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    4)) cominciate a comprendere cosa significa vivere in un sistema a concorrenza reale 5) abbandonare l'ego del so tutto io, perché c'è sempre qualcuno che ne sa più di voi ... !
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    Il silenzio di queste 123 visite senza nessun commento è sinonimo di silezioso rispetto per una determinazione 'illo tempore' comune a molti. Imparati due lingue e iscriviti ad buon master o, almeno, fai queste cose ora che hai la giusta età per poterlo fare e, solo dopo, pensa agli studi per il concorso notarile. In alternativa ricordati, un giorno, che qualcuno provò a darti questo consiglio.
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    Giusto è intervenire sul limite delle consegne sia a Notariato che a Magistratura (concorsi che viaggiano sullo stesso binario), tuttavia il calo dei praticanti, oltre che al limite, è dovuto al calo delle iscrizioni nelle università, ma questo è compito delle istituzioni. Noi possiamo solo fare osservazioni nel merito delle proposte e direi che dal punto di vista giuridico, i giovani avvocati dell' A.I.G.A. (e qualche sito web abbastanza improvvisato) non hanno ancora chiare funzioni e ruoli di avv. e Notai, essendoci incompatibilità tra la professione di avvocato e l'esercizio della pubblica funzione notarile, in quanto mentre l'avvocato è un consulente di parte, il Notaio è terzo rispetto alle parti ed esercita le sue funzioni solo in nome e per conto dello stato. Infatti: a) L’art. 1 della legge notarile (legge 16 febbraio 1913 n.89), esordisce affermando che “I Notai sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciare le copie, i certificati e gli estratti” b) il codice penale, nell’art. 357 n.2 definisce il Notaio come la “persona che esercita permanentemente, con retribuzione, per obbligo, una pubblica funzione amministrativa consistente nell’attribuzione della pubblica fede, in nome e per conto dello Stato”. c) gli articoli 2700 codice civile e 221 ss.cpc, chiariscono la funzione di pubblica fede che il Notaio attribuisce all’atto: la pubblica fede conferisce all’atto pubblico una particolare forza probante. L’atto pubblico redatto dal Notaio infatti, “fa prova fino a querela di falso sia della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, sia delle dichiarazioni delle parti, sia degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti”. d) l’atto pubblico va considerato come prova legale, ossia quale documento il cui effetto probatorio è sancito dalla legge senza che il Giudice possa esprimere un convincimento diverso, in deroga alla norma generale contenuta nell’art. 116 c.p.c. in virtù del quale il Giudice valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento: infatti già la citata norma, contiene l’inciso “salvo che la legge disponga diversamente”, con ciò riferendosi a quei casi in cui vi è una restrizione dell’ambito di apprezzamento del giudice. A riguardo si è parlato in dottrina (PATTI) anche di “prova legale assoluta”, dal momento che non è ammessa una prova contraria per vincere l’efficacia probatoria dell’atto pubblico. Da ciò deriva anche la ontologica incompatibilità dell’ufficio di Notaro con la professione di avvocato. NON PUOI SVOLGERE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO E ALLO STESSO TEMPO FARTI LE PROVE E IL TITOLO ESECUTIVO DA SOLO Pertanto come il Notaio, ai sensi dell'art. 2 l.n. non può svolgere le attività giudiziarie che sono prerogativa dell’avvocato, volte alla tutela delle esigenze della collettività sociale, allo stesso modo, l’avvocato ai sensi della l.247/2018 (art. 18 credo) non potrà svolgere le funzioni pubbliche proprie del Notaio, stante appunto la assoluta incompatibilità delle rispettive funzioni. LODEVOLE E' L'IMPEGNO MOSTRATO DAI GIOVANI AVV.TI DELL'A.I.G.A....... PERTANTO, VISTO CHE LA LEGGE NOTARILE PREVEDE LA PRATICA RIDOTTA PER GLI AVVOCATI ED ALLA LUCE DELLA LORO BUONA VOLONTA', PREVIO SVOLGIMENTO DELLA IMPRESCINDIBILE PRATICA, SPERO SI SIEDANO A CONCORSO. DAVVERO UN SINCERO IN BOCCA AL LUPO
