nostra esperienza, è assurdo. Ma mi ricorso che spesso qui ho detto che poteva essere visto anche positivamente come un limite imposto dalla legge ad una perseveranza che, se non ha esito, è un boomerang psicologico e lavorativo enorme. Oggi io vivo il superamento degli scritti di mia moglie con quel pudore che si ha quando si scampa ad un evento brutto mentre altri non ce l'hanno fatta. C'è la gioia, ma c'è anche questo sentimento, che non riesce ad abbandonarmi, nonostante siano due settimane che la bella notizia è arrivata. Auguro a tutti quelli che sono alle prese con questo concorso di avere la possibilità di realizzare un sogno, ma di avere anche la serenità per non affidare all'esito del concorso il giudizio su se stessi e sulla propria vita.
  21. 18 points
    Mi pare di assistere ad una di quelle situazioni che hanno contribuito a creare, nel mondo, lo stereotipo dell'italiano mediocre ed arruffone. Tracce inverosimili, soluzioni improbabili, comunicazioni ambigue, particolarismi ed ufficiosità sono assorti al ruolo di protagonisti di una pantomima ormai triste.
  22. 18 points
    Oggi è a rischio la selettività del concorso notarile Caro Webmaster, ti continuo a chiamare così perchè ritengo meritoria questa tua attività. Tutto il tuo intervento mi sembra vertire sostanzialmente sulla frase sopra riportata. Con un po' di sano intento polemico (finchè è sano credo che ci possa stare) mi permetto di esprimere la mia opinione. Tutte le novità a cui abbiamo assistito (ahimè) o sono state solo paventate e puntualmente rintuzzate (es. decreto Lulli) negli ultimi anni minavano nella sostanza l'attività notarile in quanto toglievano l'esclusiva notarile in determinati ambiti. Mi riferisco alle cancellazioni di ipoteca Bersani, alle pratiche automobilistiche, alle cessioni quote, all'abolizione del limite repertoriale dei recapiti, abbattimento degli onorari notarili, ecc. ecc. In questi anni i provvedimenti emanati dal legislatore (prevalentemente, ma non esclusivamente di centro sinistra) hanno eroso la funzione notarile ed hanno minato la certezza dei traffici giuridici. La selettività del concorso notarile poi è stata minata in passato dall'introduzione della preselezione (adatta più a scimmie ammaestrate che a persone che hanno a che fare con il diritto vivo e quotidiano), dlla sua modifica, dalla moda dei ricorsi (per la prima volta introdotta dal figlio di un celeberrimo notaio) dai tempi che si sono dilatati sempre più negli ultimi anni, dall'introduzione delle tre consegne, dalla assoluta schifezza che si è verificata nell'ottobre 2010 e dall'impunità dei colpevoli, ecc. Dove erano i notai quando sono state introdotte queste novità? In base a cosa si può sostenere che l'attuale liberalizzazione mette a rischio la selettività del un concorso notarile? Personalmente, consentimelo, l'attuale liberalizzazione non mi sembra comportare alcuna modifica alla selettività (anche solo per il fatto che non modifica assolutamente le modalità di svolgimento e di correzione del concorso). Come ho già detto da altre parti non credo che un concorso da 500 posti, svolto tra due anni e mezzo ed i cui esiti saranno pubblicati tra altri due anni e mezzo, debba essere inteso come distruttivo della categoria. Anche perchè nessuno impone che tutti i posti vengano poi coperti. Condivido certo l'idea che spesso i giornalisti ed i politici abbiano doppi fini e siano dei veri o finti ignoranti (anche perchè la realtà del concorso notarile è spesso moltiforme). Personalmente però rimango della mia idea e cioè che questa liberalizzazione di fatto non mi sembra aver creato grossi terremoti in ambito notarile. L'abolizione della tariffa (ammesso che si applichi anche ai notai) è cosa nei fatti già applicata quotidianamente. La copertura della pianta organica e l'eventuale aumento, se mai ci sarà, avverrà non prima di cinque/dieci anni (io ritengo più nei prossimi 10). La funzione notarile nella sua essenza e nella sua esclusività non è stata minimamente intaccata. La s.r.l. ad un euro mi sembra una cosa del tutto residuale e comunque irrilevante per i praticanti notai da non essere nemmeno degna di attenzione. Del resto, ammettiamolo, se è verò che il legislatore quando ci mette mano spesso fa dei danni, è altrettanto vero che il CNN negli ultimi 10 anni non è che abbia brillato per lungimiranza o per una sostanziale autoriforma. Temo che l'alternativa, per noi praticanti, sia quella tra l'immobilismo perenne del CNN e la riforma (spesso inconsulta) del legislatore. Stiamo messi bene. Tra le due però, visto che sono di qua della staccionata, forse preferisco un legislatore che prova ad immettere in pianta 500 notai (nei prossimi 5 anni) che un CNN che mi sembra da sempre sordo alle vere esigenze dei praticanti. Che dire, anche io ho detto la mia (sicuramente soggettiva e probabilmente anche fallace). Con assoluta ed immutata stima. Un ex ex praticante notaio da sempre affezionatissimo al tuo sito.
  23. 18 points
    Mettiamo un punto fermo. Qui ci sono delle persone che stanno per essere fatte fuori, dopo anni di studi, nel modo piu basso e bieco possibile. Cioè con bandi sovrapposti, per un infimo numero di posti e, il tutto, condito dal limite delle tre consegne. Non me ne frega nulla chi sia il responsabile. Ma ci sono due Istituzioni in Italia che si occupano dell'accesso al notariato: il Ministero ed il CNN, massimo ed unico organo rappresentativo del notariato. Il CNN ha in sé una commissione accesso che non credo passi le giornate a "girarsi i pollici", ma a formulare proposte e fra queste anche le maledette tre consegne. Prove ne sono i verbali del CNN dell'epoca. Ulteriore prova del coinvolgimento del CNN sull'accesso sono le parole del Presidente Laurini dopo i fatti del concorso e cioè il tavolo di confronto con il Ministro Alfano perla riforma del concorso. Tavolo che, a quanto risulta, non si è neppure mai aperto. Il CNN non può far nulla? Bene, FORMALIZZI una richiesta ufficiale al Ministero e poi potrà dire di aver fatto il possibile. Nessuna persona ragionevole qui vuole l'abolizione del notariato. C'è solo gente esasperata e incazzata per una situazione mostruosa! E ci sono notai, che stimo, che dovrebbero prendere PC e tastiera, se si dicono nostri amici, e chiedere su lista sigillo chiarimenti in nostro favore. Non incazzarsi con noi qui, perché un cazzo di utente ha scritto che vuole abolito il notariato.
