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    Il triveneto parla delle denominazione sociale in generale (QUINDI PENSO APPLICABILE ANCHE ALLE società di persone): C.A.1 - (SIGLE E DENOMINAZIONI PLURIME - 1° pubbl. 9/04) È possibile indicare nello statuto la denominazione per esteso e la relativa sigla. Non è invece possibile indicare più denominazioni o sigle alternative. Quindi la sigla sarebbe lecita. Però è strana la abbreviazione che nel cosa in esame serve a poco, forse solo a non mostrare al pubblico il nome di Tizio
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    Carissimi Amici, vi sottoporrò un quesito che sa un po di rompicapo, ma sono certo che stuzzicherà i più attenti e soprattutto i più studiosi e preparati.... Tizio e caio dopo essersi vincolati con una proposta d'acquisto immobiliare sottoposta a condizione sospensiva dell'ottenimento del mutuo, decidono di stipulare un preliminare di vendita condizionandolo questa volta alla condizione risolutiva dell'ottenimento di un mutuo ipotecario. Tutte e due le parti, nel preliminare di vendita, dichiarano espressamente ai sensi e per gli effetti dell'art. 35, comma 22 del decreto legge 4 luglio 2006 n.223, convertito in legge 248/2006 che "la presente promessa di vendita è stata conclusa senza alcuna spesa di mediazione, ai sensi degli art. 1754 e ss. cc." Orbene, si precisa che ne il mediatore ne tantomeno l'agenzia mobiliare, sono stati censiti o inseriti o addirittura menzionati nell'atto che si ricorda le parti hanno dichiarato di averlo stipulato senza l'ausilio della mediazione. Vi chiedo l'agente immobiliare può presente ex art 1757 secondo comma la provvigione? Può vantare diritto alcuno stante che questo non è parte contrattuale? L'articolo in questione recita che se il contratto è sottoposto a condizione risolutiva il diritto alla provvigione non viene meno.... Un blasonato Notaio afferma che se fosse stato inserito e censito nel preliminare allora l'art. 1757 esplicava i suoi effetti e trattandosi di condizione risolutiva la provvigione non veniva meno. Considerato che non è stato censito, non è parte contrattuale e le i dichiaranti hanno precisato e dichiarato che hanno stipulato l'atto senza l'ausilio del mediatore, nulla è dovuto e nessuna pretesa può avanzare facendo riferimento al suddetto preliminare di vendita! A VOI L'ARDUA SENTENZA!!!! SIETE D'ACCORDO CON IL COLLEGA??? Alcuni riferimenti giurisprudenziali non confermano la tesi solo che da nessuno di queste si riesce a capire se in quei casi il mediatore o comunque l'agente immobiliare fosse stato censito o meno... Ahhhhh la chicca finale, in tutto questo parte promittente acquirente in sede di preliminare ha dichiarato la conformità urbanistica ed edilizia dell'immobile oggetto di compravendita ed in sede di perizia immobiliare su incarico della banca erogante il mutuo è emerso che l'immobile presentava diverse difformità urbanistiche e planimetriche. Il mutuo ovviamente per tali ragioni non veniva erogato......
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    Mi correggo, la giurisprudenza della Cassazione è di diverso avviso per ciò che concerne il contratto sggetto a condizione risolutiva. Si tratta infatti di un caso di Cassazione, n. 24399 del 2015, ossia se "Il contratto si risolve di diritto non esiste più quel rapporto obbligatorio che testimonia la conclusione dell'affare per effetto dell'intervento del professionista che, di conseguenza, non può vantare il suo diritto alla provvigione" Esattamente il caso in questione: clausola risolutiva che stabiliva che qualora la promissaria acquirente non avesse ottenuto un mutuo dalla banca il contratto doveva considerarsi risolto di diritto. Per la Cassazione, la “clausola che legava automaticamente il venir meno degli obblighi di acquisto e di vendita assunti dalle parti del contratto preliminare al verificarsi della mancata erogazione del mutuo ipotecario in favore della promissaria acquirente va qualificata come condizione risolutiva potestativa. L'efficacia del contratto dipende da un evento futuro ed incerto (erogazione mutuo) solo in parte riconducibile alla volontà della promissaria acquirente, donde la mancata erogazione del mutuo da parte della banca aveva prodotto come effetto la risoluzione di diritto del contratto in conformità con quanto stabilito dalle parti attraverso la clausola. Occorre vedere ora se nel comportamento delle parti (specie venditrice) sussista una qualche responsabilità, tale da consentire un diritto alla provvigione
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