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    Niente contro il signor Mattera o chiuque altro ma mi permetto di due cose dopo le cavolate che leggo da anni (ripeto da anni), avendo iniziato questa "carriera concorsuale" da ormai qualche anno: 1) dopo ogni concorso dalle scuole arrivano voci di bandi a brevissimo. Perchè? Forse perchè nessuno (che non sia alle prime armi) si iscriverebbe a un corso dopo un concorso sapendo che bisogna aspettare almeno 1 anno per il bando? Mi sembra tanto l'effetto che si ha quando si prenota un hotel su booking e il sito ti dice che hanno appena prenotato 4 camere in quelle date. L'effetto ansia sale. La verità è i concorsi si hanno a circa 18 mesi di distanza media l'uno dall'altro (tranne l'anno, mi sembra 2012, dei due concorsi febbraio e novembre) 2) troppa gente parla ma mai cita le fonti. Io ho frequentato tante scuole, notai, e ho amici che lavorano e frequentano altri notai, ministeri ecc. Chi vive il mondo notarile da qualche anno ne sente di voci ma alla fine quante sono vere e quante aria fritta. Io mi sono abituato a fare due cose: chiedere sempre prima chi l'ha detto e usare la mia testa perchè certe cose sono cavolate atomiche (vedasi la storia del rinvio dello scorso concorso entro 1 mese dagli scritti per un fantomatico articolo nel bando. Mi è bastato cercare il bando precedente in rete e scoprire che in tutti i bandi vi era lo stesso inciso).
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    Sottoscrivo quanto detto da Giovanni. Qui si credono tutti dei Padreterni ... Beati loro: io, invece, ho tremila ripensamenti in merito ad ogni questione che mi si pone (per non parlare di quelle concorsuali) ... É sbagliato credere di sapere tutto, ma, a volte, invidio le persone che hanno un simile atteggiamento: almeno vivono bene e tranquilli
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    Dipende che esperienze hai fatto fino ai 30 32 anni...se hai solo studiato sei fottuto
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    Il triveneto parla delle denominazione sociale in generale (QUINDI PENSO APPLICABILE ANCHE ALLE società di persone): C.A.1 - (SIGLE E DENOMINAZIONI PLURIME - 1° pubbl. 9/04) È possibile indicare nello statuto la denominazione per esteso e la relativa sigla. Non è invece possibile indicare più denominazioni o sigle alternative. Quindi la sigla sarebbe lecita. Però è strana la abbreviazione che nel cosa in esame serve a poco, forse solo a non mostrare al pubblico il nome di Tizio
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    Pur non avendo una visione romantica di questo concorso, mi auguro davvero che le cose siano molto diverse da quanto leggo su... Lungi da me fare il censore ma inviterei i colleghi in attesa dei risultati ad attenersi al topic e se si vuole crearne un altro apposito sulle "Tecniche contrattuali, negoziali e fattuali per passare il concorso"...:-)) Grazie
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    Comunque non si può fare nulla: "Le regole del gioco le conoscevamo già prima di sederci al tavolo". Quindi, per noi comuni mortali le opzioni sono 2: 1) scrivere tre compiti perfetti, azzeccando proprio le soluzioni volute dalla commissione; 2) avere una gran fortuna. Io confido nella seconda (non potendo confidare nella prima)
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    certo che é scritta male ... comunque non imponi nulla, perché - come accade nella prassi - se l'aumento non viene deliberato o, pur deliberato, non viene sottoscritto, il socio chiedere quanto gli é dovuto
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    Secondo me, faranno passare sia chi ha fatto un unico aumento scindibile sia chi ha fatto un aumento misto, attesa la poca chiarezza della traccia sul punto
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    I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale) Non c'e altro modo (almeno credo)
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    non c'é avviamento e quindi non c'è. Interesse a rimanere nello stesso locale. Se sei un bravo professionista la gente ti cerca non gia per la zona in cui é ubicata la tua attività bensi per la tua professionalità. Indi per cui, non rilevando le qualitá oggettive del bene ai fini della capacitá attrattiva della clientela, non c'é prelazione e non si applicano tante altre norme della l. 392/78
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    Senza polemica....Per me la riserva statutaria poteva utilizzarsi anche per aumento oneroso. Vero che c'è scritto che questa viene dagli utili, vero che gli utili sono da utilizzarsi per aumenti gratuiti perché i soci non "posseggono" gli utili fino a che non c'è una delibera in tal senso. Tuttavia si può pensare che la "riserva statutaria" sia stata creata dalla seguente clausola: " I soci all'unanimità dispongono che il 10% degli utili di loro spettanza ogni anno sia destinato ad apposita riserva statutaria denominata "in conto futuro aumento capitale", riserva in favore dei soci, per l'aumento oneroso di capitale che dovrà avvenire in data x.. Al fine di poter depositare tali utili su detta riserva è necessario che l'assemblea approvi il bilancio e ne destini il 10%."