  24. 17 points
    Qualche mese fa avevo così sintetizzato i miei pensieri sul concorso e la sua meritocrazia. Il risultato ottenuto mi conforta sulla bontà di tali idee. Se ti impegni con umiltà il concorso puoi passarlo. Anche se, come me, non sei figlio di nessuno (nessun parente notaio), non sei un genio del diritto (laureato con 99/110), inizi tardi (pratica iniziata a 28 anni), non frequenti scuole prestigiose (mai potuto, per ragioni personali, lasciare il mio paese) e devi lavorare per mantenerti (avvocato che vivacchiava con separazioni e custodie immobiliari). Poi, ovvio, la preparazione al concorso non è un'equazione matematica, che uno inserisce le variabili giuste ed il risultato esce in automatico. La fortuna conta ed ancor di più l'elemento psicologico. Nei primi 2 anni di studio la mia vita è stata in funzione del concorso, perchè volevo a tutti i costi superarlo al primo tentativo. Ovviamente sono stato segato. La delusione fu così profonda che agli scritti successivi, a distanza di poche settimane dai risultati, non consegnai. Dopo tali eventi ho ridefinito in maniera corretta le priorità della vita. Ho affrontato il mio terzo concorso con la serenità di chi sapeva di poter essere felice anche senza essere notaio. E l'ho passato. Quindi credeteci, studiate, ma soprattutto vivete, sposatevi, fate figli, trovatevi occasioni di lavoro alternative. Anche perchè la preparazione necessaria per vincere la si acquisisce tranquillamente in 3/4 anni. Studiare per un periodo di tempo maggiore è inutile e, probabilmente, deleterio. Un grazie a tutti gli utenti di romolo, fondamentale strumento di confronto teorico e di condivisione umana, soprattutto per chi, come me, vive fuori dall'ambiente notarile (ricordo ancora come fosse ieri la mia prima, stupida, domanda su quid iuris e la disponibilità e la gentilezza con cui gli utenti storici chiarirono i miei dubbi). In bocca al lupo per chi ancora non ce l'ha fatta. C'è un concorso da 500 posti in vista.....
  25. 17 points
    ho visto cose che voi umani non potete immaginare: - ho passato un intero anno ad aspettare la correzione di 805 miseri compiti, perchè la commissione aveva deciso di prendersela "con calma"; - ho visto candidati che, volendosela prendere pure loro "con calma", pretendevano di impiegare giustamente 16 ore a fare il compito invece che 8: - ho visto parti dell'atto diventare poverissime e ricchissime nell'arco di 3 ore dalla dettatura della traccia; - ho scoperto il concetto di "indisponibilità economica relativa e non assoluta"; - ho sentito il presidente della commissione dire "il permesso o c'è o non c'è", e dopo un pò pubblicizzare il limoncè; - ho visto dettature delle tracce 6 ore dopo l'ingresso nei padiglioni; - ho sentito del limite delle 3 consegne abrogato, anzi no, anzi diventano 4 se alla domanda non c'è la terza inidoneità, anzi forse pure 5, anzi forse non so piu' chi sono e cosa sto dicendo; - ho visto bis notai; - ho sentito di tris notai; - ho immaginato bingo notai; - ho letto una rivista che dovrebbe essere autorevole come mondo giudiziario pubblicare non-notizie; - ho visto bandire concorsi "fino a 500 posti" per esattamente la metà dei posti; - infine mi sono visto allo specchio e sputandomi in faccia mi sono chiesto chi c....o me lo ha fatto fare.
  26. 17 points
    Ciao ragazzi, magari non ve ne fregherà niente, ma ieri ho fatto gli orali (con un bel 125!) Posso quindi finalmente dire di essere notaio!!!!!!!!!!!!!!!!! Dopo 12 anni, 5 concorsi consegnati, uno soppresso ed un non consegnato, due bocciature al terzo tema, una a maggioranza, ce l'ho fatta! Se dovessi fare i nomi di tutti quelli che mi hanno aiutato a raggiungere questo traguardo, intaserei il forum, ma (oltre a chi ha creato RR, che per me è sempre stato un punto di riferimento imprescindibile) due persone voglio che siano in questo post così importante per me. Due persone il cui destino è così opposto in questi giorni da stridere orribilmente, ma due persone che hanno avuto il pregio di dare a noi "peones" tutto il loro disinteressato e fondamentale aiuto. Grazie Giorgio Sassoli! Grazie Altro70! A tutti coloro che ancora non ce l'hanno fatta posso solo dire di provarci senza paura e senza esitazioni, perché il concorso, con tanta fortuna, si può passare: io non so nemmeno com'è fatta Napoli e non ho seguito altra scuola per prepararmi agli scritti se non quella istituzionale del Comitato Triveneto. Quindi niente facile dietrologia, niente raccomandazioni, niente sotterfugi, niente di niente. Ragazzi, dateci dentro perché il concorso si può passare! PS: e sappiate che, per quanto ad oggi la mia parola rilevi per il CNN come quella del mio bimbo di 4 anni, tutto quello che potrò fare per abolire il "limite della vergogna" delle tre consegne lo farò!
  27. 17 points
    Ragazzi vi assicuro che le anteprime fanno solo impazzire chi rimane ad aspettare! Io personalmente ho appreso la notizia dopo che la lista era uscita su RR, e non personalmente! Ho ricevuto una chiamata da una cara amica che purtroppo non ce l'ha fatta (e ora incrocio le dita x lei)! Io ero in stipula col notaio, e mi ero appena rilassata dopo giorni di ansia ad aspettare! Ad un certo punto bussa la collega e dice: "scusate, c'è Katia al telefono x Alessandra, dice che è importantissimo"!mi precipito al telefono dello studio con le gambe tremanti e poi la fatidica frase: "Ale, tu ce l'ha i fatta, hai vinto il concorso"!ed io ero incredula, avevo paura di credere, prima di vedere con i miei occhi, paura di un errore, paura che tutto si potesse sgretolare in un istante dopo 10 anni di intenso lavoro e sacrifici! E poi...l'ho visto...il mio nome su quella lista,sognata x notti e notti in quei lunghi e faticosi 10 anni e vi assicuro che l'emozione e la gioia ti ripagano di ogni sofferenza, di ogni ingiustizia vissuta sulla propria pelle!vedere l'orgoglio negli occhi di una madre, di un marito, di un fratello, x un risultato così sperato ma inatteso non ha prezzo!Scusate se ho intasato la discussione con la mia testimonianza, spero sia trapelato il messaggio.... Un messaggio di speranza x chi come me non ha santi in paradiso! Ragazzi tenete duro, anche se è difficile e in bocca al lupo a tutti!!e scusate eventuali errori ma sono con il cellulare!
  28. 17 points
    Posso dire che questa affermazione è oscena?
  29. 17 points
    Chi prepara il concorso, ed ha anche passato la trentina, è semplicemente uno che non si è arreso. Va stimato molto di più, perchè quando uno è passato, è bravo, ma ha fatto solo il suo dovere; quando invece si sta ancora a metà del guado, in attesa dei risultati, è scemo. Nel mare di persone che non hanno la forza di impegnarsi e di mettersi a studiare, e magari fanno finta di lavorare allo studio di papà, chi prepara il concorso e continua a crederci dimostra di avere più fegato, coraggio, volontà, di una miriade di altri coetanei, perchè sa di essere solo contro una marea di pregiudizi. Sa che si sta giocando tutto, sa che ogni anno che passa è più difficile, sa che corre il rischio di perdere tempo e occasioni di lavoro, sa che, agli occhi degli altri, sarà giudicato come un cretino che si è messo a fare qualcosa di troppo deifficile per le proprie capacità. Chi ha il coraggio di fare una scelta del genere, e di continuare nonostante l'età che avanza, non è un pazzo, è un piccolo eroe sconosciuto, che non si rassegna alla mediocrità. Il valore, in questo caso, prescinde dal risultato, che è anche legato alla fortuna ed al caso, ed è proprio tutto qua: affrontare una sfida anche se non si è il cavallo vincente. Se non significa questo, avere coraggio e determinazione, allora non so proprio cosa può essere. Io, dopo innumerevoli tentativi, quando mi chiedevano perchè continuavo a studiare per il concorso, ho sempre risposto così: "io faccio il concorso notarile solo perchè è una raffinata tecnica di seduzione" (che poi, non è neanche del tutto falso) Onore a chi stringe i denti e continua a crederci.
  30. 17 points
    magari potevi studiare un po' di più invece di farti le foto in mutande -.-'
  31. 16 points
    Essendo stato chiamato in causa, rispondo con l'onestà intellettuale che molti in questo forum mi riconoscono!! Delle tre volte in cui ho avuto giudizio di inidoneità(una era senza la regola 3 consegne) su 2 non recrimino nulla, bocciatura giusta! Sull'altra beh...adottai la stessa soluzione di ben 2/3 colleghi oggi notai che vinsero con voti alti e mi fu contestata la formulazione di un legato che, si badi bene, era un ONERE!! Il legato se lo sono inventato con la loro voglia di leggere gli elaborati con il buco del culo! Ovviamente faccio ricorso, patrocinato da un noto studio legale romano, il Tar rigetta il mio mentre accoglie quelli degli altri patrocinati dallo stesso noto studio legale(i vincitori ricorrenti oggi sono in prima fila con felpine ed hashtags!) ma vi è di più.... Il mio stesso identico assolutamente uguale motivo di ricorso "ho fatto onere e voi dite che ho fatto legato" viene accolto ad un'altra ricorrente dallo stesso identico collegio giudicante e dallo stesso rotto in culo di giudice relatore del Tar a distanza di soli 3 mesi dal mio rigetto! Nel frattempo leggo i compiti degli ammessi e mi viene in pratica un esaurimento nervoso! Se vuoi te li mando così, caro Panni Sporchi, voglio vedere cosa cazzo puoi eccepire e se puoi dire che mi invento qualcosa di quello che ti dirò, se vorrai!! Si finisce col concorso di Settimio, nel quale getto la spugna al terzo giorno e, dovessi cecarmi domani, alla 5a ora abbondante, un cretino patentato mi chiede "sono disperato, non so che fare con Settimio" ed io per liquidarlo "fai quel c...o che vuoi" ...lui se ne va in lacrime e poi...beh...vince!! Come vincono molte persone su cui non avrei scommesso una maledetta lira bucata, non l'avrei scommessa io come tutti quelli che hanno un minimo di onestà intellettuale!! Oggi sono tutti preoccupati perché rottamandosi la tutela, si rottamerà il loro buco del culo! Nel frattempo...beh Giorgianni non vince, e se uno come me non vince da un lato è l'alibi per gli altri che non vincono, dall'altro è la gioia di quelli a cui sto sul culo, dall'altro ancora, questo mi pesa molto di più, devo sopportare i sorrisini a minkia e le frasi di circostanza magari non sincere delle persone che mi circondano!! Stufo di tutto ciò, colgo la palla al balzo e scrivo casi per una rivista, li raccolgo e ne faccio un libretto!! A molti roderà il culo, ma azzecco la traccia di commerciale e 2 argomenti mc...questi sono fatti...come è un fatto, per carità, che io non sia passato, che altri meritevoli non siano passati, che tanti meritevoli siano passati (in qualsiasi modo!) e che tanti immeritevoli siano passati (in qualsiasi modo!)! Ora mi attende un nuovo giudizio, nel quale so benissimo che nulla conterà aver trattato argomenti concorsuali in un libro casi né tantomeno aver rischiato l'esaurimento nervoso per questo concorso! Posso solo sperare in una grosse dose di destino ed in una commissione che stavolta mi è sembrata più sul pezzo rispetto al passato! Il resto sono solo bestemmie e vento che spara alle lattine per chi perde e "bravo bravissimo, non avevo dubbi" per chi vince...con l'ipocrisia che ammanta di sé ogni bipede pensante di questa terra! Ma non mi si venga a dire che non ho il sacrosanto diritto di incazzarmi o di protestare o al più di sperare che rottamino un sistema che di falle ne ha tantissime!!! I praticanti, o almeno molti tra essi, non hanno nulla in meno di molti, moltissimi notai!!! Questo sappilo perché è la verità!!! Sia chiaro, non è per fare polemica con te, solo che oggi ed in queste settimane come avrai notato, uso Romolo per sfogarmi e questo va preso proprio come uno sfogo! Ti abbraccio
  32. 16 points