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    Scusate, una domanda per tutti coloro che hanno fatto l'aumento gratuito: Perché avete optato per tale soluzione? Nella traccia c'è scritto riserva " conto futuro aumento". Può un versamento effettuato dal socio "in conto futuro aumento" essere iscritto a riserva? Stante l'oic 28 si:“Versamenti in conto futuro aumento di capitale” tale riserva accoglie i versamenti non restituibili effettuati dai soci in via anticipata, in vista di un futuro aumento di capitale" Secondo l'oic 28 tale riserva è voce del patrimonio netto. Ora cosa cambia a livello contabile dal versamento effettuato dal socio secondo l'oic 28 e la riserva della traccia? Secondo me nulla, entrambe sono riserve poste nel patrimonio netto. Da un punto di vista civilistico che cambia? Secondo me nulla, infatti entrambe sono targate aumento oneroso, ed entrambe sono utilizzabili in caso di perdita. Ora perché la riserva "versamenti in conto futuro aumento di capitale" ,oic 28, è utilizzabile per l'aumento oneroso mentre quella della traccia no? Grazie per le risposte.
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    Un commissario ha detto che, quando hanno elaborato la traccia, intendevano fare una sola operazione di aumento oneroso scindibile. Per loro quella riserva era da intendersi come una riserva da versamenti in conto futuro aumento capitale formata in modo automatico da utili: in pratica, come accade nella prassi, i soci decidono che una parte degli utili, che dovrebbero distribuirsi, vengono destinati a coprire un futuro aumento oneroso; con la conseguenza che lo stesso, se non viene adottato, gli utili possono essere distribuiti. Resta fermo, però,l'obbligo di procedere all'accantonamento per l'esercizio successivo Poi si sono resi conto che va bene anche l'aumento misto. La solita cazzimmata, insomma
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    Sì, ma adesso non vi è più la tariffa e comunque quando esisteva, la tendenza, almeno negli ultimi anni, era proprio quella di chiedere meno (già si iniziava con la sottotariffazione .....). Comunque, l'immagine romantica non è quella di questo notaio, ma quella del cliente che offre soldi oltre la tariffa........
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    Riferimento (scherzoso) all'opera La Valchiria di Wagner e al mito dei Nibelunghi, dove la figlia Notariato è Brunilde e il padre Ordinamento è Odino (Wotan), l'eroe è l'aspirante notaio (che poi sarà Sigfrido)
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    Come formulario ti consiglio lo storico Lovato-Avanzini Almeno io ho fatto così
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    Valchiria, se ti serve qualche materiale( articolo rivista, studio cnn) contattami pure per messaggio privato. Non avrò tutto, ma dopo qualche anno ogni praticante che si rispetti raccoglie una considerevole mole di saggi vari, escludendo i testi che ormai ... Resto dell'idea che sarebbe meglio che ti dedicassi ad altro per il tuo bene, ma sei grandicello e non hai bisogno di essere troppo tutelato. In bocca al lupo
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    Un mio personalissimo consiglio. Eliminerei qualche testo dalla colonna "pratica". E' sufficiente un testo sulla forma degli atti notarili (Santarcangelo è OK, o al massimo quello di Genghini) e poi tanto tanto tanto tantissimo esercizio pratico (e quindi libri di casi se non segui una scuola). E inserirei qualcos'altro nella parte "TEORICA", ad esempio il classico CAPOZZI per le successioni (i due volumi per intenderci) e almeno "IL CONTRATTO" della Diener. Questo per iniziare, poi magari farei altri approfondimenti sul diritto commerciale ed eviterei di soffermarmi sul diritto internazionale. In bocca al lupo!