    E' una idea che ha il suo senso, anche se non mi piace, perché non trovo giusto alcun limite di tentativi. L'ostacolo maggiore alla rimozione è nell'idea del ministero che con i 3 tentativi consegnano meno persone e quindi il concorso si velocizza (teoria assurda alla luce degli scritti di novembre 2012). Con la soluzione "Alberto" (la chiamo così per semplificare a cosa mi riferisco) chi non presenta nemmeno i codici? La maggior parte degli iscritti che quindi a quel punto consegnano e in ogni caso la Commissione si trova a correggere un elevato numero di compiti. Temo fortemente che il ministero non accetterà. Io ribadisco che il concorso andrebbe riformato completamente, per renderlo più aderente alla realtà professionale a cui apre le porte. Ma questo implica una riforma organica complessiva, lunga e, visti gli attuali legislatori, pericolosa, quasi sempre le ultime riforme in qualsiasi campo sono state mezze riforme, pasticci, modifiche foriere di gravi corti circuiti normativi. Ripeto le mie idee che potrebbero essere attuate con poche modifiche: 2 soli scritti (materie da sorteggiare il martedì mattina): i candidati devono prepararsi su tutto come ora, ma i compiti da correggere sono ridotti di un terzo senza dover chiedere l'eutanasia della non consegna al candidato; consegna codici al lunedì, mattina e pomeriggio, tutte le lettere (non ho mai capito, pur essendo T, perché le prime lettere dovessero stare una notte in più a Roma); al martedì dopo il sorteggio la Commissione redige le tracce, così che il mercoledì e al giovedì le prove iniziano ad un orario umano (non oltre alle 11). Il venerdì chi vuole assiste alla riunione delle buste chi non vuole va a casa o in giro per Roma. Sono poche modifiche, che non abbassano il livello di preparazione, riducono il lavoro di correzione, non prevedono limiti di partecipazione, riducono lo stress concorsuale, non rendono il concorso meno qualificante (che poi scrivere a mano per 8 ore per tre giorni, qualifica per la professione notarile oggi altamente informatizzata?) Rendere il concorso meno stressante non svilisce la professione, è un concorso per diventare notaio non per accedere a West Point. Buon fine settimana.
  33. 16 points
    E' l'ennesima presa per i fondelli: il giorno prima pubblicano in GU l'aumento di 500 sedi su scala nazionale; il giorno dopo pubblicano in GU un bando per 250, anziché 500, posti. Uno schifo. Una vergogna. Non trovo altre parole per definire queste immondezze.
  34. 16 points
    Ultime notizie fresche fresche: Scritti di febbraio 2012: i risultati usciranno ai primi di aprile Scritti di novembre 2012: hanno già corretto circa 300 compiti, lavorando con 3 sotto-commissioni; probabilmente esiti entro l'estate. Nuovo Bando: sarà per 250- massimo 300 posti e verrà pubblicato in GU entro fine marzo, allo scopo di consentire la 4° consegna. Gli scritti saranno non prima di novembre. Ad oggi, questo è quanto, salvi sviluppi politici prossimi venturi.
  35. 16 points
    Requisiti per partecipare al concorso: laurea in giurisprudenza (non è richiesto un voto minimo); condizione personale di incoscienza della brutale realtà nella quale ci si vuole andare ad infilare; praticantato presso uno studio professionale; ingenuità circa l'effettiva pulizia del concorso. Requisiti per vincere il concorso: chi deve sapere già lo sa; per gli altri, si può benissimo continuare a credere che il concorso sia pulito, salvo pagarne lo scotto alla fine. In bocca al lupo e, se puoi/vuoi: lascia perdere!
  36. 16 points
    E' odio generato dall'invidia; solo ad una categoria è consentito guadagnare (o aver guadagnato....) bene, peraltro senza nessuna utilità per la collettività: divi e calciatori.
  37. 16 points
    Ho letto la petizione al link postato da LondonJ ed ovviamente non sono d'accordo con l'abolizione dei notai, benchè io, ad oggi, non sia notaio, per almeno tre ragioni concorrenti: 1) i notai svolgono un servizio pubblico indispensabile in una società civile, riguardo in particolare al traffico giuridico; 2) da funzionario piubblico in contatto con molte PA italiane, centrali e locali, posso garantire che nessun ente pubblico sarebbe in grado di gestire i compiti propri dei notai; 3) ache a prescindere da ciò, in linea di principio, se qualche istitutzione storica o comunque consolidata non funziona, è da stupidi buttare via tutto in blocco; al contrario, bisogna semmai far funzionare quel che c'è già (i notai), invece che inventarsi soluzioni impraticabile (far fare i notai agli impiegati comunali). Detto questo, un fatto resta comunque oggettivamente indiscutibile: se si è giunti a questo, una gran parte della colpa è proprio del modo in cui i notai hanno gestito la loro professione ed il loro rapporto con la clientela. Il cittadino che quotidianamente tira la cinghia per far quadrare i conti familiari non paga volentieri delle migliaia di euro ad un notaio che dovrebbe stipulargli l'acquisto della casa e che, magari, fa fare tutto al dottore di studio, facendo poi capolino in sala stipule solo per mettere la firma ed incassare l'assegno (con, magari, pure l'aggiunta in contanti, in nero). Il mio notaio era molto serio ed io queste cose, di persona, non le ho mai viste, ma so che in molti studi questo accade. E qui mi fermo.
  38. 16 points
    In bocca al lupo a tutti quelli che credono in se stessi. Questo concorso si vince solo con le proprie forze. Lasciate perdere tutte le chiacchiere inutili su commissioni, tracce, sospetti. Si vince solo con ciò che si scrive la prossima settimana. Niente altro.
  39. 16 points
    Nulla di personale con supremalex, prendo solo il tuo post come spunto, ma ce ne sarebbero altri. Chi pensa o ritiene che sia normale o anche meritorio che chi insegna in scuola notarile o abbia figlio iscritto al concorso faccia il commissario, non è ontologicamente prima che deontologicamente portato a fare il tutore della legalità che il notaio dovrebbe essere. Mi pare, ma non ne avevo dubbi, che ottobre 2010 non abbia insegnato nulla a ministero e notariato.