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    Carissimi Amici, vi sottoporrò un quesito che sa un po di rompicapo, ma sono certo che stuzzicherà i più attenti e soprattutto i più studiosi e preparati.... Tizio e caio dopo essersi vincolati con una proposta d'acquisto immobiliare sottoposta a condizione sospensiva dell'ottenimento del mutuo, decidono di stipulare un preliminare di vendita condizionandolo questa volta alla condizione risolutiva dell'ottenimento di un mutuo ipotecario. Tutte e due le parti, nel preliminare di vendita, dichiarano espressamente ai sensi e per gli effetti dell'art. 35, comma 22 del decreto legge 4 luglio 2006 n.223, convertito in legge 248/2006 che "la presente promessa di vendita è stata conclusa senza alcuna spesa di mediazione, ai sensi degli art. 1754 e ss. cc." Orbene, si precisa che ne il mediatore ne tantomeno l'agenzia mobiliare, sono stati censiti o inseriti o addirittura menzionati nell'atto che si ricorda le parti hanno dichiarato di averlo stipulato senza l'ausilio della mediazione. Vi chiedo l'agente immobiliare può presente ex art 1757 secondo comma la provvigione? Può vantare diritto alcuno stante che questo non è parte contrattuale? L'articolo in questione recita che se il contratto è sottoposto a condizione risolutiva il diritto alla provvigione non viene meno.... Un blasonato Notaio afferma che se fosse stato inserito e censito nel preliminare allora l'art. 1757 esplicava i suoi effetti e trattandosi di condizione risolutiva la provvigione non veniva meno. Considerato che non è stato censito, non è parte contrattuale e le i dichiaranti hanno precisato e dichiarato che hanno stipulato l'atto senza l'ausilio del mediatore, nulla è dovuto e nessuna pretesa può avanzare facendo riferimento al suddetto preliminare di vendita! A VOI L'ARDUA SENTENZA!!!! SIETE D'ACCORDO CON IL COLLEGA??? Alcuni riferimenti giurisprudenziali non confermano la tesi solo che da nessuno di queste si riesce a capire se in quei casi il mediatore o comunque l'agente immobiliare fosse stato censito o meno... Ahhhhh la chicca finale, in tutto questo parte promittente acquirente in sede di preliminare ha dichiarato la conformità urbanistica ed edilizia dell'immobile oggetto di compravendita ed in sede di perizia immobiliare su incarico della banca erogante il mutuo è emerso che l'immobile presentava diverse difformità urbanistiche e planimetriche. Il mutuo ovviamente per tali ragioni non veniva erogato......
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    Fare come dice Rizzi (pechè ciò dice la legge), dette indicazioni vanno riportate a pena di nullità per la dichiarazione di silenzio assenso; si può evitare, in base all'art. 2 comma 58 (terzo periodo) legge 662/1996, di riportare l'indicazione di versamenti e oblazione solo qualora si citino gli estremi di un precedente atto pub­blico che riporti questi dati
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    La Cassazione legge bene l'art. 1757 che io non ricordavo (e Groovy legge bene la Cassazione); nel mio primo intervento "presumevo" bene, per poi "correggermi" male, riportando un mio frettoloso appunto di commento (fuorviante) altrui. Da una parte, la riflessione mi ha indotto nel giusto, dall'altra mi rimprovero di non aver subito guardato il codice (art. 1757) - come sempre si deve fare - e di non aver analizzato direttamente la fonte (Cassazione) fidandomi di commenti altrui, come non si deve fare.
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    Questo è un consiglio da osservare a prescindere
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    Per quello che ho potuto vedere (non ho esperienza diretta, perchè ne ho quasi 28) l'avvocato, cominciando dal basso in qualche studio in cui si facciano civile e commerciale.
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    Mi correggo, la giurisprudenza della Cassazione è di diverso avviso per ciò che concerne il contratto sggetto a condizione risolutiva. Si tratta infatti di un caso di Cassazione, n. 24399 del 2015, ossia se "Il contratto si risolve di diritto non esiste più quel rapporto obbligatorio che testimonia la conclusione dell'affare per effetto dell'intervento del professionista che, di conseguenza, non può vantare il suo diritto alla provvigione" Esattamente il caso in questione: clausola risolutiva che stabiliva che qualora la promissaria acquirente non avesse ottenuto un mutuo dalla banca il contratto doveva considerarsi risolto di diritto. Per la Cassazione, la “clausola che legava automaticamente il venir meno degli obblighi di acquisto e di vendita assunti dalle parti del contratto preliminare al verificarsi della mancata erogazione del mutuo ipotecario in favore della promissaria acquirente va qualificata come condizione risolutiva potestativa. L'efficacia del contratto dipende da un evento futuro ed incerto (erogazione mutuo) solo in parte riconducibile alla volontà della promissaria acquirente, donde la mancata erogazione del mutuo da parte della banca aveva prodotto come effetto la risoluzione di diritto del contratto in conformità con quanto stabilito dalle parti attraverso la clausola. Occorre vedere ora se nel comportamento delle parti (specie venditrice) sussista una qualche responsabilità, tale da consentire un diritto alla provvigione
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    Perché a. non hanno scelta b. integrano il lavoro dal notaio con lavoretti sparsi (consulenze e successioni, ecc...)