  40. 16 points
    Resoconto sul ritiro delle copie degli elaborati. Importante premessa: a Roma fa caldo, tanto, troppo caldo, come avranno appurato tutti quelli che vi si sono recati in questi giorni. Arrivo da Torino col volo delle 8,30. Riesco ad essere in via Tronto poco prima delle undici. Apprendo che, sino a quel momento, solo in sette sono riusciti ad avere accesso alla sala in cui c'è l'addetto al rilascio delle copie dei compiti, che è solo a compiere l'ingrato compito: sono lui e la fotocopiatrice, e la speranza è che non si inceppi (la fotocopiatrice, intendo: ma, come non mancherò di notiziare più avanti, a un certo punto si incepperà pure il cervello dell'addetto, con conseguente panico generale). Il proprio turno lo si attende nella saletta antistante, o nel corridoio che conduce tanto ad essa quanto a quella in cui è trincerato l'impiegato del ministero. E’ una sorta di veglia funebre: ci sono poco meno di una decina di persone. Ciascuno veglia il proprio de cuius, custodito nella cella frigorifera della stanza del ritiro, avvolto in una busta anonima, contrassegnata da un numero. Un grasso avvocato calabrese appartenente al foro di Firenze dà nel corridoio lezioni di vita ad una bionda piccola fiammiferaia, pallida ed emaciata: spiega la sacra parabola del lavoro in studio, confermando la regola per cui da giovane lavori senza guadagnare, poi, magicamente, il meccanismo inizia a funzionare alla meraviglia, e guadagni decisamente bene, facendo decisamente meno. La piccola fiammiferaia lo ascolta annuendo con sguardo assente, e mormora costantemente in sottofondo: "Ioquestavoltacisonopropriorimastamaleperchècredevodiaverfattotuttobeneenonèdettochesestudiottoorealgiornotuttiigiorniseipiùpreparatodichistudiasolodueoremafattebene". Mentre pronuncia in continuazione la formula evidentemente autosedativa, si protegge stringendosi le braccia come quando fa freddo sotto i ponti d'inverno, sono terminati tutti i cerini per scaldarsi un po', e non c'è nemmeno un sigillo da ardere per non morire assiderata. Il grasso avvocato calabrese del foro di Firenze si interrompe, decifra il mantra della piccola fiammiferaia, e conferma: lui ormai al concorso dedica il tempo che può dedicare, anche in considerazione delle sue brillanti performances professionali, e non solo. Essendo calabrese è anche amante focoso, e di performances ne compie di memorabili in diversi fori, ma comunque al concorso ci va anche il mese dopo la nascita "del su' fihòlo". L'accento calabrotoscano unito ad un gesticolare vivace e mellifluo con irsute mani da rettiliano è francamente troppo anche per me, che sono avvezzo all’oltretomba, e allora mi decido ad attraversare il corridoio (sono poi solo due passi) per entrare nella sala della veglia funebre, mentre il calabro leguleio fa vedere la foto del su' fihòlo alla piccola fiammiferaia, e le spiega come la sua numerosa famiglia abbia un piede in Toscana e uno in Calabria, mediante una sapiente ripartizione dei componenti della sua schiatta. Una minuta candidata lucana, pallida e con profonde occhiaie, controlla amabilmente l'anziano padre: l'ha accompagnata per farle forza in tale doloroso momento, e lui è stremato. Accasciato su una sedia, sopporta stoicamente la canicola della capitale, ogni tanto scuote la testa, mormora civilissimamente che non è possibile sottoporre la gente ad una tale tortura: pare che uno di quelli che sono entrati in precedenza era munito di un numero impressionante di deleghe, ed è uscito dopo più di un'ora. Intanto l'avvocato calabrese è entrato per il ritiro. Ne uscirà cinquanta (50) minuti dopo, per correre caracollante a cercare le marche: è la perversione di "Giochi senza Frontiere", anzi, senza sigillo, ma lui ne è consapevole e fugge come un tapiro da corsa per compiere l'ultima prova necessaria ad ottenere l'agognato premio. Entra un ragazzo di Roma, fresco e riposato: non sembra portare alcun segno di lutto. Mi segue nel brevissimo tragitto per entrare nella sala d’aspetto della veglia funebre, facendo in tempo a chiedermi: “Tanto qui i posti pe’ i vincitori so’ tutti prenotati, no?” “Mah…non so” gli rispondo. “Ma come? no’ funziona che qui se compra er posto?” “No” faccio io “dicono che quello funzioni per le farmacie” “Ah beh…tanto a mme nun me frega gnente…sto qua pe’ ritirà i compiti de ‘n’amico mio de Milano…io sto proprio de fori da sto monno, io ho studiato economia”. Nella sala d’attesa della veglia funebre predominano le prefiche: due pugliesi concionano con particolare veemenza: una, in particolare, ricorda che in Italia è tutto così, tutto è marcio, tutti i posti sono assegnati, a partire dal piccolo, dall’università, dalle abilitazioni professionali, dai posti dirigenziali,e pertanto bisogna studiare tantissimo anche se spesso si tratta di una battaglia persa: per un attimo mi viene il dubbio che si tratti della Randazzo sotto mentite spoglie, oppure della tizia che si sarebbe tolta il reggiseno per lanciarlo alla volta del presidente della commissione del concorso a tre posti da avvocato dello stato, ma evidentemente mi sbaglio. A dire il vero, tutti i discorsi che sento a partire da quel momento mi sembrano la versione audio di quanto si legge su romoloromani, indubbio specchio della realtà psichica degli aspiranti a qualcosa: la meritocrazia violata e quella affermata, l’inutile e vana lotta dei figli di nessuno, salvo l’eccezione - che spinge a non mollare mai - del carissimo amico figlio di operai in bolletta e con la casa pignorata, che stringendo i denti e ipotecando la cuccia del cane tisico, saldamente ancorata al suolo, è riuscito a studiare, a frequentare la migliore scuola e diventare notaio, addirittura nonostante il mancato superamento dell’esame da avvocato: ma lì si sa, le lobby sono così potenti che proprio non è il caso di sperare. “In Italia tutti i posti sono assegnati” continua a ripetere la pugliese, che si è laureata alla LUISS e si è fatta un mazzo così per entrare in un importante studio legale, uno di quelli che si citano per indicare l’indiscussa eccellenza (di cosa, poi, non è ben chiaro, ma sembra sempre sottinteso). In quel momento scatta l’agnizione: pressochè tutte le presenti hanno studiato alla LUISS, e tutte lavorano in prestigiosi studi legali con nomi lunghi qualche kilometro. Anche il romano viene incluso nella conversazione, nonostante sia solo laureato in economia, è comunque marchiato