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    Dal sito del Ministero: alla data del 4 Aprile 306 corretti e 82 ammessi all'orale. Lascio a Voi che siete più bravi e svegli di me, il calcolo delle percentuali.
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    su non facciamo le verginelle. Nei concorsi ed esami dove c'è una commissione in correzione ogni membro ha "qualche amico", i nomi li sanno tutti, quando arriva il turno di chi deve passare, passa e basta
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    la quota è intestata al minore, ma l'amministrazione spetta ai genitori che su di esso hanno l'usufrutto legale, previamente autorizzati ex art. 425 c.c. Se manca uno dei genitori o sono in contrasto tra loro spetterà al tutore. Nelle sas, il minore può solo continuare l'attività di impresa se accomandatario, mentre può accedervi in caso di accomandante sia se la società esiste sia di nuova costituzione.
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    Le nullità possono esserci sempre, non bisogna sopravvalutarsi (il sottoscritto in primis): una distrazione, un'imprecisione, un'errata lettura della traccia (pensate solo alle soffitte dell'anno scorso che strage hanno fatto). Ho un'amica in gamba, correttrice, che non ha consegnato perché si è resa conto di non aver scritto (nella fretta di ricopiare) "REPUBBLICA ITALIANA": errore banalissimo, direte, ma le statistiche delle scuole dicono che circa il 30% dei compiti ha un motivo di nullità.
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    Negli ultimi 20 anni i consegnanti erano almeno il doppio mentre oggi con il limite delle 3 consegne la selezione è già fatta in gran parte a monte dalla autovalutazione dei singoli candidati. Con il metodo attuale coloro che consegnano sono solo i migliori. Perciò non cambia nulla rispetto al passato e la commissione non sta regalando proprio nulla, anzi semmai il contrario
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    Bene l'accelerata, anzi benissimo, considera però che c'è di mezzo pasqua, ponti vari tra aprile e giugno, estate (in cui notoriamente si fermano anche per due mesi), quindi natale (un altro paio di settimane di "sosta"). Io continuo a sostenere esiti tra febbraio e marzo '18.
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    E meno male che qualcuno riportava voci di irrigidimenti nelle correzioni e bocciature a tutto spiano (1/6)! Avanti cosí!
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    in questo mese ne hanno corretti una media di 6 al giorno, speriamo continuino così, in modo da avere i risultati per novembre/dicembre
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    Vieni iscritto alla gestione separata INPS, il che equivale a buttare in un cesso (sino a tre anni sono in sostanza versamenti a fondo perduto, non cumulabili con altre forme previdenziali) il 30% del proprio ricavo, al netto delle spese sostenute. se non sbaglio poi il primo anno ti chiedono anche un anticipo sul l'anno successivo... Insomma un massacro. anche se vituperata di gran lunga meglio la cassa previdenza avvocati, cui puoi accedere ormai anche da mero praticante avvocato
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    Grazie! Che dire....... ritiro scolastico anni 15.... lavori saltuari fino anni 22.....diploma alle serali, ho partecipato a 13- 14 - 16 (non ricordo di preciso) concorsi, di cui 2 vinti........ adesso ho un discreto incarico dentro un importante ente pubblico. Sicuramente nessun concorso mi fa paura. Vedo nel forum persone che si lamentano al primo o secondo concorso non superato, il mio primo concorso l’ho vinto al terzo tentativo il secondo dopo una decina di volte, negli ultimi venti anni non vi è stato un’ anno in cui non studiavo per un qualche concorso, poi ho deciso di affrontare i concorsi “superiori” e perciò mi occorreva la laurea.... Da qui in poi proverò, senza disperdermi in tutti i concorsi vari, esclusivamente quello da Notaio ( il mio preferito) e quello da Magistrato, ed, ovviamente, non “buttando via niente” anche la prova da Avvocato. Ho già in preventivo ulteriori 5 anni di studi “concorsuali”. Mi piace la scuola di specializzazione... infatti ho deciso di iscrivermi ad essa. Auguri a tutti. p. s. sempre graditi consigli su ogni cosa. Grazie.