LUISS, e quindi è uno di famiglia. La più bella delle presenti è una napoletana: abbronzata, sorridente, con i capelli corti e le gambe slanciatissime, non sembra avere i segni fisici delle donne avvezze allo studio, e consapevoli della necessaria mortificazione della carne che tale attività comporta. Indossa un aderentissimo vestito colorato, abbinato a quello di sua madre, che l'accompagna, e che è ciarliera più della figlia. In pochi minuti apprendo che: 1) la fanciulla appartiene alla grande famiglia LUISS; 2) a Roma negli anni dell'università si è trovata benissimo; 3) vivendo all'epoca proprio nei pressi di via Tronto, ne ha approfittato per passare a salutare la portinaia dello stabile nel quale alloggiava, (la quale naturalmente l'ha riconosciuta e le ha fatto grandi feste); 4) ora vive e lavora a Milano nel prestigioso studio .... (segue kilometrica denominazione del suddetto studio, che ora si è ingrandito all'esito di "una joint venture con lo studio legale .... [segue altra Kilometrica denominazione], necessaria per fronteggiare la crisi"); 5) quando ha lasciato Roma per trasferirsi a Milano "ha pianto cinese", ma anche a Milano si sta benissimo; 6) la madre è una sorta di sua segretaria personale, sa tutto di inter vivos, mortis causa e societario, pur lavorando in tutt'altro settore; 7) la particolare eleganza policroma dei vestiti che indossano è dovuta alla duplice fallace considerazione per cui: 7a) dovevano recarsi all'UFFICIO NOTARIATO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA (pronunciato tutto in maiuscolo e con enfasi barocca), per cui pensavano di correre il rischio di essere inquadrate da qualche operatore televisivo di rete nazionale (non si sa mai...magari qualcuno che cerca l'attrice principale del film che sta girando ci butta un occhio); 7b) credevano di sbrigare tutto in pochi minuti, così da approfittarne, prima di prendere l'Alta Velocità per tornare a casa, per fare un po' di shopping per le vie del centro, ma i tempi dell'avvocato calabrotoscano sembrano frustrare le loro aspettative. "Sì a Milano se sta bene" fa il romano, "c'ho vissuto un periodo...e perciò st'amico mio m'ha delegato a ritirà sti compiti...porello è la quarta volta che lo fa sto concorso...aò ma quanto ce vole pe' fa du' fotocopie???". In effetti il tempo trascorre inesorabile e la temperatura aumenta. Il padre della minuta candidata lucana continua a soffrire in silenzio, ciondolando il capo al ritmo dell'incessante arringa della pugliese che ci ricorda come in Italia sia tutto corrotto, quanto lei si sia fatta il mazzo per laurearsi alla LUISS e quanto continui a farselo lavorando dove lavora. L'altra pugliese presente le fa da contrappunto ripetendo sostanzialmente gli stessi concetti, e cercando di competere, in bellezza e conoscenza del bel mondo, con le due napoletane, ma è una battaglia persa in partenza. Il romano aggiorna telefonicamente l'amico della lentezza dei tempi d'attesa. "Porello, è la quarta volta che fa sto concorso" dice rivolgendosi alle napoletane, la più anziana delle quali lo guarda con un po' di pena: evidentemente il romano ha un amico sfigato. "Però, sai com'è" continua il romano "padre notaio, nonno notaio... lo deve superà assolutamente". Dopo aver udito queste parole, la matrona napoletana cambia espressione, gli occhi le si fanno porcini e, rivolgendosi al romano, chiede con voce improvvisamente flautata: "E come si chiama il tuo amico?". Il romano pronuncia un cognome così lungo che, al confronto, le denominazioni degli studi legali fino a quel momento sciorinate si pongono nello stesso rapporto di uno stuzzicadenti alla torre Eiffel. E' tutto molto fallico, come in effetti il bisogno di un sigillo, e di conseguenza la matrona, chinando rispettosamente il capo, sussurra indicando la figlia "Anche lei vive a Milano...", lasciando così vibrare nell'aria infiniti sottintesi...del resto, se non ci sono le telecamere, un qualche trampolino alternativo si dovrà pur trovare... In quel momento la gracile candidata lucana esce dalla sala del ritiro. E' stata di parola: ci ha messo pochissimi minuti. La salutiamo tutti con un applauso, anche per l'eroismo del padre. L'euforia dell'acclamazione è presto smorzata dalla precisazione dell'addetto al ritiro, che invita chi è di Roma a ritornare l'indomani: è solo con la sua fotocopiatrice e non può evadere tutte le richieste della giornata. Dopo pochi minuti precisa ulteriormente che potrà provvedere a un limitato numero di consegne: è solo con la sua fotocopiatrice, e non può fare miracoli. Scatta il panico, i presenti capiscono che non avranno tutti diritto di ingresso nella stanza delle fotocopie,e molti hanno un treno o un aereo che li aspetta. La pugliese ricorda che in Italia è tutto marcio, che i posti sono già assegnati, che certe cose si pianificano preventivamente a tavolino, che lei si è fatta un mazzo alla LUISS prima e sul posto di lavoro poi. Il romano le dice "Se me dai na delega te ritiro io i compiti" "UUUHHH Maronna santa..." gioisce tripudiando la matrona romana (nel frattempo la figlia è riuscita ad entrare e resterà nella stanza delle fotocopie per 50 minuti, dopo aver detto peste e corna sui tempi di permanenza nella medesima sala dell'avvocato calabrotoscano) "Maronna, che bello, che bello...ecco la solidarietà tra colleghi della LUISS!!!". "Ma no signora" fa il romano "me sembra il minimo dopo una mattinata passata ad aspettare". In quel momento l'addetto ci gela: non è possibile stendere una delega sul momento, visto che anche le deleghe devono essere protocollate, devono, cioè, essere contestualmente redatte assieme alla domanda per l'accesso agli atti, o, al massimo, vanno spedite e fatte pervenire al ministero prima di presentarsi materialmente in via Tronto, perché vanno comunque preventivamente protocollate. Osservo che non ha senso chiedere di indicare necessariamente chi delegare per il ritiro al momento della redazione della richiesta delle copie dei compiti: come faccio a prevedere con tanto anticipo se non potrò recarmi personalmente a Roma, o chi potrà con certezza sostituirmi? Anche io ho con me una delega, e dubito che chi me l'ha consegnata abbia pensato a cotanta furbata. Sono sempre più deluso. Al ministero della giustizia si seguono logiche da basso impero, con inutili e assurdi bizantinismi, per ulteriormente aggravare il compimento di un atto che non differisce