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    Grazie delle risposte, preciso che per Magistratura non vi è più limite di età. Attendo altri pareri, grazie.
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    La ratio del recesso, in generale, risponde all'esigenza di tutelare il diritto di exit di soci che non credono più nel "progetto" d'impresa a fronte di delibere che per forza di cose sono nelle mani della maggioranza. E' questa che imprime il corso della vita societaria. E' verissimo che il recesso come tale è un diritto riconosciuto a tutti ( e non potrebbe essere altrimenti), ma il senso più specifico lo assume per le minoranze (come ratio).
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    Non succede nulla. All'orale non te la chiedono
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    Io credo che in pendenza di un'operazione di fusione e scissione un autonomo aumento di capitale a pagamento, sia da parte di un terzo, sia da parte di un socio, non possa essere deliberato, in quanto altererebbe gli equilibri patrimoniali sulla base del quale si è redatto il progetto di fusione e scissione e fissato il rapporto di cambio., diversamente occorrerebbe ripetere da principio l'intera operazione. Tuttavia, non ne sono sicuro, ma intanto grazie per avermi risposto Niccolò.
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    Lo scopo della discussione é quello di condividere informazioni anche ufficiose ... Il che, ovviamente, comporta il rischio di mutamenti, dal momento che non si tratta di certezze. Probabilmente, quando ho enunciato nel primo messaggio la finalità del topic, non sono stato abbastanza chiaro, dato che - come apprendo adesso- non sono stato in grado di comunicare correttamente il suo significato.
  45. 1 like
    se é stata utilizzata per oneroso
  46. 1 like
    per l'aumento oneroso stanno bocciando per la mancanza della perizia di stima (compensazione) bocciano o meno a seconda di come si é motivato ve lo dice uno che ha conoscenze mirate (pur non avendo partecipato a questo concorso) Quindi ... Non illudetevi troppo
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    Bocceranno quelli che hanno fatto un solo aumento oneroso vedrete
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    Niccolò premesso che concordo con tutto quanto sopra detto, in un caso pratico di vendita di quota di locale commerciale, me ne vedrei bene dal dire serenamente che in virtu di quella sentenza non c'è. Prelazione dal momento che, cosi come in quel caso sono arrivati sino in cassazione, il conduttore al 100% troverà un legale che gli instaura un giudizio. Nel tuo caso cio che mi fa stare tranquillo e che mi fa propendere per la insussistenza del diritto di prelazione, é l'art. 41 della legge 392/78 il quale espressamente esclude la sussistenza del diritto di prelazione per le locazioni di cui all'art. 35, ossia di rapporti di locazione relativi ad immobili utilizzati per lo svolgimento di attività che non comportino contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori nonché destinati all’esercizio di attività professionali. Per questo dato normativo testuale sarei tranquillo. Im altro caso mi sarei posto qualche dubbio, sopratutto perché non spetta al Notaio stabilire la sussistenza o meno del diritto e in un caso dubbio é sempre meglio rispettare la procedura in modo da risolvere il problema a monte
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    veramente io parlavo della massima 125 di Milano che forse interpreti in modo diverso dal mio. Io la interpreto nel senso sopra riportato. Non ho mai detto che oggetto della perizia fosse il credito.....
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    vero é che non era un conferimento "per compensazione" volontaria ma un caso di compensazione legale (Triveneto HG38). La perizia peró, pur non necessaria era a mio avviso OPPORTUNA, perché utile a dimostrare ai soci che l'operazione non fosse lesiva dell'integrità del capitale sociale, evitando eventuali contenziosi.(credo che qualsiasi notaio la pretenderebbe in studio. A concorso é diverso. Basta aver motivato). L'oggetto della perizia è l'immobile venduto e non il credito da prezzo. Un caso simile è quello degli acquisti pericolosi, essendoci il rischio per la società di formare un capitale sociale non effettivo