poi molto dal conferimento di delega per il ritiro di una raccomandata in giacenza alla posta. Del resto l'eccellenza del concorso notarile si vede già nella sala d'attesa della veglia funebre, dove sono accatastati scatoloni pieni di copie dei compiti del precedente concorso: sono lì, alla portata di tutti, chiunque non abbia di meglio da fare può prenderne quanti ne vuole e portarseli via. E, se proprio lo si desidera, ci sono pure i registri con le firme di presenza dei candidati nei giorni delle prove e in quello della consegna codici, con tanto di nomi e cognomi. Per un attimo mi viene in mente l'immagine della faccia di Laurini, quando in tv pronunciava le parole "fiore all'occhiello", con riferimento al concorso: anche se forse farei meglio a provarla per me, provo una profonda pena per quell'uomo, che evidentemente parla pensando ad una realtà che conosce solo lui. Ma in realtà sono ancora una volta io a sbagliarmi; non capisco che Laurini è un poeta, e quell'affermazione è una citazione dotta: il fiore all'occhiello è una pansè, una viola del pensiero, quella che la dolce dirimpettaia del quinto piano, la signorinella pallida dell'omonima canzone, appuntò, nel dirgli addio, all'occhiello del buon Don Cesare, che ora porta il mantello a ruota e fa il notaio e, pur stando da vent'anni lontano da Napoli, non v'è una notte in cui egli non sogni la sua amata città, e non versi una lacrima di nostalgia per la sua signorinella. Decido di fotografare quelle meraviglie: nel momento in cui scrivo questo resoconto non so ancora se sarò in grado di postare le foto qui sul sito. Laddove non vi dovessi riuscire, o non me lo si dovesse permettere, sono a disposizione di chiunque voglia vedere un ulteriore corollario (anzi, un'ulteriore corolla) del lauriniano fiore appassito all'occhiello sdrucito dell'abito del notariato. Di fronte all'eccellente ricostruzione teorica dei princìpi generali in tema di delega compiuta dal dipendente del ministero della giustizia (della giustizia, non della coltivazione delle patate tibetane, anche se non si direbbe), la pugliese sbotta, ricordando che in Italia è tutto marcio, che è tutto combinato, che lei si è fatta un mazzo così per studiare alla LUISS, eccetera... e va via, senza poter approfittare della solidarietà di un collega della LUISS, perché ha un treno che l'attende. Peccato, perché dopo una ventina di minuti, all'esito delle nostre rimostranze, il dipendente del ministero, reso edotto da due colleghi di passaggio della beneamata minchiata che aveva detto, ha ripreso ad accettare le deleghe (come del resto aveva fatto sino a un secondo prima della sua geniale osservazione: ma, in fin dei conti, lo capisco: era da solo con la sua fotocopiatrice, a Roma faceva caldo e, come avrei appurato il giorno dopo, nella stanza in cui lavorava c'era un meraviglioso condizionatore d'aria sparato al massimo. Nel passare da quella cella frigorifera in cui venivano conservati i cadaverini dei compiti bocciati alla sala d'attesa della veglia funebre, l'escursione termica sicuramente avrà giocato brutti scherzi). Alle due restiamo in tre a non vedere evasa la nostra richiesta. Io ci avevo sperato sino all'ultimo. Mi ritiro in albergo e mi immergo nell'idromassaggio con la cromoterapia che ho il piacere di trovare in camera da letto. Il giorno dopo arrivo prestissimo, e sono già terzo in coda. Completerò tutto poco prima dell'una, dopo l'ultima estenuante corsa ad ostacoli per comprare le marche. Non chiedo compiti di vincitori, perché non ho voglia di aspettare ulteriormente, e francamente, dopo Shakespeare, non mi interessano più. Voglio leggere solo le motivazioni della mia bocciatura. Apprendo dal verbale quanto sono ignorante, quanto inconsistenti siano i miei ragionamenti. Per fortuna non mi si contesta l'inadeguata tecnica redazionale, che a quanto pare è stata rilevata a molti, forse anche perché, prima di me, uno dei due corretti della mia sessione (svoltasi il 28 febbraio 2012 dalle ore 14 alle 15,45) si era lamentato in parte teorica di non avere davanti a sé il testatore, al fine di avere un colloquio per meglio precisare le sue volontà, e aveva steso un testamento che, a quanto pare, era tutto un programma (compresi gli errori di grammatica, puntualmente riportati con ironia nel verbale di correzione). In conclusione, una proposta: vogliono velocizzare le correzioni? Smettessero di motivare le bocciature, e si limitassero a motivare analiticamente le promozioni. Sarebbe un gran risparmio di tempo, e ne guadagneremmo tutti in buonumore e scienza giuridica. E ora, cantiamo tutti insieme: SIGNORINELLA PALLIDA Signorinella pallida dolce dirimpettaia del quinto piano non v'è una notte ch'io non sogni Napoli e son vent'anni che ne sto lontano Al mio paese nevica e il campanile della chiesa è bianco tutta la legna è diventata cenere io ho sempre freddo e sono triste e stanco Amore mio non ti ricordi che nel dirmi addio mi mettesti all'occhiello una pansè poi mi dicesti con la voce tremula: "Non ti scordar di me" E gli anni e i giorni passano uguali e grigi con monotonia le nostre foglie più non rinverdisciono signorinella che malinconia Tu innamorata e pallida più non ricami innanzi al tuo telaio io qui son diventato il buon Don Cesare porto il mantello a ruota e fo il notaio Il mio piccino sfogliando un vecchio libro di latino ha trovato -indovina- una pansè. Perchè dagli occhi mi spuntò una lacrima? Chissà, chissà perchè!
  41. 16 points
    Io credo che questa sia un'ulteriore prova di serietà della Commissione. Domare le fortissime pressioni che provengono dall'esterno è un atto dovuto anche di fronte a pressioni assolutamente legittime, perchè animate dal comprensibile desiderio di conoscere un esito a cui sono legate a doppio filo le vite di molti ragazzi. E' tuttavia come sempre auspicabile poter ricevere dalla Commissione una comunicazione ufficiale della lista attesa, perchè affidarne la divulgazione alla sola affissione pubblica al Ministero sarebbe dimostrazione di miopia e mancanza di riguardo nei confronti dei tanti praticanti che non vivono a Roma e che resterebbero abbandonati al passaparola. Quanto dovremmo aspettare ancora perchè il Notariato si accorga che esiste un Sito dei Praticanti Notai?
  42. 16 points
    LaPucci ti auguro di passare `sto concorso solo per cambiare quell'immagine-profilo.. perchè fa barcollare dallo schifo! abbi pietà di noi..
  43. 15 points
    Mi scuso per l'invasione del forum, ma vi volevo segnalare che l'on. Mazziotti, ha depositato una proposta di legge con cui, tra le altre cose, si chiede l'eliminazione delle tre consegne e il passaggio alle cinque partecipazioni, oltre ad altre modifiche alla disciplina del concorso. Non abbiamo dimenticato cosa significa stare "dall'altra parte", e, anche se la proposta da sola non basta, ci batteremo con tutte le nostre forze perchè vada in porto. Vi terremo aggiornati sullo sviluppo parlamentare Ludovico Capuano Presidente Associazione Italiana Giovani Notai
  44. 15 points
    Vi rendete conto? Rivedere le proprie idee in materia di liberalizzazioni? questo è quello che jurgen Habermas chiama "razionalismo strumentale", ed ha tanta ragione! Un risultato non può e non deve far cambiare le proprie idee! Detto questo, 12000 notai non li vedranno manco i miei nipoti, nè nei fatti nè tantomeno sulla carta!
  45. 15 points
    In questi giorni sto riflettendo - e non è la prima volta, a dire il vero - sull'assurdità del percorso che ho malauguratamente deciso di intraprendere; un errore clamoroso. Tutti qui aggrappati al sito nella speranza di sapere se il limite delle tre (3) consegne sarà abolito oppure sarà aumentato nel numero di tentativi esperibili oppure, infine, se non cambierà un cazzo. Nel frattempo, la vita scorre e va avanti per gli altri; chi lavora, chi si sta trasferendo all'estero alla ricerca di nuove opportunità e chi infine, potendoselo permettere, manda tutti a quel paese e si trasferisce a Santo Domingo. Noi no; noi tutti qui, in piena estate - mentre gli altri e le altre si divertono, si riposano e danno sfogo alla gioia di vivere - attaccati al sito per sapere se il ddl sarà approvato nella sua versione originaria oppure se vi saranno modifiche. Ecco, il punto è questo: a noi candidati è perfino negato il diritto di avere CERTEZZA sul futuro. Quel valore, la certezza, che è sta alla base di scelte consapevoli e ponderate per il futuro: tutto ciò è logorante ed estenuante. Soprattutto quando uno si confronta con gli altri e riscontra che tutti, chi più chi meno, si muovono e mantengono una certa qual vitalità, mentre noi, a causa delle (note e arcinote) disfunzioni del concorso e di quanto ad esso ruota attorno, siamo qui, fermi e paralizzati, a sperare in un incerto superamento del famigerato limite di consegne.
  46. 15 points
    Io vorrei soltanto ricordare Sassoli. La sua mancanza ci rende ancor più tristi depressi soli e amareggiati
  47. 15 points
    Dunque, riporto qui le ultime notizie in mio possesso, anche per rispondere ai molti quesiti che tanti colleghi mi hanno rivolto di persona a Roma, nei giorni del concorso. Si tratta ancora di ipotesi, ma abbastanza attendibili, salvo decisioni diverse future, che comunicherò: Concorso di Febbraio 2012 Si prevede l'apertura delle buste indicativamente verso fine maggio (rectius: marzo. Vedere sotto); con orali a seguire. Concorso di Novembre 2012 Si prevede l'apertura delle buste per fine luglio 2013, con orali a partire dal 15 settembre. Il ministero auspica fortemente che siano promossi molti più del solito 10%, per evitare di fare andare di fatto quasi buca un concorso, che al ministero è costato - in tempi di crisi - notevoli risorse pubbliche. "Il ministero auspica fortemente"... a buon intenditor, poche parole; ovvero, chi può capire, capisca. Prossimo bando E' previsto effettivamente per 500 posti, ma non è più certo che il bando esca necerssariamente in GU entro Natale 2012; anzi, è abbastanza probabile che vada un po' oltre. In ogni caso, gli scritti non saranno entro l'estate 2013, ma verso ottobre, perchè il ministero non può materialmente gestire l'apertura delle buste di due concorsi, con annessi orali, più dei nuovi scritti, tutto nello stesso periodo. Limite delle 3 consegne Nessuna volontà di abolirlo; anzi, il ministero lo considera un enorme successo, dacché tra marzo 2009 e novembre 2012 (quindi in meno di 3 anni) i consegnanti si sono più che dimezzati, passando da 3000 ad 800. Ad oggi, questo è quanto. Tutto, però - specie le cadenze degli scritti del nuovo bando - sono comunque fortemente condizionati dall'esito delle elezioni politiche e quindi dal cambio di vertice al ministero. Si tratta, quindi, di ipotesi probabili, ma non di certezze: ci tengo a precisarlo. Quando avrò news, le comunicherò. Aggiungo qui di seguito il testo di parziale rettifica, che ho comunque postato a parte, aprendo una nuova discussione: Riguardo agli scritti di febbraio 2012, avendo io ricevuto moltissime richieste relative al perché, con, ad oggi, solo 500 compiti restanti da correggere, si prevede lo sbustamento solo a maggio 2013, ho ricontattato la mia "talpa", la quale, dopo essersi informata ed avermi richiamato, ha in parte corretto il tiro, rispetto alla precedente informazione. Dunque, le cose stanno effettivamente così: commissione e ministero prevedono realisticamente di concludere entro Pasqua 2013, anzi, grosso modo entro fine marzo; tuttavia, mettendo in conto imprevisti vari (malattie; infortuni; mancato numero legale alle sedute di correzione; prolungamento indebito, da parte di alcuni commissari, delle vacanze pasquali; dimissioni di commissari, ecc.) hanno concordato il termine massimo invalicabile (?) di fine maggio, tanto per stare nel sicuro. Ho fatto così (modifica di questo post ed apertura di una nuova discussione), per dare alla notizia la maggiore diffusione possibile.
  48. 15 points
    ...io l'altro giorno ho sentito che apre anche una pizzeria che dedica particolare attenzione ai praticanti!!!! sss
  49. 14 points
    Non ho 65 anni! Tutti sanno chi sono e quel che faccio! Non devo sicuramente spiegazioni a te! Se ti dá fastidio leggermi sei libero di non farlo! Ma tu guarda questo ohhhh
  50. 14 points
    Da quando gestisco questo sito è questa una notizia che speravo di non dover mai dare: E' mancato all'affetto dei suoi cari e delle migliaia di allievi che lo hanno seguito in tanti decenni Guido Capozzi. Ciao caro Presidente, sei stato e resterai il più Grande di tutti I funerali si terranno giovedì alla arciconfraternita dei Pellegrini alle ore 11
×